Lo scorso 13 giugno ha preso avvio il Ferrara Summer Festival (FSF) ma non si arrestano le polemiche e le azioni legali da parte di decine di residenti.  Il 15 giugno è arrivata, però, dal TAR una doccia fredda: il Tribunale regionale ha respinto la loro richiesta di sospensiva urgente, rimandando la discussione all’udienza collegiale fissata per l’8 luglio. Ricordiamo che il Festival prevede lo svolgimento di ben 21 concerti, l’ultimo il 26 luglio, senza contare i periodi (non brevi) di preparazione, prima, e di smontaggio, poi, delle strutture.

«TROPPI SOLDI IN BALLO, NON POSSIAMO BLOCCARE»

Nel documento il TAR ignora tutte le irregolarità formali e sostanziali da parte degli organizzatori – l’Associazione Butterfly – e del Comune di Ferrara, “giustificandole” così: «considerato che l’amministrazione comunale ha avviato già da tempo la programmazione e l’organizzazione del “Ferrara Summer Festival 2026”, manifestazione che, peraltro, si ripete annualmente, ed ha già a tal fine assunto rilevanti impegni, non solo economici, per la realizzazione del programma»…si decide di non bloccare la manifestazione.

Ci chiediamo da quando l’aver assunto impegni economici non sia un aggravante rispetto al fatto di aver agito in maniera irregolare ma anzi una giustificazione per soprassedere a tutte le violazioni accertate. Violazioni nei confronti di un luogo pubblico tutelato, com’è la piazza (oltre al portico), nel numero di concerti, negli orari, nell’inquinamento acustico, nel rispetto dei tempi di consegna della richiesta per le autorizzazioni e, da ultimo, nelle irregolarità – anch’esse segnalate dalla Soprintendenza – riguardanti lo spazio occupato dalle diverse strutture nell’area concerti (v. “la Voce” del 19 giugno scorso).

I residenti specificano che «l’autorizzazione in deroga ai limiti acustici e gli atti correlati (compresi i provvedimenti della Soprintendenza e le concessioni di occupazione del suolo pubblico) sono stati rilasciati ed effettivamente conosciuti solo il 12 e il 13 giugno» scorso.

DISTURBI FINO A TARDA NOTTE

I Residenti  non si fermano: tramite l’avv. Alessandra Palma nei giorni scorsi hanno proposto querela per il reato previsto dall’art. 659 c.p. (disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone).
Come previsto, infatti – spiegano i residenti -, «i concerti impediscono il riposo a causa dell’elevato volume delle emissioni sonore e per il tardo orario di conclusione, a cui poi si accompagnano le operazioni di pulizia». Il livello di disturbo, «dato dalle emissioni sonore del concerto e dal vociare continuo nelle fasi di accesso e uscita dalla piazza delle persone che assistono ai concerti e delle operazioni di pulizia che vanno avanti tutta la notte» ha, secondo i residenti, «superato il limite della normale tollerabilità»e per questo han deciso di rivolgersi alla Procura della Repubblica affinché «compia accertamenti in ordine alla possibile configurabilità del reato citato».

I disagi riguardano anche le difficoltà di spostamento a piedi, in bici o in macchina, per residenti e non, oltre alle enormi difficoltà di trovare parcheggio nella zona. E ancora: le file di bagni chimici davanti ad alcuni condomini, bagni maleodoranti,per non parlare del fetore lungo i marciapiedi causato dagli avventore dei concerti che urinano per strada.

Piazza Ariostea: invasione e allestimento – foto Andrea Musacci

LA PAGLIUZZA E LA TRAVE

«Nulla è pensato e dislocato in modo tale da consentire agli spettatori di avere un qualsiasi rapporto con il luogo che non sia di mera fruizione utilitaristica e strumentale dello stesso: una anonima “location”…»: così scriveva nel 2022 la Soprintendenza in risposta agli organizzatori del Festival, prima di essere bloccata dal Ministero della Cultura (allora guidato da Dario Franceschini).

Ma sul sito ufficiale del Festival, gli organizzatori ci tengono – in maniera un po’ paternalistica – a ricordare agli avventori l’importanza del decoro: una voce del Regolamento del Festival, infatti, è intitolata «Rispetto città» e in essa si spiega: «Ferrara è una città storica: proteggi monumenti, piazze, portici, residenti e attività vicine» (!).

Ci ricorda la parabola evangelica della pagliuzza e della trave. Parabola che riemerge anche da un altro passaggio del Regolamento, intitolato «Proteggi l’udito»: «Tappi per le orecchie e cuffie anti-rumore sono consentiti e consigliati per persone sensibili», è scritto. Ma diverse persone dicono di sentire le vibrazioni dei concerti a distanza di alcuni km. E in una diffida presentata lo scorso 11 maggio dall’avv. Francesco Vinci a nome dei residenti, si denuncia: «il Comune di Ferrara ha autorizzato deroghe acustiche sino a 95 dB nelle ore serali e notturne presso Piazza Ariostea, area classificata dal Piano di classificazione acustica comunale in Classe III, con limite ordinario notturno pari a 45 dB. Le deroghe autorizzate hanno pertanto consentito livelli sonori enormemente superiori sia ai limiti ordinari fissati dalla pianificazione acustica comunale» sia alle «soglie di tutela sanitaria indicate dall’OMS».

