Perché la guerra in Ucraina dura così tanto?
Perché la guerra in Ucraina dura così tanto?
La guerra Russia-Ucraina ha superato come durata quella della 1^ guerra mondiale e sta diventando infinita. Come mai? Entrambi i paesi hanno subito costi enormi, la Russia ha conquistato l’80% del Donbass (e altre aree), con perdite enormi di uomini, i suoi cittadini subiscono crescenti danni, per non dire degli ucraini che hanno visto fuggire all’estero 5,9 milioni di abitanti (1,28 in Germania, 1 in Polonia) e 3,7 milioni hanno lasciato la casa e tutta la popolazione è allo stremo.
Anche il reclutamento dei soldati mostra enormi difficoltà da entrambe le parti. In Russia la paga è sempre più alta e cresce la protesta delle famiglie. L’Ucraina ha almeno 100mila disertori e secondo l’ex ministro della Difesa Fedorov almeno 2 milioni che cercano di sfuggire alla leva. Per questo ha ottenuto dalla UE che non sia più accolto come rifugiato chi non ha svolto il servizio militare. L’avanzata russa è molto rallentata anche se la caduta di Kostiantynivka apre la via per Kramatorsk e Sloviank, le due ultime due del Donbass.
Una pace che fermi il mattatoio (almeno sulla linea di frontiera), assicuri ad entrambe la sicurezza sembra più che possibile, ma la diplomazia è assente (la UE non ha neppure nominato il suo mediatore). Cosa lo impedisce, qual’è il retroscena della guerra?
I paesi ricchi (USA & NATO) che hanno dominato il mondo negli ultimi 100 anni (e gli europei negli altri 400 anni), hanno capito che le guerre, seppure contro popoli più deboli militarmente (Vietnam, Iraq, Afghanistan, Libia, Venezuela, Iran,…), non si vincono senza l’uso di truppe di terra che implica però un enorme rischio di rivolta dei propri cittadini e caduta di consensi che nessun governo vuole.
I paesi “emergenti” (Brics) hanno più possibilità di mobilitare le truppe di terra sia perché meno ricchi, sia per i minori timori di perdere consensi in quanto autocrazie, per cui paradossalmente i paesi “poveri” sono più forti militarmente in guerre aperte di terra. Ciò spiega le predazioni mirate di Trump e la riluttanza a proseguire le guerre aperte degli ultimi 50 anni.
Cosa cela dunque la guerra russo-ucraina? Perché non finisce in un modo ragionevole visto che i danni superano di gran lunga i vantaggi per entrambi?
Un primo aspetto riguarda il conflitto tra Occidente (e NATO) e paesi emergenti (Brics capeggiati da Cina e Russia) che vogliono, dopo 500 anni, piegare il dominio unipolare degli USA. Una vittoria della Russia significa spostare gli equilibri e parte della ricchezza mondiale a vantaggio dei paesi emergenti. Più che un conflitto tra democrazie e autocrazie si cela in realtà una politica di potenza che vuole usare a proprio vantaggio gran parte dei dividendi dell’arricchimento mondiale (com’è avvenuto anche in passato).
L’intervento della Cina a sostegno della Russia è più soft, in quanto la Cina vuole apparire imparziale e sa che la Russia è più forte dell’Ucraina, 5,7 volte più popolata (143 milioni vs 25 dell’Ucraina oggi), è una potenza nucleare e ha immense risorse energetiche, oltrechè un esercito 4 volte più numeroso.
Aiuta la Russia con discrezione ma la supporta. L’Ucraina è invece completamente ed esplicitamente sostenuta dall’Occidente, sia finanziariamente che militarmente e oggi sappiamo essere in atto, sin dal 2022, creando le armi autonome, basate su droni e Intelligenza artificiale che è un salto enorme verso la nuova guerra senza uomini.
Lo ha descritto con precisione Juan Severini (Università Georgetown, Scienze Politiche), pubblicando sulla rivista Palladium di San Francisco, dove racconta che già il giorno dopo dell’invasione russa in Ucraina il Ceo di Palantir Alex Karp (nominato dal proprietario Peter Thiel) aveva incontrato Zelensky per fornire tutto l’appoggio di intelligence nella guerra e creare le nuove armi a guida autonoma (robot, droni, interceptor,…).
