Giorno: 22 Febbraio 2021

Vaccini: in Emilia Romagna prevista per marzo la consegna di 470mila dosi, quasi il 40% in più rispetto a febbraio.

 

Coronavirus. Vaccini, in Emilia-Romagna prevista per marzo la consegna di 470mila dosi, quasi il 40% in più rispetto a febbraio. L’assessore Donini: “Segnale positivo dopo i tagli. La nostra sanità pronta a vaccinare a pieno regime, ma è indispensabile recuperare al più presto le quantità decurtate e non consegnate”

Oltre la metà del quantitativo complessivo, 287mila, arrivano da Pfizer-Biontech, 69mila sono di Moderna e 116mila di Astrazeneca. La suddivisione nei territori, da Piacenza a Rimini

Oltre 470mila dosi di vaccino contro il Covid-19 (esattamente 472.820) in arrivo in marzo in Emilia-Romagna. É stata infatti definita la consegna complessiva da Piacenza a Rimini per il prossimo mese, con un aumento del 38% previsto rispetto alle forniture di febbraio, quando il quantitativo ricevuto è stato poco più di 340.000.
La maggior parte dei vaccini saranno consegnati da Pfzier-Biontech (287.820 somministrazioni), a seguire da Astrazeneca (116.100) e Moderna (68.900).

“Noi siamo pronti ed auspichiamo sempre più un aumento della fornitura di vaccini per la popolazione, soprattutto la più vulnerabile- dichiara l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Occorre che si recuperi al più presto le quantità di dosi decurtate e non consegnate nei due mesi scorsi, accelerando il percorso di immunizzazione dei cittadini. Il quantitativo previsto per il mese di marzo sarebbe un segnale positivo”.

La distribuzione dei vaccini sui territori
La consegna per Aziende sanitarie e ospedaliere, che non tiene conto della popolazione residente in assoluto ma del numero di soggetti a cui è destinato il vaccino, a marzo prevede 35.030 dosi in distribuzione a Piacenza (di cui 22.230 Pfizer-Biontech, 5.900 Moderna e 6.900 Astrazeneca), 47.650 a Parma (di cui 29.250 Pfizer-Biontech, 6.400 Moderna e 12.000 Astrazeneca), 51.550 a Reggio Emilia (di cui 29.250 Pfizer-Biontech, 7.900 Moderna e 14.400 Astrazeneca), 78.110 a Modena (di cui 50.310 Pfizer-Biontech, 9.600 Moderna e 18.200 Astrazeneca), 94.830 a Bologna (di cui 57.330 Pfizer-Biontech, 14.400 Moderna e 23.100 Astrazeneca), 13.890 a Imola (di cui 8.190 Pfizer-Biontech, 1.900 Moderna e 3.800 Astrazeneca), 43.480 a Ferrara (di cui 28.080 Pfizer-Biontech, 6.000 Moderna e 9.400 Astrazeneca) e 108.280 nelle aree di competenza dell’Asl della Romagna, che comprende le provincie di RavennaForlì-Cesena e Rimini (di cui 63.180 Pfizer-Biontech, 16.800 Moderna e 28.300 Astrazeneca).

Coronavirus. L’aggiornamento in Emilia Romagna: 1.847 nuovi positivi, di cui oltre 800 asintomatici. Aumentano i guariti (+1.325). Vaccinazioni: 331 mila dosi somministrate

 

2.312 i tamponi effettuati da ieri. Il 94% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media nei nuovi positivi è di 40,3 anni. 23 decessi

Bologna – Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 247.856 casi di positività, 1.847 in più rispetto a ieri, su un totale di 12.312 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è del 15%, non indicativa dell’andamento generale visto il numero di tamponi effettuati che la domenica è inferiore rispetto agli altri giorni. Inoltre, nei festivi soprattutto quelli molecolari vengono fatti soprattutto su casi per i quali spesso è atteso il risultato positivo.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che in questa prima fase riguarda il personale della sanità e delle Cra, compresi i degenti delle residenze per anziani, gli ultraottantenni in assistenza domiciliare e i loro coniugi, se di 80 o più anni, e le persone dagli 85 anni in su (dal 1^ marzo prenotazioni aperte anche per quelle dagli 80 agli 84 anni).

Il conteggio progressivo delle somministrazioni effettuate si può seguire in tempo reale sul portale della Regione Emilia-Romagna dedicato all’argomento: https://salute.regione.emilia-romagna.it/vaccino-anti-covid, che indica anche quante sono le seconde dosi somministrate.

Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 331.328 dosi; sul totale, 130.737 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 821 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 445 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 711 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 40,3 anni.

Sugli 821 asintomatici452 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing54 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione,16 con gli screening sierologici8 tramite i test pre-ricovero. Per 291 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 518 nuovi casi e Modena (331); poi Rimini (167), Reggio Emilia (159), Imola (125), Ferrara (124), Parma (119), Ravenna (117) e Cesena (112); seguono le province di Forlì (58) e Piacenza (17).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 8.504 tamponi molecolari, per un totale di 3.292.245. A questi si aggiungono anche 3.808 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guaritesono 1.325 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 200.972.

casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 36.516 (+499 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 34.305 (+410), il 93,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano 23 nuovi decessi: 2 a Piacenza (una donna di 86 anni e un uomo di 81 anni); 3 nella provincia di Parma (due donne di 77 e 87 anni e un uomo di 83); 3 nella provincia di Reggio Emilia (una donna di 96 e due uomini di 86 e 91 anni); 2 nella provincia di Modena (una donna di 94 anni e un uomo di 74); 3 nella provincia di Bologna (una donna di 93 anni e due uomini di 72 e 79 anni); 2 nel ferrarese (due donne, entrambe di 91 anni); 2 in provincia di Ravenna (due uomini, di 73 e 95 anni); 2 in provincia di Forlì-Cesena (una donna di 94 anni e un uomo di 90 anni); 4 nel riminese (due donne di 88 e 89 anni e due uomini di 76 e 94 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 10.368.
I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 194 (+10 rispetto a ieri), 2.017 quelli negli altri reparti Covid (+79).
Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 11 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri), 10 a Parma (+1),17 a Reggio Emilia (+1), 44 a Modena (+1), 56 a Bologna (+),13 a Imola (+1), 18 a Ferrara (+4), 3 a Ravenna (+1), 2 a Forlì (invariato), 6 a Cesena (invariato) e 14 a Rimini (-1).
Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi:19.602 a Piacenza (+17 rispetto a ieri, di cui 12 sintomatici),17.127 a Parma (+119, di cui 80 sintomatici), 31.916 a Reggio Emilia (+159, di cui 59 sintomatici), 43.278 a Modena (+331, di cui 228 sintomatici), 50.257 a Bologna (+518, di cui 272 sintomatici), 8.641 casi a Imola (+125, di cui 59 sintomatici), 14.405 a Ferrara (+124, di cui 27 sintomatici), 18.596 a Ravenna (+117, di cui 68 sintomatici), 9.413 a Forlì (+58, di cui 40 sintomatici), 11.189 a Cesena (+112, di cui 84 sintomatici) e 23.432 a Rimini (+167, di cui 97 sintomatici).
Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, sono stati eliminati 11 casi, positivi a test antigenico ma non confermati dal tampone molecolare

UNIFE, dal 23 al 25 febbraio workshop internazionale:
“Economia Circolare per un nuovo sviluppo economico nazionale e locale”

 

Economia circolare, innovazione, sostenibilità e competitività sono i temi al centro del workshop internazionale su ‘Economia circolare: dalla teoria alla pratica’, in programma dal 23 al 25 febbraio al Dipartimento di Economia  e Management dell’Università di Ferrara.

Organizzato dal Centro di Ricerca sull’economia circolare, l’innovazione e le PMI – CERCIS del Dipartimento, l’evento rientra nelle attività del progetto “Dipartimenti di eccellenza MIUR 2018-22”, di cui il Dipartimento fa parte.
Il workshop si svolgerà online con apertura da parte del Prof. Massimiliano Mazzanti, Direttore di CERCIS, e della Prof.ssa Laura Ramaciotti, Direttrice del Dipartimento di Economia e Management. Seguiranno gli interventi di  economisti dell’Agenzia Ambientale Europea e della Commissione Europea e di ricercatrici e ricercatori impegnati su questi temi in università ed enti di ricerca di tutta Italia.
Tra i relatori Stefan Speck della European Environment Agency che parlerà di come tassare e intervenire sui problemi ambientali per arrivare alla sostenibilità, Jesùs Alquèzar Sabadie della EU-Commission, che illustrerà le sfide e le opportunità dell’ “European Green Deal” e Florian Flachenecker (EU-Commission), che relazionerà sulle soluzioni sostenibili e circolari come mezzo per superare la crisi europea.

