Giorno: 13 Ottobre 2020

Il Giro d’Italia torna in Emilia-Romagna: da domani e fino al 16 ottobre

Sport. Il Giro d’Italia torna in Emilia-Romagna, da domani e fino al 16 ottobre. Si parte con l’11^ tappa Porto Sant’Elpidio (FM)-Rimini. E giovedì 15 il presidente Bonaccini alla premiazione degli atleti al termine della Cesenatico-Cesenatico. “Il nostro benvenuto alla Carovana in rosa. Dopo il Mondiale un altro straordinario appuntamento: nell’anno più difficile il nostro impegno non si ferma, ma la sicurezza sempre in primo piano”

La regione ancora protagonista: tre tappe, quattro province – Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara – e 34 comuni coinvolti. Si chiude il 16 con la Cervia-Monselice (PD)

Bologna – Il Giro d’Italia torna nella terra del ciclismo. E a poche settimane dalla conclusione dei Campionati mondiali su strada di Imola, l’Emilia-Romagna è di nuovo protagonista della scena sportiva nazionale e internazionale grazie ai campioni della kermesse in rosa che si sfideranno lungo le strade della regione, dal 14 al 16 ottobre.

Tre tappequattro province – Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Ferrara – e 34 comuni coinvolti e ancora una volta una grande festa per i tanti appassionati di questo sport, dopo la straordinaria edizione del 2019 con Bologna città della Grande partenza.

Primo appuntamento con l’11^ tappa Porto Sant’Elpidio (FM) – Rimini, cui seguiranno, il 15 e il 16, la 12^ tappa Cesenatico (FC) – Cesenatico (FC) e la 13^ Cervia (RA) – Monselice (PD).

E proprio a Cesenatico giovedì 15 ottobre il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, sarà presente alla premiazione del vincitore e dei detentori delle varie maglie, tra cui la maglia rosa.  Al termine di una tappa particolarmente suggestiva, con arrivo e partenza nella città di Marco Pantani e un percorso che ricalca quasi integralmente quello della “Nove Colli”, proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario della corsa ciclistica di gran fondo più antica al mondo.

“Diamo il benvenuto agli atleti, alle squadre e agli organizzatori della Carovana in rosa- afferma il presidente Bonaccini-. E’ ancora vivo il ricordo della straordinaria edizione dello scorso anno, con ben cinque tappe e lo spettacolare inizio a Bologna con la salita delle “Orfanelle” fino al colle di San Luca, e già ci apprestiamo a trascorrere di nuovo tre giorni di grande sport. Per questa terra che ha dato i natali a grandi campioni delle due ruote un momento per ritrovarsi, uniti dalla passione per i valori sportivi più autentici. E un’occasione per ricordare Sergio Zavoli, il più grande narratore del Giro d’Italia, anche lui emiliano-romagnolo di Ravenna, scomparso questa estate. Oltre a far tappa a Cesenatico, nella terra di Marco Pantani”. “Anche nell’anno più difficile- prosegue- non abbiamo voluto rallentare il nostro impegno per lo sport e i grandi eventi, sempre più occasione di visibilità e di promozione del nostro territorio, facendolo nella massima sicurezza possibile, come abbiamo dimostrato anche con i bellissimi Mondiali a Imola pochi giorni fa. E ci siamo impegnati con determinazione, insieme agli amministratori locali, per realizzare un calendario di primissimo piano in tutti questi mesi, raggiungendo obiettivi non scontati, ma mettendo sempre in primo piano il rispetto di tutte le misure anti Covid”, sottolinea Bonaccini.

Le tre tappe emiliano-romagnole del Giro 2020

Mercoledì 20 maggio 11ª tappa (Porto Sant’Elpidio – Rimini, 181 km). Tappa abbastanza pianeggiante e costiera nella prima parte. Dopo Pesaro si scala il Monte San Bartolo per portarsi nella porzione moderatamente ondulata attorno a Rimini prima dell’arrivo che dovrebbe essere quasi certamente una volata di gruppo.

Giovedì 21 maggio 12ª tappa (Cesenatico – Cesenatico, 205 km). Tappa che ricalca quasi integralmente il percorso della famosa Gran Fondo Amatoriale Nove Colli. Il percorso una volta uscito da Cesenatico e raggiunte le pendici dell’Appennino serpeggia in un continuo saliscendi che presenta i 9 colli della gran fondo di cui cinque sono stati classificati GPM. Gli ultimi 30 km attraversano nuovamente la pianura per giungere al lungomare di Cesenatico.

Venerdì 22 maggio 13ª tappa (Cervia – Monselice, 190 km). Tappa di pianura con finale col botto. Dopo quasi 160 km costantemente in pianura per raggiungere la cittadina euganea si affrontano due impegnative salite dei Colli Euganei: il Passo Roverello 4 km abbastanza pedalabili

 Emilia-Romagna terra delle due ruote

Terra di grandi campioni da Marco Pantani a Vittorio Adorni, l’Emilia-Romagna è anche una terra in cui quella per le due ruote è una passione diffusa tra grandi e piccoli. Con una quota di spostamenti doppia rispetto al resto d’Italia – 10% contro una media nazionale del 5% – è già oggi tra le Regioni più virtuose nel campo della mobilità ciclistica e punta a rafforzare questo primato, arrivando a una percentuale del 20%, grazie anche alla prima legge sulla ciclabilità voluta nel 2017.

