Passa al contenuto principale

“Oltre il confine del ricordo”, l’ultimo romanzo di Francesco  d’Angio’

La protagonista del romanzo di Francesco D’Angiò (“Oltre il confine”, Giannatelli, 2026) è una donna, Giulia, una caregiver, come lei stessa si definisce, e come in effetti è nella totalità della sua vita quotidiana, nel tener in piedi una famiglia in sfacelo e nel suo lavoro di insegnante di sostegno di bambini particolarmente bisognosi di cure.

Dopo anni di vita realizzata, un matrimonio felice, tre figli e un lavoro che ha conquistato con le sue sole forze, succede l’irreparabile: un incidente grave al figlio, il marito che si ammala di Alzheimer giovanile e lei stessa afflitta da una malattia incurabile alle articolazioni, che la costringe a muoversi con estrema fatica con l’aiuto di un bastone.

Quello che le accada non è una semplice disgrazia, una serie di fatalità sfortunate, ma ricorda il concetto di sventura in Simone Weil, uno sradicamento totale dalla vita, una condizione che riduce la persona a “cosa”, spogliandola del proprio valore sociale, della stima di sé, del linguaggio e della capacità di desiderare o ribellarsi.

La risposta di Giulia alla “sventura” è, al contrario, la decisione di essere felice, rimanendo al suo posto di moglie, madre e insegnante, spingendo il suo masso di difficoltà verso la cima dell’Everest, cominciando da capo ogni volta che rotola verso il basso, sempre con il sorriso sulle labbra.

Un sorriso che non è stereotipato, ma è apertura alla vita, attenzione agli altri, dialogo con se stessa.

L’autore supera brillantemente l’impresa di scrivere un romanzo al femminile, dove le riflessioni di Giulia, e delle sue amiche, riportano, senza retorica, interrogavi e risposte, rispecchiando quel dialogo interiore, che riflette sulle cose senza fermarsi alle apparenze dei puri fatti, che spesso è patrimonio esistenziale delle donne.

Nel breve tragitto in treno che la conduce al lavoro, Giulia ha dei veri e propri incontri con degli sconosciuti,  con i quali perviene senza fatica all’essenza della propria e altrui storia, persone qualsiasi che all’interno del romanzo diventano veri e propri personaggi, parte della trama di un destino universale che ci accomuna tutti, Il viaggio in treno, momento di sospensione temporale da una  quotidianità ammutolita dal dolore, diventa il motore del vero viaggio interiore verso se stessa.

Le domande e le risposte che scorrono fluidamente fra Giulia e i suoi rappresentano i grossi interrogativi filosofici -esistenziali che ci assillano da sempre: Esiste il tempo? È possibile il perdono? Anche quello che travalica l’esistenza individuale e implica una strage collettiva come un genocidio?

L’autore, attraverso i suoi personaggi non lesina le risposte, infatti il lettore scopre, avanzando nella lettura, l’elaborazione di una completa teodicea, essenziale e indispensabile in tempi che sembrano averne smarrito il senso.

Più sottintesa, ma permeante tutto il romanzo, la critica sociale, a partire dalla solitudine estrema in cui vengono abbandonati le/i care giver, su cui grava tutto il peso di situazioni al limite della sopportazione umana, fino alla tecnologia che divide, che cancella  con un onnipresente smartphone la possibilità di un incontro, dell’apertura agli altri, impedendo che l’altro da noi, diventi prima confronto e poi parte di noi stessi.

Oltre il ricordo, infatti, quando questo si sbiadisce o addirittura si cancella, rimane quello che abbiamo vissuto, fondendo esperienze, incontri, persone in un’unica consapevolezza, che non può morire, di appartenere tutti allo stesso viaggio.

Cover: Particolare de “La merlettaia” di Johannes Vermeer, 1669-1670 

Per leggere gli articoli di Eleonora Graziani su Periscopio clicca sul nome dell’autrice.

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Eleonora Graziani

Laureata in pedagogia e filosofia, PHD in feminist studies presso l’Università di Coimbra. Ha insegnato in Italia e all’estero, in carcere e agli adulti stranieri lingua e cultura italiana. Filosofa femminista ha al suo attivo diverse pubblicazioni sulla mistica femminile.

Commenti (3)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *