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Le voci da dentro / Sempre papà

Le voci da dentro. Sempre papà

di Nicola Crimaco

 Nicola è un bravo psicologo clinico a Ferrara, specializzato in psicoterapia a orientamento cognitivo-costruttivista.

Crede che un percorso di sostegno psicologico nasca dal desiderio di esplorare le dimensioni del proprio sé perché, a volte, ciò che viviamo somiglia a un racconto rimasto in sospeso, che attende solo di essere ascoltato. Il percorso compiuto insieme diventa allora uno spazio di esplorazione condivisa.

Nicola cura un’attività molto importante all’interno della Casa Circondariale di Ferrara: il progetto “Sempre papà” di cui vi racconta, in sintesi, nel suo testo. Comunque la pensiate, buona lettura

(Mauro Presini)

Il progetto “Sempre Papà” nasce dalla collaborazione tra il Comune di Ferrara e la Casa Circondariale di Ferrara e trova la sua origine all’interno del contesto detentivo, dove la distanza fisica ed emotiva tra genitori e figli/e rischia di indebolire profondamente i legami affettivi.

Il carcere, infatti, non è solo un luogo di pena, ma anche uno spazio in cui è possibile promuovere percorsi di crescita, responsabilizzazione e ricostruzione delle relazioni. Intervenire in questo contesto significa riconoscere che il ruolo genitoriale non si interrompe con la detenzione, ma necessita di essere sostenuto e accompagnato in modo adeguato.

Svolgere attività dedicate alla genitorialità in carcere ha senso perché permette di offrire ai genitori strumenti per mantenere viva la relazione con i propri figli/e, nonostante le difficoltà imposte dalla separazione.

Favorire momenti di confronto, ascolto e condivisione aiuta a rielaborare vissuti complessi, a rafforzare le competenze educative e a promuovere una presenza affettiva significativa, anche a distanza.

La scelta di esserci nasce dalla volontà di contribuire attivamente a questo processo, mettendo al centro la persona e i suoi legami.

Crediamo che sostenere la genitorialità in carcere significhi investire non solo sul benessere dei genitori, ma anche su quello dei figli/e e, più in generale, sulla comunità. Offrire spazi accoglienti e opportunità di relazione all’interno del carcere vuol dire creare condizioni favorevoli per mantenere e rafforzare i legami familiari, riducendo il rischio di fratture irreversibili.

Essere presenti in questo contesto, significa riconoscere il valore delle relazioni affettive come elemento fondamentale nel percorso di cambiamento e reinserimento sociale, e impegnarsi affinché ogni genitore possa continuare a sentirsi tale, anche in una situazione di difficoltà.

Cover: Foto di skalekar1992 da Pixabay

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Mauro Presini

È stato maestro elementare; dalla metà degli anni settanta si è occupato di integrazione scolastica degli alunni con disabilità. Dal 1992 al 2025 ha coordinato il giornalino dei bambini “La Gazzetta del Cocomero”. Dal 2016 cura “Astrolabio”, il giornale del carcere di Ferrara, insieme ad una redazione composta da persone detenute.

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