I grumi della morte dentro l’elisir di lunga vita
“Raramente ho l’occasione di parlare con un sostenitore della supremazia genetica”
(mail indirizzata a Jeffrey Epstein, mittente oscurato)
Poter essere avidi per sempre
Periscopio nel luglio 2022 pubblicò un mio articolo intitolato “Jeff Bezos, il nuovo dottor Stranamore” (questo). In esso citavo gli investimenti che il capo di Amazon stava facendo per gli studi sulla riprogrammazione biologica, cioè la possibilità di rigenerare le cellule umane fino a rendere l’umano quasi immortale. Uno dei crucci maggiori di Bezos è sintetizzato in questa sua affermazione: “Evitare la morte è una cosa su cui devi lavorare. Se gli esseri viventi non lavorano attivamente per impedirlo, alla fine si fonderebbero con l’ambiente circostante e cesserebbero di esistere come esseri autonomi. Questo è quello che succede quando muoiono“.
In effetti i Jeff Bezos, i Peter Thiel, gli Alex Karp, i Larry Page, gli Elon Musk, possono possedere e provare tutto quello che il pianeta Terra può offrire, in termini di ricchezze, potere, piaceri ed esperienze, ad una persona dalle risorse praticamente illimitate. A questi giganti dell’avidità manca solo una cosa: poter essere avidi per sempre. Presto o tardi, muoiono anche loro. Per questo non accettano più la finitezza della mortalità umana, e puntano a diventare biologicamente quello che sono già socialmente: dei vampiri.
https://www.ccnull.de/foto/portrait-von-jeff-bezos/1106809, autore: Marco Verch
Intendiamoci: non sto sputando nel piatto delle bioscienziate (italiane, tra l’altro: Maddalena Adorno e Benedetta Di Robilant) di Dorian (nomen, omen), azienda di Stanford che studia come riattivare le cellule e ringiovanire i tessuti. Migliorare la salute e la qualità di vita e, perchè no, la sua durata è in sé obiettivo auspicabile per tutto il genere umano. Cito da questa intervista ad Adorno, che puoi leggere integralmente qui:
“Facendo reverse engineering nella sindrome di Down abbiamo identificato un regolatore epigenetico che controlla simultaneamente le cellule staminali, la senescenza, i mitocondri, ecc. Inquadrato questo nodo, siamo riusciti a sviluppare una specifica small molecule che può essere assunta per via orale, iniettata nel ginocchio per l’osteoartrite, o inalata per la fibrosi polmonare“.
Fin qui tutto bene. Ancora più affascinante è la risposta di Maddalena Adorno alla domanda su qual è la missione di Dorian:
“Il nostro obiettivo non è l’allungamento della vita, ma l’allungamento della salute. …Cambierà il modo in cui misuriamo l’invecchiamento, ci saranno diverse età biologiche per i diversi organi. Vorremo capire, organo per organo, cosa sta succedendo.
Penso davvero che arriverà per la medicina una lunga golden age, che porterà grandi benefici e vantaggi per l’umanità.“
Risposta affascinante, e sinistra. Forse è grazie anche al fascino sinistro di questa mission, che nel maggio 2025 Dorian è stata acquistata da Altos Labs, l’azienda nella quale Jeff Bezos ha iniettato liquidità fino a 3 miliardi di dollari, continuamente alla ricerca di ricercatori e scienziati di avanguardia nel campo della rigenerazione cellulare.
“L’obiettivo di Altos – ha spiegato David Baltimore, direttore dell’azienda – sarà quello di invertire le devastazioni della malattia e dell’invecchiamento che portano alla disabilità e alla morte, rinvigorendo ed estendendo la qualità della vita” (fonte: Startupitalia, qui).
I due privati che hanno messo più soldi in Altos Labs sono Jeff Bezos, appunto, e Juri Milner. Quest’ultimo è un imprenditore nato in Russia da famiglia ebraica, che dal 1999 ha la cittadinanza israeliana. Naturalmente, verrebbe da dire di questi tempi. E’ anche un filantropo, naturalmente, categoria della quale fanno parte di diritto persone che si sono comprate una casa da 100 milioni di dollari sulle colline di Los Altos, California. Come lui, Milner, appunto.
