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È una giornata particolare quella del 22 febbraio: esattamente 10 anni fa nasceva una delle realtà culturali più interessanti del panorama culturale ferrarese, il “Gruppo del Tasso”. Associazione dedita alla divulgazione culturale, si è caratterizzata per aver organizzato una serie di eventi di grande successo, tra cui la rassegna GialloFerrara e il Festival Punto & Virgola. A raccontarci questa avventura ci hanno pensato tre donne, al centro della divulgazione della cultura a Ferrara.

La prima a parlare è proprio Irene Lodi, presidente del Gruppo del Tasso: “Dieci anni sono un traguardo da festeggiare: in tutto questo tempo siamo cambiati, cresciuti e maturati. Per me il Gruppo del Tasso è stato un vero e proprio percorso di formazione: mettendomi alla prova ho sperimentato nell’ambito che amo, quello della letteratura, e ho imparato tantissimo, sia a livello umano sia nel campo più operativo dell’organizzazione. Sono sempre stata vicina ai valori dell’associazionismo, frequento fin da piccola gruppi sociali, e quando sono diventata grande ho accolto con entusiasmo l’occasione di provare l’esperienza di un consiglio direttivo, prima, e di una presidenza, poi. In particolare, sono entrata nel Gruppo con l’evento di GialloFerrara del 2016, e sono stata immediatamente convinta dalla passione dei soci per quello che facciamo insieme: l’idea di mettere la cultura a disposizione di tutti, di contribuire, nel proprio piccolo, a rendere un po’ più ricca la propria città, sono da sempre il motore dei Tassi, e da quel festival in poi, anche il mio. Credo che il concetto stesso di volontariato sia una scelta politica, nel senso più antico del termine, l’arte che riguarda la città, per questo tentiamo di rivolgere le nostre iniziative a un pubblico variegato: c’è bisogno del contributo di tutti per vivere la cultura a 360 gradi, e rendere Ferrara, che già amiamo profondamente, un luogo di promozione letteraria. Per questo Decennale devo ringraziare innanzi tutto i nostri primi sostenitori: Assicoop Modena&Ferrara e CoopAlleanza 3.0 hanno sempre creduto in noi e nei nostri progetti, e hanno voluto aiutarci a festeggiare il nostro decimo compleanno: non avremmo mai potuto spegnere queste candeline con così tanti amici senza di loro! Una menzione speciale va anche ad Arci Ferrara, da cui abbiamo imparato tanto sulla gestione e organizzazione degli eventi culturali, e ha contribuito a far crescere la rete di contatti che abbiamo costruito nel tempo, e che è stata fondamentale per arrivare a questo momento con tanti compagni di avventura: i ragazzi della Web Radio Giardino e la redazione di Telestense in primis”.

Alice Bolognesi, presidente di Arci Ferrara, ci ha raccontato della collaborazione che è nata tra i Tassi e l’Arci, con l’adesione del Gruppo a questa rete associativa: “Arci Ferrara è felice di avere tra i suoi affiliati, dal 2017,  il Gruppo del Tasso. L’adesione del Gruppo ben si sposa con gli obiettivi di promozione culturale di Arci , con un arricchimento che speriamo sia reciproco, negli intenti e nella pratica . Ci preme ricordare come il Gruppo del Tasso sia un’eccellenza rispetto al panorama associativo , essendo una delle poche associazioni Arci in Italia che si occupa di promozione letteraria , realizzando eventi culturali di qualità ben inseriti nel territorio e aperti a contaminazioni artistiche, e che negli anni ha saputo intercettare pubblici eterogenei e sempre crescenti. Il nostro augurio è quello di riuscire a crescere e di festeggiare altri 10 anni insieme, portando l’esperienza del Gruppo del Tasso in altri circoli sul territorio nazionale.”

Anna Maria Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea, ed esperta nel campo della divulgazione culturale, infine, ci ha descritto il protagonismo giovanile all’interno del panorama culturale estense: “L’Istituto di Storia Contemporanea non è solamente un luogo di ricerca, ma anche di promozione culturale, con grande attenzione per i giovani: gravitano moltissimi ragazzi qua intorno, non solo persone che si occupano di storia, ma anche e soprattutto di attività culturali. Per me il Gruppo del Tasso è stato una scoperta: fin da subito ho apprezzato il loro grande entusiasmo, e mi ha colpito questo gruppo di giovanissimi, alcuni si stavano ancora laureando all’epoca, per l’impegno nel lavoro che stavano intraprendendo, anche perché la loro è sempre stata una proposta seria per la crescita della cultura e della città. Il linguaggio poetico è un linguaggio dell’anima, e ho trovato assolutamente giusto dare gli spazi all’associazione, quando ne avevano bisogno, ma soprattutto ascoltare. La nostra idea culturale si concretizza nel confronto con i giovani, portando avanti un dialogo tra le generazioni: questo è l’Istituto, un luogo dove c’è incontro. La materia di cui ci occupiamo non va pensata solo come divulgazione scientifica, ma deve essere intesa come l’insieme delle discipline artistiche: letteratura, poesia, arte, politica, economia… Tutto questo è storia”.

