Tag: roberto dall’olio

Per certi versi /
Ballata di Cleopatra

Ballata di Cleopatra

nuova Cleopatra
che seduci
con mani
di limoni
nei saloni degli specchi
ti ammiri
con l’arte
di incatenare i cuori
degli uomini
tu comandi
l’amore
tuo schiavo
potresti essere
un cardinale
giovinetta
nella Parigi di Richelieu
avresti forse ucciso
anche tu Marat
bevendogli il sangue
con Napoleone
ti saresti infilata
tra le sue refurtive
egizie
di Cesare lo sappiamo
eri il gatto col topo
il tuo cuore
inaccessibile
forse l’avresti dato
ai pellerossa
sparando assieme a loro
vestita da cowboy
qualcuno dice
di averti vista
trafiggere le nuvole
con una sigaretta
in bocca
ma il tuo meglio
è la danza
dell’orchidea nera
sei notturna
dalla pelle di luna
liscia e perfetta
come voleva Aristotele
le tue movenze
studiate
le getti via
tutta sola
pallida
di terre anemiche
ti basta
la treccia
per sedurre
anche gli angeli

Ogni domenica periscopio ospita ‘Per certi versi’, angolo di poesia che presenta le liriche del professor Roberto Dall’Olio.
Per leggere tutte le altre poesie dell’autore, clicca [Qui]

Parole a capo / Roberto Dall’Olio: “I ragazzi dei giardini”.
Un commento e alcuni ricordi

“Ho visto le menti migliori della mia generazione distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche,
trascinarsi per strade di negri all’alba in cerca di droga rabbiosa”.
Questo incipit della famosa e disperata poesia-denuncia di Allen Ginsberg, letta per la prima volta nel 1955 ad un reading collettivo alla Six Gallery, mi è venuto alla mente leggendo i versi del bel libro di Roberto Dall’Olio, I ragazzi dei giardini, Ed Pendragon, 2022.
Versi pieni di rabbia, di tristezza e, perché no, di sensi di colpa che mi rimandano una mescolanza di ricordi e di esperienze lavorative.

“Ricordate/ Ricordiamoli/ erano ribelli/ poca scuola/ molta vita/ molta notte/ l’ideologia finita/ erano di sinistra/ erano maledetti/ erano ignari/ tutti lo eravamo/ finito il piombo/ del settantasette/ arrivò lo scirocco/ americano/ la droga/ per spegnere/ la giovinezza/ la ribellione/ poi gli spacciatori/ senza scrupoli/ che ghiotta occasione/ Ricordiamoli/ Ricordate”.

Dai tempi delle Magistrali, passati in una classe dove dominava l’approccio goliardico (anche pesante) alle cose, ai compiti scolastici di ogni giorno. Anche la scelta monacale di un compagno o l’interesse per la politica di qualche altro, erano passate senza scalfire più di tanto il vivere quotidiano. L’uso di sostanze stupefacenti si affacciò prepotente quando le scuole superiori erano ormai finite.
Iniziarono ad arrivarmi notizie di diversi compagni che erano diventati tossicodipendenti. Ragazzi che pensavano di essere più forti di ogni contrarietà della vita e, perché no, l’assunzione di una o più sostanze poteva aiutare…

Poi, gli incontri ravvicinati e, spesso, drammatici con ragazze e ragazzi sono stati quotidiani sia al centro giovanile, dove lavoravo come operatore, sia in comunità terapeutica, dove ho trascorso quasi sei anni di full immersion come educatore professionale. Rodolfo, Attilio, Guglielmo, Giannina, Vinicio, Catia, sono solo alcuni dei nomi di storie concrete con cui mi sono rapportato ogni giorno. Alcune storie continuano, riuscendo a dare un taglio netto con quella non vita e altre, purtroppo, no. A lungo ho pensato ai tanti episodi vissuti in quel micromondo che era la comunità terapeutica. Agli errori di valutazione commessi e ai successi dove il merito era soprattutto loro. Noi educatori eravamo le loro stampelle come quei piccoli alberelli che pian piano provano a crescere e poi arrivano a riaffrontare la vita e un nuovo futuro. A rimettere radici.

Le poesie di Dall’Olio ci/mi ricordano anni quasi passati nel dimenticatoio. Riporto una lirica diretta come un pugno nello stomaco.

LORO

Avevano i capelli lunghi
gli orecchini
i jeans alla varechina
stavano sulle panchine
dei giardini
ricordi lo zoo di Berlino?
Erano un modello
e una moda
non usare la roba
ti escludeva
da quel luogo
non c’era più politica
i blindati
erano passati
i terroristi non aveva presa
Nemmeno il Partito
Una giovinezza
Tarlata
Come mobili lucidi
In apparenza
Sotto soffiava
La violenza
Contro se stessi
Nelle spade
piantate
in vite
Piene di onnipotenza
Sovrumana
E ancora tarli
Polvere
Nessuno poteva sapere
E’ bastata
è bastata
Anche una
Una volta
Maledette
Pere

Anche il linguaggio poetico asciutto può aiutare a non dimenticare ma non basta. Lo sappiamo e non si può mai demordere o rimandare agli altri.

“I ragazzi dei giardini”, l’ultimo libro di Roberto Dall’Olio è reperibile nelle migliori librerie di Bologna e Ferrara.

Roberto Dall’Olio (1965), bolognese, docente di filosofia e storia al Liceo Classico Ariosto di Ferrara. Ha pubblicato diversi volumi di poesia. E’ del 2015 il poema “Tutto brucia tranne i fiori” Moretti e Vitali editore- nota di Giancarlo Pontiggia postfazione di Edoardo Penoncini – con il quale ha vinto il premio Va’ Pensiero 2015. Con l’editore L’Arcolaio ha pubblicato il poema Irma con note di Merola, Muzic, Sciolino, Barbera e la raccolta di poesie “Se tu fossi una città” con nota di Romano Prodi. Nel 2021 ha pubblicato Monet cieco (Ed. Pendragon). Vive a Bentivoglio nella pianura bolognese dove è presidente della sezione locale dell’ANPI.

La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Ferraraitalia. Per leggere i numeri precedenti clicca [Qui]

PER CERTI VERSI
Agrodolce

AGRODOLCE

Tutto mi rimbomba
Nella testa
Con crepe e musica di sangue chiodi
Rullo di passi
Ovunque
Sento
Le pietre
I calcinacci
Pietrificare me

Per assurdo
Ma è normale
Dico
Essere assurdi
La brina si azzurra
Delle tue mani
Vienimi a prendere
Si alza la luna
Come bandiera
C’è un aliante
Che ci aspetta
Voleremo
Voleremo assieme
Fino alla fine
Della contesa
Non atterreremo
Più
Fino alla pace
Che torni
Che bagni la tavola
Di tutta la gente
Che si rispetta

Ogni domenica Ferraraitalia ospita ‘Per certi versi’, angolo di poesia che presenta le liriche del professor Roberto Dall’Olio.
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PER CERTI VERSI
Metacorposi

METACORPOSI

Un giorno
Gli esseri umani
Divennero cose
Facilmente
Lo erano già
Furono macchine
Oggetti
Soft and hard
Ware
Le cose
Fatalità
Divennero umane
Esplose
La primigenia
Libertà
Erano folli
Come il mondo
Che smise di girare
Le stelle
Sapevano
Di brillare
Le nuove genti
Umane
Erano così diverse
Da essere
Quasi uguali
Non dissero molto
Si cercavano
Si abbracciavano
In collane di silenzi

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In copertina illustrazione di Carlo Tassi

PER CERTI VERSI
Cangatta

CANGATTA

Si svuota
La domenica
Già vuota
Di suoni
Ascolto il fiato
Del mio cane
A ritmo dei passi
È giovane
Vorrebbe
Saltare addosso
Alle macchine
Mi spaventa
E mi fa ridere
È un cucciolo
Vederlo giocare
Con la micia
È l’essenza del gioco
E del mistero
Di due pianeti
Lontani
Che nuotano
Nelle ciambelle
Di altri universi
Poi la gatta
Entra col topo
Come fosse un gomitolo
E lui il cane
Arriva serio
E lo mangia
Lei guarda me
Con occhi interrogativi
Tra l’umano
E il cartone animato
Come se dicesse
Ma davvero
Non ha capito
Che fosse un gioco?

I pianeti ora
Sono tornati
Nei loro mondi
Anche se per poco

Post poesia :

Come potremmo essere noi umani
Se volessimo davvero
Abitare la terra

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PER CERTI VERSI
Cesenatico

CESENATICO

Spiaggia d’infanzia
Pesche gialle
Gigantesche
giovinezza spensierata
Inquieta
Romanzata
Poi sporadica meta
D’inverno
Al diletto azzurro
Che non fiata
Era settembre
Tornato
Sul portocanale
L’acqua
Muoveva le labbra
Come un gioco
Da bambina
Tra la storia
E una piadina
Il sole stampato
Sulle case piccole
Eleganti
Le antiche vie
I turisti
Riversarsi
Come covid non fosse
Fotografie
Leonardo e Moretti
Estate che respira
Festosa al sole
Senza dispetti
La tua acquamarina
Di occhi affissi
Al mio periscopio
Mentre nuotando
Li ho accanto
E il mare così
Imboccato dal cielo
Il dito di dio
Del grattacielo

