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Parco Urbano e concertone, il caso non è chiuso:
aspettiamo un parere scritto dal Presidente della Provincia

Le recenti esternazioni pubbliche di Claudio Trotta, promoter italiano dei concerti di Springsteen, nelle quali si afferma che è stata la pubblica amministrazione ad indicare il luogo del concerto (circostanza finora negata), che il parco non è area protetta e nelle quali soprattutto, in modo offensivo, si pretende di insegnare ai cittadini di questa città come si devono utilizzare e far vivere i parchi (ma il signor Trotta ha mai frequentato un parco da utente?), hanno indotto Italia Nostra a richiedere al Presidente della Provincia, ente al quale risulta demandata la definizione ed il rispetto delle aree protette dal punto di vista ambientale, se le prossime iniziative previste nel Parco Urbano “Giorgio Bassani” sono compatibili con il rispetto della normativa vigente.

Si ribadisce che Italia Nostra è favorevole allo svolgimento di importanti concerti nella città, ma in luoghi adatti, quindi non a scapito di luoghi sensibili dal punto di vista ambientale e non a scapito della fruizione di spazi pubblici deputati ad altre funzioni.

Giuseppe Lipani
presidente della sezione di Italia Nostra di Ferrara.

Si allega per conoscenza la richiesta inviata:   

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Al Presidente della Provincia di Ferrara 
Gianni Michele Padovani
e per conoscenza: 
al Responsabile del Settore Pianificazione Territoriale della Provincia di Ferrara
arch. Manuela Coppari
al Responsabile Area pianificazione territoriale, urbanistica e tutela del paesaggio
della Regione Emilia-Romagna
dott. Roberto Gabrielli
alla Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la città metropolitana di Bologna e le Province Modena, Reggio Emilia e Ferrara
arch. Francesca Tomba
Essendo in programma nel mese di maggio del corrente anno un concerto nel Parco Urbano della città di Ferrara per il quale è previsto un afflusso di almeno 50.000
persone, risultando alla scrivente associazione che il territorio del Parco Urbano della città, intitolato a Giorgio Bassani,
sia tuttora tutelato come “zona di particolare interesse paesaggistico – ambientale” (art.19) dal Piano Paesistico Regionale e come parte delle reti ecologiche di primaria importanza nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale,
chiede
se lo svolgimento nel parco della manifestazione sopra richiamata sia compatibile con la normativa di tutela del Piano Paesistico Regionale e Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale o se non sia pregiudizievole della salvaguardia di un territorio tutelato in quanto ricco di valori ambientali, anche sotto l ’ aspetto del rispetto e della difesa della flora e della fauna in esso presenti.
Poiché da notizie di stampa sembra di capire che l’attuale Amministrazione Comunale intenda in futuro utilizzare il parco come sede frequente, se non permanente, di spettacoli con grande affluenza di pubblico, pone il medesimo quesito anche per questa, a parere della scrivente Associazione, inconcepibile eventualità.
In attesa di cortese rapido riscontro, motivato dalla imminenza del concerto, porge cordiali saluti
Per il Consiglio Direttivo  della sezione di Italia Nostra di Ferrara
Il Presidente Domenico Giuseppe Lipani
Ferrara. 15/03/2023

Ferrara, Città all’incontrario

Sembra quasi una lettera innocua, cortese, educata, ma non lo è. E’ un’altra carta da giocare,  l’ultima in ordine di tempo, di Italia Nostra, contro le politiche della Giunta Fabbri,  sbagliate e pericolose nel merito ma anche nel metodo. Una lettera che inaugura l’ennesima battaglia della storica Associazione Ferrarese in difesa dell’ambiente e dell’identità culturale di Ferrara, perché tutti (in primis il Pubblico) rispettino i vincoli urbanistici e paesaggistici. della legge e del rispetto che merita una comunità urbana.
L’arrogante, illegittima  (e offensiva, come si legge nella lettera) presa di posizione del “tour operator” del Boss, ha il medesimo brutto sapore della vergognosa lenzuolata sul Carlino Ferrara a firma dell’impresa ARCO sul FE.Ris. Mai vista prima di ora a Ferrara una cosa così grave: imprenditori privati che parlano in vece della voce pubblica, che impartiscono lezioni (di scienza?) (di democrazia?), che dividono il popolo gregge tra i bravi della classe e i cattivi soggetti da metter dietro la lavagna. Sarebbero i soliti piantagrane degli ambientalisti.
Ci saranno altre occasioni per richiamare il Governo Locale  al rispetto delle norme su cui si fonda il gioco democratico. Nella lettera spedita 4 giorni fa e che oggi gli amici di Italia Nostra hanno deciso di rendere pubblica torna a concentrarsi sul Parco Urbano e sulla nebbia  di silenzi e reticenze che hanno accompagnato l’azione della amministrazione comunale  sin dall’inizio di tutta la vicenda.  La lettera chiede al Presidente della Provincia di Ferrara, che ha precise competenze in tema di tutela ambientale ed uffici preposti ai conseguenti controlli, di esprimere ufficialmente un parere chiaro sulla legittimità ed opportunità delle scelte compiute unilateralmente dal Sindaco e dal Consiglio Comunale di Ferrara.
Vedremo se arriverà una risposta e quando arriverà . Per ora c’è una sola cosa certa, che al contrario di quanto ha dichiarato più volte il sindaco con una certa sicumera, il “caso non è chiuso”. 
Francesco Monini
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Italia Nostra

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Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno.  L’artista polesano Piermaria Romani  si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)

PAESE REALE

di Piermaria Romani

 

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

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