Appunti sul Nuovo Mondo che ci aspetta. E’ sempre più nero, ma si tinge di nuovo
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Appunti sul Nuovo Mondo che ci aspetta. E’ sempre più nero, ma si tinge di nuovo
Due libri ci aiutano a capire perché fatichiamo a capire come sta cambiando il mondo. Il primo è di Pino Arlacchi (La Cina spiegata all’Occidente, ed, Fazi, 2025 pag. 520, 20 euro), il secondo è di Luca Ciarrocca (L’anima nera della Sillicon Valley, ed. Fuoriscena, 2026, pag.295, 19,5 euro).
Arlacchi, sociologo, già collaboratore e amico dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino, è stato a lungo direttore esecutivo del programma anti-droga dell’Onu e studia la Cina da 50 anni.
Ci dà un quadro oggettivo non solo della millenaria civiltà cinese ma delle caratteristiche attuali che sono quelle di un “socialismo di mercato” dove lo Stato guida il mercato producendo prosperità. Ha eliminato 850 milioni di poveri ed è già leader mondiale in metà delle principali 64 tecnologie, per cui gli Stati Uniti la considerano il nemico contro cui combattere, per non perdere la leadership sul mondo nel XXI secolo.
Per questo molti temono una guerra tra i due titani, ma secondo Arlacchi non ci sarà per tre buone ragioni. La Cina non ha una cultura espansionista (al massimo ingloberà Taiwan), non vuole una guerra con gli Stati Uniti e sa bene che il tempo delle guerre aperte (invasioni di altri Stati, come la Russia con l’Ucraina) non sono possibili, infine perché là dove ci sono popolazioni contrarie ad essere invase nessun esercito può prevalere. La Russia infatti può portarsi a casa Crimea e Donbass in quanto zone russofone.
La Cina diventerà invece un leader mondiale e il suo successo economico sarà anche sociale.
Ciò rischia di mettere in crisi il modello americano di “democrazia” neoliberista che è in piena crisi. Non si sta rivelando vera infatti la previsione dell’economista Daron Acemoglu (premio Nobel 2024, per molte altre considerazioni molto apprezzabile) che ha scritto, in Perché le nazioni falliscono, dell’inevitabile rallentamento cinese, in quanto, secondo lui e l’altro autore (James Robinson), solo un sistema capitalistico a democrazia liberale (e con forti connotazioni sociali) può produrre prosperità.
Il problema è che gran parte degli economisti ed esperti occidentali sono figli di una cultura accademica e di teorie che sempre più spesso impediscono di leggere ciò che accade nella realtà, perché la realtà non conferma le teorie che hanno studiato. La regina Elisabetta chiese alla London School nel 2008 come mai solo 6-7 economisti su 20mila avessero previsto la crisi devastante dei sub prime.
Lo stesso motivo per cui Draghi & C. non capirono che la Russia non sarebbe crollata con le sanzioni da lui proposte, nonostante avesse un PIL pari al 10% di tutto l’Occidente.
Il fatto è che l’economia dominante si proclama “neutrale”, ma in realtà copre spesso scelte ideologiche ed espelle dalle sue analisi storia, diritto, il ruolo del conflitto sociale, la cultura, etc.. Un altro esempio è aver sostenuto per decenni nella UE privatizzazioni, deregolamentazione dei mercati, austerità (Germania in testa) e oggi il suo contrario, che si può aumentare la spesa pubblica a sostegno del mercato interno (sia tedesco che europeo) per il riarmo, ma non per innovazioni green, clima o case popolari. Così come aver sostenuto tassi zero come BCE per tanti anni o che federare i portafogli (moneta e mercati) avrebbe federato i cuori, creando gli Stati Uniti d’Europa o che i dazi di Trump avrebbero prodotto un’inflazione gigante.
Luca Ciarrocca analizza invece biografia, idee e successi di Peter Thiel, forse il modo migliore per capire in profondità perchè la svolta americana di Trump durerà. Thiel è un giovane studente di Stanford diventato miliardario dal niente, investendo come venture capitalist su business di successo (da Paypal a Palantir). Laureatosi in filosofia, sin da quando era studente, ha fondato Stanford Review con idee di destra anti-sistema contro il capitalismo liberal americano degli ultimi 30 anni che non difende a sufficienza la cultura occidentale, che ha prodotto de-industrializzazione, debito pubblico e deficit commerciale e fatto crescere la Cina come nuovo gigante. Le sue idee sono alla base del successo del movimento MAGA e potrebbero reggere a lungo, al di là dello stesso Trump.
Cosa contestava in sintesi Thiel? Un’America dove l’ideologia dominante era quelle delle università e dei media (entrambi dominati dalla cultura dei Dem) che stava gradualmente indebolendo gli Stati Uniti economicamente in quanto imponeva regole e tasse agli innovatori, credeva nella concorrenza, nell’inclusione delle minoranze con università e media che sostenevano idee conformiste di democrazia liberale e cultura woke, sanzionando coloro che avevano idee eterodosse (come le sue), per esempio che si fa successo seguendo le tappe classiche: prima ti laurei, poi lavori negli studi o imprese migliori, rinunciando alle proprie idee da innovatore.
Per questo ha creato una fondazione che investe sui giovani di talento da cui sono usciti molti miliardari tra cui quel Vitalik Buterin di Ethereum (una criptovaluta da 400 miliardi capitalizzazione).
