Giorno: 27 Ottobre 2018

Halloween sulla Nena, tra mostri e fantasmi due gite in battello

Da: Consorzio “Wunderkammer”

Brividi assicurati tra vampiri e fantasmi, zombie e scheletri tra le sponde del fiume. Tutti i mostri più spaventosi si riuniranno a bordo del battello Nena, per una speciale festa di Halloween sotto i ponti di Ferrara, fra avvistamenti di streghe e di tutte le anime che in questa notte speciale, prendono di nuovo vita.

La motonave, ormeggiata alla darsena di San Paolo davanti a Wunerkammer, salperà mercoledì 31 ottobre per accompagnare bambini e genitori in un viaggio spettrale lungo il fiume. Primo giro in battello dalle ore 15.30 alle 17, secondo giro dalle 18 alle 19.30, accompagnati non solo dai fantasmi, ma anche da vin brulé, the e biscotti.

L’animazione sarà curata dall’associazione Fiumana. Per partecipare è necessaria la prenotazione. Per informazioni e iscrizioni: 347.7139988 o scrivendo a info@fiumana.org.

Comacchio – 2 e 3 Novembre la delegazione comunale di Porto Garibaldi resterà chiusa

Da: Comune di Comacchio

Nelle giornate del 2 e 3 novembre 2018 la Delegazione comunale di Porto Garibaldi (Via Teano, 5) resterà chiusa, ma saranno gli sportelli centrali dei Servizi Demografici Comunali, siti in Piazza Folegatti 26, a Comacchio (piano terra) ad assicurare piena continuità al rilascio di carte d’identità e di certificazioni anagrafiche.
Gli sportelli del Servizi Demografici del capoluogo osservano i seguenti orari di apertura al pubblico: dal lunedì al sabato, dalle ore 8.30 alle ore 13.00 (tel: 0533-310291 e 0533-310270).

Si informa altresì che lo Sportello Immigrazione resterà chiuso nella giornata di mercoledì 31 ottobre 2018.

Nasce a Ferrara la rete professionale NMA (Network Modelli Aziendali).

Da: Organizzatori

Si è tenuto giovedì 25ottobre, presso il Palazzo della Racchetta, il suo ” battesimo” con aperitivo di presentazione.
Il network è costituto da diversi professionisti di Ferrara aventi diverse competenze: Ing. Luca Bacilieri (Ing. civile, cyber security), Avv. Cecilia Bandiera (diritto penale, privacy), Avv. Martina Carretta ( diritto civile, privacy, mediatore civile e commerciale c/o Camera di Commercio di Ferrara), Avv. Irene Costantino, Socia Studio Legale Costantino (diritto penale, normativa antiriciclaggio), Dott.ssa Jennifer Cowd, Socia XpressTranslations Ltd (consulente linguistica, traduzioni giuridiche e giudiziarie), Avv. Giorgio Ferroni, Socio Studio Legale Ferroni ( diritto penale, antiriciclaggio, relazioni con imprese estere), Avv. Pasquale Longobucco, Socio Studio Legale MGTM Avvocati Associati (diritto penale, modelli 231, antiriciclaggio), Dott. Massimo Maiarelli ( commercialista, revisore contabile, membro ODV ex D.lgs 231/2001, finanza agevolata), Avv. Alessandra Palma, Dottore di ricerca in diritto penale (diritto penale, modelli 231, privacy), Avv. Enrico Sisini, Socio Studio Legale B.&S.A.A. (diritto del lavoro, antiriciclaggio, modelli ISO.
Scopo della rete è di dare alle imprese consulenze ed ausilio per tutto ciò che concerne l’organizzazione aziendale e di sensibilizzarle sull’utilità dei modelli organizzativi, nonché di coadiuvarle nella predisposizione o nell’adeguamento degli stessi.

Agricoltura. Oltre 75 milioni di euro nel 2017 per il rafforzamento e lo sviluppo dell’ortofrutta attraverso le Organizzazioni di produttori (Op).

Da: Regione Emilia Romagna

Agricoltura. Oltre 75 milioni di euro nel 2017 per il rafforzamento e lo sviluppo dell’ortofrutta attraverso le Organizzazioni di produttori (Op). L’assessore Caselli: “Un modello da riconfermare nell’ambito della futura Politica agricola comune”

La parte più consistente degli aiuti europei destinati agli investimenti per il miglioramento della qualità (circa 34 milioni). Gli altri capitoli più consistenti riguardano le misure agro-ambientali (12,5 milioni), il rinnovo degli impianti frutticoli (12,4), la prevenzione e gestione delle crisi di mercato (8,5), la commercializzazione (6,6 milioni).

Bologna – Oltre 75 milioni di euro per il rafforzamento e lo sviluppo del sistema ortofrutticolo regionale. È il consuntivo dei finanziamenti erogati nel 2017 alle imprese agricole, di lavorazione e commercializzazione per gli interventi previsti dai Programmi operativi delle Op (Organizzazioni dei produttori) e Aop (Associazioni di organizzazioni di produttori) riconosciute dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del settore ortofrutticolo.
Sono 47 le Op ortofrutticole che fanno capo all’Emilia-Romagna, di cui 21 operative al di fuori del territorio regionale, pur aderendo alle 6 Aop riconosciute dalla Regione, per un totale di circa 11mila aziende agricole associate in Emilia-Romagna, che rappresentano oltre il 50% dei produttori ortofrutticoli regionali, a cui si aggiungono circa 7mila produttori fuori regione. Nel loro insieme queste imprese vantano una produzione commercializzata di 1,65 miliardi di euro.

“L’Ocm ortofrutta – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli- è un modello di politiche di intervento che finora ha funzionato egregiamente per accrescere la competitività di un settore chiave dell’agricoltura emiliano-romagnola, in una logica di maggiore sostenibilità e di filiera, grazie soprattutto all’attività delle Op. Uno strumento di sostegno che va quindi riconfermato nell’ambito della futura Pac (Politica agricola comune) per il periodo 2021-2027, dando ancora maggior spinta al rafforzamento della capacità organizzativa del mondo agricolo e allo sviluppo dell’innovazione, con l’obiettivo di affermare il valore delle nostre produzioni d’eccellenza sul mercato nazionale come su quelli globali“.

La ripartizione degli aiuti

Nel 2017 la spesa per il rafforzamento delle competitività dell’ortofrutta made in Emilia-Romagna effettuata attraverso i programmi operativi di Op e Aop riconosciute dalla Regione è ammontata complessivamente a 145,6 milioni di euro, di cui circa la metà, appunto 75,1 milioni di euro, sotto forma di aiuti a carico del bilancio comunitario.

