Parole a capo <br> Luciana Calli: “Poesie social”
Oggi, ho abbandonato
una lacrima
sotto le braccia aperte
del melo.
Da troppo tempo –
nascosta tra le ciglia –
si nutriva di ieri
e di ombre sbiadite.
L’ho lasciata cadere
piano
s’un tenero filo d’erba,
che s’è inchinato
– grato per quella
goccia lucente –
e l’ha cullata.
Oggi, con un sorriso –
seppur timido –
ho chiesto al melo
d’insegnarmi
la pazienza.
*
Le ciliegie quasi mature, l’erba
lucida di maggio, la strada stretta
di ghiaia bianca e rosa, i papaveri
tesi al sole tra il grano ancora verde
la mano grande che teneva la mia
e la voce calma di nonno che narrava
– ancora una volta – la favola bella
del chicco di grano che diventa pane.
*
S’inseguono l’un l’altro
i giorni
come parole d’una favola.
Parole scritte con l’anima
inchiostro di sogni
ferite, lacrime, vittorie.
Parole sussurrate
con cuore deluso, straziato
che continua ad amare
che sempre ricomincia da capo.
Parole urlate piano
che passano veloci
indifferenti a tutto
lasciando un velo di emozioni
uno scrigno di ricordi
un giardino di rose mai nate.
*
È difficile trovare la pace
se le lacrime sono nel cuore
se la tristezza s’annida tra i capelli
se l’alito del male sfiora i fianchi
e copre i colori belli della vita.
Eppure ancora sorrido
quando d’azzurro s’illumina il cielo
e l’alba bacia piano gli occhi.
Sbirciando tra lembi di nubi
intreccio sogni e speranze
per giorni dorati, da stringere forte
da chiudere con il cerchio perfetto
d’un abbraccio infinito.
E ancora m’illudo
che il cielo si possa toccare.
*
Di rose fiorite e sopite
questo giorno che cade finito
questo giorno ormai vecchio e vissuto
questo giorno pregno di luminarie e ghirlande
che su ogni porta e terrazza brillano a festa.
In quest’aria umida e natalizia
di dolcezza e malinconia gremita
manca più che mai quella mano leggera
che scorreva piano il rosario tra le dita
e sfiorava ogni statuina con fede antica.
*
Ascolta il brusio del vento:
racconta di fili d’erba piegati
di rigagnoli violati
di figli strappati
di sangue e orrore
racconta di case distrutte
di terra bruciata
di gente disperata
di fiori gettati nel fango
sussurra di bombe e fucili
di lampi violenti
di nera polvere
che chiude l’aria e tutto copre.
In silente dolore, anche il cielo
ascolta. Sente lezzo di guerra
e piange – sa, che manca l’amore.
*
Foto di Ralphs_Fotos da Pixabay
*
Luciana Calli è una poetessa e autrice italiana contemporanea. Molto attiva nel panorama letterario indipendente, le sue opere sono state lette e musicate in varie rassegne culturali. Pubblica spesso sue liriche su Facebook. La ringrazio per avermi concesso di pubblicare sue poesie su “Parole a Capo”.
Parole a capo” è una iniziativa dell’Associazione culturale “Ultimo Rosso”.
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La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su Periscopio. Questo che leggete è il 339° numero. Per leggere i numeri precedenti clicca sul nome della rubrica.
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Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.
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