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GLIFOSATO E MERCOSUR: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?

GLIFOSATO E MERCOSUR: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?

A inizio dello scorso dicembre due notizie di un certo rilievo hanno riguardato il settore agricolo, italiano e non solo.

La prima è quella relativa al ritiro – da parte della rivista scientifica Regulatory Toxicology and Pharmacology –  dello studio pubblicato 25 anni fa secondo cui il potente erbicida, glifosato o glifosate, commercializzato dalla multinazionale Monsanto Company con il nome di Roundup, non era dannoso. Secondo lo studio infatti “non rappresentava alcun rischio per la salute umana, né per quanto riguarda il cancro, né per eventuali effetti negativi sul sistema riproduttivo ed endocrino”.[1]

GLIFOSATO E MERCOSUR: DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?
Confezioni di Roundup glifosato

L’articolo, scritto a quanto sembra utilizzando solo studi realizzati dalla Monsanto e ignorando altri studi di segno contrario, è stato ritirato dopo che i ricercatori Alexander Kaurov e Naomi Oreskes hanno scoperto che, negli anni, è stato citato da centinaia di ricerche successive, addirittura più di 800 volte.[2] Martin van Den Berg, il caporedattore della rivista che lo pubblicò, spiegando i motivi della scelta, dichiara che “i dipendenti della Monsanto potrebbero aver contribuito alla scrittura dell’articolo”.

Viene da chiedersi se tutto ciò possa significare la fine della lunga controversia che negli ultimi decenni ha riguardato questa sostanza ampiamente utilizzata nelle pratiche agricole in ogni parte del globo. Difficile dirlo oggi, a così poco tempo dal ritiro dello studio. Certo è che, scrive Luisiana Gaita nell’articolo del Fatto Quotidiano citato in nota, Martin van Den Berg solleva diverse criticità relativamente alla vicenda della pubblicazione di un quarto di secolo fa, a iniziare dalla “mancanza di trasparenza” data da “documenti ed e-mail inviate da dipendenti della Monsanto e venuti alla luce negli ultimi anni i quali suggerirebbero che gli autori dell’articolo non erano gli unici responsabili della scrittura del suo contenuto, e che gli stessi dipendenti della multinazionale potrebbero aver contribuito alla scrittura del testo senza essere citati come coautori”. Ma anche, aggiunge il caporedattore della rivista, delle “serie preoccupazioni etiche riguardanti l’indipendenza e la responsabilità degli autori di questo articolo e l’integrità accademica degli studi sulla cancerogenicità presentati”.

Dalla data di pubblicazione fino a pochi mesi fa – è dello scorso novembre scorso la decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea che ha stabilito che la Commissione Ue non può concedere proroghe in modo automatico, in caso di ritardi nel processo di rivalutazione, delle autorizzazioni per i pesticidi -, lo studio è stato utilizzato per ignorare o contestare sia le centinaia di studi che suggeriscono o dimostrano la pericolosità della sostanza, che i verdetti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Nel 2015 l’Agenzia per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità classificava il glifosato come un «probabile cancerogeno per l’uomo» e una monografia pubblicata lo stesso anno su The Lancet Oncology metteva in evidenza l’elevata probabilità che l’erbicida causasse il cancro negli animali, mentre sull’uomo era certo il rapporto causa-effetto solo per il linfoma non-Hodgkin.

“Giunge così a conclusione – scrive Agnese Codignola sul Fatto Alimentare dell’11/12/2025 – a otto anni dallo scandalo dei cosiddetti Monsanto Papers (i documenti segreti nei quali era già scritto tutto quello che occorreva sapere), almeno la parte scientifica della spinosa vicenda, perché da ora in avanti nessuno potrà più sfruttare quelle conclusioni inaffidabili per difendere l’erbicida ignorando le centinaia di studi che suggeriscono o dimostrano la pericolosità della sostanza, oltre ai verdetti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”.
“Il fatto/la questione/la problematica, mette in rilievo l’articolo Marcia indietro sul glifosato[3], e che non riguarda soltanto il glifosato, ma l’intero sistema di autorizzazione dei pesticidi, degli additivi e delle altre sostanze chimiche”. E conclude chiedendosi se ne terranno conto le autorità competenti.

Infine, per concludere, vale la pena ricordare l’accesa polemica che nel dicembre del 2017 ha visto protagonista la senatrice a vita Elena Cattaneo, la quale, in una nota pubblicata dal quotidiano La Repubblica l’1 dicembre di quell’anno, assumeva una decisa difesa del glifosate elencandone pregi e proprietà per gli usi a scopo agricolo e non solo (diserbo strade, ferrovie, prati e giardini), travalicando sia il suo ruolo di scienziata che quello di componente di un organo di rappresentanza politica come il Senato, e che, oltretutto, non perse occasione per denigrare pesantemente le pratiche dell’”agricoltura biologica”, in quegli anni in crescita per importanza a livello produttivo e commerciale. Svariate furono le risposte alle “tesi” della senatrice in difesa dell’erbicida, a cominciare da quella dell’Associazione Medici per l’Ambiente (ISDE), fino a quelle di diverse associazioni ambientaliste, epidemiologi ed esperti di cancerogenesi ambientale[4], senza dimenticare le articolate e approfondite considerazioni del prof. Stefano Bocchi, docente di Agronomia all’Università di Milano.

