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Parole a capo /
Francesco D’Angiò: Poesia, un modo di conoscere le cose

Parole a capo /
Francesco D’Angiò: Poesia, un modo di conoscere le cose

In questo numero di “Parole a capo”, pubblichiamo una breve riflessione di Francesco D’Angiò sullo scrivere poesie nel tempo dei social e su una specie di compulsività presenzialista. Dell’esserci subito, in tempo reale. Pubblichiamo, inoltre, alcune sue poesie inedite.

“Ogni epoca ha avuto molti aspiranti poeti e pochi poeti destinati a restare. La differenza è che oggi vediamo tutto. Un tempo migliaia di testi rimanevano nel cassetto; oggi vengono pubblicati in tempo reale sui social. Questo altera la percezione. Si è diffusa l’idea che la poesia sia il genere più “facile”. Basta andare a capo, evitare la punteggiatura, usare qualche parola come “assenza”, “silenzio”, “anima”, “tempo”, e molti sono convinti di aver scritto una poesia.

Ma il verso libero non significa assenza di disciplina. Anzi, richiede una disciplina ancora maggiore, perché non può contare sulla metrica per sostenersi. La poesia non è soltanto un modo di dire le cose: è un modo di conoscerle. Se un testo sa già tutto prima di essere scritto, probabilmente non è poesia: è una dichiarazione. E non è sufficiente che “funzioni” emotivamente, se non regge anche come costruzione letteraria.
Il paradosso è che, più aumenta il numero dei poeti, più cresce il valore del silenzio. Chi ha davvero qualcosa da dire, spesso pubblica meno, lima di più, aspetta. Non sente il bisogno di dimostrare continuamente di esistere attraverso nuovi versi.
La poesia è una creatura delicatissima. Non sopporta il rumore. E il nostro tempo, invece, è dominato dal rumore.
C’è dunque una poesia destinata a restare e una poesia destinata soltanto ad essere apprezzata.
A volte prendere le distanze è un modo per tornare con uno sguardo più esigente. La buona poesia non scappa: aspetta. E quando la ritrovi, la riconosci quasi subito, perché possiede quella qualità rara di sembrare inevitabile, non semplicemente scritta.”

Mattino sul tram

Un vecchio gratta il vetro
con una moneta,
il biglietto non entra
e la macchina lampeggia.
Dietro di lui una donna sospira
come se fosse la storia intera a fare la fila.

Fuori, la città non è cattiva –
solo in ritardo come sempre.
Sui binari, un ragazzo
mastica sonno,
un cane sbadiglia il suo mestiere.

Tutti pendono da un gancio invisibile
che si chiama andare avanti.

 

Esercizio d’ombra

La speranza dei poeti
è piangere da soli
mentre tutto il mondo
sta lì a guardarli,

è sentire l’ago negli occhi
di una sola lacrima
buona per tutta la vita,

è procurarsi un dolore
da moltiplicare per sfamare
i pesci di buona volontà,

appena il verso si fa acqua.

La speranza dei poeti
è nel cammino degli uomini
che percorrono l’infinito
contromano,
ascoltando una poesia
per la prima volta,

e forse anche l’ultima.

 

Asfalto

L’asfalto trattiene
senza ricordare.

Passi, gomme, bestemmie,
il sale secco delle schiene,
una città che continua
per pura abitudine minerale.

I balconi sanno tutto
di chi non parte.

Hanno visto lenzuola,
piante morte,
sedie lasciate fuori
come parenti poveri.

D’estate raccolgono
il fiato delle stanze,
le telefonate inutili,
le mani alla ringhiera.

Da fuori la città sembra quasi umana.

Ma basta rientrare
per capire che anche l’aria
ha imparato a chiudersi.

 

Cover: dimitrisvetsikas1969

Francesco D’Angiò è nato a San Vitaliano (Na) nel 1968, sposato e residente a Matera. Nell’ottobre 2020 pubblica per la casa editrice Planet Book il romanzo dal titolo Lo sconosciuto. Nel 2021 ha pubblicato il primo libro di poesie Clessidre orizzontali, Edizioni Tripla EEE. Ad ottobre 2022 viene pubblicata anche una raccolta di due racconti dal titolo “Siamo tutti normali“, Dialoghi Edizioni. Sempre nel 2022 esce il secondo libro di poesie “Verranno a perderci in trionfo”. “L’equilibrio degli scarti” è la terza raccolta di poesie, pubblicata da G.C.L. Edizioni nel marzo 2024. Nella rubrica “Parole a Capo”, sono state pubblicate poesie di D’Angiò il 15 luglio 2021, il 23 giugno 2022 e il 4 luglio 2024. Cerca una letteratura limpida, necessaria, vicina alle fragilità umane. Collabora con il blog letterario Circolo Letterario Vento Adriatico dove pubblica riflessioni e recensioni e, da alcuni mesi, con Periscopio online.
“Parole a capo” è una iniziativa dell’Associazione culturale “Ultimo Rosso”.
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’IBAN: IT75P0538713004000003826665
La redazione di “Parole a capo” informa che è possibile inviare proprie poesie per una possibile pubblicazione gratuita nella rubrica all’indirizzo mailgigiguerrini@gmail.com 
La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su PeriscopioQuesto che leggete è il 350° numero. Per leggere i numeri precedenti clicca sul nome della rubrica.
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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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