Ma già oggi la regione può contare su una rete di piste ciclabili che considerando solo i 13 comuni con più di 50 mila abitanti ha ormai superato i 1.400 chilometri di lunghezza complessiva, che salgono a 8 mila chilometri considerano anche i percorsi stradali e i tracciati sterrati per appassionati di bici e mountain bike. Ed è al centro di due ciclovie turistiche nazionali – la Ciclovia del Sole e la Ciclovia del Vento – che a loro volta si collegano a importanti tracciati europei, l’Eurovelo 7 e l’Eurovelo 8.

La bicicletta può essere sempre più anche uno strumento di attrazione turistica. Un’opportunità che la Regione non si è lasciata sfuggire, seconda in Italia, dopo il Trentino Alto Adige, per presenze cicloturistiche, con circa 500 mila arrivi di turisti bike per un totale di circa 1,5 milioni di presenze. /PF

Bollettino di aggiornamento
SITUAZIONE CORONAVIRUS NELLA PROVINCIA DI FERRARA (dati riferiti al 12 ottobre 2020) Posta in arrivo Redazione FerraraItalia

Da: Ufficio Stampa (Area Comunicazione) Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara

Ferrara, 13 ottobre 2020

 

BOLLETTINO AGGIORNAMENTO SITUAZIONE CORONAVIRUS NELLA PROVINCIA DI FERRARA (dati riferiti al 12 ottobre 2020)

 

I dati comunicati (raccolti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl e dalla Direzione

Medica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara) si riferiscono alla fotografia scattata nell’arco delle 24 ore antecedenti questo comunicato (laddove non è indicato diversamente).

I decessi di persone positive al coronavirus (elencati in questo bollettino) saranno comunicati all’Unità di Crisi della Provincia di Ferrara e ai mass media il più tempestivamente possibile e sono aggiornati in tempo reale.

 

1. TOTALE PAZIENTI COVID+ DECEDUTI

Numero di persone positive al COVID decedute negli ospedali e territorio della provincia

1
2. TOTALE RICOVERI ALL’OSPEDALE DI CONA

*7 positivi

7*
3. TOTALE TAMPONI RISULTATI POSITIVI

Numero di casi COVID POSITIVI refertati nell’ultimo giorno per l’intera provincia di Ferrara

(dato relativo alla giornata di ieri)

30
4. TOTALE CASI ENTRATI IN ISOLAMENTO DOMICILIARE

NELLE ULTIME 24 ORE

Persone che sono state a contatto con una persona COVID positiva (o che rientrano dall’estero) ma non hanno ancora fatto il tampone e non hanno sintomi

81
5. TOTALE CASI ENTRATI IN SORVEGLIANZA DOMICILIARE

NELLE ULTIME 24 ORE

Persone che hanno avuto un “contatto di un contatto”, asintomatici, monitorate dal

Dipartimento di Sanità Pubblica Usl, tutti i giorni per 14 giorni, con una telefonata

quotidiana al fine di sincerarsi sulle loro condizioni di salute

3
6. TOTALE PAZIENTI USCITI

DALL’ISOLAMENTO DOM. O DALLA SORVEGLIANZA ATTIVA

(dato relativo alla giornata di ieri)

45
7. TOTALE PAZIENTI COVID DIMESSI/GUARITI

Numero complessivo di persone COVID positive guarite o dimesse dall’ospedale di Cona

1
8. PERSONALE USL ATTUALMENTE POSITIVO OSPEDALI

CENTO, DELTA, ARGENTA E CASA DELLA SALUTE DI FERRARA

(dato aggiornato alla giornata del 4 settembre 2020)

1
9. PERSONALE S. ANNA ATTUALMENTE POSITIVO

(dato aggiornato alla giornata di oggi)

4

 

  1. AGGIORNAMENTO PERSONE COVID+ DECEDUTE

NEGLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA E ALL’OSPEDALE DI CONA

 

SESSO ANNO RESIDENZA OSPEDALE INGRESSO IN

OSPEDALE

DATA DEL

DECESSO

PATOLOGIE PREGRESSE
Uomo 1941 Ferrara Cona 02.10.2020 11.10.2020 Si

 

STORICO DECESSI

Il dato si riferisce a persone COVID+ decedute, residenti e non residenti sul territorio

ferrarese, negli ospedali o sul territorio di Ferrara.

DECESSI STRUTTURA

RESIDENZIALE

Di cui “NO

COVID”

UOMO DONNA TOTALE
Argenta 12 28 40 Fiorana Argenta – 2

Manica di Argenta – 20

Villa Aurora – 8

TOTALE – 30

2
Bondeno 3 1 4 Cra di Bondeno – 1

Il Cammino Bondeno – 1

TOTALE – 2

Cento 13 8 21 Rsa di Bondeno – 2

Cra Ripagrande Fe – 1

TOTALE – 3

Codigoro 7 13 20 Casa Famiglia Dominica – 1

Cra Alma di Codigoro – 12

TOTALE – 13

2
Comacchio 8 3 11 Hospice Codigoro – 2

Villa Fabiola di Nazioni – 1

TOTALE – 3

Copparo 2 1 3
Ferrara 11 18 29 Struttura Malacarne – 1

TOTALE – 1

1
Fiscaglia 4 3 7 Ancella di Maria Fiscaglia – 1

Hospice di Codigoro – 1

Cra Alma di Codigoro – 2

TOTALE – 4

Goro 2 1 3
Jolanda Di Savoia 1 2 3 Villa Glicina Jolanda – 1

TOTALE – 1

Lagosanto
Masi Torello
Mesola 1 3 4 Comunità Alloggio Bosco – 1

TOTALE – 1

Ostellato 1 2 3 1
Poggio Renatico 2 3 5 Tre Sorelle M. Boschi – 3

TOTALE – 3

1
Portomaggiore 3 2 5 Cra Portomaggiore – 1

TOTALE – 1

1
Riva del Po 2 2 Cra Capatti di Riva del Po – 1

TOTALE – 1

Terre Del Reno 2 5 7 Casa del Sollievo Ferrara – 1

TOTALE – 1

Tresignana 1 1
Vigarano Mainarda 1 1
Voghiera 3 3
TOTALE 77 95 172 64 8
Fuori provincia 6