La fetta più grande delle risorse, quasi 34 milioni di euro (45,2%), è stata destinata ad azioni per il miglioramento della qualità (attrezzature innovative, impianti d’irrigazione e antigrandine, ecc.), mentre 12,5 milioni (16,7%) hanno finanziato gli interventi ambientali (produzione integrata e altre tecniche innovative a basso impatto). A seguire, in ordine decrescente, gli interventi per il rinnovo degli impianti frutticoli (12,4 milioni, 16,5%), per la prevenzione e gestione delle crisi di mercato (8,5 milioni, 11,4%) e il miglioramento della commercializzazione (6,6 milioni, 8,8%), più altri importi minori.

Nota Stampa Insorgenti Ferrara – 27 ottobre 2018

Da: Articolo 1 – MPD Ferrara

Oggi nella nostra città un gruppo di cittadini sedicenti Insorgenti, accompagnati da striscioni raffiguranti guerrieri in armatura e figure banditesche, ha manifestato contro l’Arcivescovo Perego, a difesa di una inesistente e incontaminata ferraresità. Ci preoccupa che posizioni di tale natura, razziste, xenofobe, violente, antiscientifiche e di chiaro stampo fascista, possano ottenere qualche diffusione, complici la continua propaganda che grida all’invasione e l’immotivato sentimento di insicurezza che ne deriva.

Le parole pronunciate da alcuni partecipanti, “abbiamo già respinto orde di barbari” o “dovremmo riallestire i forni”, risuonano come un allarme che non può più essere ignorato dalla parte democratica, solidale e pacifica, che vogliamo credere prevalente nella nostra realtà comunale. Opporsi a queste aberrazioni risolutamente e in forme unitarie è un dovere civile.

Fortunatamente anche in questa triste occasione si è visto un gruppo di oppositori, che ricordando che il cosiddetto meticciato è già presente in ognuno di noi, ha dimostrato che un’altra Ferrara è ancora possibile.

Tuttavia affinché tale prospettiva si affermi occorrerà presidiare ogni frazione, ogni quartiere, recuperando un rapporto sentimentale con chi ha paura o vive serie difficoltà e per questo è maggiormente esposto a mistificazioni di tale pericolosità. Non esiste alcuna specificità biologica da custodire, bensì una città da salvare da chi la vorrebbe deprivare della vivacità culturale, della gentilezza e dell’accoglienza che sinora ha saputo garantire.

Martedì 30 ottobre alle 17.30 presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Susanna Garuti presenta il libro “Come le donne diventeranno libere”

Da: Ibs+Libraccio

Il volume narra la vita, la militanza e l’impegno politico della giornalista Rina Melli (Ferrara 1882-Pavia 1958), e del suo giornale Eva (1901-1903) il primo periodico di propaganda socialista pensato esclusivamente per le donne. Attivista del Partito Socialista di Ferrara e sindacalista negli anni degli scioperi agrari tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, organizzatrice di leghe bracciantili, Rina Melli si conquistò un ruolo di primo piano per il grande contributo che diede alla causa del socialismo. Rina Melli collaborò con diverse testate giornalistiche tra cui il Popolo di Cesare Battisti e La Difesa delle Lavoratrici, fondata da Anna Kuliscioff. Alla sua intensa attività di propaganda e come conferenziera, affiancò Eva, “il giornale delle donne del popolo” come amava definirlo, un giornale per l’educazione delle donne alla lotta di classe, all’organizzazione proletaria e per le conquiste del mondo del lavoro. Rina Melli fu senza dubbio tra quelle “donne nuove”, spesso dimenticate dalla storia, che coraggiosamente affrontarono l’emancipazione femminile, con passione e perseveranza, votate a cambiare la società per un avvenire migliore.

Susanna Garuti, laureata in Storia Contemporanea all’Università di Bologna, lavora alla Camera del Lavoro di Ferrara dove negli anni ha ricoperto diversi incarichi, prima nella categoria dei lavoratori atipici e poi nel sindacato dei lavoratori della comunicazione. Pubblicista, iscritta all’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna, ha collaborato negli anni con testate giornalistiche locali e riviste specializzate in studi storici. Attualmente è responsabile dell’ufficio comunicazione, informazione e formazione della Cgil di Ferrara.

Lunedì 29 ottobre alle 17.30 presso la storica sala dell’Oratorio San Crispino Ilaria Bifarini presenta il libro “I coloni dell’austerity Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”

Da: Ibs+Libraccio

Dopo il primo libro, “Neoliberismo e manipolazione di massa. Storia di una bocconiana redenta” (2017), l’autrice prosegue il percorso di ricerca e di critica al pensiero unico economico. “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa” allarga l’orizzonte dell’influenza della dottrina neoliberista all’ambito internazionale ed esamina le cause del mancato sviluppo del continente africano. Il lettore sarà sorpreso nello scoprire che le misure economiche imposte dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale ai paesi del Terzo Mondo sono le stesse oggi riproposte agli Stati dell’Unione Europea. Se non verrà posto un limite all’applicazione universale di un modello economico rivelatosi fallimentare lo scenario che si prospetta a livello globale è quello di una “terzomondizzazione” dell’Occidente e di una globalizzazione della povertà senza frontiere.

Ilaria Bifarini è nata a Rieti nel 1980. Dopo una decennale esperienza professionale prevalentemente nel settore pubblico e della formazione, si è via via discostata dall’impostazione prettamente neoliberista derivante dai suoi studi.
Nel 2017 ha pubblicato il suo primo libro, “Neoliberismo e manipolazione di massa – Storia di una bocconiana redenta”, iniziando a impegnarsi nello smascheramento dell’inganno neoliberista. A distanza di un anno è uscito il suo “I coloni dell’austerity. Africa, neoliberismo e migrazioni di massa”, dove porta avanti il cammino di ricerca intrapreso e analizza le cause dell’attuale fenomeno migratorio attraverso una chiave di lettura inedita e sconosciuta al mainstream. Collabora con varie testate giornalistiche in rete e interviene a convegni e trasmissioni televisive.

Paolo Crepet a Ferrara ospite all’incontro aperto alla città ‘DAT: Disposizioni anticipate di trattamento. Il diritto di scegliere, il dovere di informare’

Da: Notai di Ferrara

Paolo Crepet arriva a Ferrara per raccontarele sfide, i dubbi, ma soprattutto i diritti legati altestamento biologico, materia oggetto di discussione da decenni in Italia e che ancora divide il sentire civile del Paese, anche dopo la promulgazione della legge n. 219 del 22 dicembre 2017.

Con l’inconfondibile stile che unisce scienza e racconto, Paolo Crepet, psichiatra, sociologo e scrittore, porterà la discussione sull’appassionante tematica“Diritto alla vita, diritto alla morte”. È questo, infatti, il centro del suo intervento per‘DAT: Disposizioni anticipate di trattamento. Il diritto di scegliere, il dovere di informare’, il convegno promosso dai notai di Ferraracon il Patrocinio del Comune di Ferrara e aperto alla cittadinanza, che si terrà venerdì 30 novembre a Ferrara, a partire dalle ore 15 al Ridotto del Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’.

