29 Novembre 2014

Michele Perfetti e la psicopoesia senziente

Roby Guerra

Tempo di lettura: 2 minuti

michele-perfetti

Scrittura verbo-visiva, così l’ha definita il critico ed artista Lamberto Pignotti, oppure “Poesia Totale” (Adriano Spatola), più specificatamente, a seconda dei ‘file’, si narra di poesia sonora, poesia tecnologica e poesia visiva (Perfetti, il Gruppo 70 ed altri).
Per la poesia visiva, nello specifico, dagli anni ’60 e dal Gruppo 70 di Firenze, avanguardia supportata e promossa da critici e artisti quali, infatti, Pignotti, Spatola e altri, protagonista indiscusso, di fama planetaria, nel settore, fu Michele Perfetti, mostre in Italia, Europa, Sud America… e a Ferrara.

Dalle primissime esplorazioni ormai storiche, poesia tecnologica e frammenti quotidiani, “000 più 1″, a poesie tecnologiche visive, “Black Notes”, alle mostre più recenti, “Un excursus a zig zag”, la parola che diventa mutante, post-tipografica, fino all’auto azzeramento nel puro segno, sogno, immagine… e alle personali più relativamente recenti: ad esempio il quasi florilegio storico Virtuale con lo stesso Pignotti (“Belle Lettere”).
Oppure, Perfetti, tra i principali psicopoeti, capace di captare il cosiddetto inconscio tecnologico di Franco Vaccari memoria, altro protagonista di quelle avanguardie, e cristallizzarlo dinamicamente
in opere d’arti inedite al gusto estetico comune.
La poesia come video game senziente, in una nano danza, orizzontale, verticale, obliqua,
dribblando anche, mossa non sempre prevedibile in tale post letteratura sperimentale, certo
ridondante concettualismo.
Michele Perfetti è scomparso nel 2013: così lo ricorda, significativamente l’Archivio Adriano Spatola: “Poco più di un anno fa scompariva a Ferrara Michele Perfetti, poeta visivo della prima ora e fedele sostenitore di questo genere di “controinformazione” letteraria e artistica, sino a farne una missione, per tutta la vita. Nato a Bitonto nel 1931, aveva manifestato già negli anni 50 la sua propensione a nuovi modelli di scrittura poetica, ma fu dopo il 1963, grazie alla scoperta del neonato Gruppo 70 fiorentino, che la Poesia Visiva gli aprì nuovi orizzonti artistici, poetici e politico-filosofici.
All’epoca il Circolo culturale Italsider di Taranto (quando l’acciaieria, ancora statale non si limitava ad avvelenare il territorio) metteva a disposizione uno spazio per i nuovi fermenti che germogliavano a profusione fra i giovani artisti e poeti, consentendo inediti rapporti a livello nazionale e internazionale. Michele Perfetti, con la collaborazione di un altro entusiasta sostenitore di queste novità, Vittorio Del Piano, vi organizzò numerose mostre, collettive e personali. Fra queste una di sue poesie visive intitolata …000+1, in occasione della quale pubblicò il libro qui riprodotto, con le brevi prefazioni di Eugenio Miccini e Lamberto Pignotti: fondatori questi ultimi del Gruppo 70 (movimento a cui Michele Perfetti aveva aderito) insieme con Luciano Ori, Lucia Marcucci, Ketty La Rocca e il musicista Giuseppe Chiari, uno dei pochi artisti italiani presenti nel movimento Fluxus, nato in America e rapidamente divenuto globale.”

da Archivio Adriano Spatola, “Michele Perfetti (1931-2013), la Poesia Visiva come missione”
Per leggere il testo completo scarica il pdf [vedi]

Per saperne di più sull’artista visita il sito di Edizioni Riccardi [vedi]

da “Dizionario della letteratura ferrarese contemporanea”, eBook a cura di Roby Guerra (Este Edition-La Carmelina, 2012)



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Roby Guerra

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