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Sanchez, Meloni e la finta immigrazione di Ceuta

Sanchez, Meloni e la finta immigrazione di Ceuta

E’ molto probabile che dietro la finta immigrazione a Ceuta, enclave spagnola in Marocco (ma 48.300 su 50mila sono già rientrati in Marocco) ci sia il re del Marocco Mohammed VI.
Il motivo? Pressare Pedro Sanchez che teme possa ritornare ad appoggiare il popolo Sahrawi che lotta da decenni per avere l’indipendenza del Sahara Occidentale con un referendum (chiesto anche dall’ONU nel 1991 ma mai fatto).

Un accordo recente (a cui ha aderito, peraltro, anche la Spagna) prevede diventi regione autonoma sotto la sovranità del Marocco. Decisione però contestata dall’Algeria che il 20 luglio è stata visitata da Sanchez per accordi sul gas.

Poi ci sono gli Stati Uniti di Trump e Israele che, con gli accordi di Abramo del 2020 (a cui ha aderito il Marocco), possono aver chiesto di usare i migranti contro Sanchez che si è opposto (unico in Europa) al genocidio da parte di Israele dei palestinesi a al riarmo voluto da Trump e Nato al 5% del Pil per tutti.

Che il Marocco sia amico di Trump è noto, al punto che la nuova autostrada di 1050 km. che attraversa il deserto (Tiznit-Dakhla) porta il suo nome “Donald Trump”, il quale Trump  al Consiglio di Sicurezza ONU appoggia le richieste del Marocco sulle terre dei Sahrawi e vuole il mondiale di calcio del 2030.

E’ noto poi che la destra mondiale ed europea lavora da anni sulla paura dell’immigrazione per aumentare i propri consensi. Organizzare la finta invasione in Spagna è un modo (anche se farlocco) per tentare di screditare Sanchez.

Il Governo Meloni ha sospeso Schengen, cioè la libera circolazione in Europa, e farà controlli alle frontiere per chi arriva dalla Spagna. Si tratta di una forma di incompetenza (voluta), in quanto la nuova sentenza della Corte Suprema della Spagna prevede la regolarizzazione di un migrante solo se risiede in Spagna da almeno 5 mesi e da prima del 1° gennaio 2026.

Quindi non c’è alcuna possibilità per un irregolare che da Ceuta riesca ad andare in Spagna (ma ci sono 34 km. di mare!) possa poi uscire dalla Spagna come regolarizzato.

E’ quindi evidente che si tratta di una montatura ad arte per aumentare la pressione su Sanchez già isolato nella UE per le sue scelte anti Trump (Israele e riarmo).

Immigrazione: il modello Sanchez e il (non) modello Meloni

Quali sono le differenze tra il modello Sanchez e di Meloni sull’immigrazione?
Sanchez ha deciso di aumentare l’immigrazione regolare (con regolari visti via aereo) sfruttando la stessa lingua dei latino americani che sono il grosso dell’afflusso straniero e ha ridotto, nel frattempo, gli sbarchi irregolari (calati dal 2023 al 2025 da 57.318 a 36.683).

Il Governo Meloni fa il contrario: poiché non vuole avere immigrazione legale, la quota di irregolari cresce (+55% rispetto alla Spagna) e ha ridotto i rimpatri (-29,6%, mentre in Spagna crescono).

L’Italia non riesce infatti ad aumentare il flusso di ingresso dei regolari (aumentati solo sulla carta, per l’assurda legge sui flussi che si è data, ne sono arrivati 8,7% nel 2025, 14mila su 164mila!). Per nascondere questa insensata politica migratoria, Giorgia Meloni agita lo spauracchio iberico per celare i nostri sbarchi, quelli si incontrastati e irregolari a fronte di flussi legali che sono pochissimi e mandano in bestia le nostre imprese (corrette e sane) che cercano lavoratori che non trovano.

Fonte Frontex e UE

Il primo ministro socialista ha deciso per una forte immigrazione legale a partire dal 2022 e la regolarizzazione di irregolari nel paese (circa 500mila) per rilanciare la crescita della Spagna che ha bisogno (come tutta la UE e l’Italia) di immigrati legali. Risultato, la Spagna viaggia ad una velocità di 2,5 volte quella dell’Italia (come PIL) nel periodo in cui governa Meloni (2022-2026).

Tutti sanno che la UE ha un enorme fabbisogno annuo di immigrati e lo sa anche il Governo Meloni che infatti ha aumentato il decreto flussi a livelli prima mai raggiunti ma, per la farraginosità di questo sistema demenziale, ne entrano solo 8-10% del fabbisogno, mentre invece continua un flusso di irregolari (seppure in calo e uno stock di irregolari stimato in 300mila unità).

Immigrati irregolari che fanno comodo sia ai padroncini per sfruttarli, favorendo quel caporalato che a parole si dice di voler combattere, sia alle destre per accrescere paura e allarme sociale tra molti cittadini, sfruttando l’ignoranza sui dati e le (non) politiche immigratorie del nostro Governo.

Cover: Ceuta (Spagna), 31 luglio 2026 – foto di Internazionale su licenza Wikimedia Commons

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Andrea Gandini

Economista, nato Ferrara (1950), ha lavorato con Paolo Leon e all’Agenzia delle Entrate di Bologna. all’istituto di studi Isfel di Bologna e alla Fim Cisl. Dopo l’esperienza in FLM, è stato direttore del Cds di Ferrara, docente a contratto a Unife, consulente del Cnel e di organizzazione del lavoro in varie imprese. Ha lavorato in Vietnam, Cile e Brasile. Si è occupato di transizione al lavoro dei giovani laureati insieme a Pino Foschi ed è impegnato in Macondo Onlus e altre associazioni di volontariato sociale. Nelle scuole pubbliche e steineriane svolge laboratori di falegnameria per bambini e coltiva l’hobby della scultura e della lana cardata. Vive attualmente vicino a Trento. E’ redattore della rivista trimestrale Madrugada e collabora stabilmente a Periscopio.

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