Una ragnatela di fili scuri
Esiste una trama, una ragnatela di fili scuri che tiene assieme ricchissime società private, Stati sovrani e potenti individui:
Altos Labs:, finanziata da Jeff Bezos e da fondi di venture capital, azienda che punta esplicitamente a far superare all’uomo i limiti umani, a partire dalla sua mortalità naturale. 8VC, fondo di venture capital fondato da Joe Lonsdale, è anche uno dei co-fondatori di Palantir Technologies. 8VC figura tra gli investitori ufficiali di Altos Labs. Inoltre: grandi gestori patrimoniali come BlackRock, Vanguard Group e State Street detengono quote rilevanti in Palantir Technologies e partecipano indirettamente o attraverso veicoli specifici in startup ad alta capitalizzazione come Altos Labs.
Palantir: azienda che, tra le altre: gestisce e monitora l’immigrazione negli Stati Uniti facendo da fornitore di servizi per ICE, con i risultati che sappiamo (tra cui l’assassinio a sangue freddo di cittadini americani);
possiede i dati degli utenti della sanità pubblica nel Regno Unito, a seguito di accordo specifico col governo britannico. Riporto da un articolo comparso su Wired e integralmente leggibile qui: “Palantir e le altre società impiegate per mettere a punto la Fdp, non avrebbero potuto accedere all’identità di coloro di cui gestivano le informazioni cliniche. Ma l’ “accesso illimitato” che l’Nhs (Servizio Sanitario pubblico del Regno Unito) avrebbe ora accordato al Palantir e ai suoi contractor racconterebbe uno sviluppo inatteso. Una possibilità che…violerebbe il Data protection act del 2018, la legge che regolamenta il trattamento dei dati nel Regno Unito. …”
fornisce software a IDF e Shin Bet per monitorare gli spostamenti di cittadini civili e di conseguenza finalizzare le operazioni di massacro degli stessi civili a Gaza;
è in predicato di acquisire l’appalto della cyber sicurezza dal Governo italiano per individuare in generale frodatori e “terroristi” (NdA: Il Governo non ha risposto all’interpellanza PD che chiedeva appunto di un incontro avvenuto tra Peter Thiel e Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica con delega alla cybersicurezza. Thiel quindi non è venuto in Italia solo per tenere una conferenza sull’Anticristo).
Nella foto: Peter Thiel, wikimedia.commons
Governi britannico e italiano: i più teneri nei confronti di Israele e, contemporaneamente, i più duri nel colpire qualunque manifestazione critica verso Israele, assieme al governo tedesco: proposte di legge sull’antisionismo=antisemitismo, divieto di ingresso nel paese a giornalisti considerati “propal”, sanzioni stile Francesca Albanese verso giornalisti liberi, come Hüseyin Dogru.
Presidenza e Congresso USA: persino il segretario di Stato Rubio si è lasciato scappare che è stata Israele a spingere gli Stati Uniti ad attaccare l’Iran. Il motivo per cui Israele sta condizionando la politica estera statunitense non solo in termini di presidenza, ma di Congresso, dipende dal fatto che Israele ha finanziato con fiumi di denaro tantissimi tra gli eletti, sia nel campo repubblicano che democratico. Secondo molti analisti statunitensi, Israele determina la politica USA, con gravissime ripercussioni sulla situazione sociale interna. Se spendi trilioni di dollari in guerre foraggiando uno Stato canaglia, non li spendi in politiche sociali per i tuoi cittadini. (Questo, per inciso, in uno Stato federale che ha un debito pubblico ormai fuori controllo);
Jeffrey Epstein: l’elefante (suicidato) nella stanza. L’emersione, seppur parzialmente censurata, degli Epstein files, evidenzia l’esistenza di una hydra che ricatta e condiziona vertici economici e politici mondiali almeno da 50 anni; ultimi 50 anni che peraltro lasciano immaginare un passato più remoto altrettanto pesante, visto che Ghislaine Maxwell, la compare di traffici sessuali e ricatti di Epstein, è figlia del magnate Robert Maxwell, ebreo ortodosso nato in Ucraina, militare in Francia e Regno Unito, poi potentissimo magnate dell’editoria e furfante dei fondi pensione dei suoi dipendenti, cui sottrasse 450 mln di sterline, considerato agente del Mossad e morto (ufficialmente d’infarto) in acqua a pochi metri dal suo yacht al largo delle Canarie. (Per rendere l’idea dell’influenza di questo Berlusconi ante litteram, al suo funerale sul monte degli Ulivi parteciparono il primo ministro Shamir, il presidente Herzog, almeno sei capi dell’intelligence israeliano e un grande numero di esponenti del governo e dell’opposizione).