(3 Pieve di Cento,

Finale Emilia,

Bologna, S. Pietro in Casale)

6

(2 Piacenza, Molinella,

Baricella,

Finale Emilia, Pieve di Cento)

12 2

(Pieve Cento)

Fuori regione 1

(Sermide e Felonica)

1
TOTALI 84 101 185 64 10

 

  1. NUOVI RICOVERI DI PERSONE “COVID+” O

“SOSPETTE” ALL’OSPEDALE DI CONA

(dato relativo alla giornata di ieri)

 

RICOVERATI OSPEDALE DI CONA
SOSPETTI COVID + TERAPIA

INTENSIVA

TOT
Argenta  
Bondeno  
Cento  
Codigoro  
Comacchio  
Copparo 1 1
Ferrara 4 4
Fiscaglia  
Goro  
Jolanda Di S.  
Lagosanto  
Masi Torello  
Mesola  
Ostellato  
Poggio Renatico  
Portomaggiore  
Riva Del Po  
Terre Del Reno  
Tresignana  
Vigarano M. 1 1
Voghiera  
Fuori provincia 1 1
TOTALI 7 7

 

 

Dati forniti della dalla Direzione Medica OSPFE

SITUAZIONE POSTI LETTO

OSPEDALE DI CONA E OSPEDALE DEL DELTA

 

SITUAZIONE POSTI LETTO COVID

OSPEDALE DI CONA (aggiornamento A IERI, ore 19.00)

 

SITUAZIONE POSTI LETTO COVID

OSPEDALE DEL DELTA (aggiornamento AD OGGI, ore 8.00)

 

 

  1. TAMPONI EFFETTUATI SUI CITTADINI

E REFERTATI NELLE ULTIME 24 ORE

                                               1                          2                   3                          4

ESITI TAMPONI REFERTATI

NELLE ULTIME 24 ORE

POSITIVI NEGATIVI  
Argenta 1 24
Bondeno 10
Cento 2 31
Codigoro 7
Comacchio 14
Copparo 37
Ferrara 21 227
Fiscaglia 6
Goro 5
Jolanda Di Savoia 2
Lagosanto 3
Masi Torello 5
Mesola 9
Ostellato 8
Poggio Renatico 9
Portomaggiore 11
Riva Del Po 2 2
Terre Del Reno 2 13
Tresignana 1 11
Vigarano Mainarda 1 8
Voghiera 3
Fuori provincia
TOTALI 30 445  

  

  

TOTALI ESITO TAMPONI POSITIVI ARRIVATI NELLE ULTIME 24 ORE:

30

* !!Prestare attenzione!! Questo dato non comprende il numero di persone “positive” o sospette che, nelle ultime 24 ore, sono state ricoverate in ospedale e neppure quelle positive al proprio domicilio (TABELLA 2).

Il dato non è confrontabile con la TABELLA 2 in quanto i risultati dei tamponi potrebbero essere arrivati in tempi diversi e non necessariamente nella data esaminata.

 

Dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Usl di Ferrara.

 

TOTALE CASI POSITIVI

DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA

E FINO ALLA DATA ODIERNA

IN PROVINCIA DI FERRARA

 

  1. 1623

di cui 46 residenti fuori provincia
4. PERSONE ENTRATE IN

ISOLAMENTO DOMICILIARE NELLE ULTIME 24 ORE

Persone che sono state a contatto con una persona COVID positiva (o che rientrano dall’estero) ma non hanno ancora fatto il tampone e non hanno sintomi.

 

ISOLAMENTO DOMICILIARE
Argenta 1
Bondeno 3
Cento 10
Codigoro
Comacchio
Copparo
Ferrara 55
Fiscaglia 1
Goro
Jolanda Di Savoia
Lagosanto
Masi Torello 2
Mesola 2
Ostellato 4
Poggio Renatico
Portomaggiore
Riva Del Po
Terre Del Reno
Tresignana
Vigarano Mainarda 3
Voghiera
TOTALI 81

  

Dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Usl di Ferrara.

 

 PERSONE ENTRATE IN

SORVEGLIANZA TELEFONICA NELLE ULTIME 24 ORE

Persone che hanno avuto un “contatto di un contatto”, asintomatici, monitorate dal Dipartimento di Sanità Pubblica Usl, tutti i giorni per 14 giorni, con una telefonata quotidiana al fine di sincerarsi sulle loro condizioni di salute.

 

SORVEGLIANZA

TELEFONICA

Argenta
Bondeno
Cento
Codigoro
Comacchio
Copparo
Ferrara 3
Fiscaglia
Goro
Jolanda Di Savoia
Lagosanto
Masi Torello
Mesola
Ostellato
Poggio Renatico
Portomaggiore
Riva Del Po
Terre Del Reno
Tresignana
Vigarano Mainarda
Voghiera
TOTALI 3

 

Dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Usl di Ferrara.

