Passa al contenuto principale

Venezia, Woman unknown

Venezia, Woman unknown

È terminato il 12 settembre l’83esima mostra del cinema di Venezia al Lido di Venezia.

Il Leone d’Oro è stato vinto dal film Woman Unknown di  May el-Toukhy, unica regista donna fra i film in concorso, al suo terzo lungometraggio. La regista danese di origini egiziane May el-Toukhy, ha conquistato il Leone d’Oro, imponendo i temi della memoria, delle disuguaglianze e della condizione femminile.

May el-Toukhy è l’ottava regista donna a conquistare il Leone d’Oro. Il film, ambientato nell’immediato dopo guerra nella Danimarca del 1945, narra di una società che, dietro l’entusiasmo collettivo per la liberazione dal nemico nazista, nutre rancore e desiderio di vendetta verso i colpevoli.

Le donne che avevano avuto relazioni sentimentali con i tedeschi, durante il periodo di occupazione nazista, diventano uno dei principali capri espiatori, situazione che si è ripetuta in tutti i paesi europei.

La protagonista Marie, interpretata da Mathilde Arcel, è cameriera e tata al servizio di un vedovo ricco industriale, Christian, interpretato da Carsten Bjornlund.

Il ruolo lavorativo della cameriera e tata si tramuta di notte in amante del ricco industriale.

Prestazioni sessuali che garantiranno alla donna il ruolo di futura moglie del padrone di casa.

Ma in questo periodo del dopoguerra, quando i dolori causati dalla guerra e il senso di vendetta sono ancora molto vivi, le donne saranno coloro che pagheranno un caro prezzo per aver ceduto a sentimentalismi con soldati tedeschi. E il passato torna a presentare il conto anche a Marie.

Durante l’occupazione tedesca, infatti, Marie aveva avuto una relazione con un soldato tedesco. In un clima di vendetta i sentimenti e la sessualità delle donne vengono trasformati in una questione di onore nazionale, e quindi quella relazione diventa una colpa impossibile da cancellare.

Una colpa che la società si sente il diritto di giudicare mentre le collaborazioni finanziarie operate dagli uomini non subiscono nessun tipo di valutazione e giudizio. Solo la donna è soggetta a giudizio e valutazioni di colpevolezza. Marie è un personaggio complesso che pur di sopravvivere e di conquistare una vita diversa sarà capace di compiere scelte discutibili.

Ma il messaggio principale che la regista mi ha trasmesso è che la vita di Marie viene definita dal suo rapporto con gli uomini mentre la sua identità scompare, non ha nessuna importanza. Una donna può, quindi essere giudicata senza amai essere realmente conosciuta.

Allora El-Toukhy, nel narrarci il passato, ci parla del presente: come la persecuzione delle donne nel dopoguerra non rappresenta altro che la volontà della società di controllare il corpo femminile e di stabilire quale comportamento sia accettabile. Condizione di giudizio che ancora oggi avvolge la figura femminile.

Per il suo ruolo da protagonista, Mathilde Arcel è stata premiata dalla giuria con la Coppa Volpi per la migliore attrice.

 

In copertina: Mathilde Arcel mostra il Leone d’Oro per il film “Woman unknown” (“La donna sconosciuta”) – foto Srpske Novine su licenza Wikimedia Commons

Per leggere gli altri articoli di Maria Teresa Antoniozzi su Periscopio clicca sul nome dell’autrice.

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Maria Teresa Antoniozzi

Nata a Mentana, alle porte di Roma. Dopo gli studi classici presso il Liceo Classico ‘Giulio Cesare’, mi sono laureata all’Università di Roma, iniziando già durante il periodo universitario le mie prime collaborazioni giornalistiche, una passione che avrebbe continuato ad accompagnarmi nel tempo. Ho collaborato Per “il Tempo” ‘ “Repubblica” e “Lavoro Società” (rivista del sindacato UIL). Nel 1996 sono diventata dirigente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sede di Milano. Ho successivamente lasciato l’incarico in seguito al trasferimento nel Regno Unito per motivi professionali legati al lavoro di mio marito. Sono madre di tre figli, oggi adulti e indipendenti, e dal 2008 ho ripreso con entusiasmo l’attività giornalistica collaborando con La Voce di New York. Nel frattempo ho conseguito un master in International Relations” alla Brookes University in Oxford. Attualmente vivo tra Oxford e Venezia (mia seconda casa). Nel tempo libero amo fare lunghe passeggiate e giocare a tennis, sport che continuo a preferire anche dopo essere stata recentemente introdotta al padel. Mi contraddistingue una forte passione per il Cinema – seguo regolarmente la Mostra del cinema di Venezia. ‘Sprofondo’ volentieri nella lettura di libri di saggistica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *