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Il mondo sarà migliore (se avremo il coraggio di cambiare)
intervista all’economista Andrea Gandini

Il mondo sarà migliore (se avremo il coraggio di cambiare)

Intervista ad Andrea Gandini

Nei tuoi interventi su Periscopio hai sempre detto che con Donald Trump l’America poteva cambiare passo rispetto alle guerre aperte. Ti sei ricreduto?

Pensavo che Trump, come lui stesso diceva, avesse deciso di venire a patti con la Cina, rinunciando ad una leadership unilaterale del mondo nel XXI secolo, vista la debolezza dei fondamentali economici Usa e la forza crescente della Cina. Così sosteneva in campagna elettorale e il movimento Maga: rinunciare ad dominio completo del mondo e concentrarsi sul proprio paese in gravissima crisi.
Ma con le sortite su Groenlandia, Venezuela e Iran l’idea di dominare il mondo non è venuta meno.

Perché questo cambio di rotta?

Probabilmente si è reso conto che il dollaro (e le criptovalute) vivono una crisi maggiore di quello che pensava e bisogna assolutamente mettere dei controvalori sotto il dollaro, privato dal 1971 dell’oro. E cosa meglio dei petrodollari? Da 50 anni sono il vero controvalore del dollaro insieme ai fondamentali dell’economia americana (saldo estero, debito pubblico, forza della manifattura) che però non ci sono più.

Quindi Trump non è matto come si tende a dire, ma persegue una chiara strategia?

Trump sarà anche demente ma c’è del metodo in questa follia e credo sia stato spinto anche dal deep state USA a proseguire nella tradizione americana. La guerra in Iran fa parte della “predazione” (a basso costo) e chiarire chi comanda nel mondo, anche se questa volta l’azzardo è mortale. Non ha messo in conto una crisi interna.

In che senso?

Una completa vittoria degli Stati Uniti sull’Iran, segnerebbe una svolta enorme a suo favore. Se l’Iran dovesse cambiare regime, passare dalla sfera russo- cinese a quelle americana, garantendo, nel contempo, la sicurezza ai paesi arabi del Golfo e quella supremazia definitiva in Medio Oriente che Israele cerca da 80 anni, farebbero bingo sia lui che Netanyahu. E la Cina dovrebbe rimandare la sua ascesa.

E succederà questo?

Non credo. L’Iran reggerà un tempo sufficiente, ai feroci bombardamenti americani, per determinare uno choc delle borse, uno tsunami anche per l’Europa. Recessione e inflazione metteranno a tappeto per 6 mesi tutte le economie occidentali.
La Cina (insieme alla Russia) farà così il primo decisivo passo verso quel Nuovo Ordine Mondiale su cui lavorano silenziosamente dal 2009. Intanto le loro petroliere passano già per Hormuz.

Anche l’Europa sarà colpita, fino a che punto?

La UE è molto più dipendente degli USA dal petrolio e l’Italia sarà la più colpita, come nel 2008, non potendo contare più sul gas russo. E’ probabile una recessione da maggio a tutto il 2026.

Come potrà reagire l’Europa?

Il colpo sarà tremendo. L’Europa sta capendo quanto dannosa sia l’alleanza con gli Stati Uniti che da sempre perseguono interessi totalmente divergenti da quelli europei.
Questa è anche la ragione per cui nel 2003, dopo i dissensi di Germania e Francia per la guerra in Iraq, gli USA spinsero per un allargamento (dal 2004) ai Baltici e Polonia, oggi i loro più fidi alleati. Paesi come Spagna, Francia, Inghilterra l’hanno capito, tentennano Italia e Germania, mentre i Paesi Baltici e Polonia, paralizzati dalla paura per la Russia, sono totalmente allineati agli USA. Non a caso danno le loro basi per gli attacchi USA sull’Iran così come Macedonia, Kosovo, Bulgaria. Spingono per un ulteriore allargamento UE e si oppongono ad una rifondazione in chiave di autonomia dagli USA, una scelta, a questo punto, inevitabile.

E se la UE non cambia cosa succede?

Che alle elezioni del 2029 vinceranno tutte le destre sovraniste e by by UE per almeno 5 anni.

Pensi che dopo la fine della tregua l’Iran possa essere ancora bombardato e “riportato all’età della pietra”, come diceva Trump, se non accetta le condizioni USA e, a quel punto, cederà? E che Israele riuscirà con i suoi inumani attacchi al Libano, in Cisgiordania e Gaza a piegare i popoli arabi che ancora resistono?