 

 PERSONE USCITE

DALL’ISOLAMENTO DOMICILIARE O DALLA

SORVEGLIANZA TELEFONICA

NELLE ULTIME 24 ORE

 

CONCLUSIONE

SORVEGLIANZA

ISOLAMENTO

Argenta 1
Bondeno 1
Cento 7
Codigoro
Comacchio 1
Copparo 3
Ferrara 20
Fiscaglia
Goro
Jolanda Di Savoia
Lagosanto
Masi Torello
Mesola 1
Ostellato
Poggio Renatico 2
Portomaggiore 2
Riva Del Po
Terre Del Reno 4
Tresignana 3
Vigarano Mainarda
Voghiera
TOTALI 45

  

Dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Usl di Ferrara.

 

 PERSONE DIMESSE/GUARITE

DALL’OSPEDALE DI CONA E DEL DELTA

(dati relativi a ieri)

 

DONNA 1965 FERRARA 25/09/2020

 

 OSPEDALE DI CONA

Complessivamente sono 275 le persone che, a partire dal 14 marzo 2020 e fino a ieri, sono state dimesse dall’Ospedale di Cona. Di queste, 1 nella giornata di ieri.

 

 STORICO DIMESSI/GUARITI OSPEDALE DI CONA

 

OSPEDALE CONA
Argenta 21
Bondeno 12
Cento 29
Codigoro 8
Comacchio 11
Copparo 10
Ferrara 110
Fiscaglia 8
Goro 1
Jolanda di S. 2
Lagosanto
Masi Torello 1
Mesola
Ostellato 1
Poggio R. 5
Portomaggiore 7
Riva Del Po 4
Terre del Reno 4
Tresignana 3
Vigarano M. 10
Voghiera 2
Fuori provincia 26
TOTALI 275

 

Dati forniti dalla Direzione Medica dell’Ospedale di Cona e dal Dipartimento di Sanità Pubblica Usl di Ferrara.

 

PERSONE CLINICAMENTE GUARITE

Pazienti che, da Covid+, hanno avuto

il doppio tampone negativo

  

PERSONE GUARITE

“DOPPIO TAMPONE”

alla data di ieri

 Argenta
Bondeno
Cento
Codigoro
Comacchio
Copparo
Ferrara
Fiscaglia 1
Goro
Jolanda Di Savoia
Lagosanto
Masi Torello
Mesola
Ostellato
Poggio Renatico
Portomaggiore
Riva Del Po
Terre Del Reno
Tresignana
Vigarano Mainarda
Voghiera
TOTALE FERRARA 1

  

Dati forniti dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Usl di Ferrara.

 

  1. RIEPILOGO DEI TEST DIAGNOSTICI DIRETTI

(SU TAMPONI ORO-RINO-FARINGEI)

ESEGUITI SUL PERSONALE DIPENDENTE PRESSO LE

STRUTTURE USL DELLA PROVINCIA DI FERRARA

AL 4 SETTEMBRE 2020

 

TOTALE DIPENDENTI USL ATTUALMENTE POSITIVI = 1

 

AZIENDA USL DI FERRARA

 

(LA DATA INDICATA NON E’ QUELLA NECESSARIAMENTE DI REFERTAZIONE DEL TAMPONE)

 

  

Dati forniti dal dott. Nardini, Direttore Servizio Prevenzione e Protezione

 

  1. SITUAZIONE MONITORAGGIO PERSONALE

DIPENDENTE A MEZZO DI TAMPONE

E DI TEST SIEROLOGICO

NASO-OROFARINGEO OSPEDALE DI CONA

Totale casi positivi fra i dipendenti S. ANNA (dato storico): 36

Questi dati si riferiscono ai tamponi e ai “test rapidi” eseguiti dall’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara sui dipendenti. Di seguito gli aggiornamenti di oggi. Tutte le tabelle contengono anche i dati storici aggiornati.

 

Tamponi eseguiti sui dipendenti OSPFE alla data DI OGGI + STORICO

 

Sono stati refertati 111 tamponi, tutti negativi.

 

Attualmente 4 dipendenti risultano positivi.

IN TUTTO SONO 36 i dipendenti di Cona fino ad ora risultati positivi dall’inizio della pandemia.

 Dati forniti dalla Direzione Medica dell’Ospedale di Cona.

 

Test sierologici eseguiti sui dipendenti OSPFE alla data del DI OGGI + STORICO

ULTIMI DUE GIORNI PER ISCRIVERSI AL BANDO PER STARTUP COOPERATIVE A MODENA E FERRARA

da: Legacoop Estense 

ULTIMI DUE GIORNI PER ISCRIVERSI AL BANDO PER STARTUP COOPERATIVE A MODENA E FERRARA. OLTRE 50.000 EURO PER I 5 MIGLIORI PROGETTI IMPRENDITORIALI. LA SCADENZA E’ IL 15 OTTOBRE

Ammonta a 52.500 € il valore complessivo messo a disposizione da Legacoop Estense e Coopfond con il nuovo Bando “Coopstartup Estense. Ripartire in cooperativa”, disponibile sulla piattaforma online www.coopstartup.it/estense

Il bando, che rimarrà aperto fino al 15 ottobre, si rivolge a gruppi di almeno 3 persone, che intendano costituire un’impresa cooperativa con sede legale ed operativa nelle province di Ferrara e Modena. Particolare attenzione sarà data alle proposte che guardano agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU.

Oltre a 2 premi ordinari, verranno assegnati 3 premi speciali:

  • Premio servizi all’abitare, sostenuto dalle cooperative Abitcoop, Castello, Unicapi e Politecnica;
  • Premio servizi ai cittadini, sostenuto da Conad Nordovest;
  • Premio sostenibilità ambientale, sostenuto da Coop Alleanza 3.0

Coopstartup Estense prevede, oltre a contributi a fondo perduto, un programma di formazione, tutoraggio, accompagnamento e accelerazione di nuova impresa cooperativa.

