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Il bambino delle Alpi

Il bambino delle Alpi

Appena arrivata sulle Alpi, in vacanza come molte altre migliaia di persone. Le Dolomiti sono un luogo dell’anima nonostante il turismo d’assalto ad agosto. Lì esco da me, ritornando alla me più vera. Amo il mare, sono nata sul mare, non potrei vivere senza, ma la montagna mi permette di pensare, di sentire, di riconnettermi. La fotografia è libertà, se fosse un lavoro non ci sarebbero altri scatti, solo occhi che si chiudono a baionetta, trovata l’inquadratura migliore. Altre volte è puro inconscio. Come il mare amo la scrittura, ma la fotografia mi permette di guardare oltre le parole, oltre i pensieri. Mare, montagna, scrittura, fotografia. Ma tutto questo oggi si chiude su una figura, un bambino biondo austriaco o tedesco più probabilmente. Lui cattura lo sguardo più delle maestose montagne intorno, lui esplora un montarozzo, poco più lontano da mamma e papà.

Il caschetto composto e liscio, fluisce come il ricordo di un’acconciatura anni 80, i miei cugini la portavano, più o meno alla sua stessa età, segno di una mescolanza italo-americana. Poi la mente si sposta, sei lì Eugenio. Sei un ragazzo e io ti ho visto bimbo negli occhi di tuo padre. Un messaggio è arrivato tagliente come un coltello nel cuore delle vacanze. Un risveglio brusco e il dolore, lo stomaco che si rivolta. Sei su quella piccola montagnola di ciottoli e polvere Eugenio, di spalle passeggi su questo paradiso naturale con il sole che ti bacia i capelli. Ti conoscevo poco, conosco chi ti ha amato e chi ti ama anche dopo i tagli e la tua partenza inaspettata. 

Quante vite si spezzano sulla strada. Quanti ragazzi e ragazze di venti anni, diventano mazzi di fiori, foto, peluche appoggiati sui cigli dei marciapiedi. Sui guard rail gli striscioni con le scritte, ricordo e monito, come quelli delle partite di calcetto dove giocavi con gli amici. Gli stessi che si riuniscono per piangere insieme e ridere per i tuoi scherzi passati. Un panino al McDonald ti ha tradito, “andiamo e torniamo subito” avevi detto a loro. C’è anche la paura di salire di nuovo su quei motorini, si che c’è, ma quella paura proteggerà tutti i tuoi amici dopo di te.

L’odore della resina dei grossi tronchi e gli abeti martoriati in inverno per le industrie del legname, si confondono con la gomma bruciata sull’asfalto. Le altezze che sfidi “bambino delle Alpi” sono le stesse profondità che affronti Eugenio nel mare che ti ha visto bambino, carico di salsedine.

Il coraggio del tuo cammino sul paradiso della Valle di Braies è lo stesso che vedevo nei tuoi occhi, la vita con la leggerezza e la freschezza del tuoi anni.

Metto insieme mare e montagna, fotografia e scrittura, il bene e il male, i tuoi sorrisi e il dolore. Hai lasciato l’asfalto per sempre con cosa lo hai sostituito quel maledetto, con gli abissi del mare o le altezze delle montagne? 

Cover: foto di Ambra Simeone

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Ambra Simeone

Ambra è nata in un paese di mare e ogni volta che si trova in un posto nuovo, lì lascia qualche goccia salmastra. Quando scrive si lascia trasportare dalle brezze marine, quando disegna non usa squadre o righelli, e per entrambe le cose la bussola fa più di un giro. Quello che legge e ascolta non è assimilabile ad un solo genere, perché per lei le parole e la musica non seguono nessuna corrente.

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