La novità storica del XXI secolo è che nessuna superpotenza può più piegare, come fu nel ‘900 e nei secoli scorsi, una popolazione che è contraria all’invasore. L’Afghanistan lo dimostra, come anche tutte le altre guerre perse degli Usa (ed altri).

E la Russia in Ucraina?

Anche la Russia sa bene che può annettersi solo Crimea e Donbass, cioè le zone russofone. E’ questa una buona notizia nella storia dell’umanità. Vale anche nel caso dell’Iran e dei palestinesi: non possono essere vinti con le bombe.

E’ quindi prevedibile che nel 2027 avremo a che fare con un Nuovo Ordine Mondiale in cui la Cina comincia a svolgere un ruolo di rilievo?

Si, non solo Cina ma anche India e Brasile sono in forte ascesa. La Russia chiuderà la guerra in Ucraina con l’annessione di Crimea e Donbass. Ci avviamo verso un Nuovo Ordine Mondiale e già oggi le banche centrali vendono i titoli del Tesoro USA, il debito federale sfiora i 40mila miliardi e si teme un’inflazione a maggio del 5%.

C’è chi paventa una guerra civile negli Stati Uniti. E’ davvero possibile?

Il rischio esiste. Tutti gli indici dicono che mai come oggi la società americana è divisa in blocchi contrapposti. Il movimento Maga (circa 40 milioni sui 77 che hanno votato Trump) è radicale. La lotta contro gli immigrati mina però la crescita USA e la scarsità di manodopera crea già problemi anche nelle aree rurali pro-Trump. Nella sanità un quarto del personale è straniero e già scarseggia il personale, anche in agricoltura, i prezzi stanno salendo, tutti processi esplosivi…

Chi vincerà le elezioni in Francia nel 2027

Penso la destra e ciò porterà all’implosione dell’Europa che conosciamo. Il centro-sinistra, se non fa gravi errori, potrebbe vincere invece le elezioni in Italia.

E Cuba come andrà a finire?

La Russia sta portando un pò di petrolio e la Cina i pannelli solari. Se interrompono il lunghissimo embargo Usa e il regime, trincerato in se stesso da troppo tempo, farà aperture, consigliato dalla Cina, su proprietà privata e concorrenza, che faranno contenti gli esuli americani, allora esce dalla crisi.

E’ un mondo migliore o peggiore quello che si annuncia?

Penso un Mondo Migliore. Viene meno il bellicismo americano, piegato dallo chock finanziario che sta arrivando e dalla sconfitta di Trump alle elezioni di mid-term di novembre 2026.
Nel 2027 riprende il commercio internazionale e la crescita di quasi tutti i paesi, specie i più poveri che subiranno nel 2026 il maggior impatto dalla crisi finanziaria americana.
L’Europa dovrà ripensarsi completamente e in Italia avremo forse un Governo di centro-sinistra.
L’arrivo della Cina ci farà bene, com’è stato con la lotta USA-URSS nei primi 30 anni del dopoguerra. Dal timore del comunismo dell’URSS abbiamo avuto (grazie certo anche alle lotte dei lavoratori) un capitalismo dal volto umano, il welfare e i salari sono quasi triplicati. Potrebbe succedere la stessa cosa con la paura della Cina: i nostri salari e il welfare potrebbe rinascere, bisognerà pur dimostrare che il capitalismo è migliore della Cina.

E dell’Europa cosa ne sarà?

 E’ la maggiore criticità. L’Europa dovrà trovare il coraggio di cambiare molte cose, aprirsi alla Cina e alla stessa Russia, fare finalmente gli interessi dei suoi cittadini e non quelli americani e diventare un polo mondiale con un modello di sviluppo centrato sulla libertà, eguaglianza e welfare alternativo sia alla Cina che agli USA.

I giovani (ma direi gran parte dei paesi e dell’umanità) vogliono paradossalmente proprio questo

Lo sai che gli economisti quasi sempre sbagliano le previsioni?

Concordo, ma nel 2008 fui uno dei pochi che previde la recessione (l’Annuario CDS e il suo inserto con una grande freccia in giù lo testimoniano) e ora tutti gli indici vanno in quella direzione…quindi azzardo.

Cover: fotogramma dal Film di Susanne Bier “Un mondo migliore”

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Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “Periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.

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