Parole a capo
Tania Chimenti: “Che malinconia la fedeltà dei pinguini” e altre poesie inedite
“A ogni sorpresa siamo preparati. Solo le cose quotidiane ci cascano addosso come calamità naturali.“
(Stanisław Jerzy Lec)
Tania Chimenti: “Che malinconia la fedeltà dei pinguini” e altre poesie inedite
(Ringrazio Tania Chimenti per avermi concesso di pubblicare alcune sue poesie inedite)
L’amore e la sua negazione
sono eclissi di tutto
hanno verbi che strappano
senza presagio di durata.
Scendono fino
a stringere
lacci sulle caviglie
e insistono su legamenti,
muscoli e nervi.
Non ci sono aggettivi,
gli articoli sono indeterminativi.
Quando il sangue
non sgorga più,
la necrosi del disamore
intinge i grigi tessuti.
Qualcuno, chiunque o nessuno
potrebbe forse fare qualcosa?
Qui è l’intuito che frana.
*
Che malinconia la fedeltà dei pinguini:
hanno ali che trascinano a terra
come automi silenziosi
lavoratori stanchi
in fila davanti alla timbratrice,
immolati alla devozione per l’azienda.
Così impigriti al mattino
scivoliamo nella vestaglia,
svogliati andiamo in cucina
a preparare il primo caffè,
ciabattando con pantofole larghe
come pagaie affondate nel pavimento,
spinti in avanti da un’unica
ostinata direzione di marcia.
A guardarci dall’esterno
nessuno penserebbe mai
che abbiamo passato la serata
sul sito Inps a simulare
la data della pensione.
Tutta la vita a fingere una missione!
sperando forse, all’ultimo giorno,
nel miracolo di una felicità colta al volo.
*
Sgabello Bolmen, plastica Ikea,
dove sedevi a fumare sul balcone.
Scarpe da ginnastica, parallele;
il vetro della finestra, pulito.
L’anziana che accudivi
pareva felice, mentre tendeva
le sue calze sullo stendino.
Ti distraevi il tempo d’una sigaretta:
piccole abitudini degli occhi.
Avrei voluto guardarmi
con la tua prospettiva,
la tua dirimpettaia che con lo sguardo
ti richiamava al dovere.
Da qualche giorno la tapparella
resta abbassata.
La morte, più di noi,
anticipa i suoi doveri.
*
Dopo il giorno zero ogni vita
divora sabbia e la chiama pane,
scava nel vuoto, ma senza fame.
*
Non è previsto un verso per il volo
L’ala è sempre ala
Anche se la leggi al contrario
oggi mi sono schiantata
sulla Terra
ho invertito
La retorica del volo
*
Quando piange il mare
le onde vedo giunte
in una preghiera
che non so più fare.
Da bambina la maestra
se piangevo mi diceva
che avrei riempito il mare.
Ora che non temo più l’iperbole
confesso che è un peccato
riempire chi è già di suo
colmo d’azzurro.
*
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*
Tania Chimenti È nata a Bari nel 1968. Da sempre legata alla sua città natale, è qui che ha completato gli studi scientifici e conseguito la laurea in Giurisprudenza. Ha partecipato a diversi concorsi ricevendo menzioni di merito e le sue liriche sono presenti in alcune antologie. Ha pubblicato la sua prima silloge poetica “Abbracciami Cielo” (Wip, Bari, 2023) e la seconda “Versi orfani di ignoto destinatario” (Macabor, Cosenza, 2024). In Parole a Capo sono state pubblicate altre poesie di Tania Chimenti il 15 agosto 2024 e il 16 novembre 2023.
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