A Ferrara un aiuto per colmare il divario digitale
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A Ferrara un aiuto per colmare il divario digitale
Abbiamo contattato Tommaso Sandri, ventenne imprenditore ferrarese di DigiViva, per la curiosità che ci ha suscitato la descrizione del “business” della neonata azienda – colmare il “digital divide” che colpisce soprattutto persone anziane e sole, tagliandole fuori dall’accesso a servizi fondamentali – in rapporto alla giovane età del titolare. Di seguito, le sue risposte alle domande di Periscopio.
Periscopio: Tommaso, DigiViva si occupa di colmare il cosiddetto “divario digitale”, che colpisce soprattutto persone anziane e sole. A me è subito venuta in mente la scena del film di Ken Loach “Io , Daniel Blake” in cui un lavoratore malato si rapporta con gli uffici pubblici della sanità e previdenza inglese per completare una pratica vitale per il suo futuro, e si trova di fronte un muro di indifferenza e mancanza di empatia del personale, che lo invita a fare tutto tramite le app. Secondo la tua percezione, quanto sono diffuse situazioni simili nel nostro territorio?
Tommaso Sandri: situazioni come quella raccontata in Io, Daniel Blake sono molto più vicine a noi di quanto si pensi. Nel nostro territorio capita ogni giorno. Mi è successo spesso di parlare con persone che si sono recate agli sportelli pubblici o negli uffici postali e si sono sentite completamente abbandonate, ricevono informazioni vaghe, vengono rimbalzate da uno sportello all’altro, oppure gli viene semplicemente detto di chiamare un call center o di fare tutto online perché lì non possono aiutarli. Il problema è che queste persone, spesso anziane, non hanno gli strumenti per farlo. E invece di ricevere un aiuto concreto, si trovano davanti un sistema che dà per scontato che tutti siano autonomi digitalmente e che siano in grado di intuire da soli quali siano le procedure corrette. Il risultato è frustrazione, senso di impotenza e, in molti casi, rinuncia. Io vedo quotidianamente, anche solo all’interno della mia famiglia, persone che smettono di provare ad accedere a servizi fondamentali non perché non esistano, ma perché per loro risultano complicati e nessuno le accompagna davvero nell’utilizzo. Il divario digitale oggi rischia di non essere solo un problema tecnologico, ma rischia di diventare una vera forma di esclusione sociale.
P: leggo sul vostro sito che fate interventi direttamente a domicilio per assistere le persone che hanno problemi tecnici o di comprensione nell’utilizzo dei dispositivi digitali. Hai già un piccolo storico dei principali tipi di assistenza che vi vengono richiesti?
TS: sì, con il brand DigiViva siamo attivi da poco, ma personalmente ho svolto più di 50 interventi nelle province di Ferrara, Bologna e Rovigo negli ultimi mesi. Ho quindi avuto modo, in questo tempo, di individuare delle richieste molto ricorrenti: attivazione e utilizzo di SPID e CIE, configurazione delle app dedicate e accesso ai servizi, accesso al fascicolo sanitario elettronico, tutoraggio e supporto nell’utilizzo , configurazione smartphone e tablet nuovi, trasferimento dati, uso whatsapp, videochiamate per connettersi con i familiari lontani e utilizzo di app base, pagamenti online e sicurezza digitale, utilizzo di app bancarie per effettuare operazioni, configurazione Smart TV e servizi streaming, sintonizzazione canali, collegamenti a internet, supporto con computer, stampanti e connessioni internet. Quello che colpisce è che spesso non si tratta di problemi complessi, molto spesso sono problemi risolvibili in pochi passaggi e pochi minuti, ma questi piccoli blocchi spesso diventano insormontabili senza qualcuno accanto.
P: tu sei giovanissimo, e la tua azienda si occupa di assistenza digitale a persone che io immagino prevalentemente anziane. Un divario anagrafico al servizio della cura del divario digitale. Qual è stata la molla che ti ha spinto a lanciarti, così giovane, in questo progetto?