SCARICA IL BANDO E SCOPRI COME PARTECIPARE www.coopstartup.it/estense

Un carretto che si chiama Marghera

Albertino Canali è il nostro vicino di casa. Ha circa l’età della zia Costanza, intorno ai cinquant’anni.  E’ alto, simpatico, fa il trebbiatore. Quando ci incontriamo mi saluta alzando la mano e poi mi dice: “ Ciao Rebecca del mé cör” (del mio cuore).
E’ un modo di dire, io non sono del suo cuore, sono solo la sua vicina di casa.
Albertino possiede un carretto di ferro con due grandi ruote coi copertoni neri. Il carretto deve essere trascinato a mano in quanto non ha il motore. E’ piccolo, solido, verniciato di verde, può contenere al massimo una botte di vino. Albertino lo usa per le più svariate faccende: trasporta sterpaglie, ferro arrugginito, cartoni da portare alla discarica e altro ciarpame inutile da bruciare o smaltire.  A volte lo parcheggia davanti al negozio di Camilla e ci carica le confezioni di bottiglie d’acqua da portare a casa, oppure il mangime dei gatti di sua sorella Gina o qualche altro bene di prima necessità che vuole acquistare e che è un po’ ingombrante da portare a mano. Volendo il carretto può anche essere attaccato dietro la bicicletta e quindi aumentare di molto la sua possibilità di trasporto di materiale pesante.
Lui però non lo fa quasi mai, penso gli piaccia trascinarlo a mano.

Il carretto è verniciato di verde scuro e dietro c’è scritto “Marghera”. Marghera era il cognome del signore che gliel’ha regalato quando ha comprato un’ape a motore e l’ha sostituito. Albertino ha cercato con la vernice bianca di cambiare Marghera in Margherita. Ha cambiato l’ultima “a” in “i” e poi ha aggiunto “ta”. Per completare l’opera ha anche disegnato una specie di fiore con i petali lanceolati bianchi e il pistillo giallo. Ma il coloro delle due vernici non era identico e alla fine invece di sembrare “Margherita” sembra un “Marghera”  pasticciato. Sta di fatto, che tutti chiamano il carretto verde di Albertino “Marghera”.
Credo anche che qualcuno pensi che sia la marca di fabbrica di quel mezzo unico.

I bambini di via Santoni Rosa amano Marghera, perché quando Albertino ha un po’ di tempo li carica sul carretto e li porta avanti e indietro per la via. Questo è un divertimento impareggiabile. I bambini si divertono moltissimo, hanno dei visetti soddisfatti e appagati. Non li vedi così nemmeno alla fiera e al Luna Park. Intere generazioni di Pontalbesi hanno desiderato almeno una volta fare un giro su quel trabiccolo e i bambini di via Santoni si sono sicuramenti considerati dei privilegiati per avere sempre la precedenze nei trasporti di  Marghera.

Anche Veleria e Enrico, i miei fratellini, amano Marghera e, essendo degli abitanti di via Santoni, hanno avuto la soddisfazione di essere trasportati a lungo. A volte Albertino carica anche quattro o cinque bambini per volta, cioè quasi tutti i bambini piccoli che abitano nella nostra via.
E’ uno spettacolo incredibile, lui li tira avanti e indietro e loro spuntano con le loro testoline divertite dalle sponde verdi di Marghera. Sembrano tanti funghetti in un piccolo prato in movimento.
Ogni tanto qualcuno li fotografa e una volta, un professionista che era in paese per documentare l’arrivo del Vescovo, ha usato un rullino intero per fotografare Marghera carico di bambini vocianti. Il Vescovo è stato comunque immortalato e il giorno dopo è comparso sul giornale locale come la buona prassi comanda.

Per divertire i bambini non servono i soldi, serve creatività, buon umore, disponibilità, tempo da dedicare loro. Mi chiedo quanti di noi lo facciano. Albertino Canali è unico, trasporta i bambini sul suo carretto e li fa divertire. Facendo questo si immerge in una dimensione del vivere che è autentica, che emoziona, che insegna. Non servono soldi, non si inquina, non c’è pericolo.
In Marghera c’è una favola vera, c’è la scoperta di qualcosa di buffo e divertente che può essere esperito, che diventa fonte di apprendimento, ricordo buono di un’infanzia autentica. Quei giri sul carretto verde nutriranno i ricordi garantendo loro un circuito in più per autoalimentarsi. Coltivare e addolcire  i ricordi dei bambini è fondamentale.  Rende Pontalba e Via Santoni un posto in cui vale la pena di vivere, un po’di più di quanto varrebbe altrimenti.
Credo che se un giorno Marghera smetterà la sua funzione perché sarà troppo vecchio e arrugginito per continuare con i trasporti, lo dovremo mettere nel museo degli attrezzi agricoli di Pontalba. Proprio un attrezzo agricolo non è, ma questo non è rilevante. Di fatto è molto di più, è un pezzo della nostra storia, di quella di tutti i bambini che siamo stati in questo angolo di mondo.
Una volta ho sentito un bambino dire ad Albertino:
“Ma quando tu morirai che fin farà Marghera?” e Albertino ha risposto.
“Prima che io muoia lo regalerò a qualche brava persona e mi farò promettere che, tutte le volte che potrà, farà fare dei bei giri ai bambini più buoni”.
“Io sono buonissimo!” gli ha risposto il bambino.  Ho sorriso divertita, non ho potuto farne a meno.

