Il seme di Margherita
Il seme di Margherita
Il 4 luglio del 2024, si è interrotta (per un irresponsabile errore umano) la vita in questo mondo di Margherita Lega . Una perdita grande, non solo per i suoi familiari, per gli amici e per le amiche, ma anche per la specie umana intesa nei termini della Biologia che ha perso una specie speciale di piccola donna/albero.
Chi ha potuto esserle accanto ha perduto una guida coerente e ricca di spunti per vivere nelle curiosità verso ciò che non conosciamo della vita vivente. In ogni punto delle nostre diverse interiorità e anche in ogni punto della Madre Terra: un frammento di Tormalina affiorata dalle montagne dell’Adamello, un rospo da aiutare ad attraversare la strada per raggiungere l’acqua, culla della riproduzione, una formica che si stacca dalla comunità delle altre per cercare il luogo adatto a costruire il nuovo formicaio……
La ricordiamo spesso chinata a terra a stupirsi per queste meraviglie, da condividere con chi le era vicino. E anche con chi vive nel lontano Togo, in Africa con il suo amico Kodyo Edem Dakey Laurent. Insieme hanno fondato due associazioni sorelle dedicate alla solidarietà e alla cooperazione internazionale, con al centro l’amore per la terra e per il vivente: in Italia (AVE’ OdV con sede a Pontenure) e in Togo (S.D.D-Togo con sede ad Assahoun). Entrambe in stretta connessione per continuare a seminare dove altri invece…. seppelliscono.
Ricordiamo a questo proposito quanto scrive la speciale Eliane Brum, una delle più importanti scrittrici e giornaliste brasiliane la quale, per trovare “Il centro del mondo” si è trasferita a vivere ad Altamira, nel Parà nel mezzo dell’AMAZZONIA BRASILIANA. “Che distorsione enorme quella secondo cui un anello vale più di qualcosa di vivo (come un seme ndr) che diventa ALBERO….”.
Margherita l’aveva capito già da bambina quando tornava a scuola portando con sé sempre qualche seme che piantava poi nel nostro campo ora divenuto una vera e propria ‘oasi’ di verde, apprezzabile dalla visione aerea. L’ha capito da anni anche il suo amico togolese Laurent Dakey fondatore della Fattoria didattica di Assahoun (Lomè) che ogni anno organizza una festa dell’albero con la piantumazione di centinaia di alberi nei villaggi vicini , insieme con la popolazione, in particolare quella giovane.
Lo avevano capito Eliane Brum e il suo compagno Jon quando usarono per riforestare, la tecnica della “muvuca” nella piccola comunità nei dintorni di Altamira dove avevano comprato, insieme con altri, un pezzo di terra desolata, pascolo per il bestiame, con il sogno di farne un’enclave di resistenza. Ecco la tecnica indigena di riforestazione detta muvuca: ”per giorni sistemammo filari scavando piccole buche- non fosse per seppellire morti ma culle per generare vita- a circa un metro di distanza…..poi vicini e amici, bambini e adulti, si unirono a noi per la parte più bella, ovvero la semina delle 30 specie di piante diverse (….) E ’impossibile non stupirmi per il modo in cui distruggiamo la foresta in cambio di oro quando abbiamo in mano queste meraviglie-i semi- che diventano foresta. Basta gettare un seme a terra come fanno gli uccelli, gli insetti e i pipistrelli, e da lì nasce qualcosa di vivo. E’ davvero straordinario .”
(da Eliane Brum” Amazzonia, “Viaggio al centro del mondo”, Sellerio Ed., 2023).
Straordinario è anche il loro lancio nel 2022 di SUMAUMA , una piattaforma giornalistica dal cuore dell’Amazzonia con reportage, articoli e interviste in varie lingue dalla foresta. SUMAUMA prevede un periodo di co-formazione di giornaliste/foresta anche per realizzare un profondo intervento decoloniale sul linguaggio. Il loro spostamento nel territorio arricchisce progressivamente la redazione di sempre nuove figure di indigeni abitanti nelle regioni brutalizzate della città e del bacino del Medio Xingu (fiume che nasce nel Mato Grosso).
Per essere umani/foresta possiamo iscriverci alla Newsletter in Portoghese, Spagnolo e inglese.
Ma se vogliamo notizie in Italiano sulla nostra Foresta (reportage, inchieste, analisi sul clima,…) da questa speciale Piattaforma giornalistica che festeggiamo insieme con Margherita proprio questo 4 Luglio, possiamo visitare il Portale ufficiale SUMAUMA. “La foresta non è un insieme di…ma una composizione di esseri viventi in costante interscambio. In un dialogo a più voci”.
Il Laboratorio di SUMAUMA è riuscito a calcolare per difetto il numero dell’assassinio di alberi e di quelle che Eliane Brum chiama “persone più-umane” alla fine del Governo Bolsonaro: 2 miliardi di alberi e 4 milioni di scimmie morte. “La quantità di uccelli che hanno perso i propri nidi, il proprio habitat o la propria vita può avere raggiunto i 90 milioni”. Sumauma è il nome dell’albero mitico al cui tronco sceglie di appoggiarsi.
Francesca e Paolo
In copertina: Foto di izhar-ahamed da Pixabay
















Lascia un commento