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“Messaggi cifrati” e altre poesie

“Sommessa gioia di respirare, esistere: a chi ne debbo essere grato? Ditemi.
Io sono giardiniere, e sono fiore; nel mondo-carcere io non languo solo.”
(Osip Ėmil’evič Mandel’štam)

Ho avuto la fortuna e il piacere di frequentare per molti anni la poesia e l’amicizia di Angelo Andreotti e questi – i temi della parola e della “voce”poetica – erano i nostri argomenti preferiti.  Di seguito,  alcune mie “cronache poetiche” che ho contenuto in una possibile rubrica dal nome (equivoco) di EQUIVOCI (nel senso di E Qui Voci).
Qualche parola sulle poesie:
Una notte lunga sei anni è dedicata alla bambina palestinese di 6 anni morta durante un raid israeliano nella striscia di Gaza.
Versicoli subsidenti si conclude con il richiamo di un famoso verso di Caproni.
Le ultime due poesie sono legate alla morte di Navalny e richiamano atmosfere e stili di due grandi poeti russi che come Navalny sono passati per lo stesso tipo di esperienza “di regime” (Osip Madel’stam e Iosif Brodskij.

P.S. Messaggi cifrati si conclude con una parola scritta in verticale con l’alfabeto Morse : LOVE)

Giuseppe Ferrara

EQUIVOCI

Una notte lunga sei anni
Hind Rajab

Il mondo ha smesso di tremare
piccola Hind non hai più nulla da temere.
Non serve più sapere dove sta il nord
per scappare nel deserto o verso la spiaggia.

Le macerie non riparano dalla pioggia
e le preghiere sono soltanto rappresaglie.
Che la morte possa esserti dolce risveglio
da questa lunga notte d’incubi d’amore…

Ne sono sicuro mia piccola cara Hind:
stai già nuotando verso una nuova vita
nel sacro ripudio di quest’odio antico
noi resteremo qui a non finire di morire mai

 

Versicoli subsidenti

tra frammenti di spiaggia
spunta quanto è stato seminato
negli anni di guerra, nei giorni di tregua
nelle ore e nei secondi che non crescono mai
granelli in una clessidra spazzata da sfarzose tempeste
che scoprono piccole casse toraciche, carcasse svuotate di carri,
carrelli ricolmi d’alimenti scaduti e mine antiuomo ancora inesplose…
come potrebbe tornare bella, scomparsa l’umanità, quella striscia di terra!

 

Messaggi cifrati

sopra è la stessa coltre
d’un bianco più ingrigito
coltre che nel pensiero
equivoca purezza

arbusti bassi sollevano
la testa: è consentito
per decreto naturale
i capelli rasati a zero

per ragioni di stato      .-..
sono segnali di vita     —
sempre più radi, muti  …-
messaggi cifrati           .

 

Alle compagne di vita di Osip Iosif e Aleksej

…se no ti sentirai tirare giù
tentando di tornare a galla: resta
così: nuda! gli abiti son’ aghi
d’abete acuminati a raggelarti
addosso la lunga notte artica…

ricordati il quaderno nella dacia,
il pc acceso e i fiati avvolti
su dita aggrovigliate. ho ancora
quei mirtilli raccolti dietro casa
per aiutare i nostri occhi stanchi
a saziare la fame degli sguardi
continuare, continuare a vederci
vivere-morire per andare avanti…


Giuseppe Ferrara
Nato a Napoli. Cresciuto a Potenza fino alla maturità Classica presso il Liceo-Ginnasio Q.O. Flacco. Laureato in Fisica all’Università di Salerno. Dal 1990 vive e lavora a Ferrara, dove collabora a CDS Cultura . Autore di cinque raccolte poetiche; è presente in diverse antologie. In rete è possibile trovare e leggere alcune sue poesie e commenti su altri poeti e autori. Tiene un blog “Il Post delle fragole”.

In copertina: Foto Segnaletica-di-Osip Mandel’štam-dopo-l’arresto-e-la-traduzione-nel-gulag. L’arresto-era avvenuto dopo-che-nel-novembre-del-1933-Mandel’štam-aveva composto e diffuso il suo Epigramma-a-Stalin (fonte Wikimedia Commons).

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio. Per leggere i numeri precedenti clicca sul nome della rubrica.

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE
di Piermaria Romani


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