Skip to main content

I film imperdibili del 2024

Si chiude l’anno, e fra i tanti bilanci, arriva anche quello dei film. Imperdibili. Ve ne raccomandiamo alcuni. Gusti permettendo.

Quest’anno è stato molto ricco di pellicole interessanti (molte sono del 2023, ma approdate al cinema nel 2024). È sempre difficile stilare classifiche, e non intendiamo pertanto farne. Ai nostri fedeli lettori vogliamo solo segnalare quelle che maggiormente ci hanno fatto riflettere, con tanto di trailer per incuriosire. Liberissimi di dissentire…

Perfect days

di Wim Wenders, con Kôji Yakusho, Tokio Emoto, Arisa Nakano, Aoi Yamada, Yumi Asô. – Giappone, 2023, 123 minuti.

Il nuovo film del cineasta tedesco Wim Wenders, vincitore della Palma d’oro per il migliore attore (Kôji Yakusho) all’edizione 2023 del Festival di Cannes e candidato all’Oscar 2024 come Miglior film internazionale, è piaciuto moltissimo a tutta la redazione di Periscopionline. Ne hanno parlato il nostro direttore Francesco Monini, Giuseppe Ferrara, Nicola Cavallini, Eleonora Graziani.

La pellicola racconta la vita quotidiana del sessantenne giapponese Hirayama (interpretato da un magnifico Kôji Yakusho), scandita da una routine semplice e perfetta. L’uomo si dedica con cura e passione a tutte le attività della sua giornata: dalla minuziosa toilette personale al lavoro come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo e ad una serie di hobby che derivano dai suoi molteplici interessi: la musica rock degli anni ’60-’70 che ascolta nelle sue audiocassette dell’autoradio demodé mentre va al lavoro, i libri di filosofia, le piante, la fotografia analogica. Nel ripetersi del quotidiano, incontri inaspettati rivelano gradualmente qualcosa di più del suo passato. La capacità di cogliere la bellezza in ogni momento della giornata, in ogni angolo della città. Una poesia.

La zona di interesse

di Jonathan Glazer, con Christian Friedel, Sandra Hüller, Johann Karthaus, Luis Noah Witte, Gran Bretagna, Polonia, USA 2023, 105 minuti.

Rudolf Höss e famiglia vivono la loro quiete borghese in una tenuta fuori città: lui va regolarmente al lavoro, lei cura il giardino e i figli giocano tra loro correndo spensierati tra i fiori. Sempre una vita normale di una qualunque famiglia dell’epoca. Salvo un dettaglio. Accanto a loro, separato solo da un muro, c’è il campo di concentramento di Auschwitz, di cui Rudolf è il direttore. Jonathan Glazer presenta la trasposizione di un romanzo di Martin Amis, un film che ha sullo sfondo la Soluzione Finale nazista. Al regista, però, non interessa la ricostruzione storica, ma la messa in scena di una situazione paradossale, senza immagini di morte, ma solo intuizioni da terribili rumori di sferragliamenti e urli. Un film che colpisce nell’intimo, una fredda e impietosa analisi della banalità del male e di un’incredibile separazione tra percezione soggettiva e realtà oggettiva.

Foglie al vento

di Aki Kaurismäki, con Alma Pöysti, Jussi Vatanen, Janne Hyytiäinen, Nuppu Koivu. Finlandia 2023, 81 minuti

Nella notte fonda di Helsinki si incontrano due solitudini, quella di un operaio meccanico e di una cassiera di supermercato. Entrambi hanno il desiderio di conoscersi meglio ma un numero di telefono scritto su un foglietto viene perduto e quindi l’incontro viene rinviato mentre la loro situazione sul versante sociale non migliora. Soprattutto per lui che non riesce a smettere di bere alcolici. Sullo sfondo un’Europa che si confronta con la guerra. Ogni volta che la protagonista accende la radio le notizie riguardano Mariupol e i bombardamenti sugli obiettivi civili. Il film chiude una quadrilogia sul lavoro iniziata nel 1986 con Ombre in paradiso in cui il netturbino Nikander e la cassiera di supermercato Llona non ottenevano l’ascesa sociale sperata. Molta tenerezza in una società difficile.

Past lives

di Celine Song, con Greta Lee, Teo Yoo, John Magaro, Seung-ah Moon, Seung Min Yim, USA, 2023, 106 minuti.