Proprio per promuovere lo sviluppo dell’economia circolare nel territorio come fattore di innovazione, competitività e sostenibilità, il Dipartimento di Economia  e Management di Unife interagisce costantemente con le imprese locali, spiega la Professoressa Ramaciotti“Lo scambio di esperienze, i progetti comuni, i tirocini di studentesse e studenti sono fondamentali per rendere il sistema socio-economico locale adeguato sul piano dell’innovazione e delle competenze per rispondere alle sfide poste dalle strategie e dagli obiettivi europei, integrando economia circolare, energia, clima nello sviluppo  economico”,.

Obiettivo del progetto CERCIS è promuovere l’adozione di innovazione nel territorio, per creare nuove competenze e nuove opportunità di lavoro: “Nel 2020 – spiega il Professor Mazzanti – sono stati firmati due accordi quadro con Confindustria Emilia e agenzie formative quali CENTOFORM per diffondere l’innovazione in economia circolare nel territorio. Sono infatti in corso progetti formativi di sviluppo di innovazioni nei settori automotive, tessile, alimentare, tra gli altri coinvolti”.

“Attraverso il Centro CERCIS – aggiunge Mazzanti – il Dipartimento di Economia va a colmare un gap oggi presente: grazie al nostro osservatorio infatti si potrà disporre di una maggiore conoscenza delle strategie di innovazione in tema di economia circolare, energia e clima delle PMI nel contesto italiano e regionale. I risultati di queste indagini saranno presentati in primavera in una serie di webinars”. 

“L’adozione di pratiche innovative – conclude Mazzanti – testimonia che il territorio è pronto a cogliere le sfide del Green Deal nel decennio 2020-2030, al fine di rendere operativo il nuovo Patto per il lavoro e clima firmato da 55 parti sociali a dicembre 2020”.   

COVID, LEGA ER: “PASSA LA NOSTRA LINEA: LA PANDEMIA HA GENERATO ANSIA E DEPRESSIONE, BENE POTENZIARE LE AZIONI PER LA TENUTA PSICOLOGICA DI STUDENTI E DOCENTI”

 

Da: Ufficio stampa Lega Emilia Romagna

“Finalmente la Regione riconosce l’importanza della tenuta psicologica di studenti e docenti a fronte delle problematiche affrontate nel corso si questo anno caratterizzato dalle incertezze legate alla situazione pandemica”. Così il consigliere della Lega ER Valentina Stragliati ha commentato il voto positivo da parte della Commissione Politiche per la Salute e Politiche sociali alla risoluzione presentata insieme agli altri commissari del Gruppo Lega Daniele Marchetti, Simone Pelloni e Fabio Bergamini, che impegna la Giunta regionale “a monitorare le azioni di supporto psicologico a studenti e docenti, già previste dal “Protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione e il Consiglio Nazionale Ordine degli Psicologi”, per rispondere a traumi e disagi derivanti dall’emergenza COVID-19, valutando ove necessario, un potenziamento con risorse proprie” nonché “a promuovere, nell’ambito della programmazione sociale, socio-sanitaria e sanitaria, prevista dalla Legge Regionale 2/14, azioni di supporto psicologico in favore dei caregiver familiari”, a “monitorare l’attività dei servizi di salute mentale, per valutare l’elaborazione di protocolli utili a soddisfare le richieste di intervento di carattere emergenziale, riducendo i tempi di presa in carico” e, infine, “a verificare la qualità dei percorsi di riabilitazione per i disturbi mentali” e “individuare e affrontare l’esistenza di eventuali criticità nei servizi territoriali, promuovendo l’appropriatezza delle cure”.

“Fino ad oggi il Covid-19 è stata una patologia molto medicalizzata e si è parlato poco di salute mentale. Purtroppo i dati ci dicono chiaramente che la pandemia ha generato ansa, depressione e sentimenti di angoscia in diverse fasce della società e con questa risoluzione cerchiamo di fornire il supporto necessario ad alcune di queste” ha concluso Stragliati.