L’incontro è inserito all’interno del più ampio percorso de ‘I notai con la città’, iniziativa che mira a far conoscere tematiche giuridiche di attualità, rivolgendosi non solo ai professionisti del settore, ma anche a tutte quelle persone che vogliano informarsi e approfondire il diritto attraverso il supporto e l’interpretazione di specialisti della materia.Per capire le diverse implicazioni che nuova normativa comporta (la legge n. 219 del 22 dicembre 2017, più comunemente notacome la legge sul testamento biologico), il Collegio Notarile di Ferrara si rivolgealla città, affinché attraverso sette professionisti il pubblico possa fare chiarezza, informarsi e conoscere la normativa e le prospettive future legate alla legge sul consenso informato e sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT). Per la prima volta,inoltre, il Notariato ha deciso di aprire il Convegno non solo ai notai, ma anche ad altri professionisti(avvocati, giuristi, giornalisti, scrittori, medici, psicologi…).

Il coraggio di parlarne. Il tema verrà trattato, grazie a prestigiosi ospiti, a 360 gradi: sotto il profilo medico, giuridico, sociale, psicologico equello giornalistico.Paolo Crepet, divulgatore sopraffino, parlerà di quanto più è essenziale per l’uomo: del valore della vita e della morte, entrambe intese come diritto della persona e della collettività. In oltre quarant’anni di carriera Crepet ha pubblicato, in Italia e all’estero, diversi articoli tecnici, libri di saggistica e romanzi di narrativa. Il Notariato di Ferrara l’ha scelto per la delicatezza e per la capacità di apportare valore alla discussionesul fine vita, in Italia al centro di battaglie civili e di discussione da parte dell’opinione pubblica da più di trent’anni. Come Crepet stesso ha affermato: “Mi piace l’umanità, l’uomo, per questo da ragazzo ho guardato la facoltà di medicina come un modo per avvicinarlo. Poi la psichiatria è arrivata come scelta estrema in una grande stagione culturale […]. Tutto parte dalla ricerca della felicità e per questo credo che la psichiatria sia l’arte di rimuovere gli ostacoli alla felicità”.

Crediti formativi – La partecipazione al convegno è valida ai fini del riconoscimento dei crediti formativi professionali (per notai, avvocati, medici egiornalisti).

Informazioni e prenotazioni – Il convegno si terrà al Ridotto del Teatro Comunale ‘Claudio Abbado’, in corso Martiri della Libertà 5 (Ferrara). L’evento è aperto al pubblico e a ingresso libero. Per poter partecipare al convegno è necessario iscriversi entro venerdì23novembre scrivendo al Consiglio Notarile di Ferrara:consiglioferrara@notariato.it. Per maggiori informazioni: 0532.200196.

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Qualcosa di più su Paolo Crepet– È stato allievo di Franco Basaglia, il promotore della riforma psichiatrica in Italia. “Con lui – racconta Crepet – mi sono incamminato in un percorso professionale dalle mille contaminazioni culturali e umanistiche” che saranno al centro del suo percorso professionale.Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova nel 1976, in Sociologia all’Università di Urbino nel 1980, nel 1985 Paolo Crepet ottiene la specializzazione in Psichiatria presso la clinica psichiatrica dell’Università di Padova. È figlio di Massimo Crepet, anche prorettore dell’Università di Padova e professore di Clinica delle malattie del lavoro sempre nello stesso Ateneo, oltre che collega e amico di Franco Basaglia. Nel 1986 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto a Crepet di coordinare un progetto sulla prevenzione delle condotte suicidarie: da questo momento si concentra principalmente sulle questioni giovanili, tanto che nel 1993 realizza ‘Dimensioni del vuoto. Giovani e suicidio’ (Milano, Feltrinelli), prima pubblicazione in Italia a trattare il tema. Segue la pubblicazione di ‘Cuori violenti. Viaggio nella criminalità giovanile’ (Milano, Feltrinelli, 1995).

Come scrittore ha vinto il ‘Premio letterario La Tore Isola d’Elba’ nel 2015. I suoi ultimi lavori sono ‘Il Coraggio. Vivere, amare, educare’ (Mondadori, 2017) e ‘Passione’ (Mondadori, 2018) “Ho cominciato a dare un grande spazio all’attività divulgativa – racconta Paolo Crepet – Così qualche trasmissione televisiva si è accorta di me, e poi le radio, i giornali. Tutto questo mi ha costretto a cambiare linguaggio e modo di comunicare. Ho anche cambiato pubblico: non più i miei colleghi, non più solo congressi e seminari scientifici, ma incontri con la gente, i giovani, i genitori, gli insegnanti, semplici cittadini”. E ancora: “Io credo che le cose importanti si comunicano raccontando delle storie, storie che hanno una motivazione didattica […].Trovo che scrivere sia come godere della più alta forma di libertà: quella di indignarsi”.

Comacchio Film Fest: i giovani e le emozioni

Da: Comune di Comacchio

L’iniziativa Comacchio Film Fest, co-finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e promossa dall’Assessorato alle Politiche Educative in collaborazione con l’Associazione Spazio Marconi, si inserisce all’interno del progetto “Comacchio Cinema 2018”, una rassegna cinematografica intesa come momento di aggregazione culturale e sociale, luogo di denuncia e riflessione, dove il cinema diviene mezzo espressivo, dove la comunicazione attraverso le immagini si trasforma in arte. Una “riscoperta” del valore del cinema che ha trovato espressione anche nel nostro territorio: lo dimostra la recente apertura del Centro di Documentazione Cinematografica del Delta del Po a Comacchio dove è possibile fruire di documentazione video, filmografia, prodotti multimediali girati nel Parco del Delta.

Il Comacchio Film Fest apre il sipario della sua prima edizione il 29 ottobre 2018 con una mattinata che si svolgerà in Sala Polivalente a Comacchio e coinvolgerà le scuole superiori del territorio, dall’Istituto R. Brindisi del Lido Degli Estensi all’Istituto Guido Monaco di Codigoro e al Centro di Formazione Professionale Cesta.
Il progetto si svilupperà attraverso momenti di discussione e confronto condotti da esperti fino a veri e propri laboratori sulle tecniche cinematografiche finalizzati alla realizzazione di video da parte dei ragazzi e delle ragazze delle scuole che verranno proiettati in occasione di un evento finale nella prossima primavera.

Il Comacchio Film Fest vedrà il coinvolgimento anche della comunità con appuntamenti al cinema (in Sala Polivalente a Comacchio e al Cinema di Codigoro) accompagnati da dibattito e condivisione.

Tutte le informazioni sulla pagina Facebook dedicata: Comacchio Film Fest.

