Ferrara è cambiata: creiamo i nuovi cittadini
Ferrara è cambiata: creiamo i nuovi cittadini
Ferrara non è più la città dei soli ferraresi; di coloro che risalivano ai nonni e ai bisnonni residenti nei borghi o vicino alla Cattedrale o al Castello, di coloro che davano forza al proprio dire utilizzando il dialetto, o intercalando con il gergo.
Come la maggior parte delle città europee Ferrara si avvia ad essere popolata da persone provenienti da altre civiltà, da altre religioni, da altre e diverse esperienze. L’Ufficio statistica del Comune registra che sul totale degli abitanti il 12% , oltre quindicimila persone, proviene dall’esterno. Una cifra sottostimata perché considera solo le situazioni formalizzate.
Il problema che dovrebbe muovere in primo luogo gli amministratori e noi tutti, è quello di farne dei cittadini. Uomini e donne che in un domani, speriamo prossimo, possano dire di essere ‘ferraresi’. Futuri amministratori. Fra loro il 18% è costituito da minorenni: non cercare e tanto meno trovare forme e modi di inserimento diviene una colpa politica che appartiene sia alla maggioranza che alla opposizione.
Una forte potenzialità che sarebbe un errore grave non considerare o tentare di ridurre allo stereotipo della ‘ferraresità‘. Questa presenza è una ricchezza che muterà anche i caratteri degli abitanti locali. La esistenza di altre culture ed esperienze diviene un momento di sinergia che contribuisce, o dovrebbe, a mutare la situazione.
Il nuovo cittadino ferrarese manterrà le caratteristiche e le qualità originarie, ma dovrà essere capace di acquisire stimoli e conoscenze portate dai nuovi arrivi. Sarà una persona diversa da quella del passato, unirà interessi e curiosità che si andranno ad aggiungere al patrimonio pregresso.
Il lavoro che si prospetta non è facile e non è risolvibile in tempi brevi. Lo potrà fare solo una classe politica capace di proiettarsi nel futuro, nei tempi lunghi: di immaginare una nuova città e una nuova popolazione.
Uno strumento utile per costruire un cammino non facile potrebbe o dovrebbe essere l’assessorato alla cultura, che invece appare inerte, indifferente rispetto ai problemi della città, della sua definizione e caratterizzazione.
Ossessionato dai numeri (peraltro sempre in calo) si affanna a raccogliere mostre che non sono pensate per gli abitanti, vecchi e nuovi, di Ferrara; la modesta e tradizionale attività didattica non persegue questo scopo.
I corsi di lingua, meritoriamente organizzati dal Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti e da altri attori esauriscono il loro impegno nel fornire uno strumento che resta inutilizzato perché non è rivolto alla città.
Abbandoniamo il concetto di ‘residenza’ che è solo un impedimento alla integrazione.
Rendiamoci conto che per chi viene da situazioni diverse resta incomprensibile la trama viaria, gli spazi, i monumenti non hanno significato, il verde è spazio buttato. Nessuno spiega loro il significato di tragitti che portano a punti nodali, nessuno spiega loro quali sono i punti nodali. Nessuno spiega loro le ragioni della conservazione e della attenzione. Nessuno li informa delle tradizioni religiose.
Una struttura, fra le altre possibili, utile, è la creazione del ‘Museo della Città’. Un istituto che raccolga ed illustri la storia di Ferrara, la sua proiezione nell’avvenire; che consenta riconoscimento ed identificazione. Una proposta da tempo avanzata ma mai raccolta da amministrazioni incapaci di pensare in tempi lunghi, oltre le normali scadenze amministrative.
Bisogna inventarsi degli incentivi che consentano di partecipare; sta a chi ha responsabilità amministrative e gestisce istituzioni pubbliche ritrovare modi e forme di intervento. Non si tratta di rinunciare alle iniziative in atto, ma di pensarle anche in funzione della creazione di nuovi cittadini; di inventare occasioni per consentire una consapevole presenza.
Ne sarà capace questa classe politica?
In copertina: Ferrara corso Martiri (foto di Beniamino Marino)
Per leggere tutti gli articoli di Ranieri Varese su Periscopio clicca sul nome dell’autore












Lascia un commento