Opera prima della sudcoreana Celine Song, ispirato da una vicenda accaduta alla regista, il film racconta la storia di Nora (Greta Lee) e Hae Sung (Teo Yoo), due amici d’infanzia profondamente legati che si separano quando la famiglia di Nora dalla Corea del Sud emigra in Canada. Due decenni dopo si ritrovano a New York, dove vivono una settimana cruciale in cui si confrontano sul destino, l’amore e le scelte che segnano il corso della vita, in un’emozionante storia d’amore contemporanea. Una riflessione sul relativismo dell’amore e su come questo sia condizionato dal caso e dal destino, da avvenimenti anche ordinari o da coincidenze imprevedibili. La bellezza di perdersi e ritrovarsi.

Io capitano

di Matteo Garrone, con Seydou Sarr, Moustapha Fall, Issaka Sawagodo, Hichem Yacoubi, Doodou Sagna, Italia, Belgio, 2023, 121 minuti.

La sinossi di “Io capitano” lo descrive come “una fiaba omerica che racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, i pericoli del mare e le ambiguità dell’essere umano”. Tutto, in questa coproduzione italo-belga girata per 13 settimane fra Africa ed Europa, parla di vita. Di realtà, di crescita, evoluzione e speranza.

Ne abbiamo parlato in occasione della candidatura agli Oscar. Resta uno dei film più belli e intensi degli ultimi tempi.

Green border

di Agnieszka Holland, con Behi Djanati Atai, Agata Kulesza, Maja Ostaszewska, Tomasz Wlosok, Piotr Stramowski, Polonia, Germania, Francia, Belgio, 2023, 147 minuti

2021. Una famiglia siriana atterra a Minsk per cercare di raggiungere il confine tra Bielorussia e Polonia e, una volta entrata nell’Unione Europea, arrivare dai parenti in Svezia. Ma la foresta che separa i due paesi è ormai, da tempo, teatro di una guerra di sopravvivenza per i rifugiati, presi in mezzo tra la propaganda del presidente bielorusso Lukashenko, che li attira nel paese per sovraccaricare il confine e destabilizzare i governi occidentali, e la violenta repressione da parte della polizia di frontiera polacca, che su ordini del governo Duda cerca di ricacciarli indietro senza alcun riguardo. Un avanti e indietro senza fine. Un film di denuncia sociale potente su ciò che accade in un’area del mondo poco conosciuta.

Immagine in evidenza da Mymovies

sostieni periscopio

Sostieni periscopio!

Tutti i tag di questo articolo:

Simonetta Sandri

E’ nata a Ferrara e, dopo gli ultimi anni passati a Mosca, attualmente vive e lavora a Roma. Giornalista pubblicista dal 2016, ha conseguito il Master di Giornalismo presso l’Ecole Supérieure de Journalisme de Paris, frequentato il corso di giornalismo cinematografico della Scuola di Cinema Immagina di Firenze, curato da Giovanni Bogani, e il corso di sceneggiatura cinematografica della Scuola Holden di Torino, curato da Sara Benedetti. Ha collaborato con le riviste “BioEcoGeo”, “Mag O” della Scuola di Scrittura Omero di Roma, “Mosca Oggi” e con i siti eniday.com/eni.com; ha tradotto dal francese, per Curcio Editore, La “Bella e la Bestia”, nella versione originaria di Gabrielle-Suzanne de Villeneuve. Appassionata di cinema e letteratura per l’infanzia, collabora anche con “Meer”. Ha fatto parte della giuria professionale e popolare di vari festival italiani di cortometraggi (Sedicicorto International Film Festival, Ferrara Film Corto Festival, Roma Film Corto Festival). Coltiva la passione per la fotografia, scoperta durante i numerosi viaggi. Da Algeria, Mali, Libia, Belgio, Francia e Russia, dove ha lavorato e vissuto, ha tratto ispirazione, così come oggi da Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


PAESE REALE
di Piermaria Romani

Ogni giorno politici, sociologi economisti citano un fantomatico “Paese Reale”. Per loro è una cosa che conta poco o niente, che corrisponde al “piano terra”, alla massa, alla gente comune. Così il Paese Reale è solo nebbia mediatica, un’entità demografica a cui rivolgersi in tempo di elezioni.
Ma di cosa e di chi è fatto veramente il Paese Reale? Se ci pensi un attimo, il Paese Reale siamo Noi, siamo Noi presi Uno a Uno. L’artista polesano Piermaria Romani si è messo in strada e ha pensato a una specie di censimento. Ha incontrato di persona e illustrato il Paese Reale. Centinaia di ritratti e centinaia di storie.
(Cliccare sul ritratto e ingrandire l’immagine per leggere il testo)