In questi ultimi 4 anni sono stati così mobilitati miliardi di fondi (sia pubblici – prima USA e poi UE- che privati e di recente un accordo con la UE per 40 miliardi) per mettere a punto nuovi sistemi di arma a guida autonoma per sostituire nelle future guerre quei soldati che in America e Europa non sono più disponibili a farle le guerre (e oggi in Ucraina).
Così gli algoritmi hanno tracciato le posizioni nemiche russe durante la controffensiva del 2023 e quello che era iniziato con un contratto di 70 milioni (progetto Maven con Google e poi Anthropic) è cresciuto fino a 1,5 miliardi, di cui 800 a Palantir. Investono in questi sistemi d’arma tutte le big tech Usa dell’AI (Google, Space X & Starlink di Musk, Microsoft,…) coordinate dal Pentagono.
Il fatto è che tutti i nuovi sistemi d’arma sono prodotti da privati che fissano i prezzi, per cui le guerre (anche quelle future) saranno sempre più decise da quel complesso sistema militare-industriale, ricattando gli Stati (almeno in Occidente), di cui aveva parlato profeticamente Eisenhower nel lontano 1961.
Ovviamente Cina e Russia (e Iran, così come Israele) lavorano anche loro per produrre questo tipo di armi senza uomini, ma l’Occidente spera almeno di perdere il suo punto più debole: la mancanza di soldati e, pertanto, ripristinare eventuali guerre anche aperte.
L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov (35 anni) era il più stretto collaboratore di Alex Karp di Palantir in Ucraina dove ha una sua sede operativa. Aveva creato una piattaforma (Diia) in cui da tre anni lavoravano insieme ingegneri inglesi, americani e ucraini per nuovi sistemi d’arma e un sistema a punti in cui veniva premiato (con nuovi droni) chi meglio colpiva i russi.
L’Ucraina è così diventata (scrive Severini) una Start-up Nation, dove centinaia di piccole aziende cooperano con le Big Tech americane alla produzione di nuovi sistemi d’arma robotici. Il Time mise in copertina nel febbraio 2024 “La prima guerra dell’AI”.
Zelensky lo ha licenziato per conflitti col capo di stato maggiore Oleksandr Syrskyi. Fedorov si era occupato (con Karp) di rivoluzionare come fare la guerra usando robot, droni e gli interceptor, che consentono, guidati da sistemi non umani, maggiore precisione e minore esposizione al rischio degli umani.
Ci sono state proteste sia nelle piazze che comandanti (come il vicecomandante dell’aviazione ucraina Pavlo Yelizarov) che si sono dimessi in seguito alla rimozione di Fedorov, che ha ricevuto da Karp la proposta (per ora rifiutata) di lavorare in Palantir (le guerre sono tante e in sviluppo…).
Ciò che cambia non è solo l’uso di queste armi senza uomini, ma che si torna alle compagnie di ventura, che tra il XIII e XVI secolo usarono gli staterelli italiani, col rischio però che possano cambiare padrone se paga di più. Poi vennero gli Stati moderni coi loro eserciti.
Oggi ritorna un passato inquietante. Severini osserva infatti che questa tendenza sembra umana (meno soldati, meno morti), ma rischia di far diventare le guerre infinite e cambiare le nostre economie che diventano da sociali a belliche e danno alle grandi multinazionali della guerra un enorme potere sugli Stati. Un serio problema per la UE che non ce l’ha uno Stato… ed è quello che sta accadendo.
Cover: Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Per leggere gli altri articoli di Andrea Gandini su Periscopio clicca sul nome dell’autore

















Mah! ..sgomenta il tono asettico e privo di emozionalita’ così come l’ assenza di un qualsivoglia orizzonte o prospettiva etica legata alla descrizione di quisquilie come le attuali e future guerre anche nucleari, qui da noi in Europa..in effetti da alcuni anni tali graziosi eventi ci erano stati risparmiati ( troppi per alcuni con sede nella City di Londra o a War Street ) dal menu’ di follia e imbecillita’ collettiva di un occidente oramai alla deriva intellettuale e spirituale, ma la cui vita e’ oramai sempre piu’ saldamente in mano alle illuminate elite tecno finanziarie legate al business della Guerra Perenne..Concludo : non si puo’ parlare a mio avviso in termini cosi asettici e privi di visione etica di qualcosa che riguarda la vita o la morte di milioni di persone, il disastro annunciato della nostra stessa civilta’..