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Roberto Dall’Olio: Alcune poesie per mio babbo Orfeo

Mio padre non mi ha detto come vivere; ha vissuto e mi ha fatto osservare come lo faceva.
(Clarence Budington Kelland)

Sul mezzo traguardo
Del Tourmalet
Mi sono accorto
Di te
Caro babbo
Non c’eri
Mi sono accorto
Freddo
In una stanza
Gelida
In un sacco
Da frigo
Non c’era più
Il tuo solito
Viso
Ho pianto
Non ti riconoscevo
Scavato
Da giorni
Di sole flebo
Gli occhi
Da tempo chiusi
Ora spalancati
Fissi
La bocca aperta
Li ho chiusi
Nei loro abissi

*

le sere d’estate
andavamo
da Siro
al circolo del tennis
fuori San Vitale
aveva una altalena
bellissima
mi legava
lui e il babbo
e mi facevano
volare
è così la vita
gli sentivo dire

*

In campo
Luci soffuse
Nicola Pietrangeli
Novant’anni
Come te babbo
Per festeggiare
Il tennista
My Way
Piaceva tanto
Anche a te
The voice
Vibrante
Calda
Profonda
Tra le due
Sponde
Dell’oceano
Ti ho pensato
Con la tua racchetta
Cecoslovacca
Imparasti il tennis
Da Rossi Amelio
Prigioniero degli Inglesi
Dieci anni
La tua Maxima
Di legno
Che fu la mia
Poi Aznavour
La sua voce
Caucasica
E da Rive Gauche
Piaceva a tutti noi
La mamma tu e io
Che folata
Prima che il silenzio
Se la porti via

*

Il babbo
Aveva due mani
D’oro
Costruiva
I giochi
Per me
Per gli amici
I fucili
Come i pellerossa
Le pistole
I soldatini
I carri armati
Il camion
Del rusco
Le racchette
Da ping-pong
Il puzzle
Più pazzo
Del mondo
Cantava
In bagno
Le fotografie
Le diapo
I film a manovella
Dei tre porcellini
Visti anche
Dai miei bambini

*

Come erano verdi
I tuoi occhi
Babbo
Tingevano la pineta
Della vita
Facevano luce
Nei fondali
Dei giorni spenti
Mi ricordano
Ancora
Quei golfi
Di Oristano
Tharros
L’Inchnusa
Dove siamo
Passati anche
Noi
Con piedi leggeri
Come erano verdi
I tuoi occhi
Babbo
Dei prati alla Drava
erano luce
In cantina
Quando
Si facevano
Le bottiglie
Come dicono
A Bologna
Verdi
Eleganti
Sul letto
Che ha tenuto
Il tuo ultimo
Respiro

*

Mia mamma
Sulla tomba
Sente tutti
Ma proprio
Tutti
Gli anni
Passati col babbo
Le sue lacrime
Fanno vivere
I fiori finti
Del congedo
I nostri cuori
Sono bulbi
Sotterrati
Ogni volta
Nei prati
Del cimitero
Mi dice
Che sono bravo
La tengo su
Di morale

Non sono bravo
Sono suo figlio

Roberto Dall’Olio (1965), bolognese, docente di filosofia e storia al Liceo Classico Ariosto di Ferrara. Ha pubblicato diversi volumi di poesia. E’ del 2015 il poema “Tutto brucia tranne i fiori” Moretti e Vitali editore- nota di Giancarlo Pontiggia postfazione di Edoardo Penoncini – con il quale ha vinto il premio Va’ Pensiero 2015. Con l’editore L’Arcolaio ha pubblicato il poema Irma con note di Merola, Muzic, Sciolino, Barbera e la raccolta di poesie “Se tu fossi una città” con nota di Romano Prodi. Nel 2021 ha pubblicato Monet cieco (Ed. Pendragon), I ragazzi dei giardini, Ed Pendragon, 2022. Ha pubblicato il saggio Entro il limite. La resistenza mite in Alex Langer (La Meridiana, 2000). Redattore della rivista “Inchiesta” diretta da Vittorio Capecchi. Vive a Bentivoglio nella pianura bolognese dove è presidente della sezione locale dell’ANPI. Ogni domenica Periscopio ospita Per certi versi, angolo di poesia che presenta le liriche di Roberto Dall’Olio.

LO SCAFFALE POETICO
Segnalazioni editoriali interne (o contigue) al mondo della poesia.

  •  DORIS BELLOMUSTO, Fra l’Olimpo e il Sud, Poetica Edizioni, 2021
  • AGNESE COPPOLALa sete della sera, La vita felice, 2021

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio. Per leggere i numeri precedenti clicca[Qui]

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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

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