Risposta Insorgenti Ferrara all’attacco del segretario regionale del PD Calvano

Da: Associazione Insorgenti Ferrara

Leggiamo con stupore dell’attacco scomposto ed offensivo da parte segretario regionale del PD Paolo Calvano riguardo la nostra manifestazione odierna, regolarmente autorizzata. Manifestazione peraltro voltasi in maniera ordinata, pacifica e democratica e senza alcun disordine, esattamente come le centinaia di altre manifestazioni, raccolte firme, sit in e altre attività civiche che abbiamo svolto in svariati anni di attività a Ferrara ed in provincia.
In particolare egli si è permesso di bollare come “estremisti” di “estrema destra” gli iscritti, i sostenitori e i simpatizzanti dell’associazione che, ricordiamo ancora una volta, è invece culturale ed apartitica e alla quale aderiscono persone di TUTTI gli orientamenti, politici e non.
Ci teniamo a sottolineare che, onde salvaguardare l’onorabilità dell’associazione, dei propri iscritti e delle migliaia di cittadini che hanno sottoscritto le nostre petizioni e denunce, provvederemo a querelare per diffamazione a mezzo stampa CHIUNQUE offenderà nuovamente l’associazione o i suoi membri.
E’ veramente stucchevole che esponenti politici di rilievo, evidentemente in calo di consensi e in campagna elettorale permanente, si abbassino a simili scorrettezze, quando potrebbero entrare invece nel merito degli argomenti portati ed eventualmente confutarli con educazione e rispetto, limiti invalicabili della dialettica civile e democratica.

Unife – Seminario: Giovanni Tumiati e la Scuola Anatomica Ferrarese nel ‘700

Da:Ufficio Stampa, Comunicazione Istituzionale e Digitale

Lunedì 29 ottobre 2018 alle ore 16, presso l’Aula Canani, Via Fossato di Mortara, 66, il Prof. Silvano Capitani, Ordinario di Anatomia Umana presso l’Università degli Studi di Ferrara dal 1981 e Decano di Ateneo terra’ il Seminario: Giovanni Tumiati e la Scuola Anatomica Ferrarese nel ‘700. Evoluzione dell’insegnamento dell’Anatomia sotto l’impulso illuministico. L’incontro sara’ l’occasione per il Rettore Giorgio Zauli, i colleghi e gli allievi di salutare il Prof. Capitani che lascia il servizio dopo molti anni di attivita’.

Dal tempo di Vesalio (‘500), per due secoli, la dissezione si compiva nei teatri anatomici e spesso costituiva un’occasione mondana e anche di prestigio per la città e la sede universitaria, aperta al popolo ma con frequenti aspetti negativi legati alla difficoltà di conservazione delle salme.

Da fine ‘700, la diffusione della cultura illuministica ha indotto una profonda evoluzione dell’insegnamento dell’anatomia e la Scuola Ferrarese è stata al centro di una vera “riforma”, affiancando alla tradizionale dissezione nuove tecniche di rappresentazione del corpo umano, tra cui modelli in cera a grandezza naturale, alcuni dei quali, recentemente restaurati, sono oggi visibili presso il Museo Anatomico Tumia

GAL Delta 2000: il Museo di Mesola a Venezia per il meeting del progetto europeo “Innocultour”

Da: Info Delta 2000

Si è tenuto a Venezia il terzo meeting di progetto tra i partner di “INNOCULTOUR – Innovazione e promozione del patrimonio culturale dell’Adriatico come driver per lo sviluppo turistico”, progetto transfrontaliero inserito nel programma Interreg Italia-Croazia, che punta ad accrescere la visibilità di siti di rilevanza culturale e ambientale della costa adriatica meno noti al grande pubblico.

Capofila del progetto è il Gal Delta 2000; nel territorio del Delta il progetto coinvolge il Museo del Bosco e del Cervo e il territorio di Mesola e il Museo del Sale e il territorio delle Saline di Cervia. Questi siti saranno inseriti all’interno di una rete di promozione culturale e turistica e saranno dotati di strumenti tecnologici innovativi per favorirne la fruizione da parte dei visitatori.

Oltre ai rappresentanti di Delta 2000, al meeting veneziano hanno partecipato gli altri partner: per l’Italia la Regione Veneto e la Regione Molise, per la Croazia l’agenzia di sviluppo spalatina RERA e il Museo di Storia Naturale della storica città di Fiume.

Per DELTA 2000 erano presenti Mauro Conficoni, Consigliere delegato, Angela Nazzaruolo, coordinatore e Marzia Cavazzini, project manager.

“Il meeting è stato l’occasione per i partner di confrontarsi sullo stato di avanzamento delle attività realizzate finora e su come organizzare le nuove azioni: in particolare la definizione di un concorso di idee per la raccolta di studi di fattibilità, finalizzati a identificare come strutturare siti museali e aree partner attraverso l’uso delle nuove tecnologie, al fine di rendere più innovativo il patrimonio culturale e di rafforzarne l’accessibilità”, sottolineano Conficoni e Nazzaruolo

Durante il meeting si è potuto visitare il museo Civico della Laguna Sud di Chioggia, uno degli otto siti che in Veneto verrà coinvolto nelle attività progettuali.

Con l’occasione del meeting, la Regione Veneto ha inoltre organizzato il convegno dal titolo “Raccontare il territorio, comunicare l’Europa. Strategie di promozione culturale e turistica nell’area adriatica”. L’evento – rivolto agli operatori del settore turistico e museale, a ricercatori e studenti – è stato dedicato alla identificazione delle strategie per incoraggiare efficacemente il pubblico a scoprire il patrimonio culturale dell’area adriatica.

Durante la mattinata si sono susseguiti interventi di esperti e tecnici del settore: dopo Luisella Pavan-Woolfe, Direttore dell’Ufficio di Venezia del Consiglio d’Europa e Valentina Galan, Direttore del Coordinamento servizi culturali territoriali della Regione Veneto, che hanno aperto i lavori, si sono alternati interessanti interventi e relazioni coordinati da Aurora di Mauro dell’Ufficio Musei della Regione del Veneto. Il seminario è iniziato
con l’intervento dell’Arch. Loretta Zega, Direttrice del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (VE), sull’importanza di fare rete tra realtà coinvolte nella conservazione e promozione culturale e turistica congiunta con la presentazione del caso della bigliettazione unica creata per una serie di musei statali e civici dell’area di Venezia e Rovigo presentato da Arch. Loretta Zega, Direttrice del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (VE).

A seguire Stefan Marchioro della Direzione Turismo del Veneto ha presentato le linee guida del Piano Strategico di Sviluppo Turistico nazionale, evidenziando l’importanza di cogliere le opportunità derivanti della sharing economy e del suo potenziale impatto sul settore turistico; diversamente il rischio è quello di perdere un importante occasione di sviluppo economico.

Nicole Moolhuijsen, ricercatrice, Università Ca’ Foscari di Venezia, ha portato un importante contributo sull’analisi dei pubblici e dei flussi ed infine Massimiliano Zane, progettista culturale, ha dato un importante contributo con esempi concreti di quali possono essere le tecnologie che possono essere utilizzate in un contesto culturale e museale attorno al tema dell’impiego delle nuove tecnologie per dare valore aggiunto al patrimonio culturale sottolineando come questa debba essere considerata come un mezzo, mai un fine, affinché il protagonista sia sempre il contenuto e non il contenitore.