Leader dell’Ue e dei Paesi del Mercosur per la firma dell’accordo commerciale UE‑Mercosur ad Asunción, Paraguay, il 17 gennaio 2026. Credit: EPA/Juan Pablo Pino.

L’altra importante questione che ha coinvolto gli agricoltori e il mondo agricolo è quella dell’accordo commerciale di libero scambio tra Unione Europea e il mercato comune sudamericano Mercosur[5], accordo  che dovrebbe consentire all’UE di esportare più automobili, macchinari, vini e alcolici verso l’America Latina, facilitando al contempo l’ingresso in Europa di carne bovina, pollame, zucchero, riso, miele e soia sudamericani. L’accordo, le cui trattative durano da circa 25 anni, a metà gennaio sembravano arrivate a conclusione, visto che la presidente della Commissione Ursula von der Leyen era in Sudamerica il 17 per la firma dell’intesa. Ma la situazione risulta a tutt’oggi, e almeno dallo scorso settembre, molto mutevole sia per le proteste del mondo agricolo che per le prese di posizione contrarie di diversi europarlamentari.[6]

A riprova di ciò, a pochi giorni dalla firma della ratifica dell’accordo, è il blocco dello stesso da parte del Parlamento europeo che, con pochissimi voti di scarto (334 i voti a favore, 324 quelli contrari e 11 le astensioni), ha approvato la richiesta di rinvio del testo alla Corte di Giustizia Europea per verificarne la compatibilità con i trattati.

Tra le delegazioni italiane quelle di Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Forza Italia si sono opposte al rinvio ai giudici UE, mentre Lega, Movimento 5 Stelle e AVS si sono espresse a favore[7].

A fermare l’intesa tra l’UE e i paesi latino-americani (forse anche per più di un anno del trattato che crea una delle più grandi zone di libero scambio al mondo) un fronte, oltre che differenziato, trasversale ai gruppi politici. Gli eurodeputati di Francia, Romania, Polonia e Grecia sono stati in larga misura favorevoli al rinvio, mentre il fronte del sostegno al Mercosur, contrario al ricorso ai giudici, è stato rappresentato principalmente dagli eurodeputati di Italia, Germania e Spagna.

Sostenendo che le importazioni del Mercosur avrebbero creato una concorrenza sleale per i propri agricoltori, scrive la testata di informazione online EuroNews, la Francia è il paese che ha guidato per anni e con più decisione l’opposizione all’accordo, anche quando si stavano delineando le posizioni dei vari paesi alla vigilia della decisione finale e del viaggio in Brasile di Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio Europeo António Costa per la firma dell’accordo, inizialmente previsto per il 20 dicembre, ma poi slittato al 17 gennaio.

Parigi chiedeva, continua l’articolo di EuroNews, “forti clausole di salvaguardia per proteggere il mercato UE dalle perturbazioni che deriverebbero dall’aumento delle importazioni e disposizioni di reciprocità per garantire che i Paesi del Mercosur rispettino gli stessi standard di produzione degli europei”. Anche i Paesi che si oppongono all’accordo, ma che hanno appoggiato le garanzie presentate dalla Commissione l’8 ottobre per monitorare il mercato dell’UE, hanno sostenuto che nel caso l’intesa prosegua, essenziale sarà una forte protezione del mercato. Il 16 dicembre, in seguito alle prese di posizione specialmente dei paesi oppositori, il Parlamento Europeo ha adottato l’introduzione di una clausola di salvaguardia[8] per l’accordo UE-Mercosur allo scopo di evitare che le importazioni danneggino il settore agricolo europeo e la salute dei consumatori.[9]

Scrive Europatoday che “la mossa che ha permesso alla presidente della Commissione UE di ottenere il via libera all’intesa da parte dell’Italia (la premier Meloni, assieme al presidente francese, si era sempre opposta e la firma dell’accordo più volte era stata rinviata proprio per il rifiuto netto dell’Italia) è stata la promessa di più fondi da subito a sostegno del settore agricolo”[10].

Giorgia Meloni ha messo quindi da parte le tante perplessità dopo che Bruxelles ha dichiarato di modificare la sua proposta di bilancio per il periodo 2028-2034 per consentire agli agricoltori un accesso anticipato a circa 45 miliardi di euro, misura che si somma ad altre riforme a sostegno dell’industria agricola europea.

Questi fondi verranno mobilitati immediatamente per sostenere gli agricoltori e si aggiungeranno ad altri 6,3 miliardi per fare fronte alle difficoltà e per stabilizzare i mercati agricoli.

In estrema sintesi la descrizione di quanto avvenuto negli ultimi mesi tra proteste degli agricoltori e discussioni al Parlamento Europeo relativamente a questo importante accordo commerciale.

