Ultimi contro penultimi
Ultimi contro penultimi
“Il più grande inganno che il diavolo abbia mai fatto è stato quello di convincere il mondo che non esiste”
(Charles Baudelaire)
Qualche giorno fa, entrando in farmacia, ho visto una signora che, piangendo, stava parlando con la farmacista. La donna, non giovanissima, raccontava di essere una rifugiata ucraina, fuggita dalla guerra e ospitata in città. Tra le lacrime si sfogava per la sua condizione: “Non ho più niente”. Immediatamente ho provato uno slancio di simpatia e affetto.
Poi però ha proseguito: ”Per avere un piatto di pasta devo fare la fila con quegli africani schifosi”. Mi ha gelato.
Lei è una rifugiata. Lei è scappata dalla guerra. Lei ha perso tutto e chiede comprensione. Quegli altri sono africani schifosi. Con quella frase ha evidenziato tutte le contraddizioni e l’ipocrisia del momento storico che stiamo vivendo.
Allo scoppio della guerra in Ucraina si è scatenata la gara di solidarietà: chi non sarebbe stato pronto ad accogliere bambini biondi e con gli occhi azzurri e le loro mamme dalla pelle candida? Giustamente li abbiamo fatti arrivare in aereo, accogliendoli con tutti gli onori. Nel frattempo gli altri, quelli schifosi, quelli che la guerra in casa ce l’hanno da decenni, per avere una speranza di futuro devono attraversare il deserto e il mare, rischiando la morte e in tantissimi casi trovandola, puntando ad essere stipati in centri accoglienza, in condizioni assai problematiche (in qualche caso – molto raro a dire il vero – deportati in Albania).
“Non possiamo accoglierli tutti”. Questo sarebbe anche vero, ammesso che tutte le persone che arrivano da altri paesi volessero restare in Italia. E nella maggior parte dei casi non è così. Ma accettando la tesi del non poterli accogliere tutti, ecco che allora facciamo la cernita: bianchi e biondi sì, neri e schifosi no. Come si fa a negare l’ipocrisia di questo ragionamento?
C’è una riflessione più profonda da fare. La strategia di convincere i poveri, i deboli, che la colpa della loro condizione è di chi sta peggio di loro sembra purtroppo funzionare sempre, senza eccezioni. Così, i colpevoli della condizione misera della donna ucraina non sono i folli (da entrambe le parti) che hanno in tutti i modi alimentato la guerra con la Russia, non sono quelli che hanno sistematicamente boicottato i negoziati per arrivare alla pace, né quelli che fanno di tutto per alimentare il conflitto e farlo durare più a lungo possibile in modo da guadagnare sulla vendita di armi. No, i colpevoli, i nemici, quelli con cui prendersela sono gli africani. Gli schifosi africani – che pure stanno condividendo la sua sorte – sono quelli con cui prendersela.
E’ inutile negarlo: anche se non lo ammettono, sono tantissimi a guardare con occhi diversi i disperati che arrivano in Italia a seconda del loro colore e della loro provenienza. Non voglio chiamarlo necessariamente razzismo, perché la questione è sicuramente più complessa. Resta il fatto che coloro che gestiscono il potere politico ed economico, che fanno in modo di tenere bassi i nostri stipendi, ci allontanano la pensione, tolgono soldi a scuole e sanità, lasciano aumentare la pressione fiscale, appoggiano guerre con le quali non avremmo nulla a che fare in base ad interessi miliardari a scapito delle persone comuni, sono sicuramente i veri colpevoli delle nostre difficoltà, dei sacrifici e delle rinunce che sempre più spesso siamo costretti a fare. (vedi QUI il celebre discorso del giovane candidato al congresso USA James Talarico).
Eppure sono riusciti a convincerci a prendercela non con loro, ma con chi sta peggio di noi. E lo hanno fatto talmente bene da riuscirci anche con chi sta vivendo in condizioni disperate a causa delle loro guerre, quelle sì schifose.
Photo cover free copyright unsplash: bambini afroamericani e bianchi
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Questo articolo mette in luce una grande e triste verità : i primi ad essere razzisti sono gli stranieri (specie dell’est). Alla faccia di Martin Luther King ancora purtroppo sulla base del colore della pelle. Ho vissuto quattro anni in Africa e ho sperimentato di persona cosa significa. Come dice Baudelaire la strategia del diavolo é da sempre “divide et impera,” (ma di nascosto).
È tutto vero.
I progressisti non sono in grado di svelare questa tragica realtà.
E finché non saranno capaci di condividerla la destra più o meno destra avrà spazio libero.