In Marghera c’è davvero un pezzo della nostra vita, c’è una briciola di ciò che di buono e bello possiamo fare ogni giorno. E non servono soldi, non serve il lusso, basta una stradina di campagna e un carretto verde. E’ così che si riscopre il senso profondo delle cose “piccole” e importanti della vita.  E’ attraverso questo che diventiamo, cresciamo e continueremo a crescere come comunità.
Marghera è un amico dei bambini (bianchi, neri e gialli) ed è anche un amico di tutti i Pontalbesi. Albertino Canali è il suo proprietario  e in quanto tale è un po’ il pifferaio magico della situazione. Le favole di Marghera finiscono sempre bene. I bambini tornano a casa soddisfatti. E arriva il tramonto con il suo celo rosa e la sua voglia di avvolgere tutto in quella nuvola ovattata delle sere di fine estate.  Si può cenare e poi i bambini possono fantasticare su dove dormirà di notte Marghera.

La zia Costanza non va molto d’accordo con Albertino Canali, lui non ama le sue ortensie e a lei non piacciono le “chiacchiere di paese” che divertono Albertino. Ma ci sono due cose per cui la zia e Albertino si ammirano a vicenda: Albertino ama le poesie della zia e la zia ama Marghera e l’uso che Albertino ne fa. Qualche volta, anche lei ha provato a sedersi sopra il carretto verde con la margherita disegnata dietro e ha sorriso divertita.
Se un giorno la zia scriverà una poesia su Marghera, Albertino ne sarà felicissimo, i bambini di via Santoni no, loro non hanno alcun bisogno delle poesie della zia, a loro interessa andare in giro col carretto verde e lo possono fare spesso, soprattutto quando c’è bel tempo e Albertino non lavora nei campi fino alle dieci di sera.
Attraverso l’autenticità di alcune azioni quotidiane possiamo ritrovare noi stessi, quel che siamo stati, quel che diventeremo, quel che i nostri figli diventeranno e quello che si ricorderanno.
Evviva il signor Marghera che un bel giorno ha deciso di regalare il suo carretto verde ad Albertino Canali perchè aveva appena comprato una normalissima Ape a motore.

Lun. 19 ottobre, presso la Biblioteca Ariostea: Paolo Urizzi ​”Approccio mistico ai segreti del Corano”

Marcello Girone 

Cari amici,
a fronte di quanto stiamo vivendo riteniamo sempre più essenziale lo stimolo alla ricerca interiore e alla condivisione offerto dalla saggezza di tutte le tradizioni filosofico-spirituali. Come espresso magistralmente dalla massima di Ibn Arabi riportata nella locandina della nostra rassegna qui di seguito.

Dopo gli illuminanti incontri su Sufismo, Ibn Arabi e “La genesi dell’esistenza nella prospettiva Vedica”, Paolo Urizzi torna ad arricchire la nostra rassegna. Lunedì 19 ottobre ci presenterà una fondamentale tematica per la comprensione della profondità dell’Islam, “l’Approccio mistico ai segreti del Corano. La numerologia nascosta del Corano con una riflessione sulla visione mistica dei significati. Percorsi nella dimensione trascendente e storica della rivelazione del Testo sacro”.

Paolo Urizzi (1951), arabista, esperto di sufismo e di induismo, autore di diversi saggi. Interessato alla Philosophia Perennis, ha fondato la rivista Perennia Verba e dirige la collana di testi del sufismo de Il Leone verde. Ha pubblicato la traduzione di un classico del sufismo antico, il Ta’arruf di Kalabadhi (“Il sufismo nelle parole degli Antichi”). Tiene Master sul sufismo e sulla mistica alla Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini.
Ringraziamo la biblioteca Ariostea per l’ospitalità e Paolo per aver accettato ancora il nostro invito.

Ricordo che i nostri incontri si fondano sullo spirito di gratuità – i relatori vengono a condividere con noi la loro passione, senza neppure rimborsi di viaggio – e, pur mantenendo un aspetto didattico, intendono stimolare lo spirito di ricerca, privilegiando un approccio informale di condivisione e raccoglimento.
Il nostro sostegno economico è solo nell’acquisto dei libri. Abbiamo a Ferrara i testi presentati in tutti i nostri incontri. Se siete interessati scrivetemi.
Per chi gradisse dopo la conferenza, andremo a cena e alle ore 21 ci troveremo a casa mia per approfondire un po’ i temi trattati e non solo. Chi fosse interessato mi contatti.

Consiglio di arrivare con largo anticipo perché i posti a disposizione sono 38.

Per cortesia datemi conferma della vostra presenza.

Marcello Girone Daloli
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“FRATELLI TUTTI” …. E LE SORELLE?
il lungo cammino delle donne; le parole della giovane femminista boliviana Adriana Guzman

Nel 2017 la parola Femminismo è stata eletta parola dell’anno.  Oggi nel 2020 quando una donna vince un premio importante o viene eletta in una posizione pubblica di grande rilievo se ne esalta l’importanza, eppure pretendere di essere nominate con il nostro nome, donne, quando si tratta di essere descritte nella quotidianità, con la conseguente declinazione al femminile dei sostantivi e degli aggettivi che ne accompagnano la narrazione viene considerata una richiesta esagerata, inutile e pedante.

Il titolo dell’ultima enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti” ne è un esempio lampante. Le donne rientrano nel neutro maschile fratelli e, con buona pace di tutte, guai a chiedere che venga integrato con Sorelle. Il neutro maschile fratelli ci deve accontentare dando per scontato che il sesso delle donne, e per sesso intendo proprio tutti gli organi genitali femminili, un corpo incarnato di donna, non abbia bisogno di essere nominato. Ma il sesso delle donne, che tutti ostentatamente dicono di conoscere a fondo, e certo tutti sono passati da lì per venire alla luce, è reale,  e se quello delle donne  non viene considerato tale,  allora ,“la realtà vissuta dalle donne a livello globale viene cancellata”(Rowiling) .