Nei prossimi mesi, i partner di Innocultour metteranno a frutto anche questi importanti contributi attraverso interventi concreti: l’obiettivo è identificare le migliori tecnologie per consentire al patrimonio culturale e storico di fungere da importante elemento di sviluppo territoriale ed economico.

Gli Insorgenti Ferrara – Ottima riuscita della manifestazione

Da: Insorgenti Ferrara

Siamo qui per contestare le esternazioni di Perego, senza entrare nel merito del suo
ruolo, anche se pure su quello ce ne sarebbe da dire, visto che invece di dedicarsi
alla religione ha deciso di darsi alla politica.
Non abbiamo detto noi che Perego è l’uomo politico più a sinistra di Ferrara, ma lo
storico Pietro Pinna, e noi non possiamo che dargli ragione. Tra lui e Bergoglio infatti
non parlano altro che di migranti e meticciato, ma parlare invece della dottrina
cattolica? Catechizzare i fedeli? Pensare alle anime e alla salvezza? Niente, tutto
tace. Lo sa che diverse persone che conosco non vanno neanche più a messa da
quando c’è lui? Dicono che erano stanche di ascoltare i suoi comizi.
Da quando è qui si è distinto solamente per aver mortificato un’intera comunità,
quella di Santa Maria in Vado, sciogliendo di fatto la congregazione Familia Christi,
nonostante le centinaia di firme raccolte dai parrocchiani. Perché? Come direbbe
anche Bergoglio, chi è lui per giudicare? E poi per essere sceso in piazza con l’arcigay
facendosi fotografare insieme a loro in una manifestazione.
Ma queste ultime dichiarazioni alla rivista La Croix sono, a nostro avviso, la cosa più
grave. Come può un vescovo cattolico dichiarare che siccome i ferraresi sono anziani
e non fanno figli, per non scomparire devono rinsanguarsi con giovani provenienti
da tutte le parti del mondo e costruire così una nuova storia? Perché la nostra
millenaria storia gli fa così schifo? Dobbiamo forse vergognarci di essere ferraresi,
italiani, cattolici? Ma dire qualcosa sui quasi due aborti che avvengono ogni giorno a
Ferrara? Se non ci fossero non ci sarebbe bisogno di rinsanguarsi coi giovani che
vengono da fuori no? Inoltre perché fa il tifo per farci perdere le nostre specificità, i
nostri usi e costumi, la nostra storia, tradizioni e finanche la nostra religione, visto
che parecchi di questi giovani sono di fede mussulmana? Perché insiste con questo
meticciato che annacqua e annienta ogni specificità e ricchezza nella diversità che
Dio stesso ha voluto?
Chiederemo un incontro con il vescovo per chiedergli come intende salvaguardare le
nostre specificità di ferraresi e italiani e la nostra bimillenaria religione, almeno se
non proprio come hanno fatto egregiamente i suoi due illustri e rimpianti
predecessori Caffarra e Negri, almeno nel solco della immutabile dottrina cristiana e
cattolica.

Agrinsieme Ferrara Casa Mesola deve poter ampliare il centro di produzione

Da: Ufficio stampa e comunicazione Cia – Agricoltori Italiani Ferrara

Il coordinamento chiede all’amministrazione comunale di approvare la variante al piano strutturale

FERRARA – Agrinsieme Ferrara, il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e l’Alleanza delle
Cooperative Italiane del Settore Agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop
Agroalimentare), si unisce all’appello di Michele Mangolini, presidente di Casa Mesola, rivolto agli
amministratori, per sollecitare l’approvazione della variante al piano strutturale comunale. La
modifica è necessaria per consentire alla Cooperativa di ampliare il proprio centro di lavorazione.
“Casa Mesola – spiega Stefano Calderoni coordinatore di Agrinsieme Ferrara – è un patrimonio
economico e produttivo per le aziende agricole che conferiscono, per le persone impiegate nelle
attività di trasformazione che vivono solitamente nel nostro territorio – 120 dipendenti e 22mila
giornate di lavoro – ed anche per i consumatori, perché la cooperativa immette sul mercato
prodotti freschi e confezionati, garantendo salubrità e qualità. Quindi si tratta di un’attività che va
tutelata, a prescindere dalle legittime distanze che possono separare le diverse forze politiche in un
sistema democratico.
Apprezziamo – continua il coordinamento provinciale -, quindi, le dichiarazioni di disponibilità da
parte delle formazioni consiliari di Mesola e siamo convinti che prevarrà la volontà comune di
preservare le imprese agricole e la crescita economica della struttura cooperativa. I dati economici
della provincia segnano, infatti, un forte ritardo della nostra economia in quasi tutti i settori
rispetto al resto della regione. Per questo si deve convintamente sostenere, anche attraverso i
necessari atti amministrativi, uno dei pochi comparti, quello agricolo, che ancora ci consegna
incoraggianti segnali di crescita”.

Inseguendo i profili: proiezione di filmati dalla 66esima edizione del Trento Film Festival

Da: Club Alpino Italiano – Sezione di Ferrara

Lunedi’ 29 ottobre alle 21 presso la Sala Estense, la terza e ultima serata di Inseguendo i profili, propone la proiezione di La montagna di Ilio, Brette e La congenialita’, selezionati dall’ultima edizione del TrentoFilmFestival.
La montagna di Ilio narra la storia di Ilio De Biasio, alpinista di Cencenighe Agordino, dei suoi fra-telli e dei suoi amici. Una storia di esplorazione e amicizia, di avventura e amore viscerale per queste montagne. Una storia vera, senza clamore, alla ricerca della cosa più inafferrabile e prezi-osa che possediamo: la vita.
In Brette il regista Peter Mortimer, gia’ noto per gli spettacolari Valley Uprising e A line across the sky, insieme ai colleghi Josh Lowell e Nick Rosen riporta alcune spettacolari imprese della Har-rington,uno dei talenti più cristallini del mondo dell’arrampicata.
Infine, La congenialita’-The attitude of gratitude racconta il rapporto che si e’ creato tra Simone Moro e Tamara Lunger durante l’avvicinamento al Kanchenjunga per tentare la più alta traversata oltre gli 8000 metri: i due condividono un obiettivo simile e i loro ruoli inizialmente ben definiti, lui mentore saggio e lei studentessa entusiasta, iniziano a scambiarsi.
Inseguendo i profili gode del Patrocinio del Comune di Ferrara, della collaborazione di TrentoFilm-Festival e del contributo degli sponsor Alpmania, Ottica Bonora e WamoStudio; tutte le serate sono ad ingresso libero.