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PER CERTI VERSI
Il vero il bello

IL VERO IL BELLO

A volte
Il bello e il vero
Coincidono
Senza fondersi
In un crogiolo
Di mistica indifferenza
Sono loro
Tali restano
Ma coincidono
Si prova gioia
Quasi ti pesta
Si prova dolore
A tutto
Dai piedi alla testa
Dolce inferno
Non si prova nulla
Assente il tutto
Si riempie l’eterno

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Illustrazione di copertina a cura di Carlo Tassi

PER CERTI VERSI
Il primo ricordo

IL PRIMO RICORDO

Il primo ricordo
Della mia vita
Curiosamente sta
In una foto
Grafia
Che
Oscilla
Permanente
In me
Nell’acquario
Di Piazza Maggiore

Col cappottino
Il berretto
Il sorriso
Le Topolino

Mi trastulla

Rincorro i piccioni
Con le briciole in mano
Come i ricordi
Che non afferro
Avevo due anni

Intorno il vuoto
Che frulla

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Illustrazione di copertina a cura di Carlo Tassi

PER CERTI VERSI
Le api

LE API

Le api
Le api
Sempre più rare
piovono
In una pioggia
Irreale
Annegando
Nell’aria
Come fosse il mare
Loro
Volanti scie
Della diversità
Naturale
I veleni ne
Spezzano
Il radar
Non tornano
A casa

E l’Europa cosa fa

Per altri sette anni
Di questi pesticidi
Rinnova l’uso

Ma come si fa

Anche le parole
Annegano
Con le api

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PER CERTI VERSI
Agemina

AGEMINA

Dal ponte storto
Dell’antico solco
Villanoviano
L’orizzonte
Esce dal seminato
Tanto il vento
Incessante
Lo ha spianato
Il sole
Un gettone
Nel juke box
Del piano
Mare
Padano
Le sirene cantano
Sull’altare
Dei monti
Azzurri
La volta si arancia
Colora la terra
Della semina
Scaturisce
Un’opera rossa
Agemina

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PER CERTI VERSI
La cetra lontana

LA CETRA LONTANA

Volerti
E non vederti
È la nostra cifra
Pensarti
E non vederti
Siamo noi
La nostra storia
Senza fine
Immaginarti
E non trovarti
Che nei sogni
Bruciati
Nei lumi di marzo
È la nostra cifra
Abbracciarti
E trovare il vuoto
Che rifra
Splende
La tua splendida
Avventura
A braccetto
Col tuo poeta
Perfetto
Cosi volerti
Vederti
Abbracciarti
Sognarti
Pensarti
Sono un mondo
Solo
Con le ciglia
Due labbra
Una conchiglia

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PER CERTI VERSI
A misura della Terra

A MISURA DELLA TERRA

Caro anno
Io non ti saluto
Ma ti abbraccio
Albero
Dalle gemme chiuse
Nella nebbia
Come stelle senza cielo
Dalle foglie
Cadute
Sulle suole dei ricordi
Cammino della vita
Dolce aspro
Lieve dura
Salita
Per salvarci
Dovremmo
Fare come te
Crescere in pace
Coi venti
Con gli uccelli
Con le nevi
Il sole il buio
La decalcomania
Di un sogno
L’uomo a misura
Della Terra

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PER CERTI VERSI
Le cose

Le cose cosano
(Poesia femminista)

Le cose cosano
Le aquile osano
Le donne posano
Gli uomini tosano
Le rose rosano
Il fiume Rodano
La credenza
Di mogano
Dal meccanico
C’è fisso un calendario
Di donne
A gambe divelte
Con la parata
Delle stelle
Rasata
E un sorriso
Che rende effimero
L’atto del pagare
Non so perché
Ma ho messo
Le mani in tasca
Piene di merda
Poi in faccia
Ho timore
Che ogni pudore
Si perda

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PER CERTI VERSI
Natale Ovunque !?

NATALE OVUNQUE!?

