Chi si ricorda delle sorelle Pasello?
Chi si ricorda delle sorelle Pasello ?
Ad un anno dalla sua morte, avvenuta nell’ottobre del 2023, ed a dieci da quella della sorella gemella, Pontedera, il comune toscano sede del famoso teatro, ha reso omaggio, con un grande murales, a Silvia e Luisa Pasello, due tra le sue più importanti e prestigiose attrici.
Il murales, ne ha dato notizia La Nazione all’indomani della sua realizzazione, nell’ormai lontano giugno del ’24, ha fatto discutere la cittadina toscana. Si tratta di uno scatto che il fotografo Maurizio Buscarino ha fatto all’indomani di un importante spettacolo A. da Agatha tratto dall’opera di Margherite Duras, che le due attrici hanno interpretato nel 1986, sotto la regia di Thierry Salmon, premiato all’epoca con il prestigioso Premio UBU. Si ricorda quella messinscena per lo straordinario valore che essa ha avuto nell’ambito della ricerca e sperimentazione teatrale non solo nel nostro paese. In quel caso le gemelle interpretavano i due fratelli, protagonisti della storia scritta dalla Duras. Silvia era Agatha e Luisa suo fratello.
Il murales, opera di due Street artist portoghesi, ritrae le due gemelle in una posa particolarmente ammiccante, che secondo gli autori dovrebbe “celebrare l’avanguardia e la trasgressivita’ di un movimento teatrale che ha contribuito a riscrivere nuove regole del teatro in Italia…”. Questo a Pontedera, sicuramente il luogo più appropriato per ricordarle, vista l’intensa attività culturale che vi hanno svolto per decenni.

A Ferrara, dove sono nate e hanno iniziato la loro attività, in particolare Silvia, collaborando con l’allora neonato Teatro Nucleo, probabilmente nessuno o quasi se le ricorda.
Io ho conosciuto entrambe, proprio in quegli anni. In particolare Silvia, che oltre alla formazione nel Teatro Nucleo, ha per un breve periodo collaborato attivamente alle prime iniziative della Coop. Culturale Charlie Chaplin, fondata da Carlo Castellani, Stefano Tassinari e da altri, tra cui il sottoscritto.
Poi, all’inizio degli anni Ottanta, è iniziata per entrambe la nuova avventura teatrale, all’interno di un progetto di ricerca organizzato proprio a Pontedera, dal Centro per la Sperimentazione e la Ricerca Teatrale (C.S.R.T.) Allora ne ho perse le tracce, pur continuando a seguirne a distanza le innumerevoli performances.
Lungo l’elenco dei riconoscimenti nazionali e internazionali che hanno ottenuto nel corso della loro vita, finita troppo presto.
Silvia è stata l’ispiratrice della storica Biennale di Venezia diretta da Carmelo Bene, culminata nel celebre e discusso Macbeth Horror Suite, in cui recitava al suo fianco e che le è valso, nel 1997, il suo secondo Premio UBU, come migliore attrice.
A fianco della sorella Luisa, nel 2005, eccola in una memorabile trasposizione del celebre Aspettando Godot, di Beckett, per la regia di Roberto Bacci, tra l’altro compagno di Luisa. Memorabile perché ad interpretare Vladimir ed Estragon, i due vagabondi protagonisti della pièce erano loro, due donne. Esistono precedenti, ma quella volta si arriva anche al tribunale, perché la Siae, su richiesta degli eredi di Beckett, diffida il regista ed il teatro di Pontedera che la messinscena ha prodotto, a continuare con le repliche teatrali. Gli eredi ritenevano infatti lesiva dell’integrità dell’opera, quella trasposizione, proprio per il ruolo affidato alle sorelle Pasello, due donne, quando nel testo i protagonisti sono maschili. Il tribunale diede ragione al Teatro e le rappresentazioni continuarono, segnando un innegabile precedente in una materia, spigolosa e delicata come quella della rilettura di un’opera il cui autore è morto. Una nuova grande interpretazione per le Pasello.
L’ultima prova insieme, nel 2011, con Due lupi, uno spettacolo ispirato al testo della scrittrice ungherese Ágota Kristóf, di straordinaria attualità, perché narra le vicende di due bambini gemelli, portati dalla mamma nella casa della nonna, situata al limitare di una foresta. Lì dovrebbero essere al riparo dalla guerra che infuria in città. I due bambini, interpretati da Silvia e Luisa, si immergeranno presto in un rapporto esclusivo, unico rifugio dalle tremende avversità che li circondano. Diventeranno come due lupi, acquisendone la crudeltà animale e lo sprezzo del pericolo. Lo spettacolo, creato sulla coreografia di Virgilio Sieni, è cadenzato dalle quattro scene nelle quali si svolge, sempre attorno ad un carro armato, simbolo di una guerra senza tempo e senza luogo. Il presente per milioni di essersi umani, in giro per il mondo.
Di tutt’altro genere, la lettura che Silvia Pasello ha fatto nel 2021, per la trasmissione Ad alta voce, del testo Alpinisti ciabbatoni di Achille Giovanni Cagna:
https://www.raiplaysound.it/audiolibri/alpinisticiabattoni
La sua voce inconfondibile, ci regala una nuova splendida interpretazione, di un’opera piuttosto atipica della scapigliatura piemontese di fine ottocento. Un testo rivalutato soprattutto per l’innovazione linguistica che propone ed una prosa che mescola dialetto ed espressioni onomatopeiche. Il tutto accompagnato dalle musiche di Ares Tavolazzi, suo compagno nella vita.
Forse Ferrara potrebbe e dovrebbe ricordarsi di queste sue straordinarie interpreti della nostra contemporaneità. Per me un affettuoso ricordo di due compagne che hanno condiviso un breve tratto della loro vita, prematuramente finita.
Cover: Luisa e Silvia Pasello in scena
Per leggere gli altri articoli di Alberto Poggi clicca sul nome dell’autore.















Due grandissime artiste che Ferrara dovrebbe certo ricordare.
Grazie per averle ricordate.
Rosi