“Ad Alta Voce”, in corso l’appuntamento conclusivo “Da Luna a Luna”

Da: Ufficio stampa Coop Alleanza 3.0

La kermesse si chiude con l’evento al Teatro Nuovo che segue a “Alle origini dell’umanità”

e“Alle origini della democrazia”. Tra gli ospiti di oggi anche

Marco Missiroli, Gustavo Zagrebelsky, Guido Catalano e Dente, Paolo Rumiz e Silvia Avallone

È in corso“Da Luna a Luna”, l’appuntamento conclusivo di “Ad alta voce” la kermesse culturale organizzata da Coop Alleanza 3.0 – per la prima volta a Ferrara con la collaborazione delle istituzioni e delle associazioni locali – che fa seguito a “Alle origini dell’umanità”,“Alle origini della democrazia” che si sono svolti rispettivamente alla Sala Estense e Sala Consiliare del Comune.

“Da Luna a Luna” ore 18 Teatro Nuovo

È in corso l’evento finale al Teatro Nuovo “Da Luna a Luna – Da Astolfo ad Armstrong” presentato dalla giornalista Loredana Lipperini. All’appuntamento interverranno la scrittrice Silvia Avallone,

lo scrittore Guido Catalano e il musicista Dente, gli scrittori Ermanno Cavazzoni Paolo Rumiz, l’astronauta Umberto Guidoni e l’attrice Ermanna Montanari.

L’accompagnamento musicale dell’evento è a cura dell’Orchestra del Baraccano, diretta da Giambattista Giocoli.

“Le origini dell’umanità” ore 10.30 Sala Estense, Comune di Ferrara

Alle 10.30 alla Sala Estense del Comune di Ferrara l’evento “Alle origini dell’umanità – Incontro sulle nanotecnologie: dall’evoluzionismo al futuro”: a discuterne il genetista Guido Barbujani, Ambra Fioravanti (Ricercatrice CNR-IMAMOTER di Ferrara), Stefano Mazzotti (Direttore Museo Storia Naturale di Ferrara), Elena Pettinelli (Professoressa di Fisica Terrestre dell’Università degli Studi Roma Tre), e Telmo Pievani (Filosofo della scienza ed evoluzionista).

A presentare l’evento il giornalista Federico Taddia che ha introdotto le letture degli scrittori Giorgio Fontana e Marco Missiroli. Accompagnamento musicale dell’appuntamento a cura di STAG (Marco Guazzone pianoforte e voce, Stefano Costantini tromba, seconda voce e chitarra acustica, Edoardo Cicchinelli basso).

“Alle origini della democrazia” ore 15 Sala Consiliare, Comune di Ferrara

Alle 15 alla Sala Consiliare del Comune di Ferrara l’evento “Alle origini della democrazia – Quali prospettive, in Italia e in Europa”. Dopo l’introduzione del presidente del Consiglio Comunale di Ferrara Girolamo Calò a dibattere del tema il saggista Marco Belpoliti con il professore Gustavo Zagrebelsky. A seguire, lo scrittore Stefano Massini ha fatto delle riflessioni tratte dal suo libro “55 giorni. L’Italia senza Moro”. L’accompagnamento musicale dell’evento a cura del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara.

Il tema di “Ad alta voce” 2018

“Origini. Parole che trasformano” è il tema della 18esima edizione di “Ad alta voce”, e non è casuale la scelta di Ferrara, emblema di una città che ha saputo dare vita a una felice fusione tra nuovo e antico: si pensi all’addizione erculea, che le è valsa l’appellativo di prima città moderna d’Europa. Una città che racconta di un passato glorioso, ma è proiettata nel futuro: per questo si riparte dalle “Origini” per andare in cerca del nuovo e per tornare a pensare a una storia ancora tutta da scrivere. Dal 25 al 27 ottobre, in dieci appuntamenti gratuiti sotto la guida del regista Riccardo Marchesini, l’architetto Stefano Boeri, il professore Gustavo Zagrebelsky, il teologo Vito Mancuso, lo scrittore Stefano Bartezzaghi e tanti altri protagonisti del mondo della cultura, della musica e della scienza come Umberto Guidoni, Marco Missiroli, Guido Catalano e Dente, Paolo Rumiz si confronteranno sulle origini della vita, il futuro delle nanotecnologie, il primo uomo sulla Luna e la scoperta dall’acqua su Marte, lo sviluppo sostenibile, la nascita della democrazia e del linguaggio. Ad ospitarli, i luoghi simbolo della vita artistica, religiosa e civile della città, come la Pinacoteca Nazionale, il Museo Archeologico Nazionale, il Meis (Museo nazionale dell’ebraismo italiano e della Shoah), il Teatro Nuovo, le sale del Palazzo Comunale o il Consorzio Wunderkammer, ma anche nei negozi Coop di via Mazzini e de Il Castello. Il programma della rassegna è disponibile su www.adaltavoce.it.

È possibile seguire “Ad alta voce” anche sui profili ufficiali di Facebook, Twitter, Instagram e Youtube.

Coop Alleanza 3.0 e la cultura

Per Coop Alleanza 3.0 la cultura rappresenta un veicolo essenziale di coesione sociale; per questo, ogni anno organizza direttamente o sostiene decine di iniziative di carattere letterario, musicale, teatrale, cinematografico e artistico, promosse da associazioni e realtà del territorio e stipula convenzioni allo scopo di rendere fruibile ai propri soci questo arricchimento. Dallo scorso anno, e in modo più marcato in questa 18 esima edizione, il viaggio di “Ad alta voce” nelle città italiane più rappresentative si è “contaminato” con le caratteristiche di spicco delle stesse. Ferrara rappresenta un importante approdo: da qui, infatti, la manifestazione itinerante – che dal 2001 porta letture in luoghi insoliti delle città italiane scegliendo luoghi della quotidianità e trasformandoli, per un giorno, in location speciali – prende le mosse per acquisire un respiro nazionale. Dalla prima edizione, nel 2001, a oggi, “Ad alta voce” ha coinvolto oltre 700 autori che hanno dato voce ai loro libri preferiti davanti a migliaia di persone in numerose città italiane: Bologna, Venezia, Ravenna, Cesena, Ancona, L’Aquila, Trieste e Padova.

Paolo Fabbri mostra La Magia del colore al liceo “Dosso Dossi”

Da: Liceo Artistico “Dosso Dossi”

Mercoledì 31 ottobre alle ore 16 e 30 presso la Sala Espositiva del Liceo Artistico “Dosso Dossi” di via Bersaglieri del Po, verra’ inaugurata la mostra di pittura dal titolo “La magia del colore” per ricordare il pittore Ferrarese Paolo Fabbri, scomparso il 31 ottobre dello scorso anno.
Durante la sua lunga carriera artistica, ha partecipato a 300 mostre nazionali ed internazionali ottenendo circa 200 premi e due lauree Honoris Causa per meriti artistici.
Innamorato della natura e della sua terra, ha dipinto senza mai stancarsi gli scorci del paesaggio padano, le campagne, le valli, il fiume Po in tutte le stagioni: albe rosate, tramonti dorati, nebbie e coltri di neve soffice, luoghi dell’anima intrisi di poesia.
Questa mostra chiude un ciclo di retrospettive e antologiche, curate dalla figlia MariaElisabetta Fabbri che hanno percorso l’anno 2018 a iniziare dalla Galleria Rivellino, per poi passare alla Pinacoteca di Bondeno, in seguito alla Delizia di Belriguardo, per finire alla Pinacoteca di Copparo. La mostra sarà presentata dal Prof. Gianni Cerioli alla presenza della figlia dell’artista. La consigliera regionale Marcella Zappaterra parteciperà all’evento artistico.

