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Immigrati, Ceuta e il nuovo Patto UE

Immigrati, Ceuta e il nuovo Patto UE

Il nuovo patto UE sull’immigrazione entrato in funzione il 12 giugno 2026 prevede più controlli e procedure più rapide alle frontiere (max 12 settimane) di rimpatrio per chi non ha diritto di asilo e più redistribuzione e assistenza UE ai Paesi maggiormente sotto pressione (Italia, Grecia, Spagna,…). Da un lato ci sono maggiori garanzie per chi ha diritto di asilo (comuni per tutti i paesi UE e registrazione dei movimenti con Eurodac), dall’altro più rapidi rimpatri per chi non ha diritto.

I cosiddetti  dublinanti (Accordo di Dublino del 1990: irregolari richiedenti asilo che sbarcano in un paese UE e poi vanno in un altro) possono però ora essere riportati nel primo paese di arrivo UE. Essendo l’Italia quello dove ne arrivano di più, Eurostat stima che l’Italia potrebbe doversi riprendere circa 24mila irregolari (11mila solo dalla Germania e mille dalla Svizzera). Entrambi i paesi l’hanno già richiesto e altri 5 hanno detto che lo faranno (Austria, Olanda, Finlandia, Svezia, Irlanda) e altri si aggiungeranno.

Lo fanno perché sperano di accrescere in patria i consensi elettorali come destre, in quanto dal 2021 al 2026 gli irregolari in Europa sono sbarcati soprattutto in Italia (35% sul totale) anche se poi si sono spostati altrove.

Meloni considera valida questa modifica dell’Accordo di Dublino, che prevede più solidarietà obbligatoria UE in caso di forte pressione, ma prevede anche che un migrante possa essere riportato nella nazione UE di primo approdo solo dopo il 12 giugno 2026 (gli altri no). Come questo nuovo Patto UE possa essere una vittoria dell’Italia è un mistero. E’ vero che gli sbarchi (irregolari) sono in calo, ma l’Italia ne ha sempre il doppio della Spagna e Grecia e il Nuovo Patto UE (c’è già chi vuole solo pagare anziché tenerseli) accrescerà il conflitto tra paesi (e partiti sovranisti) che useranno i migranti l’uno contro l’altro.

Altra questione è l’”invasione” di Ceuta (un pezzo del Marocco che è Spagna, residuo coloniale) da parte di 72mila marocchini, i quali sono stati manipolati dal Marocco stesso e da servizi segreti via social che volevano mettere in difficoltà la Spagna in quanto governata dal socialista Sanchez odiato da Trump, Israele e dal re del Marocco. Quest’ultimo (che ha appena dedicato una autostrada a Trump) lo odia perchè Sanchez ha dato credito di nuovo alla rivendicazione dei saharawi, appoggiati dall’Algeria, che vogliono l’autodeterminazione di un’area del Marocco e su cui l’ONU stesso aveva promesso un referendum. (vedi anche il mio articolo).

In realtà più che un flusso migratorio a Ceuta c’è stato un flash mob geopolitico organizzato a tavolino e 70mila dei 72mila sono già rientrati in Marocco. E anche qualora riuscissero ad arrivare nella Spagna continentale (che dista 34 km. di mare) non potrebbero avere la cittadinanza che è quella che serve per circolare nella UE (Schengen).

Chiudere le frontiere è quindi una misura del tutto propagandistica, in quanto ne potrebbero arrivare in Italia nei prossimi mesi al massimo un centinaio, meno di quanti ne arrivano ogni mattina sulle coste siciliane (la media giornaliera del 2026 è 80 al giorno; 167 nel 2025, 145 nel 2024).

Gli sbarchi (irregolari) sono in calo nella UE dal 2023 al 2026 e in Spagna e Grecia sono da sempre la metà dell’Italia. La Spagna ha deciso di regolarizzare (non di dare la cittadinanza che consentirebbe la libera circolazione nella UE, come afferma erroneamente il  Ministro Tajani) mezzo milione di irregolari che già lavoravano e si erano integrati in Spagna (per 2/3 latino americani) e di far arrivare rilevanti flussi regolari (tripli degli anni precedenti) in treno e aereo, al fine di avere lavoratori in regola (richiesti dalle imprese) che pagano le imposte e non fanno concorrenza sleale ad altri lavoratori e imprese.

L’alternativa a regolarizzare è far rimanere senza diritti e con lavoro nero gli immigrati (321mila in Italia, nel 2024 fonte Ismu; erano 458mila nel 2022, sono diminuiti in quanto migrati altrove nella UE) favorendo piccoli padroncini e caporalato senza alcun vantaggio per lo Stato e le imprese leali. Peraltro, è stata proprio la regolarizzazione che ha favorito la crescita del PIL spagnolo che viaggia dal 2022 a velocità tripla dell’Italia.

La scelta migliore per l’immigrazione è da sempre quella di organizzare flussi regolari e programmati, ma non come fa l’Italia col click day che ne ha fatti arrivare 56.600 sui 452mila programmati (12,8% nei tre anni dal 2023 al 2025). Misure del tutto farraginose, sballate, su cui operano trafficanti e mafie con una complice inefficienza dello Stato, richieste che partono in febbraio e che le prefetture autorizzano in agosto come l’assunzione di braccianti che dovrebbero lavorare da maggio (!).

Così il governo Meloni continua a programmare 497.550 ingressi nei prossimi 3 anni (2026-2028) sapendo però che ne arriveranno (se va bene) 50-60mila, causando così gravissimi problemi alle imprese e favorendo caporalato, mafie e arrivi irregolari e mantenendo un bel bacino di 321mila irregolari, con la scusa che se si fa un condono ne arrivano altri (quelli fiscali per gli italiani invece vanno bene). Perché lo fa? Ogni epoca ha il suo capro espiatorio…ai lettori la risposta.

 

 

Photo Cover: Ceuta, licenza wikimedia commons

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Andrea Gandini

Economista, nato Ferrara (1950), ha lavorato con Paolo Leon e all’Agenzia delle Entrate di Bologna. all’istituto di studi Isfel di Bologna e alla Fim Cisl. Dopo l’esperienza in FLM, è stato direttore del Cds di Ferrara, docente a contratto a Unife, consulente del Cnel e di organizzazione del lavoro in varie imprese. Ha lavorato in Vietnam, Cile e Brasile. Si è occupato di transizione al lavoro dei giovani laureati insieme a Pino Foschi ed è impegnato in Macondo Onlus e altre associazioni di volontariato sociale. Nelle scuole pubbliche e steineriane svolge laboratori di falegnameria per bambini e coltiva l’hobby della scultura e della lana cardata. Vive attualmente vicino a Trento. E’ redattore della rivista trimestrale Madrugada e collabora stabilmente a Periscopio.

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