Dialogo fra un indignato e un non so.
(per una riscoperta della cortesia)
Dialogo fra un indignato e un non so.
(per una riscoperta della cortesia)
PREFAZIONE
Quello che segue è un dialogo immaginario fra un personaggio indignato dalla situazione politica attuale (abbreviato: InDi) e un sostenitore del sindaco di Ferrara della Lega Nord: Alan Fabbri che ho chiamato “Non So” (abbreviato: NSo). Le frasi dell’indignato sono le mie mentre quelle del “Non So” sono prese da commenti che, nel tempo, ho ricevuto sui social dopo aver espresso la mia opinione (vedi le note).
DIALOGO
InDi: Io penso che il sindaco, visto che ricopre un ruolo istituzionale, avrebbe dovuto rendere conto alla cittadinanza in merito alla dinamica dell’incidente stradale occorso a lui e all’assessore Savini a causa dell’elevato tasso alcolico di quest’ultima. Se l’incidente fosse successo con la conducente sobria non ce ne sarebbe stato bisogno ma, in questo caso, era d’obbligo.
NSo: “Mo fat ‘na ca ad giaz in tal desert” (Traduzione dal ferrarese: Le suggerisco di costruirsi una casa di ghiaccio nel deserto).
InDi: Grazie del consiglio architettonico, ne terrò conto ma io ritengo che il sindaco abbia sbagliato a non spiegare adeguatamente in Consiglio Comunale il motivo per cui non è intervenuto per evitare che l’assessore si mettesse alla guida in stato di ebbrezza. Se lo avesse fatto non ci sarebbero stati retropensieri.
NSo: “Gnurant!” (Trad. Lei è una persona che non conosce i fatti).
InDi: No, guardi mi sono documentato e, a mio avviso, la breve lettera letta dal Sindaco in Consiglio Comunale è piena di contraddizioni rispetto ai fatti riportati dalla stampa locale e nazionale.
NSo: “Ti e to mama sui vial” (Trad. Lei e la sua mamma dovete passeggiare sui viali).
InDi: La ringrazio per il suggerimento peripatetico, mi fa capire che ci tiene alla nostra salute psicofisica- Torniamo a noi… il Sindaco non si è nemmeno degnato di restare in Consiglio Comunale per rispondere ai consiglieri che lo avevano interpellato. Non è stata una bella figura.
NSo: “Ma va a cagher” (Trad. La smetta di andare di testa e vada di corpo).
InDi: È vero, talvolta razionalizzo troppo ma vorrei chiederle: perché il Sindaco, vedendo l’assessora completamente ubriaca alla guida non ha previsto un rischio elevato e non si è messo alla guida?
NSo: “Ca tiena un colp” (Trad. Le auguro che le venga un infarto).
InDi: Io, a lei, auguro salute e ritengo che il silenzio del Sindaco non porti credibilità al Comune di Ferrara. Per lui sembra più facile essere spesso sui social che nei luoghi di rappresentanza istituzionale dove si dovrebbe dialogare.
NSo: “Mo’ sta zitt, spaplon” (Trad. Osservi il silenzio e la smetta di lamentarsi).
InDi: Non sto piangendo anche se, a volte, mi viene da piangere per come vedo il futuro. A me sembra che il Sindaco abbia esagerato quando, prima di uscire, ha lasciato sui banchi dell’opposizione un articolo di 5 anni fa in cui si faceva riferimento ad un vecchio problema giudiziario del figlio di un consigliere: non c’entrava niente con la discussione consiliare. È stato un gesto infantile e un comportamento inadeguato, per usare un eufemismo.
NSo: “Ca tiena al zamorr” (Trad. Le auguro di ammalarsi di cimurro, una malattia infettiva virale che colpisce i cani).
InDi: Anche il suo è un eufemismo? Io credo che la democrazia si attui in ben altro modo; attraverso il dialogo, il confronto civile, la chiarezza e la trasparenza.
NSo: “Mo va’ a munghi! (Trad. Ti invito ad andare alla ricerca di miceti molto speciali dalla forma mista fra quella dei funghi e quella di certi escrementi).
InDi: Dal mio punto di vista, il Sindaco avrebbe potuto chiedere scusa per quanto successo e diffondere un messaggio educativo chiaro contro chi guida in stato di ebbrezza.
NSo: “Tiè ‘na zecca rossa” (trad. Lei è artropode, appartenente all’ordine degli Ixodidi).
InDi: Allude a quel bel film di Sydney Pollack: “Zecca rossa non avrai il mio scalpo”? Forse si confonde con “Corvo Rosso”. In ogni caso il partito del Sindaco sta facendo una battaglia sulla sicurezza stradale e sarebbe stato opportuno un suo riferimento alla prevenzione.
NSo: “Brut aldamar!” (Trad. Brutto deposito di fertilizzante naturale ottenuto dalla fermentazione delle deiezioni animali miste a paglia).
InDi: “Alda al mare” è un romanzo degli anni 50 ambientato al Lido di Magnavacca? Non l’ho letto. A me sembra però che Alan Fabbri non si voglia assumere le sue responsabilità.
NSo: “Bravo Alan!”
InDi: Ma “Bravo Alan” perché? Perché si mostra sui social ma non nella realtà?
NSo: “Bravo Alan!”
InDi: Bravo a fare cosa? Perché non spiega quanti soldi spendiamo noi cittadini che paghiamo le tasse per organizzare concerti?