A Ferrara la prima Migrantour Experience

Da: Ufficio Stampa Camelot

La mattina di sabato 27/10 si è tenuta “Migrantour Experience Ferrara” la prima visita guidata alla città di Ferrara accompagnati dai migranti che ci vivono e che ce l’hanno mostrata con i loro occhi.

Organizzato dalla cooperativa sociale Camelot, l’inedito tour al quale ha preso parte una trentina di persone – ferraresi e turisti – è l’esito finale di un laboratorio al quale hanno partecipato Samira, studentessa iraniana, Mudassar, studente pakistano, Sitta e Lamin, rifugiati di Benin e Mali, Keita, richiedente asilo del Gambia, Aurelia, mediatrice interculturale moldava e Guy, mediatore interculturale del Camerun, assieme a Chiara Ronchi, guida turistica di Itinerando e agli operatori sociali di Camelot. Dal confronto sulle varie esperienze della città è emerso un itinerario che ci ha condotto dalla parte medievale a quella rinascimentale, passando per il Centro Storico. Le tappe sono state la Chiesa di San Gregorio, cuore del Castrum originario, Piazza Trento e Trieste, il Castello Estense, Corso Ercole I D’Este e la contrada di San Benedetto.
Ognuno di questi luoghi è stato scelto dai migranti, non solo per il valore storico, artistico e architettonico, ricordato dalla guida turistica durante il percorso, ma anche perché ha scandito un momento del loro personale percorso di integrazione nel territorio, come ognuno ha raccontato al gruppo in visita.
Ne è emersa una narrazione corale che ha offerto ai partecipanti originali ed inattesi punti di vista su luoghi più o meno noti, ed ha restituito la molteplicità di connessioni tra luoghi e culture fra loro apparentemente lontani.
Così abbiamo scoperto che la statua del Savonarola è simile a quella di un antico re del Benin o che il Palio ferrarese ricorda le rievocazioni storiche con i cavalli a Bafou in Camerun.

“Migrantour Experience Ferrara” è uno degli appuntamenti di IT.A.CÀ Ferrara, festival del turismo responsabile, ed è un evento collegato alla rete europea Migrantour: www.migrantour.org. E’ stato realizzato nell’ambito della progettualità SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) gestita da Camelot di cui è titolare il Comune di Ferrara e che, oltre all’accoglienza e tutela di richiedenti e titolari di protezione internazionale, ha l’obiettivo di creare occasioni di integrazione dei ragazzi con la comunità, per contribuire alla loro autonomia e inclusione.

Agrinsieme Ferrara: Parco Nazionale del Delta del Po, idea da rivedere

Da: Ufficio stampa e comunicazione Cia – Agricoltori Italiani Ferrara

Preoccupazione da parte del coordinamento per la “nazionalizzazione” di un Parco che ha le sue peculiarità, perché coniuga biodiversità ambientale ed esigenze produttive

FERRARA – L’annuncio del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che prevede l’inserimento del Parco del Delta del Po nella lista dei futuri Parchi nazionali, è stata accolta da Agrinsieme Ferrara – il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Copagri e l’Alleanza delle Cooperative Italiane del Settore Agroalimentare (Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare) – con molta preoccupazione. Stupisce soprattutto per la modalità estemporanea con la quale è stata presa una decisione su un bene così importante per la comunità del Delta del Po.

“Il Parco del Delta del Po – spiega Stefano Calderoni, coordinatore di Agrinsieme Ferrara – è un’area naturalistica che non ha eguali nel nostro paese e non può essere equiparata, a livello legislativo e di gestione, ad altre aree protette italiane. Come è ben noto a chi in queste aree vive e lavora, si tratta, infatti, di un’area dove la biodiversità convive con l’attività agricola, che svolge un ruolo fondamentale nella salvaguardia idrogeologica del territorio. Si tratta di un equilibrio raggiunto negli anni, grazie anche all’impegno delle aziende a usare tecniche produttive a basso impatto ambientale, rispettando regole e vincoli che tengono conto della particolarità di quest’area. Il risultato è un Parco che viene valorizzato dal punto di vista ambientale – non per niente abbiamo ottenuto il Mab (Man and Biosphere) dell’Unesco, il massimo riconoscimento per un’area naturalistica – ma anche enogastronomico, perché le eccellenze agroalimentari che qui si producono entrano a far parte dell’offerta di fruizione turistica.

L’idea di un Parco unico interregionale di oltre 130.000 ettari, più grande della Camargue, aveva un senso – continua Calderoni – perché contribuiva a valorizzare l’area da tutti i punti di vista e teneva conto delle esigenze produttive. Ma trasformare il Parco del Delta in un parco nazionale significherebbe dover rivedere completamente gli assetti produttivi del territorio. Penso soprattutto alla gestione faunistica, ma anche a nuovi divieti e criteri molto restrittivi dal punto di vista dell’utilizzo dei terreni e delle valli, con una possibile perdita di ettari coltivabili e di reddito per le aziende, da Goro a Comacchio. Credo occorra – conclude il coordinatore provinciale di Agrinsieme -, come hanno già sottolineato il sindaco di Comacchio e la consigliera regionale Marcella Zappaterra, un tavolo di confronto con il Ministero, perché la decisione venga condivisa, così come sono sempre state condivise le scelte fatte sino ad ora e si possano trovare le condizioni per non bloccare i progetti in corso, che puntano alla massima valorizzazione ambientale, sociale ed economica del Delta del Po.”

