30 Agosto 2015

DIARIO IN PUBBLICO
Ultima spiaggia: notizie di villeggianti in ritirata e di migranti alla deriva

Gianni Venturi

Tempo di lettura: 5 minuti

notizie-villeggianti-migranti

L’aria è tersa, il mare blu (quasi), la traversata verso l’agognato ombrellone accettabile. Si gode perfino di giorni di tregua: i baracchini abusivi sembrano spariti. I giornali trionfalmente annunciano requisizioni importanti di materiali contraffatti, ma oggi in luogo del mare mi diletta il luccichio di borse fasulle e l’imperioso accalcarsi di glutei lardellosi che inesorabilmente infilano e sfilano straccetti falsamente firmati.

Il pensiero, qui nel regno dell’ovvio e del banalmente volgare, come un tarlo ritorna alle nomine dei venti magnifici iperdirettori dei grandi musei italiani, quei luoghi che custodiscono la bellezza ideale materializzata nelle opere e, per contrasto, alle raffiche di fiere opposizioni nate da alcune scelte avvallate dal ministro del Mibact. Ma questo è un argomento che andrà trattato in modo più complesso e nemmeno lontanamente vacanziero.
E’ vero però che dal mio osservatorio lidesco non credo che la nomina dei direttori dei grandi musei italiani sia il problema principe dei villeggianti, tutti robusti e leggermente panciuti senza distinzione di sesso, instancabili nel fare il su e giù per il viale principale accompagnati da frotte di pelosi che osservano con un’aria vagamente sprezzante i riti e i miti dei loro compagni umani. Una lieta sorpresa ci viene dai vicini d’ombrellone, due giovani discreti che alla fine si rivelano straordinariamente interessanti quando raccontano le loro esperienze. Hanno viaggiato in tutto il mondo nei luoghi più impervi e meno conosciuti. Deborah ha prestato servizio come volontaria diverse volte nella casa della morte di suor Teresa a Calcutta. Iacopo la segue e la protegge. Sentono e capiscono la differenza delle scelte e degli interessi.

Ti si placa allora l’ansia per il destino delle case della bellezza, i musei, legato al tuo impegno svolto per una vita intera e che per fortuna non accenna diminuire. La preoccupazione per il destino dell’arte retrocede di fronte all’infelicità e alla miseria di tanti tuoi fratelli che, per un caso, nascono nella parte sbagliata del mondo. I dannati della terra intanto osservano preoccupati il calo vertiginoso delle dame dalla boccuccia a cuore che non comprano più nulla e già pensano quale sarà la prossima destinazione per spacciare gli improbabili lussi a cui sono asserviti a somiglianza dei loro confratelli che al Sud raccolgono pomodori fino a spaccarsi la schiena.

Ma qui impazza la sagra. Di ogni tipo, di ogni destinazione. Pesce, rane, salame, tartufi. E’ tutto un fiorire di golosità a cui non mi sottraggo pur preoccupandomi dei risultati così evidenti nell’allegro passeggio che rende perfino accettabile le mostruosità del viale principale. Ieri dopo decine d’anni mi spingo fino a Chioggia e a Sottomarina per raggiungere, attraverso la Romea, Bassano e i luoghi canoviani. Il paesaggio è meraviglioso, la luce è quella della laguna e, improvvisamente, ti si strizza il cuore vedendo tra tanta bellezza l’immobile accalcarsi di ogni tipo di veicoli che ti fanno procedere a passo d’uomo nell’indifferenza e nel disagio.

Ma quale è stata la ragione principale che ha portato gli “itagliani” a distruggere il loro suolo, la loro ricchezza? Lo stesso valga per la pedemontana che porta a Bassano altrettanto avvilita e svilita. Tra i camion immobili intravvedi la guglia del campanile di Pomposa o il castello della Mesola soffocato da capannoni e sulla strada dopo Cittadella una qualche villa del Settecento ingoiata da punti vendita e outlet e perfino da un vivaio che vende piante di ulivi centenari strappati da non so dove.

