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The Robert Cray Band a Chiari

Accordi. The Robert Cray Band a Chiari

Dopo averlo conosciuto dai suoi dischi più di trent’anni fa, non avevo ancora avuto l’occasione di vedere dal vivo uno dei miei artisti preferiti: Robert Cray.
Mi piace la sua musica proprio per il sound che è riuscito a rendere unico grazie al suo amore per il Soul, l’R&B, il Gospel, il Blues: sono i miei generi musicali preferiti perché mi danno più emozioni.

Per questo, il 7 giugno scorso, sono andato molto volentieri al Chiari Music Festival per assistere all’unica data Italiana del suo Amped up Tour 2026.

Robert Cray è considerato ormai una leggenda vivente del blues perché è un musicista completo che, da oltre 40 anni, dialoga egregiamente con la sua chitarra e canta in una maniera ricca di sfumature soul. È un artista che ha dimostrato di saper crescere e di migliorarsi riuscendo a mantener viva la sua creatività.

The Robert Cray Band (foto: Mauro Presini)

La fama lo precede e lo accompagna: ha pubblicato finora più di una ventina di dischi di cui 3 dal vivo, ha vinto cinque Grammy, nel 2011 è stato inserito nella Blues Hall of Fame, ha ricevuto il premio alla carriera per le performance agli Americana Music Awards, ha suonato con i più grandi musicisti blues come Albert Collins, Muddy Waters, John Lee Hooker, B.B. King, Buddy Guy e ha condiviso il palco con i Rolling Stones, Tina Turner ed Eric Clapton.

Proprio con quest’ultimo ha interrotto una collaborazione di anni dopo aver ascoltato la parte di “Stand and Deliver” in cui Clapton paragonava il lockdown alla schiavitù. Cray, dopo aver scritto un paio di mail a Clapton, ha rinunciato ad aprire i suoi concerti dichiarando: «Preferisco non avere nulla a che fare con uno che assume posizioni così estreme ed è tanto egoista».

Robert Cray (foto: Mauro Presini)

Robert Cray, sul palco, è un artista composto nel senso che non si scatena, non si dimena, non saltella, non danza, non gesticola: se ne sta fermo dietro al microfono ma, nello stesso tempo, fa danzare incredibilmente la sua voce in una maniera intensa ed acrobatica e riesce a scatenare la sua chitarra Fender in maniera talmente dinamica che la sua musica ti attraversa la pelle e arriva dritta nell’anima.

Non lascia spazio all’immagine, ma bada alla sostanza ed è per questo che la sua musica, che esegue in perfetta armonia con la sua band, arriva all’ascoltatore in maniera davvero sentita ed emozionante.
Quella di Chiari è stata una performance davvero stupenda, un bellissimo concerto: intenso, espressivo, esaltante, emozionante.

Robert Cray (foto Mauro Presini)

Di seguito la scaletta del concerto; fra parentesi l’album dal quale il pezzo è tratto:

Anything you want (That’s what I heard, 2020)
You can’t make me change (That’s what I heard, 2020)
Where do I go from here (Bad influence, 1983)
Won’t be coming home (4 Nights of 40 years live, 2015)
Fix This (Nothing but love, 2012)
Two steps from the end (Twenty, 2005)
Bad influence (Bad influence, 1983)
Poor Johnny (Twenty, 2005)
I shiver (A shame and a sin, 1993)
It doesn’t show (Twenty, 2005)
Guess I showed her (Strong persuader, 1986)
Right next door (Strong persuader, 1986)
Time makes two (Time will tell, 2003)
Bis
Phone Booth (Bad influence, 1983)
This man (That’s what I heard, 2020)

Robert Cray (foto: Mauro Presini)

La Robert Cray Band è formata da:
Robert Cray – Chitarra e voce
Richard Cousins ​​– Basso
Dover Weinberg – Tastiere
Les Falconer – Batteria

Perfetta l’organizzazione dell’Associazione Amici per la Diffusione della Musica Rock [1], un gruppo di ragazzi appassionati di buona musica che nel giro di trent’anni sono riusciti a proporre circa 500 concerti di gran livello.
Ho apprezzato moltissimo l’ambiente, la qualità del suono ed il rispetto della puntualità.
Segnalo agli appassionati, con l’immagine seguente, i prossimi concerti che si terranno al Chiari Music Festival.

[1] L’Associazione ADMR – Amici per la Diffusione della Musica Rock nasce a Chiari (BS) nel 1996, grazie alla passione per la musica dei fratelli Mazzotti, Maurizio e Franco. Nonostante le numerose difficoltà, nei suoi trent’anni di storia l’associazione è stata in grado di organizzare 500 concerti di alto livello, riuscendo a portare nella città bresciana musicisti che hanno scritto pagine di rock e dintorni.

 

Cover : Robert Cray foto di Mauro Presini

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Mauro Presini

È stato maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si è occupato di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 al 2025 ha coordinato il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero”. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara, insieme ad una redazione composta da persone detenute.

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