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ll fiume di Londra

Il fiume di Londra

Due manifestazioni contrapposte lo stello giorno: senza incidenti

Un fiume di gente, si è riversato lungo il grande viale della South Kensington  a Londra il 16 maggio per sfilare lungo Piccadily Street e terminare nella piazza di Pall Mall.

La manifestazione organizzata dal movimento Pro-Palestina dal titolo Nakba 78: March for Palestine – United against Tommy Robinson & the far-right” rievocava tristi eventi storici del passato e un nuovo pericolo politico sociale che si sta facendo strada UK: la ultradestra campeggiata da Tommy Robinson.

Nakba 78 sta ad indicare gli anni che sono trascorsi dalla La Nakba (la “catastrofe”) che ebbe luogo in Palestina quando circa 750.000 palestinesi furono costretti ad evacuare per volontà  delle forze israelite durante la prima guerra arabo-israeliana tra il 1947 e il 1949, in concomitanza con la creazione dello Stato di Israele.

La manifestazione è stata partecipata da decine di migliaia di persone (300.000 secondo gli organizzatori, 15.000 secondo le stime della polizia). Al raduno finale hanno fatto seguito interventi dei politici e della società civile. Fra tutti ha attirato l’attenzione dei numerosi partecipanti gli interventi di Jeremy Corbi e Diane Abbott.

Diane Abbott, prima donna di colore ad essere stata eletta nel parlamento britannico nel 1987 fra le fila del partito laburista si è conquistata l’appellativo di “Madre della Casa dei Comuni” per la longevità del suo incarico politico come MP.

La Abbott, nel comizio di chiusura della manifestazione, ha dichiarato che “tutti i cittadini hanno un nemico comune rappresentato dall’ultradestra. Una destra insidiosa, cinica  e razzista contro la gente di colore, contro i mussulmani e antisemitica. Dobbiamo stare insieme per combattere conto il razzismo, conto il fascismo e contro l’antisemitismo”

Jeremy Corbyn fondatore del nuovo partito “Your Party” ha invece criticato aspramente il governo attuale labourista e avanzando l’auspicio di un cambiamento sulle politiche internazionali e politiche sociali “Se il governo cambierà, se cambieremo il leader non dobbiamo focalizzare la nostra attenzione solo sulla personalità della nuova figura ma sui contenuti programmatici”. E a riguardo dell’ultradestra ha dichiarato “la politica della ultradestra ha la funzione di dividere il popolo, ma il loro odio non costruisce le case, non edifica gli ospedali e non è di aiuto a coloro che vivono in strada. Solo un cambiamento nella visione economica e sociale e nella politica internazionale potranno farci ritrovare la capacità di trovare una unità del paese.

La seconda parte del titolo della manifestazione (‘Contro Tommy Robinson’) fa riferimento in modo particolare alla urgenza di opporre resistenza al nuovo movimento politico della ultradestra che si stanno facendo strada in UK  intriso violenti valori politici razzisti e campeggiato da Tommy Robinson.

Nel pomeriggio del 16 maggio a Londra in contemporanea si svolgeva anche una manifestazione indetta proprio dal movimento “Unite the Kingdom” campeggiato da Robinson, manifestazione che è terminata nella piazza del parlamento Westminster. Fonti ufficiali hanno registrato una adesione di circa 50.000–60.000 persone.

Londra si è così trasformata in una città percorsa da una marea di gente felice di ostentare le diverse bandiera di appartenenza politica. Non si sono registrati scontri fra le diverse fazioni anche grazie al fatto che la polizia metropolitana ha dispiegato circa 4.000 agenti, droni, cavalli ed elicotteri per evitare scontri.

La scalata al successo di Tommy Robinson

Ma chi è il nuovo leader che riesce a radunare oltre 50.000 persone nonostante non sia a capo di nessun partito?
Tommy Robinson è principalmente conosciuto come fondatore e leader della English Defence League (EDL), un movimento nato nel 2009 contro quella che definisce “islamizzazione” del Regno Unito. Nel corso degli anni ha avuto anche legami con altri gruppi politici: il British Freedom (dagli stranieri) Party, il movimento Pegida UK (in assonanza con il gruppo nazista tedesco), e un coinvolgimento con il British National Party, partico fortemente di destra.

Ma Robinson oltre ad essere una figura pubblica britannica nota per le sue campagne contro l’islam e per il suo coinvolgimento in movimenti nazionalisti e anti-immigrazione, nel corso degli anni è stato al centro di numerose controversie legali e giudiziarie che hanno contribuito a costruire la sua reputazione di personaggio “fuori legge” agli occhi di molti osservatori e istituzioni britanniche.

E’ stato arrestato e condannato in varie occasioni per aggressione, frode finanziaria, violazione dell’ordine pubblico e oltraggio alla corte. Numerose sono state gli episodi in cui Robinson è stato anche coinvolto in episodi di violenza legati a manifestazioni politiche e disordini pubblici. Nel 2005 aveva ricevuto una condanna per aggressione ai danni di un agente di polizia fuori servizio. Successivamente fu incarcerato anche per aver utilizzato un passaporto falso per entrare negli Stati Uniti.

Robinson è stato inoltre bandito o sospeso da diverse piattaforme digitali per violazioni delle policy contro l’hate speech. Organizzazioni antifasciste e osservatori politici lo considerano una figura simbolica dell’estrema destra populista britannica contemporanea a ragione del suo incitamento all’odio religioso e per la diffusione di contenuti islamofobi. Alcuni suoi discorsi hanno contribuito a creare tensioni sociali e a diffondere ostilità verso le comunità islamiche.

Così si spiega la grande partecipazione della popolazione britannica alla manifestazione per contrastare questo movimento razzista che sta proliferando all’interno della società britannica.

Cover: Londra, la grande manifestazione Pro-Palestina del 16 maggio 2024 – Foto di Maria Teresa Antoniozzi

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Maria Teresa Antoniozzi

Nata a Mentana, alle porte di Roma. Dopo gli studi classici presso il Liceo Classico ‘Giulio Cesare’, mi sono laureata all’Università di Roma, iniziando già durante il periodo universitario le mie prime collaborazioni giornalistiche, una passione che avrebbe continuato ad accompagnarmi nel tempo. Ho collaborato Per “il Tempo” ‘ “Repubblica” e “Lavoro Società” (rivista del sindacato UIL). Nel 1996 sono diventata dirigente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sede di Milano. Ho successivamente lasciato l’incarico in seguito al trasferimento nel Regno Unito per motivi professionali legati al lavoro di mio marito. Sono madre di tre figli, oggi adulti e indipendenti, e dal 2008 ho ripreso con entusiasmo l’attività giornalistica collaborando con La Voce di New York. Nel frattempo ho conseguito un master in International Relations” alla Brookes University in Oxford. Attualmente vivo tra Oxford e Venezia (mia seconda casa). Nel tempo libero amo fare lunghe passeggiate e giocare a tennis, sport che continuo a preferire anche dopo essere stata recentemente introdotta al padel. Mi contraddistingue una forte passione per il Cinema – seguo regolarmente la Mostra del cinema di Venezia. ‘Sprofondo’ volentieri nella lettura di libri di saggistica.

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