Coronavirus. Scuole e verde pubblico, viabilità e impianti sportivi, monumenti.
Ecco i progetti finanziati dalla Regione nelle aree più colpite dalla pandemia

 

Logo Regione Emilia-Romagna

Coronavirus. Scuole e verde pubblico, viabilità e impianti sportivi, monumenti. In meno di 5 mesi ecco i progetti finanziati dalla Regione nelle aree più colpite dalla pandemia nella prima fase: 116 cantieri pronti a partire nelle province di Piacenza e Rimini e nel comune di Medicina (Bo) per un investimento da 35 milioni di euro (26 dal bilancio regionale). Bonaccini: “Rapidità, procedure condivise e interventi decisi nei territori: rispettiamo l’impegno preso con le comunità che più hanno sofferto”

A ottobre l’apertura dei termini per la presentazione delle proposte, poi definite nelle Conferenze territoriali. Il contributo regionale a copertura in media dell’80-95% del costo ammissibile. Una iniezione di risorse fresche che riguarda anche le aree montane di tutte le altre province e quelle interne del Basso ferrarese (fra pochi giorni la chiusura anche sui loro progetti), nell’ambito del Piano straordin ario da 40 milioni di euro per le zone che più hanno subito gli effetti del lockdown della scorsa primavera

Riqualificazione e messa in sicurezza delle scuole; manutenzione e adeguamento della viabilità e del verde pubblico; restauro di palazzi pubblici, monumenti, chieseimpianti sportivi.A nemmeno cinque mesi dall’apertura dei termini per la presentazione dei progetti, a inizio ottobre, prende avvio il Programma straordinario di investimenti per le aree più colpite dalla prima ondata epidemica in Emilia-Romagna: le province di Rimini e Piacenza, ex zone arancioni nella scorsa primavera, e – nel bolognese – il comune di Medicina, che venne chiuso come zona rossa.
Il programma è stato presentato oggi a Bologna in videoconferenza stampa dal presidente della Regione Stefano Bonaccini. Presenti il sottosegretario alla Presidenza Davide Baruffi,  il sindaco di Medicina Matteo Montanari e in collegamento la presidente della Provincia di Piacenza Patrizia Barbieri e il presidente della Provincia di Rimini Riziero Santi.

In totale sono 116 gli interventi decisi direttamente nei territori interessati – almeno uno per ogni Comune – e sostenuti dalla Regione, sulla base di criteri concertati nell’ambito delle Conferenze territoriali, secondo i principi della programmazione negoziata per la determinazione del fabbisogno delle comunità locali, della priorità degli investimenti, dei risultati attesi. A disposizione ci sono 26 milioni di euro stanziati dalla Regione: 12,5 milioni ciascuna per le province di Piacenza e Rimini e 1 milioni di euro per il Comune di Medicina. Risorse – con contributi compresi in media tra l’80 e il 95% del costo ammissibile – che generano un  investimento complessivo di quasi 35 milioni di euro.
Progetti immediatamente cantierabili, in grado di dare in tempi brevi risposte a bisogni reali dei territori e, allo stesso tempo, sostenere la creazione di posti di lavoro e spingere sulla crescita sostenibile. Il tutto attraverso una stretta collaborazione tra la Regione e le stesse Istituzioni locali, che hanno condiviso obiettivi e modalità di intervento, così come previsto dalla legge regionale 5/2018 (“Norme in materia di interventi territoriali per lo sviluppo integrato degli ambiti locali”), la cornice normativa che ha visto l’attuazione del programma straordinario per le aree più colpite dall’emergenza Covid nella prima fase. Un programma straordinario da 40 milioni di euro complessivi, allargato anche alle aree montane di tutte le altre province e a quelle interne del Basso ferrarese, cui vanno 14 milioni: anche su questi progetti l’intesa è ormai vicina e verranno presto presentati.

“In questi giorni, un anno fa, la pandemia iniziava a diffondersi nel nostro Paese, prendendo il via nel lodigiano, a pochissimi chilometri dalla provincia di Piacenza- afferma il presidente della Regione, Stefano Bonaccini-. L’Emilia-Romagna, vicinissima a quell’epicentro, è stata per mesi fra le regioni più colpite, pagando un prezzo in vite umane e sofferenza che non potrà mai essere dimenticato. Il nostro primo pensiero continua ad andare a chi non c’è più e ai familiari. Abbiamo gestito l’emergenza sanitaria senza mai smettere di guardare avanti, compresa la decisione di recarci nelle aree più colpite, stare vicino a sindaci e amministratori locali, ascoltarli e decidere insieme prima lo stanziamento di fondi direttamente dal bilancio regionale, poi i progetti da finanziare, purché cantierabili in tempi rapidi e utili alle comunità. E insieme dimostriamo ora che si può fare bene e rapidamente, rispettando l’impegno preso coi cittadini delle province di Piacenza e Rimini, dove limitammo spostamenti e attività produttive, e di Medicina, che chiudemmo totalmente. Nessun finanziamento a pioggia, dunque, ma un piano complessivo per mobilitare risorse per la ripartenza, che coinvolge anche la montagna e le aree interne, seguendo anche l’indirizzo votato dall’Assemblea legislativa regionale. Continuiamo a combattere il Covid, potendo ora contare anche sul vaccino, e l’impegno sul fronte sanitario resta prioritario. Allo stesso tempo, però, non arretriamo sul fronte economico e sociale, per garantire la tenuta dell’intera comunità regionale, seguendo la strada tracciata nel nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima firmato in Emilia-Romagna con tutte le parti sociali”.