C’è però chi si chiede, quali saranno i costi della sospensione dell’accordo commerciale Ue-Mercosur a causa dell’invio del testo alla Corte di Giustizia Europea e con un verdetto definitivo che potrebbe arrivare forse fra due anni.[11]

Intanto è notizia di questi giorni la chiusura dei negoziati per un accordo di libero scambio tra Ue e India, il quale prevede la drastica riduzione, e in alcuni casi l’eliminazione, di gran parte delle tariffe oggi in vigore e sarà, per quanto dichiarato da Confagricoltura, un’importante occasione per le imprese agricole italiane ed europee.

Un approfondimento recente sui temi degli accordi con Mercosur e con l’India si trova nella pagina del sito di EuroNews (https://it.euronews.com/my-europe/2026/01/29/mercosur-india-e-ue-le-ambizioni-commerciali-incontrano-resistenza-politica-nel-ring), che riporta il video del dibattito degli eurodeputati Jörgen Warborn (PPE) e Ciaran Mullooly (Renew Europe).

Note:

[1] Glifosato, ritirato dopo 25 anni lo studio diventato “pietra miliare” che difendeva l’erbicida Roundup, Luisiana Gaita, Il Fatto Quotidiano, 8.12.2025. https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/12/08/glifosato-studio-ritirato-monsanto-news/8220341/.

[2] Per saperne di più: https://it.wikipedia.org/wiki/Glifosato; https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/corretta-informazione/vero-glifosato-un-erbicida-diffuso-mondo-cancerogeno.

[3] https://www.suoloesalute.it/ritiro-studio-glifosato-2000-monsanto/.

[4] https://www.scienzainrete.it/articolo/lettera-elena-cattaneo-sul-glifosato/annibale-biggeri-franco-merletti-benedetto-terracini.

[5] In spagnolo Mercado Común del Sur, in portoghese Mercado Comum do Sul, Mercosur è un blocco commerciale sudamericano fondato nel 1991 per promuovere l’integrazione economica, la libera circolazione di beni, servizi e fattori produttivi, e l’adozione di una politica commerciale comune. Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay i paesi fondatori a cui si è aggiunto il Venezuela, che ha visto però sospesa la partecipazione, mentre la Bolivia è in fase di adesione a pieno titolo, e altri paesi come Cile, Colombia, Ecuador e Perù sono Stati associati.

[6] https://www.coldiretti.it/economia/mercosur-accordo-ancora-insoddisfacente-servono-reciprocita-e-piu-controlli.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/09/03/accordo-ue-mercosur-governo-meloni-coldiretti-news/8114353/.

https://terraevita.edagricole.it/featured/mercosur-passo-avanti-bruxelles-vince-perde/?utm_term=1426981+-+https%3A//terraevita.edagricole.it/featured/mercosur-passo-avanti-bruxelles-vince-perde/&utm_campaign=Campagne+B-NBM+Terra+e+Vita+%28TV%29+-+TV_daily_20250905&utm_medium=email&utm_source=MagNews&utm_content=182237+-+90116+%282025-09-05%29.

[7] https://www.eunews.it/2026/01/21/a-strasburgo-festeggiano-gli-agricoltori-laccordo-ue-mercosur-finira-davanti-alla-corte-di-giustizia/.

[8] https://www.europarl.europa.eu/news/it/press-room/20251211IPR32162/mercosur-il-pe-sostiene-le-misure-di-salvaguardia-per-proteggere-l-agricoltura.

[9] “Esportiamo pesticidi che sono vietati nell’Ue, per poi farli tornare nei nostri piatti attraverso il cibo importato” ha dichiarato l’europarlamentare francese Manon Aubry, co-leader della Sinistra al Parlamento europeo.

https://it.euronews.com/my-europe/2026/01/28/mercosur-laccordo-commerciale-aprira-le-porte-agli-alimenti-tossici-in-ue.

[10] https://europa.today.it/unione-europea/ue-45-miliardi-agricoltori-meloni-mercosur.html.

[11] https://lavoce.info/archives/110117/quanto-costa-lo-stop-allaccordo-ue-mercosur/.

Cover: Diserbo con glifosato

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Gian Gaetano Pinnavaia

Ho lavorato come ricercatore presso l’Alma Mater Università di Bologna nel settore delle Scienze e Tecnologie Alimentari fino al novembre 2015. Da allora svolgo attività didattica come Docente a Contratto. Ferrarese di nascita ma di origini siciliane. Ambientalista e pacifista fin dagli anni degli studi universitari sono stato attivo in Legambiente e successivamente all’interno di Rete Lilliput di Ferrara fin verso il 2010. Attualmente faccio parte della Rete per la Giustizia Climatica di Ferrara. Sono socio dell’Associazione culturale Cds OdV – Centro ricerca Documentazione e Studi economico-sociali, del cui direttivo faccio parte e collaboro da anni all’Annuario socio-economico ferrarese. Nel 1990 sono stato eletto con la lista “Verdi Sole che ride” nel Consiglio Comunale di Ferrara fino al 1995; in seguito, dal 1999 al 2004 consigliere della Circoscrizione Nord per la lista “Verdi”.

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