Oggi sappiamo che le parole influenzano la chimica dei nostri corpi, i neuroni del nostro cervello. Newberg e Waldman hanno raccontato la relazione tra le nostre parole e i nostri corpi e quanto queste abbiano implicazioni profonde sulla percezione che abbiamo della realtà. D’altronde gli antichi lo sapevano bene, i codici sono pieni della saggezza racchiusa in semplici, ma precise parole accostate, basti pensare ai mantra, ai salmi, agli inni etc. Per i cristiani  poi  “ il verbo si è fatto carne”, dunque, Il sapere, quello che muove la realtà, è un sapere che passa attraverso l’esperienza della carne, attraverso l’incarnazione, e non può prescindere da essa. Il sapere non è solamente una speculazione intellettuale e mentale, il sapere è anche viscerale.

Dunque, alla luce di tutto questo perché, poi, ai fatti, si continua a considerare superfluo nominare il sesso di cui  più della metà dell’umanità è costituita, perché lo fa anche il Papa? E’ evidente, l’intenzione del Papa era quella di abbracciare tutte e tutti con il suo fratelli, in particolare gli ultimi, i diseredati, gli immigrati etc (  badate bene tutti neutri maschili, categorie in cui l’umanità viene suddivisa  e di cui le donne diventano una ulteriore  sottocategoria)  ma il suo diniego, alla richiesta delle donne della chiesa di essere nominate nel titolo con l’aggiunta di Sorelle, il che avrebbe aperto anche alla aggiunta all’interno della riflessione di una declinazione al femminile quando occorreva,  mostra  quanto, il Papa, e certo non solo lui, non abbia compreso che gli ultimi degli ultimi molto spesso, anzi forse sempre, siano le donne e le bambine e che non nominandole non si vede. Adriana Guzman, giovane femminista Boliviana, lo spiega molto bene “Qual è l’uomo più sfruttato, più oppresso, più discriminato? Un uomo che è contadino, che non sa leggere, che non sa scrivere in castigliano, che non è andato a scuola, un omosessuale potrei dire, un orfano, un disabile. Ci sono tanti strati di oppressioni sopra un uomo, una sopra l’altra, però al di sotto di queste una donna, che è disabile, che è contadina, che non è andata a scuola, ha in più l’oppressione di essere una donna…”

Dunque, continuando la riflessione, questo Papa che con la sua “Laudato Sì” ha accolto molte delle sollecitazioni e riflessioni che venivano dai movimenti di base, che ha saputo coraggiosamente parlare di natura affiancandola a Dio, che parla di casa comune a prescindere dalle differenze, che è riuscito a spostare lo sguardo  dai mondi “primi” alle popolazioni indigene aprendo al grande sapere ancestrale, che si è posto alla guida di chi da decenni critica  il cinismo dei principi fondanti del capitalismo,  l’arroganza del colonialismo,  e  che si pone contro ogni forma di razzismo e di violenza,  anche nei confronti della natura stessa, non sembra riuscire a capire quanto la cultura patriarcale, di cui tutti e tutte siamo intrisi, ed è umanamente comprensibile,  succede ai più, e in particolare nella gerarchia ecclesiastica che ne è una espressione granitica, sia la radice di tutte le oppressioni e che senza un radicale e nuovo sguardo sul mondo, che passa strutturalmente  attraverso le parole che lo descrivono, non potranno essere estirpate.

Magnificamente la Guzman, in soli 10 minuti, con una acuta analisi che vi invito ad ascoltare (https://youtu.be/bJ7WnZXi_Lk ), dimostra che “Il patriarcato non è un sistema in più, non è il prodotto del capitalismo, non è una conseguenza della colonizzazione, non è una forma di razzismo. No, no, il patriarcato è IL SISTEMA che produce tutte le oppressioni, tutte le discriminazioni e tutte le violenze che vive l’umanità e la natura, ed è costruito storicamente sopra il corpo delle donne!”.

Se non si parte da li, dal riconoscere che la cancellazione del sesso delle donne nella narrazione quotidiana, è la radice dei mali che affliggono la contemporaneità a mio modo di vedere non sarà possibile nessun cambiamento radicale e tanto meno quello invocato dal Papa, e aggiungo: la cancellazione del sesso delle donne è un obiettivo preciso di chi si proclama per il progresso,  del potere tecnocratico da cui oggi sembra siamo governati ed è l’obiettivo dell’ideologia transumanista che dell’incarnazione e dei corpi ne  fa mercato, l’unico mercato ad  oggi in crescita capace dunque di tenere in vita il sistema capitalista. Dunque anche il Papa cade nel paradosso; se da un lato tutta la sua riflessione si costruisce sulla ricchezza delle differenze, sull’importanza  del dialogo umano, legato proprio agli sguardi, alle realtà dei corpi, alla connessione con altri organismi viventi, con il pianeta terra anch’esso vivente, e dunque in netto contrasto con il transumanesimo, nell’uso che ne fa della parola, cancella la differenza del dimorfismo sessuale , la primigenia differenza fondante l’identità dei singoli e facendo questo tradisce involontariamente l’obiettivo che si pone.