Medicina: il recupero di un Palazzo luogo dell’identità cittadina

Insieme alla frazione di Ganzanigo, è stata zona rossa dal 16 marzo al 3 aprile 2010. Il Comune ha definito il progetto per il restauro di un’ala dello storico “Palazzo della Comunità”, attualmente sede della Biblioteca, del Museo Civico e di alcuni uffici comunali: 1 milione di euro il contributo della Regione a fronte di un costo complessivo di 1 milione 447 mila euro. Situato nel centro storico, dal XVI secolo è la casa dell’amministrazione municipale, poi della Partecipanza, ed è uno dei luoghi identitari di Medicina. Il progetto finanziato prevede il restauro di un’ala dell’edificio all’angolo delle Vie Pillio e Cuscini, che versa in stato di abbandono e degrado, con il rifacimento della copertura ed il consolidamento delle murature, la divisione interna degli spazi per ospitare gli uffici comunali ed un archivio.

Le province di Piacenza e Rimini (e a breve la montagna e le aree interne del Basso ferrarese)

Oltre al comune di Medicina, il “Programma straordinario di investimenti per i territori colpiti dalla pandemia e aree montane e interne”, riguarda dunque anche le province di Rimini, con uno stanziamento di 12,5 milioni di euro (per l’esattezza 12.496.331 euro), 54 progetti finanziati e un investimento complessivo di oltre 16,8 milioni di euro (16.818.018), e Piacenza: anche in questo caso il finanziamento regionale sfiora i 12,5 milioni di euro (per l’esattezza 12.441.733 euro), per 61 progetti e un investimento di oltre 16,4 milioni di euro (16.420.944).

Ma le risorse stanziate dalla Regione arrivano a 40 milioni di euro, considerando anche i 14 milioni di euro per le aree montane delle altre province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e per le aree interne del Basso Ferrarese: per questi ulteriori territori, gli atti sui progetti finanziati verranno formalizzati nell’arco di pochi giorni.   

A poco più di quattro mesi dall’atto di indirizzo votato in Assemblea legislativa, è entrato dunque nella fase operativa uno dei provvedimenti voluti dalla Giunta regionale per le aree più duramente messe alla prova dalla pandemia. /PF

CHE FINE FARA’ ESTATE BAMBINI?
Il Comitato Famiglie sollecita ancora una volta il sindaco Fabbri e l’assessore Kusiak

Il solo pensiero che Estate Bambini, una manifestazione ormai storica – con proposte teatrali, ricreative e sociali di alto livello – dopo oltre vent’anni, possa sparire da Ferrara è una prospettiva che spaventa. Stiamo parlando di un appuntamento amatissimo dai bambini e delle famiglie ferraresi, che coinvolge (unica nel suo genere) alcune centinaia di volontari, soprattutto ragazzi. Una manifestazione, tra l’altro, con un budget molto ridotto, rispetto ad altri eventi e festival cittadini. 
Il pericolo è che questa manifestazione in gran parte autogestita, conosciuta ed apprezzata anche fuori dalle mura di Ferrara, se non cancellata, venga progressivamente  svuotata e ridimensionata. I Genitori non ci stanno. Vogliono difendere il patrimonio culturale e comunitario di Estate Bambini e chiedono al Comune un impegno preciso: nero su bianco.
Questo giornale non può che sostenere questa istanza.

(La Redazione)

