La cronaca nera e il razzismo bianco
La cronaca nera e il razzismo bianco
Portomaggiore, provincia di Ferrara, metà agosto:
una famiglia marocchina ivi residente ha un alterco, sfociato in zuffa, con una residente italiana che passa davanti a casa loro con il suo cane. La donna sembra avere avuto la peggio, al pronto soccorso le danno quattro punti e venti giorni di prognosi. Anche l’uomo di origine marocchina però querela la donna, perché la donna lo avrebbe provocato e nella zuffa avrebbe preso botte anche la sua bimba di pochi mesi. Immediatamente appreso della vicenda, e prima di conoscere dettagli sull’effettiva dinamica dei fatti, il parlamentare ferrarese Mauro Malaguti, di Fratelli d’Italia, fa una interrogazione parlamentare (…) e organizza una (sparuta) manifestazione a Portomaggiore, a sostegno della donna. (leggi qui e qui).
Ferrara, fine agosto. Cito dalla pagina facebook del sindaco Alan Fabbri:
Ferrara, quartiere Barco, fine maggio:
Samanta Zironi viene accoltellata in casa, con ogni probabilità dal compagno italiano, che all’inizio inscena un improbabile suicidio della donna. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook. (tra i vari articoli, leggi qui)
Aarau, Svizzera, qualche giorno fa:
durante un rave party, un cittadino svizzero, per ragioni ancora ignote, apre il fuoco sulla folla e uccide una ragazza italiana di origini rom. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook.
Camponogara, Venezia, ferragosto:
un italiano strangola la ex compagna (che lo aveva denunciato più volte per molestie) e poi si toglie la vita. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook.
Trebisacce, Cosenza, ferragosto:
un maschio italiano massacra di botte la compagna, abbandonata in fin di vita davanti al pronto soccorso, poi purtroppo morirà. Lui si dà alla fuga. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook.
Fontana Candida, Roma, qualche giorno fa:
un italiano accoltella la ex moglie a casa di lei e fugge con il figlio, dopo averla mollata al pronto soccorso. Per fortuna i colpi non sono stati mortali. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook.
Barberino del Mugello, inizio settembre:
un maschio italiano attende la ex compagna nel di lei garage, la carica a forza nel bagagliaio dell’auto, arriva in autostrada, la uccide, la getta giù da un viadotto e poi si lancia nel vuoto. Lei al telefono aveva chiamato la polizia, che non è arrivata in tempo per salvarle la vita. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook.
E mi sono limitato alla cronaca nera di agosto e inizio settembre.
Spero siamo tutti d’accordo sul fatto che la gravità dei primi due episodi “ferraresi” – Portomaggiore e Palazzo del Comune – è nettamente inferiore rispetto agli episodi tragici citati di seguito, incluso quello del quartiere Barco. Nei primi due casi abbiamo: una persona che si comporta in modo arrogante; una bega di paese. Negli altri abbiamo donne che vengono ammazzate dal marito o ex compagno. Una anche a Ferrara. Due semplici domande: se il protagonista dell’episodio fosse stato un italiano, il Sindaco ci avrebbe fatto un post? Se a Portomaggiore la lite fosse stata tra italiani, Malaguti avrebbe organizzato una manifestazione?
La reazione politica della destra ferrarese si vede solo in presenza di marocchini in lite con un’italiana e tunisini che chiedono “casa, cibo e sigarette” nel palazzo del Comune. Sugli italiani che ammazzano le donne, compreso a Ferrara, silenzio della destra. Nessuna interrogazione parlamentare, nessuna manifestazione, nessun post su facebook. Del resto un generale fascista in pensione, che si candiderà alle prossime elezioni, afferma che il femminicidio non esiste: leggi qui.
Che cos’è la destra, cos’è la sinistra?
Se lo chiedeva ironicamente Giorgio Gaber.
La destra fa interrogazioni parlamentari, indice manifestazioni, scrive post su facebook solo quando in episodi di cronaca nera sono coinvolte persone non italiane (a meno che siano vittime).
Quando c’è di mezzo
un nero, un arabo, un musulmano, un africano, chi dà fastidio, chi delinque è la categoria: i neri, gli africani, i musulmani, gli arabi. Quando ad ammazzare è un bianco di stirpe italica, improvvisamente siamo di fronte a una tragedia individuale.
(foto di balilla tratta dagli archivi della famiglia Riggio, Unknown Photographer. Uploaded by Fabio Sappino. Copyright holder has published this content under the following license: Creative Commons Attribution-ShareAlike).
Uomini che odiano le donne, dicendo di amarle, al punto da togliere loro la vita. Uomini italiani, spesso padri di famiglia. In questi casi, per la silenziosa destra non siamo di fronte a un fenomeno con profonde radici sociali e culturali. Del resto, come dice il generale in pensione, il femminicidio non esiste.
Questo modo di pensare sfocia in atti pubblici o in fragorosi silenzi, come quelli del parlamentare ferrarese o del sindaco di Ferrara, e denota l’abitudine di appiccicare un’ etichetta che diventa stigma nei confronti di presunte “razze” – che geneticamente non esistono – etnie, culture, religioni, tradizioni considerate in quanto tali brodo di coltura delle condotte devianti o semplicemente sgradite tenute da loro membri. Figuriamoci quando qualcuno di loro delinque.
Invece, quando si parla di italiani che ammazzano donne (oppure uccidono a sangue freddo rapinatori), questo habitus mentale non sfiora nemmeno la mente sociologicamente raffinata di alcuni nostri politici di razza. Purché sia bianca.
Cover image public domain
Per leggere gli altri articoli di Nicola Cavallini clicca sul nome dell’autore












Lascia un commento