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Arriva Andy Burnham e il Regno Unito svolta a sinistra

Arriva Andy Burnham e il Regno Unito svolta a sinistra

Un paio di settimane fa, avevamo descritto su Periscopio la difficoltà per il primo ministro Keir Starmer  [Vedi qui] di poter conservare la posizione in qualità di leader del partito labourista e quindi di Primo Ministro nella Camera dei deputati di Westminster.  Starmer aveva subito delle forti pressioni all’interno del suo partito da dove provenivano ripetute richieste per le sue dimissioni. Uno scontento che aveva provocato le dimissioni di diversi ministri e MP.

L’evento tanto preannunciato si è materializzato il 22 giugno, quando Starmer ha dato le dimissioni davanti alla porta nera di n. 10 di Downing Street accompagnato da sua moglie Vic.
Keir Starmer è il settimo Primo Ministro, dopo 2 anni dall’incarico, a dare le dimissioni nell’arco di soli 10 anni. Succedeva in Italia, ma nel Regno Unito era un fatto impensabile prima del sunami Brexit e della irresistibile ascesa dell’estrema destra.

La previsione del suo crollo politico si era fatta sempre più concreta dopo la vittoria di Andy Burnham alle elezioni di Makerfield (una regione nel centro dell’Inghilterra) per la poltrona nel parlamento. Una stra-vittoria che ha suonato nel paese come un chiaro messaggio indirizzato sia contro l’imperante forza di destra che sta montando nel paese, sia contro il primo ministro Starmer: gli slogan erano inequivocabili “Noi stiamo con  Andy ”. Né con la destra, né con la moderata politica di Starmer.  Alle elezioni del 18-19 giugno un nuovo leader, quindi, veniva acclamato dal popolo della regione dei Makerfield con il 55% dei voti contrastando il partito di destra Reform, per ricoprire il ruolo di nuovo membro del parlamento.

Andy Burnham ha quindi lasciato il suo incarico da sindaco del Great Manchester, conquistato con le elezioni del 2017, per servire il paese nella più alta istituzione londinese: il suo giuramento da nuovo MP è avvenuto lo stesso stato giorno cui Starmer rimetteva le sue dimissioni. Una coincidenza che rafforza sempre di più la convinzione che Burnham sarà il nuovo leader del partito laburista britannico.

Andy_Burnham con lo storico leader della sinistra Britannica Jeremy Corbyn, nel 2026 (Wikimedia Commons)

Andy Burnham è un politico britannico del Partito Laburista (Labour Party), generalmente collocato nella “soft left” del partito; una corrente socialdemocratica e progressista ma non radicale.

Burnham attribuisce un ruolo dominate dello stato sull’economia, maggiore controllo sui servizi pubblici, e riforma fiscale più redistributiva (tasse sulla ricchezza).

Il nuovo deputato ha le idee chiare e lo ha dimostrato a Manchester dove in qualità’ di sindaco ha attuato il suo modello politico definito Manchesterism. Il suo programma politico è una forma di “socialismo pragmatico progressista” caratterizzato da un forte decentramento dei poteri dalle istituzioni centrali di Londra alle regioni, maggiore coordinamento pubblico del NHS e dei servizi sociali, pro-UE, l’immigrazione da tenere sotto controllo ma senza rigide chiusure.

Un’altra ragione per cui Andy Burnham con molta probabilità potrà essere incoronato leader dei labour è il fatto che non trova una forte opposizione all’ interno delle varie correnti di partito. Infatti, l’altro possibile candidato, Wes Streeting, ha confermato che appoggerà la candidatura di Andy Burnham per l’incarico di leader.

Un chiaro messaggio di unità politica indirizzato alle forze della destra: uniti per contrastare il partito Reform di Nigel Farage: “la Mucca nel Corridoio” Britannica.

