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Parole a capo < br > Yuleisy Cruz Lezcano: “Di un’altra voce sarà la paura” – Alcune poesie

Parole a capo < br > Yuleisy Cruz Lezcano: “Di un’altra voce sarà la paura” – Alcune poesie

Ringrazio la poetessa per avermi autorizzato la pubblicazione delle sue poesie.

 

Una poesia è una macchina per fare delle scelte” (John Ciardi)

Poesie tratte da “Di un’altra voce sarà la paura” , Leonida Edizioni, 2024 di Yuleisy Cruz Lezcano.

 

Ti inganni

Ti inganni,
ti inganni, io non sono
la foglia che cade,
sono la sua ombra,
io non ho perso
quello che c’era
da perdere, ho perso
di più, ho perso il fulmine
che foderava l’inverno,
ho perso gli angeli
azzurri che spegnevano le opache
stelle, ho perso il bacio del ricordo,
ho perso nell’incomprensibile
l’impensabile, ho perso la parola
che forgia i legami, ho perso
i vecchi caratteri riuniti,
per urlare: «rimani!» a quello
che se ne andava.
Ma che dico? Ancora
di più ho perso
e spero, con il mio sorriso,
di riuscire ad ingannarti,
se per te la certezza è un bisogno.
Sappi che senza perdere
e ricostruire la propria forma
la vita resta breve, se non ci si rialza
dalla cenere, si rimane lamento di ore
interminabili, passaggi notturni,
liuto senza l’arte d’alchimia,
mormorante dimora di mosche,
rami ed erbe calpestate, cupa
mente libera di memoria
e di speranza, santuario
di malinconia alzato sul fondo
delle vesti cadute
per condividere con i ladri
quello che ci hanno rubato.

Invece no.
Io ho perso e ricordo,
ricordo l’infelice sorte
che mi ha trasformata
in quella donna
ingannata, capace
di mentire.

 

*

 

Innocenza

Necessito di tutta la mia innocenza
per ritornare alla mia terra
anfibia, al rumore del lampo
che decapita una palma,
alla favola di acqua tiepida
che su tutte le spiagge riposa,
al sogno che si estende
oltre il sogno, al verbo
emotivo che innamora
con voce di onde
e musica di pioggia.

Necessito di tutta la mia innocenza
per ritornare al petto addormentato
della mia terra madre
aperto sui ricordi, come
un mazzo di orchidee.

 

*

 

L’innocente

Qualcuno ti darà il rimpianto
come balsamo che cura
il concentrato ed esteso
pianto che consuma
l’innocenza pura.

Il ricordo, come un’interminabile
attesa, sarà un pensiero che molta
strada ha percorso, senza lucciole nel buio
decorso di palpebre confuse
nella distesa notturna.

Qualcuno ti farà sentire le lontananze
di quei luoghi da sogno che cerchi
nelle illusioni abbandonate
in vecchi specchi, chiusi
in remote e scure stanze.

Qualcuno riconoscerà il costume
del tuo vuoto teatro senza voce
e con le lacrime, l’incubo insano
e veloce si soffocherà nel tuo cielo
di fiume stagnante. Cigolii
e respiri affannosi, con il rumore
del pianto si spezzeranno nel lungo
e interminabile tempo come un nitido
presagio, la penombra del lamento
sarà una nota strappata
al silenzio, da un atroce vanto.

Qualcuno infangherà la tua fragile
figura e tu chiuderai gli occhi
sparendo sotto i piedi, per mascherare
con la morte la tua vera natura
poter rinascere dove meglio credi.

 

*

 

Caleidoscopio

Non voglio vedere il mondo
in una foglia che cade
ma voglio vederlo in una foglia
cotiledonare, nello spazio
immateriale di un sorriso
spontaneo.

Voglio vedere il mondo
attraverso una goccia di rugiada
su un fiore selvatico
di campo, nell’infinito che si perde
sul palmo della mano,
in quell’orizzonte arcano
alternativo a quello che si mostra
e non innalza un’anima
umana dall’inferno.

                Voglio vedere
il mondo dall’interno
di una gabbia che si apre
per lasciare uscire un pettirosso
mentre il cielo commosso si fa
più celeste per accoglierlo.
Non voglio vedere il mondo
nemmeno ascoltarlo
attraverso verità pronunciate
con cattive intenzioni, preferisco
ascoltare delle invenzioni
ideate per lenire il dolore.

Voglio vedere il mondo
attraverso l’amore
tra la rugiada della sera
e la rugiada del mattino.

 

*

 

Da bambina a sposa

Già sono emigrati i sette pastori
della tua innocenza, si è rotta
la tua convivenza con il letto
dei genitori e i giocattoli.
I tuoi capelli sistemati
decorati, nascondono la traccia
infantile il tuo corpo da nodi di mani vestito.
Povero nibbio smarrito, si mette a tremare,
e tu, senza sapere volare, sai
di andare in sposa ma non sai del mondo
altra cosa che giocare e giocare.
Non ricordi più le bambole
che hanno dovuto camminare
per le tue mani.