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Jonatas Di Sabato

Giornalista, Anarchico, Essere Umano

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Caro lettore

Dopo molti mesi di pensieri, ripensamenti, idee luminose e amletici dubbi, quello che vi trovate sotto gli occhi è il Nuovo Periscopio. Molto, forse troppo ardito, colorato, anticonvenzionale, diverso da tutti gli altri media in circolazione, in edicola o sul web.

Se già frequentate  queste pagine, se vi piace o almeno vi incuriosisce Periscopio, la sua nuova veste grafica e i nuovi contenuti vi faranno saltare di gioia. Non esiste in natura un quotidiano online con il coraggio e/o l’incoscienza di criticare e capovolgere l’impostazione classica di questo “il giornale” un’idea (geniale) nata 270 anni fa, ma che ha introdotto  dei codici precisi rimasti quasi inalterati. Nemmeno la rivoluzione digitale, la democrazia informava, la nascita della Rete, l’esplosione dei social media, hanno cambiato di molto le testate giornalistiche, il loro ordine, la loro noia.

Tanto che qualcuno si è chiesto se ancora servono, se hanno ancora un ruolo e un senso i quotidiani.  Arrivano sempre “dopo la notizia”, mettono tutti lo stesso titolo in prima pagina, seguono diligentemente il pensiero unico e il potente di turno, ricalcano in fotocopia le solite sezioni interne: politica interna, esteri, cronaca, economia, sport…. Anche le parole sembrano piene di polvere, perché il linguaggio giornalistico, invece di arricchirsi, si è impoverito.  Il vocabolario dei quotidiani registra e riproduce quello del sottobosco politico e della chiacchiera televisiva, oppure insegue inutilmente la grande nuvola confusa del web.

Periscopio propone un nuovo modo di essere giornale, di fare informazione. di accostare Alto e Basso, di rapportarsi al proprio pubblico. Rompe compartimenti stagni delle sezioni tradizionali di quotidiani. Accoglie e dà riconosce uguale dignità a tutti i generi e tutti linguaggi: così in primo piano ci può essere una notizia, un commento, ma anche una poesia o una vignetta.  Abbandona la rincorsa allo scoop, all’intervista esclusiva, alla firma illustre, proponendo quella che abbiamo chiamato “informazione verticale”: entrare cioè nelle  “cose che accadono fuori e dentro di noi”, denunciare Il Vecchio che resiste e raccontare Il Nuovo che germoglia, stare dalla parte dei diritti e denunciare la diseguaglianza che cresce in Italia e nel mondo. .

Con il quotidiano di ieri, così si diceva, oggi ci si incarta il pesce. Non Periscopio, la sua “informazione verticale” non invecchia mai e dal nostro archivio di quasi 50.000 articoli (disponibile gratuitamente) si pescano continuamente contenuti utili per integrare le ultime notizie uscite. Non troverete mai, come succede in quasi tutti i quotidiani on line,  le prime tre righe dell’articolo in chiaro… e una piccola tassa per poter leggere tutto il resto.

Sembra una frase retorica ma non lo è: “Periscopio è un giornale senza padrini e senza padroni”. Siamo orgogliosamente antifascisti, pacifisti, nonviolenti, femministi, ambientalisti. Crediamo nella Sinistra (anche se la Sinistra non crede più a se stessa), ma non apparteniamo a nessuna casa politica, non fiancheggiamo nessun partito e nessun leader. Anzi, diffidiamo dei leader e dei capipopolo, perfino degli eroi. Non ci piacciono i muri, quelli materiali come  quelli immateriali, frutto del pregiudizio e dell’egoismo. Ci piace “il popolo” (quello scritto in Costituzione) e vorremmo cancellare “la nazione”, premessa di ogni guerra e  di ogni violenza.

Periscopio è quindi un giornale popolare, non nazionalpopolare. Un quotidiano “generalista”,  scritto per essere letto da tutti (“quelli che hanno letto milioni di libri o che non sanno nemmeno parlare” F. De Gregori), da tutti quelli che coltivano la curiosità, e non dalle elites, dai circoli degli addetti ai lavori, dagli intellettuali del vuoto e della chiacchiera.

Periscopio è  proprietà di un azionariato diffuso e partecipato, garanzia di una gestitone collettiva e democratica del quotidiano. Si finanzia, quindi vive, grazie ai liberi contributi dei suoi lettori amici e sostenitori. Accetta e ospita sponsor ed inserzionisti solo socialmente, eticamente e culturalmente meritevoli.

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