da: Comitato Famiglie Ferrara

Gentile Direttore,
è stata l’amarezza che ci ha spinto nuovamente a fare appello alle testate giornalistiche.
Infatti il Comitato Famiglie Ferrara è ancora in attesa di risposte da parte del Comune di Ferrara per quanto riguarda la fattibilità di Estate Bambini e la programmazione di attività educative e manifestazioni ricreative dedicate all’infanzia.
Siamo in attesa dal 30 settembre del 2020, giorno in cui abbiamo posto chiaramente le questioni che ci stavano a cuore al sindaco Fabbri e all’assessore Kusiak, ottenendo reazioni che allora sembravano positive.
Lo scorso 17 dicembre le abbiamo ribadite, tali questioni, in un incontro con la stessa Kusiak, la quale si è impegnata per reincontrarci a febbraio quando, ha detto, ci avrebbe chiarito tutto. Febbraio è arrivato e alla nostra ultima richiesta di appuntamento per il tanto atteso incontro ancora nessuna risposta, anzi, siamo stati “messi in attesa” con la solita richiesta di elencare le domande via mail.
Sempre nel rispetto delle istituzioni e senza alimentare polemiche sterili vogliamo, però, condividere ciò che ci preme e che costituiva una ricchezza per la città e i nuclei familiari locali prima del lockdown. E non abbiamo intenzione di mollare poiché meritiamo risposte, ma soprattutto il rispetto che per primi riconosciamo ai nostri amministratori.

A Dorota Kusiak e ai suoi uffici abbiamo scritto più e più volte in modo dettagliato, partendo proprio dalla programmazione delle iniziative pubbliche, chiedendo chi siano i referenti e a chi sia affidata la progettazione. A questo proposito, ci sarà Maggio in Piazza Aperta, o qualche evento simile? E in caso affermativo, con quali modalità e chi saranno i soggetti coinvolti?
Ci preme sapere se Estate Bambini sia stata prevista, ridimensionata, ripensata grazie al coinvolgimento delle associazioni: l’assessore aveva pure accennato a iniziative teatrali per i più piccoli, ma senza specificare. Come intende procedere? Infine ci sarebbe utile capire se il Comune intende affidare incarichi per organizzare manifestazioni durante l’anno a soggetti privati e con quali modalità.
Per quanto riguarda, invece, la Consulta Genitoriale (inattiva dall’inizio di questa amministrazione) abbiamo chiesto espressamente a Kusiak quando sarà nuovamente istituita e potrà ricominciare a lavorare: il regolamento non è stato ancora reso noto e vorremmo riceverlo.
Inoltre, ieri abbiamo appreso che nel DUP del Comune, la Consulta non viene (ahinoi) nemmeno citata, ma è scritto: “Il punto di forza della realizzazione delle politiche familiari saranno le famiglie stesse, che in forma singola o associata, nell’ottica di sussidiarietà e partecipazione verranno chiamate a collaborare nella programmazione di un piano strategico di interventi volti a promuovere la natalità e a garantire un adeguato sostegno ai nuclei familiari nelle fasi delicate del ciclo della vita della famiglia e a promuovere il benessere di tutti i suoi componenti. Sarà necessario sviluppare le risorse comunitarie e familiari promuovendo le relazioni con le Istituzioni pubbliche e private e con il mondo dell’associazionismo che si occupa dei temi importanti per le famiglie e i singoli componenti dei nuclei familiari.”.
Rimaniamo fiduciosi che queste “risorse comunitarie” queste “relazioni con le istituzioni” e queste “sussidiarietà e partecipazione” si traducano davvero nell’ascolto delle associazioni e che il Comune sia adeguatamente preparato – e dopo sei mesi dalla nostra richiesta ne avrebbe ben donde-  con programmi e progetti adatti al difficile momento presente che bambini e adolescenti stanno vivendo per promuovere il loro benessere.
Sperando di essere stati esaustivi restiamo a disposizione delle istituzioni per qualsiasi specifica. E continuano a confidare che, qualora dal corso dell’incontro in previsione dovessero emergere altre domande, Kusiak o chi per lei sarà così gentile da volerci rispondere.
Cordialmente

Il Comitato Famiglie Ferrara

PACE, NONVIOLENZA, DIRITTI UMANI, ACCOGLIENZA
Quelle parole dimenticate da Mario Draghi

 

di Alan Turquet

Con una scontata e schiacciante maggioranza il nuovo governo italiano, presieduto da Mario Draghi, si appresta a mettersi al lavoro.
Nel presentare la natura del suo governo il Presidente del Consiglio ha detto, nel suo discorso al Senato:
“Nel rispetto che tutti abbiamo per le istituzioni e per il corretto funzionamento di una democrazia rappresentativa, un esecutivo come quello che ho l’onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti”.
Allora la domanda diventa, necessariamente, il governo di quale paese?
Cercherò di rispondere alla domanda, basandomi su quanto detto dal Presidente nel medesimo discorso, dal punto di vista delle cose di cui si occupa la nostra agenzia: la pace, la nonviolenza, i diritti umani, la nondiscriminazione.