Nell’eterno presente
Presidiato dal desiderio
Di tutto e subito
Quasi un cubito
Che si allunga
Per afferrare
E ubbidire
A questo imperio
Del desiderare
Senza attesa
Senza rinuncia
Nell’illusione
Pura
Che sia questa
La trasgressione
Ci sono masse di diseredati
Di scappati
Merce umana
Che desidera
Si desidera
Contro muri
Fili spinati
La cosa
Per la quale
Siamo nati
Essere e rimanere
Razza umana

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PER CERTI VERSI
Santa Lucia

SANTA LUCIA

Da bambino
C’erano i doni
Per Santa Lucia
Babbo mio che invecchi
Ti ricordi
I miei salamelecchi
Per andare alle statuine
Al portico dei Servi
Ai torroni
Che venivano di notte
Vero Mamma
Insieme ai tuoi panoni
Nonni voi coi datteri
Naturali
Dolci
Squisiti
Tropicali
Che esotica la vita
E fredda
Buia
Da lontano
La luce
Degli occhi
È tutto
Per i ricordi
La memoria
I suoi ritocchi
Il tempo
I portici
Le stelle
Comete
I mandarini
Profumi
Mezzelune
Santa Lucia
Lasciaci la vista
Per navigare
Nel tempo
Liquirizia
Da succhiare
Dipinta
Ah ora sei là
La tua casa
Quanto dista…

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Roberto Dall’Olio: una tavolozza di emozioni

 

L’ultimo incontro con la poesia, organizzato da Lucia Boni della Galleria del Carbone in collaborazione col Collettivo Poetico Ultimo Rosso [Qui la pagina Fb del Collettivo], ha visto protagonista Roberto Dall’Olio col suo “Monet cieco”, Edizioni Pendragon. Venerdì 10 dicembre, sotto la sapiente regia di Roberta Barbieri e con le letture mirate di Maria Calabrese e dello stesso autore, la poetica di Dall’Olio si è impressionata, ha preso spessore, concretezza, “stregando” il folto pubblico presente.
La poesia è ricerca della sintesi senza perdere per strada la capacità di emozionare. Un esempio.

Roberta Barbieri

 

Monet cieco
non vede il blu
Blu elettrico
Blues
Blue jeans
Blu notte
Blu che si confonde nel blu
Blu addormentato
Blu di stelle
Blu gas
Blu marinaro
Blu Montgomery
Blu vetroresina
Blu di blu
Forse
Senza forse
Sei tu.”

Con la sua poesia verticale, Dall’Olio riesce spesso in questo sforzo sintetico-emozionale “senza orpelli ridondanti”, come annota il poeta salentino Marcello Buttazzo nella prefazione, applicando con cura “drenaggi linguistici” come direbbe Milo De Angelis.
Un’invidiabile capacità, in un panorama che molte volte è inflazionato di produzioni poetiche verbose che smarriscono la necessaria efficacia comunicativa.

L’incontro si è dipanato attraverso tantissime suggestioni in un ampio spazio poetico. Le numerose letture  hanno aiutato il pubblico a conoscere il poeta Dall’Olio, le sue domande esistenziali (cos’è la poesia, chi è il poeta, l’incontro con la musa ispiratrice), il suo dialogo fuori dal tempo col poeta impressionista. Un viaggio tra i colori e uno sguardo meno superficiale verso le ritrosie, la cecità cromatica di Monet, operato più volte di cateratta. In una sua lettera, Monet scriveva:” Io vi guardo ma non vi vedo (…). Da due anni, dalla mia operazione, vedo solo una bruma dalla quale ogni tanto pulsano dei particolari più precisi. Alcuni colori non esistono più per me (…) con i miei occhi non c’è più modo di continuare a dipingere”.

 

Presentazione Monet Cieco

Del poemetto “Monet cieco”, anche la rubrica settimanale di ferraraitalia Parole a capo ne ha parlato di recente [Vedi qui]
Il linguaggio di Dall’Olio è asciutto ma pieno di calore, di colori, di rimandi a luoghi vicini a noi, della nostra Emilia, e altri scampoli di territorio europeo.

La band Statale 16 ha intervallato le letture poetiche con impressioni in musica sempre molto accurate e proponendo cover di brani poco noti come, ad esempio, “I tuoi occhi sono pieni di sale” di Rino Gaetano, Akuaduulza di Davide van de sfroos  o Dentro la tasca di un qualunque mattino di Gian Maria Testa.

Roberto Dall'Olio

Dopo questo riuscito trittico di presentazioni, il Collettivo Poetico si sta preparando per un 2022 pieno di incontri col pubblico ferrarese, di eventi sorpresa. In altre parole, di poesia questa società che ne ha sempre più bisogno.