Dalla prossima settimana si aspettano gli ‘speeches’ di Burnham in cui renderà chiaro i suoi punti di distanza dalla politica troppo moderata di Starmer, quali le riforme nel campo dell’economia, come contrastare l’aumento della povertà in UK, come si rapporterà al mercato al business e come riuscirà a mantenere un equilibrio con questi settori e il mondo dei sindacati.

Intanto, ieri Keir Starmer ha salutato il popolo britannico con un discorso pieno di emozione “Mi dimetto oggi per diventare di nuovo leader per le prossime elezioni? Ancora tutto da decidere, ma posso garantirvi che nel mio incarico non ho fatto altro che mettere il mio paese al primo posto “

La sua voce ha cominciato a rompersi per l’emozione quando ha parlato della sua famiglia e del ruolo di sua moglie Vic, solida roccia sempre al suo fianco, e del suo ruolo di padre. Ma ha anche rassicurato il partito che darà “sempre il mio supporto al mio successore, con la consapevolezza che consegnerò questo paese, reso più forte e più giusto dopo i miei due anni di lavoro. Un paese meglio preparto per affrontare nuove sfide e per assicurare al partito labourista un secondo mandato alle prossime elezioni nazionali”

Le elezioni per il nuovo leader del partito labourista si terranno il 9 luglio e si prevede che il nuovo leader assumerà l’incarico di primo ministro verso il 16- 17 luglio.

Con parole di ringraziamento, Burnham si è rivolto al primo ministro dimissionario per il servizio prestato al popolo ha dichiarato che “il paese ora ha bisogno di stabilità e serietà”

Il mercato della borsa ha taciuto per un giorno, in attesa di sviluppi. Burnham in passato aveva dichiarato che “il paese è alle mercé dei mercati obbligazionari (the country being “in hock” to bond markets)”. Solo recentemente ha dichiarato di volere come consulente l’economista Jim o’Neil, ex ministro del Tesoro del partito conservatore. Un gioco di equilibrismo politico?

Di certo, Burnham si atterrà al programma /manifesto del partito laburista ma tutti si aspettano che sarà più ambizioso e coraggioso nel creare riforme più a sinistra di quanto abbia fatto Starmer, con una serie di misure politiche forti e rapide, pensate per scioccare e impressionare, per dimostrare un vero cambiamento.

Da queste parti si dice: ‘saranno primi cento gironi di governo a decidere il futuro delle prossime elezioni’.

In copertina: Andy Burnham con i suoi sostenitori per la carica di Sindaco della Great Manchester, foto https://veci-verejne.sk/popularny-andy-burnham-sa-vracia-na-politicku-scenu-a-mieri-na-downing-street/

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Maria Teresa Antoniozzi

Nata a Mentana, alle porte di Roma. Dopo gli studi classici presso il Liceo Classico ‘Giulio Cesare’, mi sono laureata all’Università di Roma, iniziando già durante il periodo universitario le mie prime collaborazioni giornalistiche, una passione che avrebbe continuato ad accompagnarmi nel tempo. Ho collaborato Per “il Tempo” ‘ “Repubblica” e “Lavoro Società” (rivista del sindacato UIL). Nel 1996 sono diventata dirigente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sede di Milano. Ho successivamente lasciato l’incarico in seguito al trasferimento nel Regno Unito per motivi professionali legati al lavoro di mio marito. Sono madre di tre figli, oggi adulti e indipendenti, e dal 2008 ho ripreso con entusiasmo l’attività giornalistica collaborando con La Voce di New York. Nel frattempo ho conseguito un master in International Relations” alla Brookes University in Oxford. Attualmente vivo tra Oxford e Venezia (mia seconda casa). Nel tempo libero amo fare lunghe passeggiate e giocare a tennis, sport che continuo a preferire anche dopo essere stata recentemente introdotta al padel. Mi contraddistingue una forte passione per il Cinema – seguo regolarmente la Mostra del cinema di Venezia. ‘Sprofondo’ volentieri nella lettura di libri di saggistica.

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