8 Marzo 2015

SETTIMO GIORNO
‘George Taylor’, ovvero l’arte rara di deridere comicamente

Gian Pietro Testa

Tempo di lettura: 3 minuti

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GEORGE TAYLOR – Ritengo George Taylor, in arte Soffritti (o viceversa), l’ultimo dei grandi spiritacci di una Ferrara da sempre annichilita nella sua malinconia dalla quale Antonioni trasse l’ispirazione per film-capolavoro da vedere dopo aver ingoiato un po’ di bicarbonato. Ferrara è una città presuntuosamente triste, grigia, spesso falsa e dedita alla piaggeria, una città tutto sommato un po’ erudita ma non molto colta, che crede di saper tutto: i bolognesi hanno definito noi ferraresi “a fagh tut mi e i fa nient”. Si, è vero che in questa bellissima palude (più bella di quanto i suoi cittadini credono) nascono sovente soggetti intelligenti, sapidi d’animo artista, ma devono poi emigrare perché qui c’è sempre qualcuno pronto a tagliargli la testa se dimostra le sue capacità, “sa vol quel lì” e via col taglio jihadista. Un tempo i signori amanti dell’automobile compravano le Ferrari, prima ancora le Maserati o le Isotta Fraschini, le tenevano ben nascoste in un garage, da dove le estraevano per andare, faccio un esempio, a Bologna pavoneggiandosi per via Rizzoli, oppure andavano direttamente a Cortina e sfoggiavano la fuoriserie davanti al Posta: a Ferrara quell’auto non doveva essere vista. Benvenuto Cellini scrisse “ferraresi gente buonissima et avarissima”, aggiungerei sarcastica ma tristissima, a Ferrara è bello soltanto ciò che non è ferrarese. Una volta ero in autobus e passando con il “2” in piazza, l’amico che era con me guardò fuori e poi disse “non c’è nemmeno da mettere con Firenze”. Avevamo appena oltrepassato il Castello e stavamo giungendo davanti al Duomo, considerato il più importante esempio di romanico-gotico. Che cosa c’entrava con Firenze? Nulla, ma il masochismo ferrarese doveva essere soddisfatto. I ferraresi sono persone depresse, ma non George Taylor. Ecco perché lo amo. E’ grande e grosso, veste in modo vistoso, cappelli stravaganti, stivali o scarpe bicolori, porta con sé da anni ormai il cagnolino felice. George Soffritti ha fatto l’attore, spesso nei film di Fellini, e attore è rimasto: attore comunista aggiungo, e spesso si esibisce per strada, urla al vecchio e simpatico ragazzo, odia il Milan e tutto ciò che ha a che fare con Berlusconi, che deride comicamente, di recente ha aggiunto alla sua galleria di personaggi comici Brunetta (ma con una sola “t”). Giorni fa dentro un supermercato: “L’è inutil, urlava, Bruneta non è all’altezza”, poi rideva e il suo ridere sbertucciante risuonava da un capo all’altro dell’edificio trascinando le sghignazzate dei presenti. Non ce n’è più di attori come George Taylor, siamo sempre più depressi, sempre più vili nei nostri pensieri. Viva Soffritti. L’attore.

COMUNISTI – Ci si è messo anche Sepulveda, lo scrittore, a cantare il de profundis del comunismo. Lo fanno tutti ormai, è di moda parlar male del comunismo, anche da parte di coloro che dicono di essere stati comunisti. Sono un ex comunista, dicono: forse erano “ex” anche quando sventolavano bandiera rossa. Com’era di moda.

SCUOLE – Renzi sta lentamente privatizzando la scuola, un passo alla volta si tornerà alla formazione clericale, gli ordini religiosi avranno prebende, sovvenzioni, regalie pubbliche, le tasse scolastiche proibiranno l’accesso alle classi meno abbienti e la lunga, sacrosanta lotta per un’istruzione aperta, democratica, verrà archiviata definitivamente. E’ una delle grandi riforme del governo rottamatore.



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Gian Pietro Testa

Gian Pietro Testa

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