19 Febbraio 2014

Il ‘tuffarsi dentro’ di David Lynch, un modo per schivare la banalità

Redazione

Tempo di lettura: 3 minuti

tuffarsi-dentro-david-lynch-modo-per-schivare-banalità

di Alessandro Oliva

Un’espressione apparentemente torva e introversa, ma capace di regalare al contempo calma e serenità, un ciuffo spropositato, occhi lucidi e attenti: David Lynch, il regista-culto, non è certo un personaggio qualunque e Fabio Fazio, che lo ha recentemente ospitato nel noto programma “Che Tempo Che Fa”, ha avuto modo di scoprirlo, rimanendo anche, a tratti, stupito. In primo luogo, infatti, Lynch si dimostra estraneo a tutto ciò che viene propriamente detto “lynchiano”, all’intima oscurità e alle intricate tenebre che percorrono le sue opere cinematografiche. Il regista non è ne angosciante ne angosciato, scherza con Verdone e riesce contemporaneamente a mantenere attorno a sé un alone di mistero, grandiosità e tranquillità; soprattutto però non parla solo di cinema, ma anche di qualcosa che gli fa brillare gli occhi di una luce viva ed estatica, il vero motivo per cui d’altronde si trovava in Italia in questi giorni: la meditazione trascendentale, una pratica mentale portata alla luce dal maestro indiano Yogi, noto mentore spirituale dei Beatles, e promossa in tutto il mondo da Lynch attraverso una fondazione apposita, la Foundation for Consciousness-Based Education and World.

Questa tecnica di meditazione, che si avvale anche di numerosi riconoscimenti scientifici, viene descritta dal regista come un “tuffarsi dentro”, il raggiungimento di una consapevolezza e di una coscienza assolute che ci mettono in contatto con un campo unificato e ci permettono di accedere a qualità positive illimitate. Insomma, in una sola parola, trascendere.

Fazio è lievemente turbato dalla spiegazione di Lynch, teme che il pubblico televisivo domenicale non sia in grado di apprezzarla, o di digerirla, ma non riesce a frenare il fiume di parole che, seppur pacate, si riversano sugli spettatori portando con sé tutta la frenesia e la passione del regista, che si congeda sottolineando come la meditazione sia uno strumento fondamentale per la pace e lo sviluppo negli individui e dunque nel mondo, un mezzo che, dice arditamente, spera che adotti anche il Papa.

Forse le parole di Lynch possono suonare stereotipate, banali, più consone a un santone indù che a un artista del suo calibro, tuttavia ospitano al loro interno un verbo fondamentale che probabilmente racchiude in sé la soluzione a molti problemi: trascendere, ovvero andare oltre, superare la superficie e cogliere una realtà più profonda.

A mio avviso, il motivo per farlo risiede in più elementi: perché spesso il mondo è arido; perché frequentemente ci troviamo a vivere di routine, di cose, di avvenimenti, di sensazioni e legami che dominano la nostra realtà lasciandoci invischiati, disillusi, incapaci di sorprenderci, di cogliere la vera essenza di ciò che ci circonda e che sperimentiamo; perché progressivamente la nostra vita si orienta in uno spazio esterno che con tutte le sue dinamiche erode quello interno, a ciascuno di noi.
Ci sorprenderebbe infatti sapere quanto poco ognuno di noi pensa a sé stesso e a quanto velocemente, automaticamente e sistematicamente formuliamo ogni pensiero o giudizio, vittima di sistemi mentali, pregiudizi e stereotipi molto più del previsto.

Se, dunque, la pratica suggerita da Lynch sia efficace o meno, è qualcosa che va scoperto; ad ogni modo, desidero apprezzare il messaggio insito in essa, perché di una cosa sono sicuro: voglio essere conscio, voglio essere consapevole e capace di comprendere me stesso per comprendere ciò che mi circonda. E tutto ciò lo devo non solo a me stesso, ma anche a tutti gli altri.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Redazione

Redazione

Ti potrebbe interessare:

  • Diario in pubblico /
    In ospedale

  • Per certi versi/Come il Mar Rosso

  • Caso Soumahoro
    Un lavacro per la coscienza corrotta della società italiana

  • Presto di mattina /
    Avvento di tenerezza

  • Storie in pellicola / C’mon C’mon 

  • ACCORDI
    Non s’ammazza così neanche un cane

  • Parole a capo
    Stefano Agnelli: “Pianura” e altre poesie

  • Vite di carta /
    Cinque presidenti senza Stato (1985-2022)

