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Le voci da dentro / La maratona di lettura in carcere

Le voci da dentro. La maratona di lettura in carcere

Venerdì 15 maggio 2026, presso la sala utilizzata per le attività teatrali musicali e culturali della Casa Circondariale “Costantino Satta” di Ferrara, si è svolta una maratona di lettura organizzata dall’Associazione Amici della Biblioteca Comunale Ariostea, dal Comune di Ferrara e dalla Casa Circondariale stessa.

le voci da dentro. la maratona di lettura in carcere
La Biblioteca della Casa circondariale di Ferrara (foto di Mauro Presini)

Per i non addetti ai lavori, una maratona di lettura si concretizza in una serie di letture scelte ed eseguite dai partecipanti sulla base di un argomento definito dagli organizzatori. Il tempo a disposizione dei vari lettori è solitamente di 5 minuti a testa.

Quella di quest’anno è stata la quarta edizione ed aveva per titolo: “Chiamale se vuoi emozioni”.

Alla maratona di lettura in carcere hanno partecipato più di una cinquantina di persone fra quelle ristrette ed i volontari e, considerato il contesto, la partecipazione può essere considerata molto buona.

La maggior parte delle letture sono state scelte da libri conosciuti: Le otto montagne, Il gabbiano Jonathan Livingstone, Cuore nero, Il giorno prima della felicità, Sempre con me, Il vento giallo, Vedere l’alba dentro l’imbrunire e molti altri ancora.

A chi si chiedesse a cosa serve una maratona di lettura in carcere, propongo una serie di ragioni: la lettura emoziona e fa emozionare, condividerla fa star bene, aiuta a mettersi nei panni degli altri, invita ad un viaggio interiore, fa vivere altre vite, facilità l’immaginazione, serve per pensare, riflettere, imparare, guardarsi allo specchio e ti dà una mano se vuoi cambiare.

Fra le persone detenute che hanno dato un taglio personale alla loro lettura vale la pena ricordare Claudio, che ha letto alcuni passaggi del libro commentandolo e proponendo suoi interrogativi senza fornire interpretazioni scontate.

Ivan, invece, ha preferito leggere un suo pensiero commovente sulle condizioni che sta vivendo e sul desiderio di libertà.

Ettore mi aveva anticipato che avrebbe recitato a memoria la poesia di Totò, ’a livella, ma, purtroppo per noi e fortunatamente per lui, non ha potuto partecipare, perché il giorno prima è andato in “articolo 21”, cioè ha ottenuto un beneficio previsto dall’Ordinamento Penitenziario che permette ai detenuti di lavorare di giorno all’esterno del carcere e di rientrare la sera, come parte del loro percorso di reinserimento sociale.

Da ultimo, mi piace riportare qui il testo di Giampiero, che si è distinto per la creatività, perché ha creato un gioiello di tautogramma, molto apprezzato dal pubblico, che sintetizza perfettamente lo stato d’animo delle persone che vivono in condizione di detenzione.

Per chi non lo sapesse, il tautogramma è un testo che contiene solo parole che iniziano con la stessa iniziale; nel nostro caso, è la lettera “D” della parola “Detenuto”.

Si intitola Dominare destini.

Detenuti,
demoni dannati,
drammi del destino dispensano dolore
dentro,
dove distruggono domani,
distribuendo disillusioni,
dividendo disadattati da delitti.
Dai!
Difendiamoci dalla deteriorità della detenzione,
delimitiamo danni delle disperazioni
dimenticandole;
dimostriamo duttilità d’animo!
Dannazione!
Dobbiamo davvero dissolvere distanze!
Dialoghiamo dominando differenze,
disfacendoci delle divisioni.
Dirigiamoci dunque
dove dimenticata dolcezza
debellerà demoni dentro.
Dopodiché,
doniamoci differente destino
dentro dimore dove
desideri diversi dissiperanno dolori.

Tutte le emozioni condivise durante la maratona di lettura sono state vissute con grande intensità, sia da parte dei lettori che degli ascoltatori.

Mi è sembrato quindi opportuno chiudere questo breve articolo sulla maratona di lettura con l’esercizio di stile sopraffino di Giampiero, che può insegnare molto ai tanti che non credono nelle seconde occasioni e nella cultura come opportunità di cambiamento.

A tal scopo anticipo che, a partire dal prossimo numero di Astrolabio, il giornale del carcere di Ferrara, inaugureremo la rubrica Fantasia tra le sbarre.

A chiunque voglia rispondere “per le rime”, buona partecipazione.

Cover: “Cercando libertà”, disegno di un detenuto nella casa circondariale di Ferrara. 

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Mauro Presini

È stato maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si è occupato di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 al 2025 ha coordinato il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero”. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara, insieme ad una redazione composta da persone detenute.

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