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“Orgogliosi di pagare”: la lettera aperta di 120 paperoni del Regno Unito

“Orgogliosi di pagare”:
la lettera aperta di 120 paperoni del Regno Unito

Un gruppo di 120 milionari residenti nel Regno Unito ha lanciato un appello al primo ministro britannico Andy Burnham affinché introduca una tassa sui grandi patrimoni.

Brian Eno (Wikimedia Commons)

Tra i firmatari figurano l’ex calciatore e commentatore televisivo Gary Lineker, il regista e sceneggiatore Richard Curtis e il musicista Brian Eno, insieme ad altri imprenditori, economisti e personalità del mondo della cultura.

La lettera aperta, intitolata Proud to Pay” (“Orgogliosi di pagare”), è stata promossa dall’organizzazione Patriotic Millionaires UK, che riunisce cittadini facoltosi favorevoli a una maggiore tassazione delle grandi ricchezze.
Nel documento, i firmatari sostengono che le persone più ricche del Paese dovrebbero contribuire in misura maggiore al finanziamento dello Stato e dei servizi pubblici.

«Vogliamo che ci tassiate. Possiamo permettercelo», si legge nella lettera. «Non stiamo chiedendo un aumento delle imposte per chi vive del proprio lavoro, ma per coloro la cui ricchezza deriva principalmente dal patrimonio accumulato.»

Secondo i promotori dell’iniziativa, una tassa del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline potrebbe generare circa 24 miliardi di sterline all’anno, risorse che potrebbero essere destinate al rafforzamento del sistema sanitario, dell’istruzione, delle infrastrutture e del welfare. A queste entrate si aggiungerebbero ulteriori risorse attraverso una riforma della tassazione delle plusvalenze, con l’obiettivo di avvicinare l’aliquota applicata ai guadagni da capitale a quella prevista per i redditi da lavoro.

Gary Lineker, foto su licenza wikipedia

ha spiegato il senso della sua adesione affermando che «pagare la propria giusta quota di tasse è un valore fondamentale» e che chi possiede grandi ricchezze ha la possibilità di fare di più per contribuire a una società più equa. Anche Brian Eno ha ribadito la necessità di riequilibrare un sistema fiscale che, a suo giudizio, favorisce eccessivamente i grandi patrimoni.

L’iniziativa arriva in un momento di intenso dibattito sulla politica fiscale britannica e sulla crescita delle disuguaglianze economiche.
I sostenitori della proposta ritengono che una patrimoniale limitata ai grandi patrimoni rappresenti uno strumento efficace per reperire nuove risorse senza aumentare la pressione fiscale sui lavoratori e sul ceto medio.

L’appello dei 120 milionari rappresenta uno dei più significativi interventi pubblici da parte di esponenti dell’élite economica britannica a favore di una maggiore tassazione della ricchezza, riaprendo il confronto sul ruolo del fisco nella redistribuzione delle risorse e nel finanziamento dei servizi pubblici.

Il Testo integrale della lettera aperta “Proud to Pay”

Dear Prime Minister,

As our country takes its first step on a new road with you, we hold onto hope and promise: not just for millionaires like us, but with hope in every heart for a better life for everyone. We know our country – its regions, cities, towns, and villages – deserve a better hand than what they’ve been dealt for these last four decades.

As millionaires we have a clear message for you, our new Prime Minister: tax us. We are proud to pay and here to stay.

We know that wealth and power has been concentrated in a small group for too long, at the cost of our country, its people, our democracy and our environment. For a better Britain this has to change; we need to embrace a new kind of devolution of wealth and power, from the very richest in order to reinvest back into our greatest asset in every region—our people.

It is not just us. We represent the majority of UK millionaires. 75 percent of millionaires polled support higher taxes on themselves to defend what they are proud of in this country; and 88 percent are proud to live here. Millionaires are a patriotic bunch – we love this country and we want it to succeed. But success requires investment and a primary source of untouched capital investment is sitting with us, in untaxed potential.

We want you to tax us. We can afford it. We’re not talking about higher taxes on those who get up and go to work for their income every day, but on the very richest whose income is derived from the wealth they hold.

As you decentralise political power, you should also disperse economic power. Extreme wealth sitting idle in the hands of a few can be put to work: reducing inequality, investing in sustainable jobs, strengthening hospitals, schools and social care, supporting entrepreneurs with the skills and infrastructure they need, and giving small businesses access to affordable finance.  Our wealth is our country’s secret weapon – let’s get serious about using it.

There are a few people left with outdated economic thinking and few others desperate to hold onto every penny they can. But they are a minority. Those that can’t see past the end of their own self interest have no place in designing a Britain for the future.

As we embrace this new road – please consider taxing us properly as our contribution to it. We love this country. It’s time for a better Britain; it’s time for everyone here to feel Great Britain. It’s time to tax us, the super rich.

The Signers

 

In copertina: Screenshot del sito proud to pay more 

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Maria Teresa Antoniozzi

Nata a Mentana, alle porte di Roma. Dopo gli studi classici presso il Liceo Classico ‘Giulio Cesare’, mi sono laureata all’Università di Roma, iniziando già durante il periodo universitario le mie prime collaborazioni giornalistiche, una passione che avrebbe continuato ad accompagnarmi nel tempo. Ho collaborato Per “il Tempo” ‘ “Repubblica” e “Lavoro Società” (rivista del sindacato UIL). Nel 1996 sono diventata dirigente presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella sede di Milano. Ho successivamente lasciato l’incarico in seguito al trasferimento nel Regno Unito per motivi professionali legati al lavoro di mio marito. Sono madre di tre figli, oggi adulti e indipendenti, e dal 2008 ho ripreso con entusiasmo l’attività giornalistica collaborando con La Voce di New York. Nel frattempo ho conseguito un master in International Relations” alla Brookes University in Oxford. Attualmente vivo tra Oxford e Venezia (mia seconda casa). Nel tempo libero amo fare lunghe passeggiate e giocare a tennis, sport che continuo a preferire anche dopo essere stata recentemente introdotta al padel. Mi contraddistingue una forte passione per il Cinema – seguo regolarmente la Mostra del cinema di Venezia. ‘Sprofondo’ volentieri nella lettura di libri di saggistica.

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