NSo: “Bravo Alan!”
InDi: Bravo quando? Perché non è mai disposto a confrontarsi con nessuno?
NSo: “Bravo Alan!”
InDi: Bravo come? Bravo dove? Bravo perché? Perché?
NSo: “Parché Alan a son mi” [1] (Trad. Perché Alan sono io).
Note:
[1] Ai commenti del “Non So” potete liberamente sostituire questi altri presi, quasi a caso, dal post a cui faccio riferimento:
“Schiatta creten” (Enrico Pepe)
“Mavaffanculova’!!” (Ombretta Nanni)
“Statura morale livello condotta fognaria” (PieAnna Pischedda)
“Vacca boia che ingossa” (Rose Sorella)
“Ai sinistroidi brucia, dategli la cremina brusacul” (Claudio Gentili)
“Avete rotto i coglioni …Siete pessimi voi e le vostre lamentele” (Sabrina Bonetti)
“Pesanti!!! Avete scartavetrato il cazzo pure al blu dell’infinito!!!” (Filippo Morelli)
“Sinistridioti imbarazzanti, fancazzisti, sempre a criticare” (Daniela Bonati)
“Rosichiate comunisti di m…. Voi avreste e avete fatto molto peggio” (Renato Gherardini)
POST DIALOGO
È ormai consuetudine che quando si criticano gli amministratori leghisti sui social (non mi è ancora successo con gli altri della maggioranza) poi arrivi la consueta “shitstorm” cioè una tempesta di offese per danneggiare la reputazione di chi ha osato criticare.
Ho le spalle larghe quindi riesco a dormire serenamente nonostante gli insulti, come ho dormito tranquillamente quando sono stato oggetto di attacchi in occasione della mia lettera all’assessore Kusiak che regalò i crocefissi alle scuole quando i problemi erano ben altri.
Facciamo finta che, nel gioco delle parti, ci possa stare anche la tempesta di insulti, faccio fatica a concepire un simile comportamento del branco ma sto giocando a far finta; quello che non mi spiego è come si riesca ad offendere senza discutere assolutamente nel merito.
Io, in questi tempi, non vedo discussioni fra persone che hanno opinioni politiche diverse ma soprattutto tifosi ultras che offendono i loro “nemici” per denigrarli. Non vedo sostenitori dell’una e dell’altra fazione che dialogano, discutono, criticano, polemizzano e si attaccano in maniera costruttiva ma gente rabbiosa che, prima di pensare, offende. E non sto pensando solo ad una parte politica, sto pensando ad un brutto stile che non mi piace e non mi convince, da qualsiasi parte politica venga.
È vero, anche io uso l’ironia ed il sarcasmo per criticare ma, immagino credo e spero, che si possa rispondere rendendo all’autore pan per focaccia.
Di questo passo è facile pensare che degli “ultras” simili arriverebbero a giustificare qualsiasi comportamento del loro beniamino, indipendentemente dal ricercare la verità dei fatti, la correttezza, l’onestà, la lealtà e la coerenza.
Non so come si esca da questa brutta politica che ha perso la caratteristica essenziale della critica ed è sprofondata in quella dell’insulto.
Credo che nel nostro Paese esista un enorme problema educativo, che non scopriamo solo oggi, e del quale bisognerebbe cominciare a farsi carico veramente, altrimenti non so come ci si possa salvare da questo pantano maleodorante.
Penso ad una comunicazione diversa, ad un uso più consapevole delle parole, a comportamenti esemplari messi in atto da personaggi pubblici affinché siano di esempio, ad una cittadinanza attiva e ad una riscoperta dei riti di cortesia.
Pur partendo da posizioni diverse, penso soprattutto che si debba investire in una nuova alleanza fra scuola e famiglia affinché, una volta individuati gli obiettivi comuni, si possano perseguire in maniera coerente e sinergica ma continua e determinata.
Ne va del nostro futuro e di quello dei nostri figli.
P.S. Il titolo di questo post e l’immagine di copertina che ho creato sono un ovvio riferimento a Giorgio Gaber e al suo disco “Dialogo fra un impegnato e un non so”.
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“Quando l’umanità diventa gregge, vuole l’animale capo” è un celebre aforisma del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche. Il problema è globale: dal radicalismo dei coloni del West Bank a vannacci che celebra San Marco il 25 Aprile e dice basta parlare di problemi climatici. Per non parlare del 7% degli adulti americani (oltre 16 milioni di persone) che crede che il latte al cioccolato provenga direttamente da mucche marroni. Questo dato è emerso da un noto sondaggio condotto dall’Innovation Center of U.S. Dairy, che ha evidenziato anche come quasi la metà degli intervistati non sappia come si produca realmente questa bevanda. Nel nostro piccolo abbiamo un salvini che sostiene che gli insegnanti siano una classe di lavoratori privilegiata, dimenticandone i salari più bassi d’Europa e del fatto che piu’ nullafacente e sovrastipendiato di lui non esista nessuno. In una intervista al Sole 24 Ore, brunetta scopre l’acqua calda accorgendosi della fuga dei giovani dall’Italia. Ma va! Detto da uno che guadagna 250.000€ lordi all’anno per presiedere un ente, il Cnel, che lui stesso nel 2016 aveva dichiarato inutile e che con un colpo di mano voleva portare a 310.000€, poi rientrato per l’irritazione di Palazzo Chigi. Tutto questo in un paese dove si nega il salario minimo.