TS: la spinta è nata da una cosa molto semplice: vedere da vicino la difficoltà reale delle persone, a partire dalla mia famiglia e dai miei conoscenti. Prima ancora di DigiViva aiutavo già privatamente la mia famiglia, amici di famiglia, conoscenti, persone anziane. Mi sono reso conto che per me erano operazioni banali, ma per loro rappresentavano un ostacolo enorme. Da lì ho capito che non era solo “assistenza tecnica”, ma un vero bisogno sociale.
Dopo aver analizzato attentamente i dati sulla popolazione del nostro territorio e dopo aver capito che la richiesta era alta, ma non esisteva alcun servizio di questo tipo nelle nostre zone, ho deciso di trasformarlo in un servizio strutturato. DigiViva è oggi un marchio registrato che nasce da Note Srl, società con sede a Ferrara che poggia sull’esperienza trentennale di mio padre Nicola nel campo dei servizi di rappresentanza e della vendita. Il fatto di essere giovane non è un limite, ma un vantaggio a mio parere, rappresenta proprio il ponte tra due mondi, quello digitale e quello di chi ne è rimasto escluso. Credo infatti, che i giovani che sono nati con questi strumenti siano la generazione più adatta per questo tipo di servizio.
P: qual è l’ambito territoriale entro il quale potete intervenire? E se non è indispensabile un intervento fisico, rispondete anche a chiamate dal territorio italiano che possano risolversi in un’ assistenza da remoto?
TS: operiamo principalmente a domicilio a Ferrara e nei comuni limitrofi, con un particolare focus durante la stagione estiva nei Lidi Ferraresi, dove molte persone si trasferiscono per passare le vacanze. Operiamo principalmente a domicilio perché crediamo che il contatto diretto sia fondamentale per la maggior parte delle operazioni. Entrare nelle case, capire il contesto e spiegare con calma fa tutta la differenza. In un futuro prossimo miro ad espandere i nostri servizi nelle province limitrofe, grazie all’aiuto di partner locali.
Offriamo anche la possibilità da operare da remoto, ma questo tipo di intervento è rivolto spesso verso un target di clientela business, o spesso consulenze di impianti di rete o smart home per famiglie, privati o PMI. Resta sempre aperta a chiunque la possibilità di richiedere un intervento da remoto, tramite una videochiamata su Zoom possiamo risolvere problemi con PC, Smartphone, tablet.
P: hai pensato a modi “non digitali” per pubblicizzare la vostra azienda? Te lo chiedo perché immagino che alcune persone che hanno problemi con il mondo digitale, proprio per questa ragione potrebbero non venire a sapere della vostra esistenza attraverso uno smartphone o un pc…
TS: è una domanda centrale, perché è esattamente il paradosso del nostro lavoro. La risposta è ovviamente si, la nostra campagna pubblicitaria di lancio iniziale è incentrata su strumenti fisici e partnership come primo metodo, affiancata anche da una base di campagna social, principalmente su Facebook. La nostra campagna di lancio utilizzerà volantini distribuiti sul territorio, presenza in negozi, farmacie e attività locali, tramite esposizione di brochure dedicate, collaborazioni con realtà associative – ad esempio avremo un helpdesk di primo intervento gratuito dedicato, una volta a settimana, presso gli Uffici di Confcommercio a Ferrara e prossimamente anche presso altre realtà sul territorio. Poi: articoli su quotidiani e pubblicità sugli stessi. In una seconda fase avvieremo una campagna locale con cartelloni pubblicitari, pensiline bus, autobus urbani, totem nei centri commerciali. Il passaparola ad oggi è già molto forte.
Cover image tratta dal sito DigiViva.it
DigiViva: contatti stampa e informazioni: DigiViva: https://digiviva.it – info@digiviva.it Note Srl: https://notesrl.com – Via Argenta 69/A, 44124, Ferrara Contatti Diretti: Tommaso Sandri – +39 345 7394004 – tommaso.sandri@notesrl.com
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