Cover e foto nel testo di Valerio Pazzi

PER CERTI VERSI
Lessico neo-scolastico

LESSICO NEO-SCOLASTICO

Pei
Pai
Cosa saranno mai?…
Pof
Ptof
E il mitico
Michele Strogoff
Griglie
Pacchetti
Alla dogana di Livigno
Sigarette?
No grazie non fumo…
Sportelli
I friggitelli
A cascata
una figata
Il polis
Il protocollo
Il torcicollo
I piedi a mollo
Usp
Pec
Pecup
Webinar
Somministrazione
Questionari
Il mondo
Come erogazione
Progetti
Schede
Schedule
Invalsi
Niv
Nev
Neve
Clil
Clicca
Cliccando
Orientamento
Open day
Dda
Dad
Ddi

Ah la scuola buona
Diversamente trota
Discende la corrente
In una vasca vuota
Di sigle
Acronimi
Da emicrania
Male ai denti

Una volta
Una volta sì
C’erano gli studenti

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PER CERTI VERSI
Alba rosa

ALBA ROSA

Arcipelago delle rose
Petali
Petali
La più bella sciarpa
Di tutte le donne
La più bella bocca
Dove nascono
Le vostre parole
Il vostro tono
Che piace ai gatti
Siete della stessa
Misteriosa specie
L’arcipelago delle rose
Divampa la mattina
Fiorita
Noi guardiamo
Crescere

Un palpito
La vita
La vita

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PER CERTI VERSI
Se ne va la vita

SE NE VA LA VITA

Se ne va la vita
Assieme
Noi passiamo
Il tempo inventato
Per misurare tutto
Tranne la vita
Non si misura
Prosciuga fontane
Di memoria
Spezza le braci
Dei nostri pensieri
Non saremo mai più
Quelli di ieri
Le nuvole si gettano
Invano
Alle falde delle stelle
Noi restiamo
Quel piccolo
Seme
Di grano

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PER CERTI VERSI
Paura e coraggio

PAURA E CORAGGIO

Ci vuole molto coraggio
Per vivere
In un modo
E mondo del genere
Ci vuole tanta paura
Per non uscire di scena
E rimanere lì
A ciucciare la vena
Di questa fonte malata
Ma
Ancora vita
Ammaliata
Dalla bellezza
Che non salva
Ma guarda
Nelle tue parole
Di salvia
Nel burro
Fuso
Di una luna
Che mi appoggi
Ostia
Sulle labbra

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PER CERTI VERSI
Io però…

IO PERÒ…

Io però
Sono nato con la morte e la vita
Stretta alla placenta semi rotta di mia mamma
Mi innamorai del libro della giungla e di baloo
Feci nuoto
Presi medicinali
Al mirtillo
Pieno di difetti
Settimino
Scoliosi
Strabismo venere
Ah beh
Busto correttivo
E connerivo
Basket
Sci
Ho amato la vita
Nonostante
Il cancro
Che mi prese
Più morto che vivo
Mi sono trovato
Nel cuore
Amici
Amiche
Per sempre
Mi sento fortunato
E ogni giorno
Regalato

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PER CERTI VERSI
Novembre

NOVEMBRE

Piove
È il primo novembre
Sono a Saletto
Il vento improvviso
E diretto
Accende il carnevale
I coriandoli volano
Sfogliati
Dagli aceri rossi
Smascherati
È il brumale
Della natura
La terra marrone
Scura
Rude
Chiude coi remi
Del tempo
Grande Solone
Le crepe
Muta
Si appresta
A rapprendersi
Covando semi
Prima che il gelo
La investa

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PER CERTI VERSI
Il giorno dei Morti

IL GIORNO DEI MORTI

Sto spolverando
Le fotografie
Bianche e nere
Dei nonni
Delle prozie
Degli avi
Dei parenti
Acquisiti
Degli amici
Morti prima
Dolori gravi
Tutti
Fermati in quell’attimo
Riempiti
Dal ricordo
Lontano
Eppure qui
Ormai è la vostra
Ricorrenza
Siete sempre
In un sorriso
Senza tempo
Che vive
E si consuma
In una salda
Volatile
Compresenza

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PER CERTI VERSI
Morti sul lavoro

MORTI SUL LAVORO

I numeri non sono freddi
Freddo è il nostro modo
Di non sentirli
Belpaese non senti
Il gorgo muto
Vizio assurdo
Che ogni giorno
Inghiotte muti
Tre lavoratori
Sul lavoro?

Non lo sentiamo
Troppo rumore
Troppo prosciutto
Credo
Sugli occhi
Nelle orecchie
Morti
In quasi Ottocento
Fino ad agosto
Sono tanti
Sono troppi

Sono dolore
Quasi sempre
Evitabile

Come è rosso ottobre
In piena involuzione
E sotto la neve
Caro Roversi
È sepolta
anche questa Italia
Triviale
Distratta
Retorica
Sciatta
Letale

Si muore
Di questo male
Disertato
Come le parole
In cattivo stato
Anche loro
Sono morte
Sul lavoro

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L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

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