  • Parole e figure / Il piccolo François Truffaut

  • Brasile: raddoppiate in un anno le manifestazioni neonaziste

L'INFORMAZIONE VERTICALE
osservatorio globale

L’occhio di periscopio

Il giornalismo online in questi ultimi anni ha innescato una profonda trasformazione del nostro modo di informarci. Le notizie sono immediatamente disponibili attraverso la rete, continuamente aggiornate, facilmente reperibili. L’informazione è abbondante, la cronaca è ampiamente garantita. Quel che risulta carente è una chiave di interpretazione dei fatti, uno strumento di analisi capace di fornire una lettura che si spinga oltre la superficie degli avvenimenti. FerraraItalia ha questa ambizione: offrire commenti, analisi, punti di vista che contribuiscano alla formazione di una più consapevole coscienza del reale da parte di ciascuno e a vantaggio di tutti, come imprescindibile condizione per l’esercizio di una cittadinanza attiva e partecipe. Ferraraitalia è un quotidiano indipendente globale-locale che sviluppa un’informazione verticale tesa all’approfondimento, perseguito con gli strumenti giornalistici dell’inchiesta, dell’opinione, dell’intervista e del racconto di vicende emblematiche e in quanto tali rappresentative di realtà più ampie, di tendenze, di fenomeni diffusi (26 novembre 2013)

Redazione

Direttore responsabile: Francesco Monini
Collettivo di redazione: Vittoria Barolo, Nicola Cavallini, Simonetta Sandri, Ambra Simeone, Carlo Tassi, Bruno Vigilio Turra
Segreteria di redazione: Paola Felletti Spadazzi

I nostri Collaboratori: Sandro Abruzzese, Francesca Alacevich,Alice & Roberta, Catina Balotta, Fiorenzo Baratelli, Roberta Barbieri, Grazia Baroni, Davide Bassi, Benini & Guerrini, Gian Paolo Benini, Marcello Bergossi, Loredana Bondi, Marcello Brondi, Sara Cambioli, Marina Carli, Emanuela Cavicchi, Liliana Cerqueni, Ciarìn, Riccarda Dalbuoni, Roberto Dall'Olio, Costanza Del Re, Jonatas Di Sabato, Anna Dolfi, Laura Dolfi, Francesco Facchiano, Franco Ferioli, Giovanni Fioravanti, Giuseppe Fornaro, Maura Franchi, Riccardo Francaviglia, Andrea Gandini,Sergio Gessi, Pier Luigi Guerrini, Sergio Kraisky, Francesco Lavezzi, Daniele Lugli, Carl Wilhelm Macke, Beniamino Marino,Carla Sautto Malfatto, Fabio Mangolini, Cristiano Mazzoni,Giorgia Mazzotti, Paolo Moneti, Francesco Minimo, Alice Miraglia,Corrado Oddi, Fabio Palma, Roberto Paltrinieri, Valerio Pazzi,Carlo Perazzo, Federica Pezzoli, Gian Gaetano Pinnavaia, Mauro Presini, Claudio Pisapia, Redazione, Francesco Reyes, Raffaele Rinaldi, Laura Rossi, Radio Strike, Gian Pietro Testa, Roberta Trucco, Federico Varese, Ranieri Varese, Gianni Venturi, Nicola Zalambani, Andrea Zerbini

Hanno collaborato: Francesca Ambrosecchia, Stefania Andreotti, Anna Maria Baraldi Fioravanti, Chiara Baratelli, Enzo Barboni, Chiara Bolognini, Marco Bonora, Francesca Carpanelli,Andrea Cirelli, Federico Di Bisceglie, Barbara Diolaiti, Roberto Fontanelli, Aldo Gessi, Emilia Graziani, Ivan Fiorillo, Monica Forti,Fulvio Gandini, Simona Gautieri, Camilla Ghedini, Roby Guerra,Giuliano Guietti, Gianfranco Maiozzi, Silvia Malacarne, Virginia Malucelli, Federica Mammina, Paolo Mandini, Giovanna Mattioli,Daniele Modica, William Molducci, Raffaele Mosca, Alessandro Oliva, Luca Pasqualini, Martina Pecorari, Giorgia Pizzirani,Andrea Poli, Valentina Preti, Alessio Pugliese, Chiara Ricchiuti,Riccardo Roversi, Nuccio Russo, Vittorio Sandri, Gaetano Sateriale, Valentina Scabbia, Arianna Segala, Franco Stefani,Elettra Testi, Ajla Vasiljević, Ingrid Veneroso, Andrea Vincenzi,Fabio Zangara

Clicca sull’Autore per i suoi contributi.
CONTATTI
Inviare i comunicati stampa a: redazione@ferraraitalia.it
Inviare lettere al giornale a : interventi@ferraraitalia.it


FERRARAITALIA
Testata giornalistica online d'informazione e opinione, registrazione al Tribunale di Ferrara n.30/2013