L’ultima tentazione del sindaco disobbediente

Una buona notizia, almeno per molti ferraresi, ma che sicuramente darà il via a una lunga coda di commenti e di polemiche. Il Sindaco Tagliani, quindi la Maggioranza in Consiglio Comunale, ha risposto di sì, e con grande prontezza, alla Lettera Aperta firmata da un nutritissimo gruppo di movimenti ed associazioni che chiedeva di conferire a Mimmo Lucano la Cittadinanza Onoraria e di avviare la procedura per il gemellaggio tra Ferrara e il Comune di Riace.
Si tratta, già lo scrivevo una settimana fa su questo giornale, di un fatto di grande rilevanza; non una decisione puramente simbolica, ma una precisa scelta di campo, che impegna Ferrara e i ferraresi a sostenere concretamente il ‘modello Riace’, quella straordinaria esperienza di solidarietà umana, quel laboratorio sociale che la circolare del Ministro dell’Interno vuole chiudere per sempre.
Come io la pensi – io e il quotidiano Ferraraitalia – è già noto. Ma un giornale deve dare spazio a tutte le opinioni. E tu che scrivi devi cercare di parlare a tutti, non solo a coloro che sono più o meno d’accordo con te. Su Riace e su Mimmo Lucano si è infatti alzato un enorme polverone mediatico, si sono scritte tante bugie, sono volati gli stracci. Forse allora la storia di Riace e del suo Sindaco bisogna provare a raccontarla di nuovo. E magari conoscerla, almeno un poco, prima di sparare giudizi. Se quindi avete voglia e tempo, proseguite la lettura. Se poi su qualche social mi prenderò i soliti epiteti: comunista, buonista, cattolico di merda, testa di cazzo… pazienza, è già successo, e dopo un po’ ci si fa il callo.
Potrei incominciare come nelle favole. C’era una volta un paese calabrese di nome Riace, sconosciuto al mondo, che di conosciuto, anzi, di famoso, aveva solo il nome, a causa di due straordinarie statue greche ripescate quarant’anni fa nel suo mare. I Bronzi di Riace, dopo un meticoloso restauro, li potete ammirare (a bocca aperta) nel museo archeologico di Reggio Calabria. Intanto Riace è rimasto più povero di prima, un paese spopolato, dissanguato da cinque generazioni di emigrati: un pezzo d’Italia – uno dei tanti nel nostro Sud Interiore e nel nostro Appennino – destinato a scomparire. Un giorno, più di vent’anni fa, una barca di profughi si arena sulla spiaggia di Riace. Da allora pescatori e abitanti decidono di accoglierli invece di respingerli, da quel giorno (non dall’altro ieri!) prende il via il “modello Riace”.
La rinascita demografica, sociale ed economica di Riace danno ragione al suo Sindaco. L’opinione pubblica italiana si è divisa, dimostrando ancora una volta quanto sia attuale la distinzione tra Destra e Sinistra, tra paura e speranza. Così, in tanti hanno visto in Mimmo Lucano il paladino del riscatto di un Sud d’Italia dimenticato e di un Sud del Mondo in fuga dalla fame e dalle guerre, mentre altri – in tanti anche loro – lo hanno invece additato come un pericoloso sovversivo, uno che agiva fuori dalle leggi favorendo l’immigrazione clandestina.
Il 2 ottobre, proprio con l’imputazione di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e abuso d’ufficio, Mimmo Lucano è stato posto agli arresti domiciliari. Il 6 ottobre un corteo di solidarietà sfila a Riace fin sotto la casa del Sindaco. Il 12 ottobre la famosa circolare ministeriale che mette una pietra sopra a tutta l’esperienza: basta fondi e via da Riace tutti i migranti. Intanto il magistrato revoca gli arresti domiciliari, ma impone al Sindaco l’allontanamento da Riace. Un foglio di via, un confino, un esilio, comunque lo si voglia chiamare.
Non ho dubbi da che parte stare: #iostoconlucano; basta guardalo in faccia e ascoltare le sue parole: così semplici, così sensate, totalmente indirizzate all’aiuto del prossimo in difficoltà. E’ però vero che la legge è uguale per tutti. Anche per il Primo Cittadino di un paese dimenticato. Mimmo Lucano ha contravvenuto a qualche legge, norma, regolamento del nostro ordinamento giuridico? E’ possibile, ma lo stabilirà il tribunale in tre gradi di giudizio (se poi il caso non verrà archiviato prima).
Ma attenzione, non è questo il centro della questione che sta infiammando l’opinione pubblica.
Le scelte, le azioni, tutta la condotta del Sindaco di Riace – e Mimmo Lucano l’ha detto e ripetuto in tante interviste, anche domenica scorsa su Rai 1 davanti a un legnoso Fabio Fazio – si ispira, risponde, obbedisce a leggi superiori. Al dettato della nostra Costituzione, in particolare l’articolo 10: ‘La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”. E alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, articolo 1: ‘Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza? Articolo 2: ‘Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene’.
La lunga citazione è necessaria. Siamo troppo abituati a nominare distrattamente i ‘testi sacri’; siamo perfino disposti ad accennare un inchino e a batterci il petto, senza capire che non si tratta di prediche, di raccomandazioni morali, ma di leggi vere e proprie, con un contenuto giuridico vincolante. Leggi che stanno sopra, che hanno anche tecnicamente un valore più forte della miriade di leggi, norme e circolari che regolano la vita dei cittadini di ogni Stato, compreso quello italiano.
Mimmo Lucano quindi, se ha contravvenuto a leggi ingiuste e anticostituzionali, ha compiuto un atto di ‘disobbedienza civile’ o, come la chiamava Mahatma Gandhi, di ‘resistenza civile’. Se Pietro Pinna – il primo obbiettore di coscienza  al Servizio di Leva Obbligatorio – non si fosse rifiutato di partire (facendosi per questo un bel po’ di galera), o se Marco Pannella non avesse lottato ‘con armi anticonvenzionali’ per ottenere il diritto al divorzio, non avremmo avuto né la legge sul Sevizio Civile ne la legge sul Divorzio.
Se insomma è vero che, quando ce lo detta la coscienza, ‘l’obbedienza non è più una virtù’, il disobbediente Mimmo Lucano continua a indicarci la difficile strada dell’accoglienza, della solidarietà, della convivenza interetnica. Per questo, non per altro, merita la Cittadinanza Onoraria che Ferrara gli conferirà. E per questo il gemellaggio tra Ferrara e Riace – un esempio che spero tante altre città seguiranno – è una scelta e un impegno di grande valore.
Un’ultima riflessione. Molti insultano Mimmo Lucano. Molti lo acclamano. E tanti sindaci – anche il Primo Cittadino di Napoli De Magistris – lo invitano, visto che per ora non può tornare a casa sua. Alcuni lo corteggiano, lo blandiscono, gli fanno proposte. Probabilmente qualcuno gli avrà già assicurato un posto nel nuovo Parlamento Europeo..
Forse, spero di no, per Mimmo Lucano è iniziata una forma di persecuzione politica – il Ministro dell’Interno sembra deciso a ‘ruspare’ Riace, per dare un esempio: ‘colpire uno per colpire tutti’ – ma ciò che è certo è che d’ora in poi per il Sindaco più famoso d’Italia cominciano le tentazioni. Saprà resistere a chi già lo ha incoronato nuovo eroe della sinistra alternativa? A chi lo vuole capolista di qualche formazione o alleanza elettorale?
Diamo quindi la Cittadinanza Onoraria di Ferrara a Mimmo Lucano, ma non trasformiamolo in un mito. Le luci dei riflettori hanno fatto perdere la testa a tanti; da tutta questa luce Mimmo Lucano dovrà imparare a difendersi. Per continuare la sua battaglia di pace deve rimanere quello che è ora, il Sindaco di un piccolo paese calabrese che non vuole arrendersi. Se riuscirà a resistere alle tentazioni, troverà molte mani disposte ad aiutarlo. Ferrara ha già fatto il primo passo.

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