Dentro la tua età
camminano brani,
canzoni infantili, giochi
con i sassi nei cortili
di un mausoleo. Facevi piani
pensando di iscriverti al liceo
e oggi come un trofeo
ti hanno vestita e decidono
della tua vita: si deve siglare
un patto oscuro e io ti vedo
piangere contro un muro.
Sei la mia ombra.
Nello splendore del tuo segreto
preghiamo insieme
e a un dubbio amuleto
chiediamo di salvarci dal tatto
e dal necessario contatto
per passare da bambina
a sposa.

*

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*

Yuleisy Cruz Lezcano nata a Cuba, vive a Marzabotto, Bologna. Lavora nella sanità pubblica, laureata in scienze biologiche e con laurea magistrale in scienze infermieristiche e ostetricia, titoli ottenuti presso l’Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi libri a seguito di riconoscimenti e premi in concorsi. Si occupa di traduzioni in spagnolo, facendo conoscere poeti italiani in diverse riviste della Spagna e del Sudamerica e, in modo reciproco, facendo conoscere poeti sudamericani e spagnoli in Italia. Collabora con blogs letterari italiani, di America Latina, Spagna e con il Giornale Letterario del Premio Nabokov.
La sua poesia italiana è stata tradotta in francese, spagnolo, portoghese, inglese, albanese. Nel 2024 è stata selezionata per partecipare al Festival letterario di Venezia “La Palabra en el mundo”.
Il suo ultimo libro “Di un’altra voce sarà la paura”, pubblicato con Leonida edizioni, uscito a febbraio 2024, è stato selezionato per il Salone Internazionale del Libro di Torino edizione 2024, è stato presentato nella Televisione di Stato della Repubblica di San Marino e in Tele Granducato della Toscana, nel Festival Libri nel Borgo antico di Bisceglie, nell’ambasciata cubana a Roma, con l’associazione Artinte di Barletta, nella trasmissione televisiva Street Talk di Andrea Villani.
Ama leggere autori sudamericani, come Josè Lezama Lima, Julio Cortazar, ma anche italiani, come Guido Gozzano, Eugenio Montale, filosofi come Nietzsche e Kant.
Ama dipingere e fare passeggiate in mezzo alla natura, fotografando dettagli insoliti e dall’atmosfera gotica e noir.

Pubblicazioni:
Di un’altra voce sarà la paura, Leonida Edizioni, 2024
Doble acento para un naufragio, bilingue spagnolo/portoghese, Edições Fantasma, 2023.
L’infanzia dell’erba, Melville Edizioni, 2021.
Demamah: il signore del deserto, bilingue italiano/spagnolo, Monetti Editore, 2019.
Inventario delle cose perdute, Leonida Edizioni, 2018.
Tristano e Isotta. La storia si ripete, SwanBook Edizioni, 2018.
Fotogrammi di confine, Casa editrice Laura Capone, 2017.
Soffio di anime erranti, Prospettiva Editrice, 2017.
Frammenti di sole e nebbia sull’Appennino, Leonida Edizioni, 2016.
Credibili incertezze, Leonida Edizioni, 2016.
Due amanti noi, FusibiliaLibri, 2015.
Piccoli fermioni d’amore, Libreria Editrice Urso, 2015.
Sensi da sfogliare, Leonida Edizioni, 2014.
Tracce di semi sonori con i colori della vita, Centro Studi Tindari Patti, 2014.
Cuori Attorno a una favola, Apollo Edizioni, 2014.
Vita su un ponte di legno, Edizioni Montag, 2014.
Diario di una ipocrita, Libreria Editrice Urso, 2014.
Fra distruzione e rinascita: la vita, Leonida Edizioni, 2014.
Pensieri trasognati per un sogno, Centro Studi Tindari Patti, 2013.

Parole a capo” è una iniziativa dell’Associazione culturale “Ultimo Rosso”.
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contri
buto all’IBAN:  IT75P0538713004000003826665
La redazione di “Parole a capo” informa che è possibile inviare proprie poesie per una possibile pubblicazione gratuita nella rubrica all’indirizzo mail: gigiguerrini@gmail.com 
La rubrica di poesia Parole a capo curata da Pier Luigi Guerrini esce regolarmente ogni giovedì mattina su PeriscopioQuesto che leggete è il 329° numero. Per leggere i numeri precedenti clicca sul nome della rubrica.
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Pierluigi Guerrini

Pier Luigi Guerrini è nato in una terra di confine e nel suo DNA ha molte affinità romagnole. Sperimenta percorsi poetici dalla metà degli anni ’70. Ha lavorato nelle professioni d’aiuto. La politica e l’impegno sono amori non ancora sopiti. E’ presidente della Associazione Culturale Ultimo Rosso. Dal 2020 cura su Periscopio la rubrica di poesia “Parole a capo”.

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