Parole a capo /
Alessio Miglietta: “Poema nero” e altre poesie
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Alessio Miglietta: “Poema nero” e altre poesie
RADICI E INFINITI
Scaviamo il ventre scuro della terra
cercando l’alfa di ogni nostro passo,
misurando con compassi d’ombra
lo spazio esatto tra il seme e il cosmo.
C’è una logica segreta che vibra
nel battito verde delle felci,
un teorema non scritto che governa la caduta
dell’acqua e delle stelle,
ma il numero s’infrange
quando l’occhio fissa l’abisso e chiede la sua origine.
La scienza traccia i bordi della foglia,
ne conta i vasi, ne decifra i sali,
eppure la filosofia respira nel vento che la fa cadere a terra.
Siamo gli eredi di una radice cieca
che ha imparato a sognare l’infinito,
funamboli tesi sul filo di equazioni
che non spiegano il dolore o la grazia,
spettatori di un teatro muto
dove la materia danza con il pensiero.
Nel microscopio annega la certezza,
nell’atomo si cela un cielo nuovo,
e la natura tesse la sua tela
ignorando i nostri deboli sillogismi.
Volevamo dominare le maree,
imbrigliare la luce dentro i prismi,
ma siamo solo polvere cosciente
che si interroga sul peso dell’aurora.
L’ingranaggio perfetto del creato
non ha bisogno del nostro perdono,
ha solo vuoti in cui l’anima umana
può specchiare la propria finitudine.
Così la lente cede il passo al brivido,
il calcolo si arrende alla vertigine,
perché sapere come nasce un fiore
non placa la fame di sublime.
È nel confine tra la formula e il pianto
che risiede il miracolo dell’uomo:
tradurre il battito del carbonio in una muta,
eterna nostalgia.
Ascolta il canto fossile dei monti,
l’onda gravitazionale del tramonto,
ogni roccia è un archivio di millenni,
ogni nube un dubbio che si forma.
Non c’è scissione tra logos e albero,
tra sangue e galassie distanti,
tutto è un unico respiro immenso
che l’intelletto tenta di sezionare.
Ma verrà il tempo in cui le nostre sonde
si fermeranno davanti a un nido,
e la misura esatta del tutto si rivelerà in un atto di stupore.
Noi siamo la domanda che la materia
rivolge a se stessa nel silenzio,
l’occhio lucido che osserva il buio,
la mano che trema mentre scrive il vero,
radicati nell’humus del presente,
eppure spinti a un cielo senza fine,
custodi fragili di un mistero che la mente sfiora,
e il cuore comprende.
*
POEMA NERO (2023, Incipit)
Mi chiedo quanto tempo abbia sognato
perdendomi nel blu come un bambino,
perdendomi nel cielo più stellato.
Solo un distacco, immobile e vicino.
Ma adesso so che posso respirare
e offrire la mia bocca a un buon vino.
Immerso nei pensieri tengo il conto
di tutte le promesse mantenute,
e poi, lucidamente, le raffronto
con cose mai sognate e mai potute.
E ora, forse, posso realizzare
di essere migliore. Idee argute.
Quest’è la porta che divide mondi
alla scoperta di sé stessi, un viaggio
che mira agli universi più profondi
verso l’identità, verso il coraggio
e il proprio scopo lungo un’esistenza.
Accanto c’è un canale di passaggio:
percorso che attraversa varie scene,
ognuna delle quali rappresenta
le sfide da affrontare, dure o amene,
abbraccio che protegge e che spaventa.
Appena oltre, un muro d’apparenza
e di disuguaglianza per chi ostenta.
Qui troveremo una città perduta:
un labirinto di strade tortuose,
macerie di una mente trattenuta
da bui palazzi cinta, e alcune rose
cresciute indifferenti tra le rocce,
forse disorientate, mai confuse.
Le vibrazioni al suolo fan tremare
gli arcobaleni disegnati d’oro
e pure le lezioni da imparare.
Motivazioni, evoluzioni in coro
creano equilibri con il contagocce
nascosti quasi fossero un tesoro.
E proseguendo lungo una discesa
dove si muove ognuno con fatica,
un deserto di ghiaccio: una distesa
in cui cercar riparo o faccia amica,
dal freddo intenso, da paura e angosce
algenti come l’idea più pudìca.
Moti di crescita spirituale
che portano a rinascita emotiva.
Battuta dalla pioggia torrenziale
conoscerà ragioni alla deriva
che la ragione stessa non conosce,
spontanea e fresca come acqua sorgiva.
Infine una foresta fitta dove
il buio eterno e denso si fa sorte,
in cui si estende uno sguardo che piove
tra alberi dalle forme contorte
e un sole ormai incapace di filtrare.
C’è un unico conforto, ossia la morte.
(Testo vincitore all’XI edizione del Premio Internazionale Letteratura Italiana Contemporanea 2023, e Vincitore Assoluto al Premio Letterario Internazionale Città di Latina 2024.)
*
LO SCONOSCIUTO, canto X, tratto da L’IMMAGINE DEFORME, 2024
Osservo questo viso scavato
Ombre profonde cadono come pioggia di novembre
Con rispetto e meraviglia, come fossi un altro
Penso ai giorni felici, le risate, l’amore
Ora svaniti, come foglie al vento sgretolate
Tento di difendermi da questo disastro
Da questa nausea che non è solo fisica
Ma quasi una guida astrale
Nel labirinto di specchi, le personalità si confondono
Vecchie strade si allungano in curve impossibili
E mi portano all’uomo che oggi rinnego.
(Menzione speciale della Giuria alla Biennale della Cultura Impavidarte 2024/2025)
Ringrazio l’autore per l’autorizzazione alla pubblicazione di alcune sue poesie.
Alessio Miglietta è nato a Roma nel 1984. La sua produzione letteraria spazia dalla poesia alla narrativa contemporanea, passando anche per il poema e l’haiku.
L’esordio avviene nel 2011/2012 con l’antologia Cieli di valium, seguita dal romanzo introspettivo Grunge (1984) nell’arco dell’anno successivo; nel biennio 2022/2023 pubblica la raccolta di poesie sperimentali Requiem di vite e amori e la silloge Frammenti: collezione di haiku.
Ottiene poi i seguenti riconoscimenti: vittoria al Premio Letteratura Italiana Contemporanea 2023; menzione speciale di merito al Premio Letterario Internazionale L’Alloro di Dante 2023, al Concorso Letterario Nazionale Argentario e Premio Caravaggio 2023. Tutti questi risultati arrivano grazie a Poema Nero, dato alle stampe alla fine del 2023. Con la silloge Requiem di vite e amori ottiene la menzione d’onore al Premio Letterario Nazionale Città Etrusca 2023, e il premio speciale della giuria al Premio Letterario Internazionale Città di Latina 2023.
Nel 2024 pubblica, per Edizioni Ensemble, la silloge L’immagine deforme. LETTERATURA ROCK, progetto visionario e indipendente impreziosito dalla nota di lettura di Paolo Benvegnù, icona poetica del rock italiano. Disponibile qui: https://amzn.eu/d/87o4PrK
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’IBAN: IT75P0538713004000003826665












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