Gli spari sopra / Porto la camicia nera, perché mi sfila
Porto la camicia nera, perché mi sfila
Il sorriso infame di chi è certo della propria impunità di fronte al mondo, di fronte al proprio popolo e di fronte a Dio, perché sa che Dio lo vuole, perché lui e loro sono gli eletti. Esseri superiori che decidono con un click il come, il quando e il dove. Qualche sussulto nel mondo civile da parte di alcuni governanti, timidi sussurri, nessuna presa di posizione forte. Anzi, si creano decreti per tutelare il reato di antisemitismo, si parla di razzismo al contrario, ci sono ancora gli amici che innalzano la bandiera contro i cattivi. Al rovescio, la colpa è di chi manifesta, quelli dei centri sociali sempre pronti a fare perdere la sinistra che conta e ancora peggio gli attivisti della Flotilla, arrivisti che mettono il loro ego su di una barchetta in mezzo al mare, pronti a frignare appena vengono assaltati in acque internazionali. Poi i proiettili, sono di gomma, cosa credete, mica sono criminali, sono occidentali, come noi, sono democratici, come noi.
Ma non lo sapete che fatica fanno a proteggersi? Sono contornati da terroristi e allora li combattono, li sterminano, perché è nel loro diritto, con quello che hanno subito. Non è genocidio, non è pulizia etnica, si difendono, radono al suolo per nettezza urbana e civile, addirittura chiamano i condannati per sapere dove preferiscono esplodere, in famiglia, tra la folla o lontano da occhi indiscreti. E ditemi voi se non è correttezza questa, sono un esercito infallibile, mica criminali. Il mondo guarda e guarda e guarda, si indigna, ma loro non sono mica russi, loro sono amici nostri, sono evoluti in un medio oriente di bruti, su una terra che è loro per diritto divino.
Ma Gesù non era palestinese? Ma che ci importa degli impostori, un giorno il Messia arriverà sulla terra e ci darà una mano a fare la guerra.
E’ fatica scrivere senza nominare nomi, cognomi e coordinate geografiche, difficile sputare parole che abbiano un senso compiuto, in questo mondo evoluto. Dobbiamo agire, respirare, parlare, arrabbiarci sì, ma con moderazione. Occorre avere i conti a posto, i sogni, le utopie sono robe da comunisti, voi avete perso è la storia che lo dice. Dobbiamo essere riformisti, liberali e democratici, anglosassoni, freddi nel decidere i numeri. Dimmelo tu, con che soldi vuoi fare la rivoluzione, non c’è nemmeno più il carbone.
Anticapitalista? Ma che vuol dire, come ti permetti di ricorrere ancora ‘ste cazzate da figli dei fiori, diventa moderno, impara a essere un moderato, che poi nessuno sa più che cosa vuole dire.
Lo sai abbiamo avversari, non nemici, noi siamo diversi, ma non troppo, non siamo neppure uguali, abbiamo la superiorità intellettuale, loro sono dei buzzurri.
E questo è vero.
Ma intanto laggiù si continua a morire, la contabilità dei morti è ferma a prima della tregua, ma intanto si muore lo stesso, però non sono le bombe, non è colpa nostra, noi siamo l’esercito di Dio, mica crudeli assassini. Che c’entriamo noi se muoiono di malattie? Mica abbiamo bombardato tutti gli ospedali, ce ne sarà pure qualcuno che funziona.
No!
E vabbè, i terroristi sono dappertutto e noi li scoviamo, non gli diamo tregua. Noi siamo i padroni e i prigionieri li trattiamo come ci pare, chiaro? E che c’entra il diritto internazionale, noi siamo ciò che siamo e voi siete feccia, puzzolente e verminescente. Indossiamo la camicia nera, perché ci sfila e ci sta pure bene. Attento sai. non ci chiamare nazisti, perché poi ti denuncio per antisemitismo, lo dice pure Del Rio, noi siamo figli di Dio.
Oriente e occidente legati tra loro da due religioni diverse, ma noi siamo biondi, mica mori e scuri, abbiamo la pelle bianca come la Luna anche quaggiù, con un po’ di fortuna ci proteggiamo dai raggi del sole, siamo protetti dalla morte del diritto internazionale. Le Nazioni Unite le muoviamo con un dito, siamo amici del Presidente col ciuffo biondo, pedofilo, misogino, con meno cultura di un pollo, ma un grande condottiero, il nocchiero della civiltà occidentale. Ma si quella civiltà che è in guerra perenne da due secoli, quella civiltà esportata dall’Europa alle Americhe con appena cento milioni di morti, distribuiti però in quattro secoli, non azzardatevi a chiamarlo genocidio dei nativi, quelli erano dei barbari e pure schivi.
E io comincio ad avere paura, spero che mai un giorno diverrò come voi, spero di rimanere così, fuori dal tempo, fuori dal mondo, avulso dalla contabilità di amministratore di condominio. Voglio potervi dire mi fate ribrezzo, voglio poter rivendicare di essere ciò che sono, non sono un liberale, moderato e riformista, sono un comunista.
Forse ho perso, forse ho fallito, non vincerò, ma non sarò mai come volete voi.
In copertina: Soldato israeliano con ebreo ortodosso – Foto di Levi Meir Clancy su Unsplash
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