Non ci sono prove pubbliche che questa hydra stia ricattando Trump: infatti, mentre è notorio che Trump e Epstein si passassero le ragazze, non è dimostrato che il Presidente abbia abusato di donne minorenni. Il ricatto tuttavia è un’ipotesi assolutamente verosimile, osservando come Trump si è fatto convincere – contro ogni indicazione del suo entourage, compresi alcuni fedelissimi – a coronare il vecchio sogno di Netanyahu: attaccare l’Iran. Un sogno che nessun presidente americano in precedenza era stato “così stupido da assecondare”, per usare le parole della deputata californiana Sara Jacobs.
I grumi della morte
E torno alla frase in calce all’articolo, per guardare un po’ più da lontano la tela del ragno. Non da una prospettiva geopolitica, ma da un’ottica psicologica, o di psicopatologia del potere: quel superuomo, o transuomo, immortale cui aspirano questi superpotenti. Non mi riferisco alle prove, anche filmate (anche se non diffuse) e alle mail che autorizzano taluni a ipotizzare pratiche particolarmente abiette durante gli incontri organizzati nelle residenze del pedofilo Epstein. Non mi riferisco cioè alle ipotesi più spinte, tipo l’adrenocromo estratto dai bambini sacrificati come elisir di giovinezza. Non mi ci riferisco non solo perchè potrebbero essere il frutto di forzature interpretative e sensazionalismi (anche se l’immaginario visivo di Salò di Pasolini o Eyes Wide Shut di Kubrick assumono una forza profetica o rappresentativa impressionante, se associati a certi Epstein files). Ma non mi ci riferisco, perchè comunque non è necessario credere anche a quello.
“Bastano” le testimonianze, queste sì certe, di un sistema mondiale di traffico sessuale di minori alla mercè di potenti di primissimo piano della politica e della finanza, pescando questi giovani da situazioni familiari di particolare fragilità: quindi con un approccio seccamente schiavista del ricco verso il povero, degradato a proprietà privata al servizio del piacere depravato del potente;
bastano le uccisioni mirate di migliaia di bambini palestinesi, aggravatesi dopo il 7 ottobre 2023 ma perpetrate anche prima, da uno Stato sniper caucasico verso una popolazione inerme araba (tutti i palestinesi diventeranno terroristi, così come tutte le ninfe diventeranno blatte: quindi una pulizia assimilabile tecnicamente ad una disinfestazione, per chi la pratica o la sostiene);
bastano gli stupri e le torture a carattere sessuale, utilizzate come metodo sistematico di dominio e umiliazione di Israele nei confronti delle persone arrestate e incarcerate a Gaza, Cisgiordania, Libano e financo acque internazionali (vedi Sumud Flottilla). E Israele, in questo periodo storico, è il paese colonialista ed espansionista sotto la cui ala possiamo trovare, nella veste di finanziatori, finanziati, affaristi con, protettori del e protetti dallo stesso, i Thiel, i Karp, gli Altman, i Page, i Bezos.
(Elisir di lunga vita, foto tratta da wikipedia)
Il quadro d’insieme è psicotico. Da un lato abbiamo una élite economica che investe trilioni in ricerche mirate ad allungare la vita umana attraverso ambiziosi progetti di rigenerazione cellulare e ricambio degli organi “vecchi”; dall’altro, la stessa élite economica finanzia o supporta, con software e logistica, le più massicce operazioni di sterminio di parte del genere umano. Da una parte finanziano la ricerca dell’immortalità, dall’altra supportano la morte. Appare troppo prosaico ridurre questo fenomeno al desiderio di ricchi e potenti sessantenni di allungare la propria esistenza, una sorta di evoluzione hard della finta giovinezza botulinica di massa. Se si osserva in trasparenza il liquido dell’elisir di lunga vita, è possibile notare come vi galleggino i grumi neri della pulsione di morte.
Cover photo tratta da https://www.publicdomainpictures.net/
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