Parole a capo
Laura Serluca: Poesie edite ed inedite.
Parole a capo <br> Laura Serluca: Poesie edite ed inedite
Parole a capo /
Laura Serluca: Poesie edite ed inedite
“Quattro alberi in un solitario acro di terreno,
Senza alcun disegno,
Ordine o azione apparente,
Si mantengono
Il sole al mattino li incontra,
Il vento,
Il confinante più vicino che hanno
È Dio
Il campo dà loro un posto,
Gli alberi a lui l’attenzione di chi passa,
Di un’ombra, o di uno scoiattolo,
O magari di un ragazzo.
Quale titolo abbiano nell’ordine naturale
Quale piano,
Individualmente, affrettino o ritardino
Non si sa.”
Per Eride che conduce
il serpente nella mia testa
lode a Ipno
che giace nel mio grembo.
Ho visto del diaspro rosso
in tutto l’oro dei quadri di Klimt
e una corolla di dalia sulla faccia
della Dickinson, guardiana di radici e rami.
L’ha deciso Algiz,
la più benevola di tutte le rune
a Oriente il Sole tramonta.
(inedito)
*
A tacere era l’agitarsi
di ali di rondine
a disorientarle la boscaglia
della falsa porta
l’isteria di una scappatoia
a sbeccare la mia schiena
e strascinarla fino al cielo
al variare del disegno divino
– polpa di Larice
e avventurina verde – accade
di rinnovare in aurora questi occhi,
spiantarmi da lontani volti
fino a rendermi forestiera
sulla soglia della porta dell’Orizzonte.
(Da “Sono stata via cent’anni”)
*
Roghi e dimenticanze a vociare nella voliera, interrare confetti
lenzuola e malanimo, scolorire magie e insolenze
incanalarle in traiettorie irraggiate di lucori – sei stato risarcito dal buio –
la gloriosa Papessa si sporge
nel vuoto e
nell’oltre gentile,
– sono spoglia a pulsare nell’azzurrità –
la Giustizia avventuriera
l’ho scoperta tremula a gemmare
e dissolversi in tintura madre di salice, versarsi
nella pellicola cristallina,
rimuovere strofinando
marciare sulla Bilancia, lingue gravide
a sconcertare, in una tinozza l’iride
e la tigre bianca, in tre albe ho figliato la spada.
(Da “Sono stata via cent’anni”)
*
Sono aspra e legnosa, satura
del tuo esercito di narcisi
e delle mareggiate in controluce
a grondare un minuscolo Dio:
– a schiarirlo sono barbagli
di salsedine a fiocchi
che puntellano il cielo – nel casolare
la corona dell’Imperatrice e gigli rosa
a incorniciarmi le caviglie.
L’ho imparato in volo.
Della tua musa azzurre talee.
(Da “Sono stata via cent’anni”)
Cover: https://pixabay.com/it/photos/uccello-rondine-natura-martin-5430379/
Laura Serluca nasce ad Ariano Irpino nel 1984. Si laurea in Sociologia curriculum Comunicazione e mass media presso l’Università degli studi Federico II di Napoli. Si è poi specializzata in Mediazione interculturale. Lavora come Sociologa e coordinatrice nel settore dei Servizi Sociali. Collabora per la sezione arte- cultura di diverse testate giornalistiche online. Ha scritto una prima silloge poetica dal titolo “Magenta” e il suo nome compare anche nell’antologia “Invasione poetica ‘22” per Tempra Edizioni, un progetto che coinvolge diversi poeti irpini e intellettuali che incrementano e tutelano il patrimonio letterario meridionale. La sua ultima raccolta di Poesia dal titolo” Sono stata via cent’anni” è stata pubblicata per la collana Plenilunio, diretta da Emanuela Sica e firmata Delta 3 Edizioni. È proprio con una di queste poesie che è stata ufficialmente tra i finalisti del Premio Letterario Nazionale “Aurea Nox – L’Oro della Coscienza” tenutosi a Chiaravalle Centrale.
Ringrazio Laura Serluca per avermi autorizzato la pubblicazione di alcune sue poesie.
Per rafforzare il sostegno al progetto, invito, nella massima libertà di adesione o meno, a inviare un piccolo contributo all’IBAN: IT75P0538713004000003826665















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