La pace
La parola “pace” non è presente nel discorso di circa un’ora. In compenso l’Alleanza Atlantica è citata tre volte. Cosa significa in concreto? Gli è capitato per sbaglio? No,significa che possiamo scordarci una ridiscussione dell’acquisto di F-35 o di firmare il Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari, alcune delle priorità condivise dalla totalità dei pacifisti italiani. Il paese che chiede la riconversione dell’industria bellica, quello del rispetto dell’articolo 11, quello del disarmo nucleare non è nemmeno citato.

La nonviolenza
Il discorso fa riferimento a valori: nel solco delle grandi democrazie occidentali, a difesa dei loro irrinunciabili principi e valori”. Temiamo che i valori del “fachiro nudo”, come lo chiamava Churchill appartengano ad altre culture ed altri valori che l’ex-presidente della BCE non aggiunge al suo valore centrale “l’irreversibilità della scelta dell’euro”. In ogni caso la parola “nonviolenza” nemmeno appare nel discorso.

Diritti Umani
Ci crederete? Nemmeno “diritti umani” appare nel discorso. E quando si citano numerosi interessi e paesi che in qualche modo preoccupano il nuovo governo l’Egitto non appare nella lista. A dire la verità la parola “diritti”, almeno, appare quattro volte; una volta per prendersela con la Russia ed altri generici paesi dove si violano i diritti, altre tre  per parlare genericamente dei diritti dei cittadini, dei giovani e dei rifugiati.

Nondiscriminazione
“Altra sfida sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l’asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell’equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati”.

Questo l’unico paragrafo, inserito nella parte di politica estera, dove si parla del tema immigrazione. Un po’ generico, sibillino e abbastanza poco. Integrazione? Diritto di cittadinanza? Centri di Detenzione?
Almeno Conte ci consolava con le sue pompose quanto retoriche citazioni del Nuovo Umanesimo. Qua non pare che si voglia uscire da una gestione manageriale ed emergenziale della pandemia, da un radicale riaggiustamento economico e fiscale a cui sembrano sottomessi anche l’interesse per l’ambiente, per i giovani, per la parità di genere che il discorso cita.
Così un governo che sembrava emergenziale ha un programma che vuole esplicitamente andare oltre l’emergenza, che parte dalla pandemia (senza cambiare né il Ministro né lo staff che ha lavorato finora), per un programma economico e fiscale abbastanza complesso; l’altra priorità richiesta con forza dal Recovery Plan, la transizione ecologica, ha già fatto rizzare i capelli in testa a tutti gli ecologisti vecchi e nuovi  per due motivi: la vaghezza delle funzioni del nuovo Ministero della Transizione Ecologica (più o meno il Ministero dell’Ambiente con qualche delega in più) e la scelta di mettervi a capo Roberto Cingolani, tecnocrate implicato in aziende  non particolarmente ecologiche come Ferrari e, soprattutto, Leonardo.

Infine il Governo Draghi è a un soffio dal record assoluto di appoggio unanime: all’opposizione resteranno uno sparuto gruppo di parlamentari di Fratelli d’Italia, di Sinistra Italiana e dei dissidenti del Movimento 5 Stelle che per altro detiene il record di aver partecipato a tutti e tre i governi della legislatura. Questo unanimismo apparente, giustificato con l’urgenza, sembra tristemente preludere alla nascita del Nuovo Partito, il PB, il Partito della Banca; ma soprattutto preludere anche alla fine della democrazia parlamentare, con le conseguenze del caso.
Molta “società civile” tace in attesa del miracolo; i movimenti sociali cominciano le loro proteste limitate dalla pandemia. A me pare che il caos avanzi e che non manchi molto per vederne i risultati. Conviene rimboccarsi le maniche.

NOTE
Olivier Turquet  scrive per raccontare la realtà da circa 40 anni. Ha collaborato con testate cartacee, radiofoniche ed elettroniche tra cui ama ricordare Frigidaire, Radio Montebeni, L’Umanista, Contrasti, PeaceLink, Barricate, Oask!, Radio Blue, Azione Nonviolenta, Mamma!. Ha fondato l’agenzia stampa elettronica umanista Buone Nuove e il giornale di quartiere Le Bagnese Times. E’ stato addetto stampa di svariate manifestazioni come: l’Internazionale Umanista, Firenze Gioca, la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. Attualmente coordina la redazione italiana di Pressenza.