IL PREFETTO MICHELE CAMPANARO HA SOTTOSCRITTO OGGI UN PROTOCOLLO PER LA SEMPLIFICAZIONE DELL’ACCESSO AL CREDITO

da:Prefettura Ferrara

L’ obiettivo, condiviso da Banca d’Italia, Commissione regionale ABI, Agenzia per le Entrate, Camera di Commercio ed Associazioni di categoria, è quello di sostenere famiglie e imprese nelle difficoltà insorte a seguito della pandemia da COVID 19.

 Nel salone d’onore di Palazzo don Giulio d’Este, il Prefetto Michele Campanaro, insieme con il Direttore regionale della Banca d’Italia Maurizio Rocca, il Presidente della Commissione regionale dell’Associazione Bancaria Italiana – ABI Andrea Burchi, il Direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate Grazia Maria Previtera, il Segretario Generale della Camera di Commercio Mauro Giannattasio ed i Presidenti di tutte le Associazioni datoriali della provincia di Ferrara, ha sottoscritto stamane il “Protocollo d’intesa sulle misure di sostegno alla liquidità”.

Obiettivo del documento pattizio è quello di favorire forme di collaborazione interistituzionale finalizzate ad agevolare la concreta attuazione delle misure governative di sostegno, attraverso la semplificazione dell’erogazione di finanziamenti a famiglie, imprese, lavoratori autonomi e professionisti in difficoltà a seguito dell’emergenza pandemica da COVID 19.

Nel documento, che rappresenta il risultato di un approfondito confronto tra i soggetti firmatari iniziato nei mesi di lockdown, sono previsti, in particolare, impegni finalizzati ad implementare la diffusione, anche attraverso i rispettivi portali web e social media istituzionali, delle informazioni circa le opportunità di accesso al credito bancario e delle misure di sostegno alla liquidità introdotte dalle misure governative. E’, inoltre, prevista la creazione di una rete tra istituzioni creditizie, ente camerale e associazioni di categoria per contribuire ad una più approfondita conoscenza delle singole realtà imprenditoriali che chiedono l’erogazione di finanziamenti; la Commissione regionale ABI dell’Emilia Romagna attiverà un canale di contatto con la Task force governativa per l’acquisizione e la messa a disposizione dei sottoscrittori del Protocollo di ogni utile informazione sull’andamento a livello provinciale delle misure di sostegno al bisogno di liquidità delle famiglie e delle imprese del territorio.

Il Protocollo, aperto all’adesione di altri soggetti pubblici e privati fino al termine della situazione emergenziale, prevede infine la istituzione presso la Prefettura di un Osservatorio provinciale per l’analisi dell’andamento complessivo delle iniziative a sostegno del credito e per gli ulteriori approfondimenti sugli scenari economici post crisi.

“Il protocollo sottoscritto oggi, tra i primi di questo genere a livello nazionale – ha evidenziato il Prefetto Campanaro – consentirà di sviluppare importanti sinergie fra i soggetti firmatari su precisi e qualificati punti di azione. L’obiettivo non è solamente quello di velocizzare le procedure di erogazione di prestiti e finanziamenti, ma anche di evitare che le criticità insorte a seguito dell’emergenza pandemica possano determinare la rottura dei meccanismi di coesione sociale, favorendo infiltrazioni illecite anche in tessuti produttivi sani, come quello ferrarese. Esprimo, quindi, sincera gratitudine alle articolazioni regionali di Banca d’Italia e ABI che, con la presenza qui oggi dei rispettivi vertici, testimoniano quanto questa iniziativa vada nella giusta direzione; ma ringrazio, in particolare, le espressioni del territorio provinciale, l’Agenzia delle Entrate, la Camera di Commercio e tutti i Presidenti delle Associazioni di categoria firmatari per avere da subito avvertito la necessità di condividere insieme questo documento, perché fare squadra è la carta vincente per dare un segnale concreto e forte contro ogni forma di speculazione ed ogni rischio di condizionamento criminale, di fronte  alle fragilità sociali ed economiche che ancora ci aspettano”.

Per le Associazioni di categoria hanno proceduto alla sottoscrizione il Vice Presidente di Confindustria Emilia Area Centro – Bologna, Ferrara e Modena Gianluigi Zaina, il Presidente di Confcommercio Giulio Felloni, il Presidente di Confesercenti Nicola Scolamacchia, il Presidente di Confartigianato Graziano Gallerani, il Presidente di Cna Davide Bellotti, il Presidente di Coldiretti Floriano Tassinari, il Presidente di Confederazione Italiana Agricoltori Stefano Calderoni, il Presidente di Confagricoltura Gianluca Vertuani, il Presidente di Legacoop Estense Andrea Benini e il Presidente di Confcooperative Michele Mangolini.

Il Prefetto ha, infine, ricordato che il Protocollo odierno si pone anche in attuazione di quello di legalità sottoscritto il 4 maggio scorso dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia e SACEs.p.a., società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti. SACE s.p.a., in forza di quanto previsto dalla legge 5 giugno 2020 n.40, garantisce i prestiti per le imprese che hanno avuto cali di fatturato con il Covid-19, attraverso l’inserimento nei contratti di finanziamento di una condizione risolutiva in caso di misure interdittive antimafia adottate dalla Prefettura, con conseguente attivazione delle procedure per il recupero del credito. Viene, in tal modo, garantita da un lato la funzionalità della misura di erogazione del credito per assicurare continuità alle attività economiche e d’impresa, salvaguardando dall’altro il sistema di fronte al pericolo di finanziamenti a vantaggio di imprese in odore di condizionamento malavitoso, nel caso in cui il Prefetto rilasci un provvedimento antimafia interdittivo.

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