Parole a capo
Poesia in Laboratorio (I Parte)
Parole a capo <br> Poesia in Laboratorio (I Parte)
Laboratori poetici organizzati da Ultimo Rosso (I Parte)
“Siamo tutti poeti e non lo sappiamo“
di Maria Mancino (“Maggie”)
A Ferrara, nei quattro incontri laboratoriali di poesia, abbiamo cercato di capire se questa affermazione fosse vera. Ci siamo incontrati, confrontati, abbiamo condiviso opinioni e scritti. Ebbene sì, tutti abbiamo scritto poesie. Perché succede questo quando come forma di scrittura si sceglie la poesia?
Il verbo che la poesia ama di più è sentire. Il primo vero incontro quando usiamo questo verbo è con noi stessi ed è solo così che si riesce ad entrare in empatia con la poesia e con gli altri. Gli incontri sono stati magici, abbiamo ascoltato il ritmo del cuore, abbiamo cantanto, suonato e ci siamo divertiti.
La poesia si è fatta spazio dentro di noi grazie anche all’atmosfera gioiosa che si è creata a ogni incontro. Così con naturalezza siamo diventati tutti poeti.
Imola, 29 maggio 2026
COME SI IMPARA A SCRIVERE POESIE?
di Cecilia Bolzani
Come si impara a scrivere poesie?
Questa è la domanda che noi di Ultimo Rosso ci siamo sentiti rivolgere molto spesso durante i Reading poetici della nostra associazione, ma una risposta univoca, che soddisfi le aspettative di tutti, proprio non esiste.
Abbiamo chiesto alla scrittrice e poetessa Maria Mancino, in arte Maggie, di condurre alcuni Laboratori sulla scrittura poetica per creare le condizioni, per chiunque fosse stato interessato, di sperimentare come nasce un testo poetico. Il titolo del progetto che Maggie ci ha proposto è: “Siamo tutti poeti ma non sappiamo di esserlo” .
Avevamo programmato due incontri, che, a grande richiesta dei partecipanti, e grazie alla disponibilità della relatrice e del Centro che ci ospitava, sono diventati quattro.
Si è trattato di vere e proprie esperienze poetiche di due ore l’una, presso il Centro Documentazione Donna in Via Terranuova 12/b a Ferrara fra marzo e maggio 2026.
L’affluenza e l’entusiasmo delle e dei partecipanti ci hanno convinto della positività dell’iniziativa, che è stata la prima esperienza alla quale molto probabilmente ne seguiranno altre, condotte da poetesse della nostra Associazione, che si realizzeranno dopo la pausa estiva. L’unico requisito richiesto per partecipare: la voglia di mettersi in gioco e lasciarsi andare alle suggestioni proposte dalla conduttrice.
Come nasce una poesia seguendo il metodo di Maggie?
Scegliendo un tema, lasciandosi emozionare e dando spazio alle parole che chiedono di essere scritte. Queste sono le condizioni necessarie per mettersi in ascolto e far emergere la dimensione poetica che, secondo Maggie, si trova, più o meno sepolta, in ognuno di noi. I risultati ottenuti durante i laboratori hanno stupito tutti i partecipanti per la loro originalità e freschezza ed hanno contribuito a creare una comunità accogliente e stimolante.
Il gruppo era formato da alcune poetesse di Ultimo Rosso e da altre persone interessate, alcune delle quali neofite delle tecniche poetiche. Gli argomenti su cui riflettere, proposti dal gruppo, che ogni volta era formato da dieci – quindici persone, sono stati: Solitudine, Confine, Unione, Poesia.
Di seguito riportiamo i testi creati durante gli incontri. Questi testi, scritti dai partecipanti, ci hanno confermato che, se le si lascia spazio, la poesia fluisce, trova le parole per esprimere l’autenticità di ognuno e dialoga con chi la sa ascoltare. La giocosa creatività di Maggie si è espressa ed ha coinvolto il gruppo anche nella produzione di ritmi musicali grazie ai semplici e divertenti strumenti che lei ci ha fornito. Nessuno di noi avrebbe immaginato di riuscire ad interpretare e cantare un testo Rap, concludendo gli incontri in modo divertente ed energizzante.
Ferrara, 08 giugno 2026
Partecipanti ai Laboratori:
Maria Mancino “Maggie”
Cecilia Bolzani
Anna Rita Boccafogli
Maria Angela Malacarne
Lidia Calzolari
Lucia Boni
Elisa Poletti
Francesco Monini
Vincenzo Ballarini – “Vince”
Elena Vallin
Marta Casadei
Elisabetta Roncoli
Rita Rondinelli
Cinzia Pusinanti
Iolanda Marsiglia
Marta Favaro
*
Ognuno scrive un testo su un argomento scelto dalla maggioranza dei partecipanti (con votazione)
Argomento: La solitudine
Un ragno e la sua tela
Un nibbio nei suoi volteggi
Quel dito sul grilletto
Passi che risuonano
Mi sento respirare
Ammiro
Il silenzio mi abbraccia
Posso leggermi e narrarmi
La solitudine è
Nettare e calice
Anche dal fondo nero
Di un pozzo
Si può vedere l’azzurro
Soffro solo se non ti sento
Se non mi sento.