Il presente articolo è stato recentemente pubblicato, con altro titolo, nella agenzia internazionale pressenza.com

In copertina: Il discorso programmatico di Mario Draghi alla Camera  (Foto governo.it)

Bosgattia, una nazione nel Delta del Po

Il Delta del Po è un posto spettacolare. Grazie a una barca si può apprezzare appieno, andando a visitare i vari Scani e isolette. Da molte estati li raggiungo per vivere un’esperienza di spiaggia e mare diversa dal solito, trattandosi di posti poco frequentati. Da bambina mi immaginavo come potesse essere passare un’intera estate là; un’esperienza quasi tribale, lontana dalle comodità della civiltà. Ho scoperto che quest’idea è stata realizzata tra gli anni Quaranta e Cinquanta, ma non solo: il luogo in cui si permaneva era stato trasformato in micronazione.
Si tratta della Repubblica di Bosgattia, che potremmo definire un’utopia, o il desiderio di costruire un’isola felice dopo la distruzione della Seconda Guerra Mondiale, l’illusione di una minuscola nazione lontana dalle imposizioni della società civile. Venne ideata e fondata dal linguista e letterato milanese Luigi Salvini, che conobbe il Polesine grazie alla moglie originaria di queste zone. Era situata nella golena di Panarella di Papozze, e poi sull’isolotto del Balotin in prossimità di Corbola (provincia di Rovigo) là dove il fiume Po, dopo essersi separato dal Po di Goro, forma un’ampia ansa dando inizio al suo Delta. La posizione era precisamente sul 45º parallelo nord, in un punto equidistante tra il Polo nord e l’Equatore.
Dal 1946 al 1955, un gruppo di amici vi si accampava e rimaneva durante i mesi estivi, vivendo in contatto con la natura e mantenendosi grazie ad essa. Potremmo dire che questo gruppo sia stato un precursore degli Hippie. La Repubblica si definiva “analfabeta”, ovvero non c’era distinzione attraverso titoli (dottore, professore…) tra gli abitanti, che si consideravano tutti uguali. Non erano ammessi libri, giornali, radio e tutto ciò che portasse con sé l’eco del “mondo di fuori”. Si viveva alla giornata, di cose semplici ed essenziali. Il nome completo era “Tamisiana Repubblica di Bosgattia”; in dialetto polesano il tamiso è il setaccio da cucina, mentre il bosgato è il maiale. Salvini spiega che non sono intesi nel loro significato letterale: bosgato si riferisce allo storione, perché come il maiale scava nella terra, così questo pesce è una grassa e grossa preda che se ne sta sui fondali; il tamiso invece è la rete che setaccia le acque per catturare i pesci.
Salvini si adoperò perché il luogo diventasse effettivamente una micronazione: vigevano alcune leggi, i residenti avevano un passaporto, rilasciato dal “Serenissimo Consiglio degli Anziani della Confraternita”, mentre l’accesso agli estranei era permesso solo dopo aver dato prova di abilità nella pesca del pescegatto, ospitati presso il “Caravanserraglio degli Ospiti” e la “Casa dello sbafatore di turno”. Al baratto si affiancava la valuta del çievaloro (da sievalo, il pesce cefalo in dialetto veneto); vennero creati anche cartoline e francobolli, ritraenti scene di vita “bosgattiane”: la fauna con pesci e volatili, le tende da campeggio, il fiume.
Oggi il ricordo di questa esperienza vive grazie a pochi appassionati, come l’Accademia del Tartufo del Delta del Po, che tramanda anche le ricette tipiche prodotte dai cuochi di Bosgattia. Oppure negli archivi di chi ha vissuto in prima persona quell’epoca, raccolti nel museo dedicato di Papozze.

Compiti

di Riccardo Francaviglia

 

Le mie vignette non si occupano, se non occasionalmente, di satira politica, sarebbe come sparare sulla croce rossa. Preferisco sfottere me stesso e con me i miei amici e alla fine tutti noi, la ‘gente comune’, accendendo un faretto che ne illumini le contraddizioni, le paure, le goffaggini e perché no anche le qualità. I protagonisti sono sgargianti individui che non sembrano appartenere al nostro mondo, forse vivono in un mondo variopinto o più probabilmente i loro colori accesi spiccano in un mondo all-white; un avatar del nostro contesto quotidiano, dove ciascuno di loro assomiglia a tutti e non assomiglia a nessuno. In fondo diverte l’idea di identificarsi con sagome fluo col naso a pera, ma voglio credere che anche questo può contribuire a guardarsi “da fuori” per sorridere e riflettere su ciò che siamo e ciò che stiamo diventando.
Riccardo Francaviglia

Per vedere tutte le vignette dei giorni precedenti clicca [Qui]

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013