«MIA MADRE HA 94 ANNI: IL DISAGIO È FORTE»

«Mia madre ha 94 anni e vive in via Palestro, 101, nel palazzo proprio di fronte a piazza Ariostea: una sera di concerto, sentendo le forti vibrazioni, mi ha chiesto “C’è il terremoto?”».
È, questo, un passaggio del racconto che ci fa una signora la cui madre, appunto, vive…a due passi dal palco. «Vado a trovarla a casa tutti i giorni: il disagio è forte, e le finestre tremano. Non possiamo entrare da via Palestro, 101 perché ci sono le transenne con i blocchi di cemento: nemmeno le ambulanze riescono a passare. Giovedì scorso, ad esempio, cerco di entrare nel condominio di mia madre da vicolo del Voltino, che però era strapieno di bici ammassate anche vicino al nostro ingresso, oltre a un furgone parcheggiato male. È stata un’impresa…E quella notte, come altre, sono rimasta a dormire da lei, per assisterla, ma mi sono addormentata solo dopo le 2, perché il concerto è finito tardi e ci sono stati schiamazzi fino a quell’ora. Anche altre persone che lavorano, fra cui medici, mi han detto che le sere dei concerti non riescono a riposare se non a tarda ora».

Si sta dunque ripetendo la situazione di un anno fa: «il 20 giugno dell’anno scorso, a mezzanotte, torno con mia madre a casa sua dopo 10 ore al Pronto Soccorso, dove l’avevo portata perché si era sentita male». Le due donne vivono una vera e propria odissea. Quella sera, infatti, in piazza Ariostea c’è UniFest, la festa degli studenti universitari organizzata da College, Madame Butterfly e UniFe; fra gli sponsor c’è anche “MercoleGin”, iniziativa che – cito dal suo sito – propone di portare «una lunga serie di sbronze in terra emiliana». Migliaia e migliaia di giovani hanno invaso la piazza pubblica e le vie attigue, molti di loro, appunto, ubriachi. «Non siamo riuscite a entrare da via Palestro, 101 e in vicolo del Voltino c’era un cantiere», continua il racconto la signora. Per fortuna però i vigili mi hanno aiutato, e siamo entrati da questo vicolo. È stato, però, soprattutto per mia madre, uno stress molto forte». E «ogni tre settimane viene visitata dagli infermieri di comunità: l’anno scorso, nel pomeriggio, non li han fatti passare con l’auto dell’Ausl e quindi han dovuto parcheggiare nel parcheggio Diamanti».

Per non parlare del sequestro di una piazza pubblica: «è dai primi di maggio che non possiamo accedervi, da quando hanno iniziato a prepararla per il Palio», continua. «Ma io sono cresciuta nella casa dove mia madre vive ancora e non è mai successo che la piazza venisse chiusa per un mese, al massimo la chiudevano per una settimana…». Tanti sono gli anziani, le coppie, le famiglie con bambini a cui negano – almeno fino a inizio agosto – la loro piazza, quindi per tre mesi di fila, perlopiù tre mesi primaverili ed estivi, adatti per svagarsi in un luogo di questo tipo.

CIBO E ACQUA VIETATI

In occasione dei primi concerti del FSF 2026, siamo andati agli ingressi principali sùbito fuori piazza Ariostea, dove numerose transenne e solerti vigilantes sorvegliano e filtrano persone e oggetti. Oggetti anche commestibili: il Regolamento parla chiaro: all’interno dell’area concerto sono «vietate bottiglie con liquidi, vetro e lattine», «cibo e bevande introdotti dall’esterno dell’area evento». E infatti, all’ingresso vediamo accumulate montagnole di borracce, bottiglie, bottigliette e di cibo prontamente sequestrati agli ingenui avventori.

Il motivo ufficiale? La “sicurezza”; ma gli accendini e i power bank possono entrare, e certi scarponi se lanciati crediamo facciano più male di un panino con la frittata.
Il motivo reale, dunque, è un altro: all’interno vi è la cosiddetta “Food Area” con «street food, ristorazione e punti ristoro selezionati».
Questi i prezzi dei vari (pochi) stand: acqua (bottiglietta piccola) 3 euro, birra (0.4) 7, hot dog 10, pizza (surgelata) 15, hamburger 15.
E nemmeno una doccia all’interno, con temperature previste fino a 38-40°. Solo dopo diverse proteste, anche via social, per alcuni concerti han permesso alla Croce Rossa di distribuire bottigliette d’acqua gratuite all’interno. Una gentil concessione da parte degli organizzatori. Ma i farmaci rimangono «ammessi» solo «con prescrizione medica».

Beati, allora, coloro che hanno un posto in paradiso, vale a dire gli «ospiti e possessori di accessi VIP», a cui sono riservate due aree apposite, laterali, vicino al palco. Sicuramente con prezzi più umani e privilegi vari. E che il popolo mangi brioches, se riesce a farle entrare di straforo.

(Questo articolo è stato redatto per la “Voce di Ferrara Comacchio” del 26 giugno 2026)
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In copertina: Ferrara Summer Festival, via Palestro all’altezza di piazza Ariostea – Foto Andrea Musacci

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