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Donald, Giorgia e Sal Da Vinci

Donald, Giorgia e Sal Da Vinci

Il botta e risposta lo abbiamo imparato a memoria. Ha fatto il giro del mondo: c’è proprio da essere soddisfatti: la piccola Italia ha conquistato la prima pagina, di qua e di là dall’Oceano.

Donald: “Mi ha implorato di fare una foto con lei, l’avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei”.
Meloni:  «Sono dichiarazioni totalmente inventate, l’Italia non implora mai».

Ma che c’entra l’Italia? Comunque non finisce qui. Seconda puntata:

Donald: “Confermo che mi ha chiesto ripetutamente di fare una foto con me. Sta andando male in termini di popolarità.”

Giorgia: «Essere tua amica non l’ha certo favorita. In ogni caso, la mia popolarità non è affar tuo. Ti suggerisco di concentrarti sulla tua.»

 

“Indice di popolarità”: nelle ricerche di mercato è il giudizio sintetico, ricavabile da un’apposita indagine, del pubblico su un determinato tipo di prodotto, esercizio di vendita o d’altro genere.”
(Enciclopedia Treccani)

Da cui si evince che questa “popolarità” ha a che fare con il mercato mediatico, ma c’entra zero con  il “Popolo”: non aumenta i salari e le pensioni, non abbassa il prezzo della benzina, non sposta di un decimale il famigerato PIL.

Una popolarità che vale per Sal Da Vinci, trionfatore all’ultimo Sanremo con l’ignobile Per sempre sì. E vale per Donald Trump e Giorgia Meloni, protagonisti del deprimente siparietto planetario.

Sal Da Vinci resiste (almeno per tutta l’estate). Mentre Donald e Giorgia sono già nervosi: il loro indice di popolarità continua a scendere. Per i dazi e le guerre senza conclusione. Per la batosta del Referendum e il fantasma del generale Vannacci.

Per noi, per il popolo, non cambia di molto. Possono abbracciarsi o insultarsi, quel che è certo (o altamente probabile) è che l’uno e l’altra hanno imboccato la strada della cantina.
Solo dopo, dimesso il fardello di un inutile celebrità, tornati ad un tranquillo anonimato, anche Donald e Giorgia potranno infischiarsene della popolarità. Come noi.

Cover: Sal Da Vinci a Napoli, 2025 –via Wikimedia Commons 

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Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “Periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.

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