Così sei assalito da un non previsto impeto di commozione nel rivedere dopo tanto tempo “La dolce vita” di Fellini. I peccati del protagonista Marcello, uomo senza qualità, sembrano lievi di fronte ai mostri contemporanei: almeno Marcello ha la consapevolezza della sua rinuncia alla vita, non all’apparenza di essa. E l’infelice Steiner che si suicida e uccide i suoi bambini e suona Bach nell’orrenda chiesa è personaggio ormai lontano dalla contemporaneità. Così come la noia degli aristocratici a caccia di fantasmi e amori grotteschi ora hanno lasciato il posto non a una dolce vita letteraria ma impiantano molto più saggiamente bed and breakfast nelle loro dimore impossibili da mantenere.

Si leggono ormai imprese e cronache che superano lo stesso concetto di umanità, se ancora quella parola ha un senso nel nostro osceno procedere verso il rifiuto totale ad accettare quella globalizzazione ormai irreversibile che così chiaramente il grande Zygmunt Bauman ha espresso nell’intervista alla “Repubblica” del 29 agosto, in cui analizza la irreversibilità della migrazione e le paure che suscita: “I migranti risvegliano le nostre paure. La politica non può rimanere cieca.” E la colpa da noi addossata alle avanguardie della globalizzazione si fa spavento e rifiuto: “Quelle forze lontane, oscure e distruttive del mondo che possono interferire nelle nostre vite. E le “vittime collaterali” di queste forze, i poveri sfollati in fuga, vengono percepiti dalla nostra società come gli alfieri di tali forze. Questi migranti, non per scelta ma per atroce destino, ci ricordano quanto vulnerabili siano le nostre vite e il nostro benessere. Purtroppo è nell’istinto umano addossare la colpa alle vittime delle sventure del mondo. E così, anche se siamo assolutamente impotenti a imbrigliare queste estreme dinamiche della globalizzazione, ci riduciamo a scaricare la nostra rabbia su quelli che arrivano, per alleviare la nostra umiliante incapacità di resistere alla precarietà della nostra società. E nel frattempo alcuni politici o aspiranti tali, il cui unico pensiero sono i voti che prenderanno alle prossime elezioni, continuano a speculare su queste ansie collettive, nonostante sappiano benissimo che non potranno mai mantenere le loro promesse. E poi alle aziende occidentali il flusso di migranti a bassissimo costo fa sempre comodo. E molti politici sono allo stesso modo tentati di sfruttare l’emergenza migratoria per abbassare ancor più i salari e i diritti dei lavoratori. Ma una cosa è certa: costruire muri al posto di ponti e chiudersi in “stanze insonorizzate” non porterà ad altro che a una terra desolata, di separazione reciproca, che aggraverà soltanto i problemi.”

Alla tristezza dell’addio all’estate in questo glorioso tempo che annuncia ancora una speranza di ritrovare un senso al perché delle cose, m’avvio verso il viale assieme alla Lilla, muta testimone dei miei rovelli.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gianni Venturi

Gianni Venturi è ordinario a riposo di Letteratura italiana all’Università di Firenze, presidente dell’edizione nazionale delle opere di Antonio Canova e co-curatore del Centro Studi Bassaniani di Ferrara. Ha insegnato per decenni Dante alla Facoltà di Lettere dell’Università di Firenze. E’ specialista di letteratura rinascimentale, neoclassica e novecentesca. S’interessa soprattutto dei rapporti tra letteratura e arti figurative e della letteratura dei giardini e del paesaggio.
Gianni Venturi

Ti potrebbe interessare:

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

  • CONTRO LA GOGNA MEDIATICA
    Aboubakar Soumahoro non è solo

  • Per certi versi /
    SENZA CIELO

  • Presto di mattina /
    L’attesa del vento

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013