(Cecilia)
Lo senti
Lo senti
L’odore del sangue
Nel suono della paura
Lo strappo della pelle
Nel profumo di un giglio
Il respiro della luna
Sul muso di un lupo
Nel richiamo alla mia solitudine.
(Maggie)
Senza parole
Lascia scorrere
Un tempo
Che non è un tempo,
Che non può essere
Un’attesa
La solitudine
Ricopre come la neve
Il paesaggio,
Rimangono
I sepolti richiami
Al passato.
La solitudine.
(Maria Angela)
Solitudine
Con tutto questo sole non sono sola
Con tutta questa luce
Con tutto questo mare
Con tutta l’aria di questo mondo
Con tutto questo te che mi stai guardando
Con tutto quel respiro che mi mandi addosso
Con tutto questo spazio che a poco a poco sì rastrema tra noi.
Con tutto il noi che siamo
Lasciami solo un attimo sola che poi ci sono.
(Lucia)
Sto bene da solo.
Non sacrifico la mia voglia di vivere.
Le mie scelte, la mia libertà, le promesse .
Perché ho fatto quelle promesse?
Sono cambiato
E dov’è finito quel bambino che
Si sentiva così solo?
(Vincenzo)
Sola, in compagnia di me stessa,
In ascolto, in silenzio
Il paesaggio
Si riflette in me
Divento trasparente
Mentre mi
Riverbera l’erba, mi
Luccica la pozza
D’acqua e mi rapisce
In cerchi concentrici,
Mi fa eco l’avrò e
Ad un pensiero
Di volo
È una nuvola in cielo
Mi porta via.
Persa, colmata
d’innumerevoli
Solitudini insieme.
(Anna Rita)
La mia solitudine
È gentile compagna
Mi sostiene
Quando i pensieri
Si affollano e
Gli umani mi afferrano
E le richieste lievitano
La mia solitudine
È antidoto miracoloso
Al consumo del cuore.
(Elena)
Quando si sceglie
non si può parlare di solitudine,
Non servono i tentativi di giustificare
Neanche con formule teologiche.
È quasi incredibile come
quelli che cercano di giustificare
La sofferenza non facciano niente
Per alleviarla.
“La ginestra” di Leopardi
Dice la verità.
(Iolanda)
Era bella la vita con te
C’era un senso ai giorni e alle notti
E quando eravamo lontani
Si riempiva di sogni l’attesa
Si riempiva
Di canti stonati la casa
Adesso non sai più tornare
Sono rimasta qui, senza parole.
I giorni si sommano ai giorni
E non ricordo più neppure il suono
Della mia voce.
Senza più scampo chiusa in una bolla
Di solitudine.
(Marta)
Sento i miei passi
Sulla ghiaia
Lascio andare lo sguardo
Che tra i rami scruta
A veder chissà cosa,
Un volo, un sussurro di vento,
Un profumo lontano
Il respiro si addolcisce
Scompaiono i passi.
(Cinzia)
C’è una creatura che cambia faccia senza avvisare.
Nella gioia, nella luce è desiderata, idealizzata…
Da sola, si, sarai libera
Di volare, di sognare,
Di trovare te stessa e creare.
Solitudine giovane,
Dorata che smette
Quando vuoi di essere sola.
Si perde e si ritrova
Con leggerezza e nutre
Nel buio, nell’assenza,
È pena infinita,
È quello che sa essere
Nel dolore
Rimpianto, malinconia
Perfida e ineluttabile,
Stato di realtà mutata.
E allora devi lottare,
Diventa nemica e devi conquistarla,
Come terra straniera,
Blandirla, ma accettarla.
(Elisabetta)
D’ufficio
Viene data in dono
Al primo istante
Solo, sola arrampichi il cordone
Della vita sulla pancia.
Solo, sola cadi tra sgorbi e pasticci
D’ufficio
Viene data senza bugiardino
Solo, sola reinventi quei gesti…
Lecchi un francobollo sbagliato
Apponi un timbro sulla pelle.
Cancelli un dato, una scadenza
D’ufficio
Viene data senza scadenza
È un sussulto risuona
Un corpo si piega
Una tovaglia si ripone
Una canzone si commuove.
D’ufficio
Viene data afona.
Oggi, ad esempio
Il mio stomaco
ruggisce affamato
A ricordarmi la fame di vita
Lei sola
Sapienti
Tenace
Riacchiappa il cordone
Fattosi
Misura, Spazio, Vessillo
Del mio essere
Nel mondo.
Oggi intendo
D’ufficio la Chiamata
Rimbomba nel vuoto
E tutti sull’attenti
A rispondere – ci sono-
Sono solo
Siamo soli tutti insieme
D’ufficio
Questa solitudine
Trasforma.
(Lidia)
Nella solitudine
Della notte,
Il capo perde la
Sua compostezza,
Rilascia in tutta
La casa il suo odore acre.
Al mattino arrivano quei sogni inattesi
Quelli che perdurano in tutta la giornata,
Rimangono nella memoria,
Mentre la solitudine
È sospesa…
(Elisa)
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wgbieber
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Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’IBAN: IT75P0538713004000003826665















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