Pubblicato il 14 Ottobre 2022

Festival Internazionale Ferrara: sul post del Senatore Alberto Balboni

Festival Internazionale Ferrara: sul post del Senatore Alberto Balboni

Pubblicato il 14 Ottobre 2022

Tempo di lettura: 2 minuti

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L’intervento censorio del senatore Alberto Balboni sul Festival Internazionale Ferrara (vedi il post del 3 ottobre sulla sua pagina Facebook) mi ha provocato non poco. Quasi tutti gli anni, a partire dal 2007, ho partecipato al Festival negli ultimi giorni di  Settembre ed inizio Ottobre.
La nostra ONG (www.journalistenhelfen.org), di cui sono segretario generale, nata per aiutare i giornalisti in tutto il mondo quando i loro paesi sono in guerra, o loro stessi si trovano in carcere, è in contatto con tantissimi giornalisti africani, europei, asiatici, americane, ucraini, bielorussi, russi ecc.
Abbiamo avuto anche contatti diretti con Anna Politikowskaja, assassinata qualche anno fa; in sua memoria la redazione di Internazionale ha dedicato per tanti anni un premio speciale.
Il Premio ed anche tutto il Festival Internazionale era, è, e speriamo sarà anche in futuro, un patrimonio culturale della città di Ferrara.
Con la posizione del senatore Balboni contro il Festival, Ferrara la città amata in tutto il mondo per la sua storia rinascimentale, ma anche per le opere di Giorgio Bassani e Michelangelo Antonioni (artisti ambedue aperti in tutti i sensi al mondo), diventa un luogo di provincia chiuso in se stesso. Ferrara first..!
Detto da un Non-Ferrarese che ama molto la città per la sua identità locale, ma anche per la sua apertura verso l’altra Italia e verso il mondo, Ferrara ha perso molto durante gli ultimi anni.
Un po’ durante gli anni governati dalla Sinistra, ma sopratutto da quando una Destra confusa, populista, senza una visione urbana dirige la città. Un negozio dopo l’altro chiude, uno streetbar o fast food-location apre e dopo alcune mesi chiude a sua volta.
Ovviamente non tutto è colpa della Destra dei Fabbri, Lodi, Balboni e company. Ferrara non è fuori dal mercato globale, che impone sacrifici anche alla cultura urbana in tutto il mondo.
Ma si possono fare anche piccoli progetti innovativi per difendere la cultura umana, urbana, storica. Su tutto questo si poteva parlare, discutere, talvolta anche litigare, durante il Festival Internazionale.
In passato ho partecipato a manifestazioni dove erano presenti giornalisti del Guardian, del New York Times, del El Pais o della rivista Spiegel.  Ogni anno la liberta di stampa a livello mondiale ha trovato ospitalità per tre giorni a Ferrara.
Un sogno per tutti quei partecipanti, che venivano da paesi senza quella esperienza di democrazia‚ di liberta di stampa e difesa dei diritti umani, e da tanti anni ammirato da militanti, elettori e dirigenti di partiti che sono stati più volte al governo in Italia.
Saranno davvero Las Vegas, Dubai, Disneyland i modelli per il futuro di Ferrara?
Sarebbe un incubo…
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Carl Wilhelm Macke

È nato nel 1950 a Cloppenburg in Bassa Sassonia nel nord-ovest della Germania. Oggi vive a Monaco di Baviera e il piu possibile anche a Ferrara. Lavora come scrittore e giornalista. E’ Segretario generale della rete globale “Giornalisti aiutano Giornalisti (www.journalistenhelfen.org) in zone di guerra e di crisi, e curatore dell’antologia “Bologna e l’Emilia Romagna”, Berlino, 2009. Amante della pianura.
Periscopio

Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica dell’oggetto giornale [1], un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare il basso e l’altocontaminare di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono” dentro e fuori di noi”, denunciare il vecchio che resiste e raccontare i germogli di nuovo,  prendere parte per l’eguaglianza e contro la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo..

Con il quotidiano di ieri, così si dice, ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Tutto Periscopio è free, ogni nostro contenuto può essere scaricato liberamente. E non troverete, come è uso in quasi tutti i quotidiani,  solo le prime tre righe dell’articolo in chiaro e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica, ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni” . Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e ci piacerebbe cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori) a tutti quelli che coltivano la curiosità, e non ai circoli degli specialisti, agli addetti ai lavori, agli intellettuali del vuoto e della chiacchera.

Periscopio è di proprietà di una S.r.l. con un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratico del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

Nato quasi otto anni fa con il nome ferraraitalia [2], Periscopio naviga già in mare aperto, rivolgendosi a un pubblico nazionale e non solo. Conta oggi 300.000 lettori in ogni parte d’Italia e vuole crescere e farsi conoscere. Dipenderà da chi lo scrive ma anche e soprattutto da chi lo legge e lo condivide con altri che ancora non lo conoscono. Per una volta, stare nella stessa barca può essere una avventura affascinante.  Buona navigazione a tutti.

Francesco Monini

[1] La storia del giornale è piuttosto lunga. Il primo quotidiano della storia uscì a Lipsia, grande centro culturale e commerciale della Germania, nel 1660, con il titolo Leipziger Zeitung e il sottotitolo: Notizie fresche degli affari, della guerra e del mondo. Da allora ha cambiato molte facce, ha aggiunto pagine, foto, colori, infine è asceso al cielo del web. In quasi 363 anni di storia non sono mancate novità ed esperimenti, ma senza esagerare, perché “un quotidiano si occupa di notizie, non può confondersi con la letteratura”.

[2] Non ci dimentichiamo di Ferrara, la città che ospita la redazione e dove ogni giorno il giornale si confeziona. Così Ferraraitalia continua a vivere dentro Periscopio all’interno di una sezione speciale, una parte importante del tutto. 


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