14 Aprile 2017

ECONOMIA
Elezioni in liberté, ecco quanto pesa il voto dei mercati finanziari nella democrazia francese
 

Claudio Pisapia

Tempo di lettura: 2 minuti

Nonostante i sondaggi non diano molte chance di vittoria a Marin Le Pen alle prossime elezioni presidenziali in Francia, i mercati danno prova della democrazia finanziaria in cui oramai viviamo.
Goldman Sachs consiglia infatti la vendita degli OAT francesi, a favore dell’acquisto dei BTP italiani, facendo salire lo spread con i Bund tedeschi come si vede dal grafico

La Goldman Sachs si interessò anche al referendum di revisione costituzionale italiano del passato 4 dicembre 2016 ed era ovviamente a favore del si. Sembrerebbe dunque che la finanza sia molto interessata a che non vi siano scossoni o cambiamenti in Europa e a favore dello status quo.
Possiamo immaginare cosa succerebbe in Italia alla vigilia di eventuali elezioni politiche e con i sondaggi a favore di una vittoria del M5S o della Lega. Le grandi istituzioni finanziarie si spenderebbero in produzione di paper contro il populismo e consiglierebbero vendite massicce dei nostri BTP. La BCE smetterebbe di acquistarli o semplicemente minaccerebbe di farlo, e tanto basterebbe per un’impennata stile 2011.
Insomma le elezioni libere diventano sempre più un sogno proibito e possiamo ben immaginare le prese di posizione di tutti i talk show nostrani di prima serata. E per la Le Pen, a guardare questo grafico, siamo davvero lontani da una possibile vittoria e ben lontana dalla posizione del M5S o dal nostro centro-destra euro scettico (Lega, Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale, i tanti partiti sovranisti, a tratti Forza Italia).

Ci stanno predisponendo ad un futuro politico di equilibrio dei mercati, di bassi spread e inflazione zero. Peccato che questo non risolverà i problemi delle persone né andrà incontro ai nostri bisogni reali, anzi diventerà irrilevante la necessità ad esempio di aria o di acqua pulita, di capacità reale dell’agricoltura o della sostenibilità dell’allevamento di bovini. L’accentramento del potere nelle mani dei creatori di moneta richiede regole semplici: poco o nessun intervento statale nell’economia, libera circolazione dei capitali e delle multinazionali, bassa inflazione a tutela dei creditori, libera circolazione della manodopera per avere salari bassi e “tutele crescenti”.

Grafici: fef academy



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L’autore

Claudio Pisapia

Dipendente del Ministero Difesa e appassionato di macroeconomia e geopolitica, ha scritto due libri: “Pensieri Sparsi. L’economia dell’essere umano” e “L’altra faccia della moneta. Il debito che non fa paura”. Storico collaboratore del Gruppo Economia di Ferrara (www.gecofe.it) con il quale ha contribuito ad organizzare numerosi incontri con i cittadini sotto forma di conversazioni civili, spettacoli e mostre, si impegna nello studio e nella divulgazione di un’informazione libera dai vincoli del pregiudizio. Cura il blog personale www.claudiopisapia.info
Claudio Pisapia

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