Domenica 8 Marzo 2026, alle ore 16.00 (ingresso riservato agli autorizzati), presso la Casa di Reclusione Femminile di Giudecca, sarà presentato voci di dentro, spettacolo teatrale con alcune donne recluse, che hanno partecipato al laboratorio teatrale permanente Passi Sospesi di Balamòs Teatro diretto da Michalis Traitsis con la collaborazione artistica di Patrizia Ninu, video di Marco Valentini, foto Andrea Casari, nell’ambito del progetto teatrale Passi Sospesi di Balamòs Teatro negli Istituti Penitenziari di Venezia, e allestito in occasione della giornata internazionale della donna e le manifestazione Marzo Donna 2006 del Comune di Venezia.
Il lavoro si è incentrato sulla valorizzazione della ricchezza e della complessità della figura femminile attraverso testi, immagini, musiche, canzoni, danze, al femminile. Le voci delle donne detenute provano a imprimere ai testi un proprio, particolare, moto e respiro.
Ci siamo sempre interrogati se una giornata internazionale (giornata internazionale della donna) abbia un senso per il rischio di mettere a posto coscienze o di solidarizzare solo per un giorno, per la convinzione che ogni giorno dovrebbe essere quello giusto per essere dalla parte dei diritti e contro ogni discriminazione. Pensiamo che non esistono risposte precise, se non il bisogno di valorizzare la ricchezza e la complessità della figura femminile attraverso testi, immagini, musiche, canzoni, danze, al femminile e a ritrovare un senso, ogni giorno. Anche con il nostro provare a pensarci e sperimentarsi realmente insieme, attraverso la pratica teatrale. Perché forse la più grande forza del teatro è quella di trasformare il dolore in poesia. E di restituirci e restituire bellezza.
Il teatro non ha la pretesa di trovare risposte ma di contribuire ad attivare un lavoro di riflessione, di introspezione e di cambiamento che, pur con difficoltà e fatica, le persone recluse hanno fatto su loro stesse, sui pregiudizi, sugli stereotipi, sul come ritrovare un nuovo modo di essere, sull’elaborare la gioia e la rabbia senza maschere, e per restituirli attraverso uno sguardo, un testo, un gesto, un movimento, e uno sguardo di solidarietà e di comunanza, di luce e di poesia.
C’è una linea che Michalis Traitsis, sociologo, regista, pedagogo teatrale e direttore artistico di Balamòs Teatro (membro fondatore del Coordinamento Nazionale di Teatro in Carcere e del gruppo di progettazione della rassegna nazionale di teatro in carcere Destini Incrociati) e responsabile del progetto “Passi Sospesi” negli Istituti Penitenziari di Venezia, ha scelto di percorrere, dalla prevenzione alla detenzione, ed è quella di guardare ad una prospettiva culturale, attraverso lo strumento dell’arte teatrale, nell’approccio alle tematiche della reclusione e dell’esclusione.
Cultura come testimonianza, come confronto, memoria, rete nei e dei territori, tutela delle fasce più deboli della società. Cultura della diversità e dell’inclusione sociale.
Balamòs Teatro

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