Thiel oggi è diventato non solo uno dei più autorevoli innovatori nel mondo digitale (Palantir è l’azienda leader mondiale sul controllo e la sorveglianza che vende il suo software a Pentagono, Cia, Israele etc.), ma ha una rete segreta di imprenditori, banchieri, venture capitalist, politici bi-partisan (repubblicani e democratici) che discutono in segreto (Dialog) per influenzare le principali scelte dell’Amministrazione Trump.
Altro che Gruppo Bilderberg che almeno pubblica sul suo sito la lista dei partecipanti. Dialog è uno dei tanti gruppi segreti (ma il più efficace) che orienta le politiche dei Presidenti degli Stati Uniti (di oggi e di domani) e che costruisce infrastrutture private (come Palantir, Starlink,…) che diventano il cuore dello Stato.
Noi ci lamentiamo di città cinesi dove si sperimenta il controllo sociale a punti, ma già oggi Palantir profila tutti noi. E James David Vance, prossimo candidato a presidente, è una totale creazione di Peter Thiel.
Il che mostra che nelle democrazie occidentali i politici sono ormai esecutori di linee guida di gruppi finanziari e tecnologici che puntano a creare le condizioni ideali per i loro business e per battere chi cerca di minare sia le loro posizioni monopolistiche, sia la leadership mondiale degli Stati Uniti da cui traggono linfa. Ecco perché Cina (ma anche UE) sono nemici esistenziali. L’economia dell’America, se vuole essere vincente, si dovrà basare – secondo Thiel- su grandi monopoli di tecnologie avanzate e Intelligenza Artificiale, tasse minime, niente regole all’innovazione, sistemi di controllo di massa segreti (per prevenire immigrazione illegale, criminalità, oppositori).
L’Anticristo (Thiel usa queste espressioni da finto cristiano e cita passi biblici) si mostra come chi vuole redistribuire la ricchezza con più tasse e più welfare, imporre regole agli innovatori, vincoli ambientali e burocrazie (…comunisti o progressisti).
Un’ideologia di destra che vuole un’autocrazia verniciata di democrazia, basata su nuove tecnologie & Intelligenza Artificiale, criptovalute, distruzione di contrappesi legali o controlli bancari e una privacy limitata a chi governa.
Anche quando Peter Thiel inventa nel 1998 PayPal a 32 anni (insieme al polacco Nosek e all’ucraino Max Levchin, l’ingegnere che scrive il codice e inventerà il sistema antifrode che in futuro sarà la chiave per Palantir), l’idea non è tanto migliorare i pagamenti ma creare una nuova valuta mondiale e un nuovo monopolio (che non riuscirà in quanto sono più forti Visa e Master-card).
Per arrivare al cuore delle Istituzioni bisogna però anche coinvolgere chi conta (politici), per questo servono relazioni e un populismo come ideologia “sottostante” che trovi ampi consensi tra i poveri e operai che vogliono soldi e sicurezza (fuori gli immigrati illegali) da “vendere” ai politici di destra insieme alle proprie tecnologie di sorveglianza (per fare soldi) e criticare i limiti della società liberal dem che promette una prosperità che non arriva mai (anzi). Temi veri, ma la cui risposta (di destra) per poveri e operai è peggiore della ricetta Dem.
Un approccio libertarian right che ha visto questi innovatori, geniali, furbi, immersi in un mondo solo tecnico dove l’orizzonte è solo successo e soldi (e sesso, vedi la rete Epstein, che investe 40 milioni in Valar Ventures, fondo finanziario di Peter Thiel, fonte New York Times).
Thiel, uno dei pochi che ha studiato filosofia, dà profondità ad un pensiero di destra tra alta filosofia e misticismo (seppure satanico) ad americani (ricchi, potenti, suprematisti) che non hanno ancora capito che esistono altre culture, che l’uomo non è una macchina, che esiste la spiritualità e l’umanesimo e che non si può governare il mondo con un gruppo elitario dei “migliori” che tutti sorveglia per farlo “funzionare” al meglio.
L’oro del futuro non è quello materialista dei lingotti o dei profitti, ma quello che fa fiorire gli esseri umani come creatori e non come massa amorfa da sorvegliare.
Ciò che interessa a Thiel non è se un prodotto è buono o serve, ma “se funziona”. Per Thiel siamo minacciati da un governo mondiale che controlla tutti. Un giornalista gli chiede: “ma non è lei l’Anticristo di cui parla visto che possiede l’azienda leader nella sorveglianza?”.
Il pericolo di manipolare coi media e AI e sorvegliare milioni di individui è reale, una forma di “fascismo” molto più concreta dei nostalgici del ventennio.
Idee di destra, di “fascismo digitale”, funzionaliste, di potenza, controllo e segretezza di un mondo dove ci sono pochi vincenti e molti perdenti, che fa scivolare l’America in un assetto autocratico, in contrasto con l’umanesimo (se ancora c’è) europeo.
Per questo come disse Nietzsche “E se tu scruterai a lungo nell’abisso, anche l’abisso finirà col fissare dentro di te”. Non sarà semplice quindi per l’élite UE stare alleati con gli americani (anche con chi verrà dopo Trump).
In copertina: Caricatura di Peter Thiel – https://www.flickr.com/photos/donkeyhotey/54074892844
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