23 Novembre 2018

Elezioni: qualcosa di nuovo… per una nuova Ferrara

Francesco Monini

Tempo di lettura: 3 minuti

Le elezioni si avvicinano. Quelle europee ma anche le amministrative che eleggeranno il nuovo governo cittadino. Una cosa è certa: per Ferrara saranno un appuntamento storico. E comunque per nulla normale e scontato. Dopo 70 anni, quasi un’era biologica, per la prima volta la Destra sembra favorita. Una nuova Destra, aggressiva e a trazione leghista (leggi Alan Fabbri e Nicola Naomo Lodi), molto lontana dalle tradizionali forze del Centro Destra, sempre sconfitte nelle elezioni precedenti.
Anche a Ferrara (lo mostrano i sondaggi fin qui pubblicati) pesa fortemente la situazione politica nazionale: il governo giallo-verde (pericoloso, deludente, diviso al suo interno, ma deciso a non mollare il potere), il protagonismo mediatico e l’ascesa elettorale di Matteo Salvini, le divisioni interne di un Pd sempre più confuso e uscito dimezzato nei consensi dalle elezioni di marzo.
C’è poi un altro fattore che gioca contro la continuità, quindi contro la vittoria della Sinistra: la presenza di una diffusa insofferenza verso le élites politiche da parte dei cittadini elettori. Un distacco, una disaffezione, una sfiducia, che anche a Ferrara sono state sottovalutate. Anche a Ferrara, uscita impoverita dalla lunga crisi, il rapporto tra governo e cittadini si è logorato; l’orizzonte dei programmi si è abbassato e soprattutto è mancata la capacità di ascoltare e interpretare i bisogni, le difficoltà, le istanze delle persone, a partire da quelle più in difficoltà. Proprio questo malessere diffuso, soprattutto nelle periferie, è stato il terreno dove ha fatto breccia la propaganda di una Destra estremista e populista. Una Destra che non porta nessuna idea nuova e positiva per Ferrara, ma che fa leva sul sentimento di scontento e di protesta.

Dunque Ferrara è persa? Seguirà la stessa sorte di tante città che hanno cambiato colore nella cartina d’Italia, tutte travolte dal vento del populismo e del sovranismo? Forse sì, a meno che…

Qualcuno forse pensa che per sconfiggere l’onda populista basterà fare “fronte comune”, mettersi tutti insieme appassionatamente. Purtroppo “il fronte dei NO”, come è sempre stato nella storia, è destinato a una sicura sconfitta. Alle europee, come alle amministrative di Ferrara.
Invece, non sembri una banalità, c’è un unico modo per non tornare indietro: guardare avanti. Mettere in campo idee nuove e uomini e donne nuovi. Sapendo bene che il nuovo, il cambiamento, gli obiettivi concreti non potranno venire dalla attuale classe politica dirigente, o dalle solite tattiche e alchimie tra i partiti, ma solo dal grande patrimonio di idee e di energie della società civile ferrarese. Una società in cui tutti i giorni operano decine e decine di gruppi, collettivi, associazioni, dove migliaia di ferraresi sono impegnati nel campo della solidarietà sociale, della cultura di base, della nuova economia.

Qualcosa di nuovo si sta muovendo. In questi ultimi mesi a Ferrara sono sorte due iniziative, con nomi diversi – ‘La città che vogliamo’ e ‘Ascoltare il battito della città per rigenerare la democrazia’ – ma con intenti comuni. Censire i bisogni, le necessità, le richieste di cambiamento. Elaborare idee, individuare campi di azione, proporre linee di intervento e modalità nuove nel governo della citta. Disegnare i contorni di una sorta di Ferrara 4.0, capace di rispondere alle nuove sfide e proponendo nuove forme di democrazia partecipata.
Oltre un centinaio di persone stanno già lavorando in questa direzione. Pensando ai contenuti, invece di concentrarsi unicamente nella ricerca del capolista ideale. Se queste due iniziative troveranno una sintesi — e ce ne sono tutte le premesse – allora potrà finalmente nascere un soggetto nuovo, capace di esprimere una proposta innovativa e convincente per la Ferrara del prossimo futuro, diventando protagonista alle elezioni di primavera.

in copertina elaborazione grafica di Carlo Tassi



Periscopio
Dai primi giorni di febbraio, in cima al “vecchio” ferraraitalia, vedete la testata periscopio, il nuovo nome del giornale. Nelle prossime settimane, nel sito troverete forse un po’ di confusione; infatti, per restare online, i nostri “lavori in corso” saranno alla luce del sole, visibili da tutti i lettori: piccoli e grandi cambiamenti, prove di colore, esperimenti e nuove idee grafiche. Cambiare nome e forma, è un lavoro delicato e complicato. Vi chiediamo perciò un po’ di pazienza. Solo a marzo (vi faremo sapere il giorno e l’ora) sarà pronta la nuova piattaforma e vedrete un giornale completamente rinnovato. Non per questo buttiamo via le cose che abbiamo imparato e scritto in questi anni. Non perdiamo il contatto con la nostra Ferrara: nella home di periscopio continuerà a vivere il nome ferraraitalia e i contenuti locali continueranno a essere implementati. Il grande archivio di articoli pubblicati nel corso degli anni sarà completamente consultabile sul nuovo quotidiano. In redazione abbiamo valutato tanti nomi prima di scegliere la testata “periscopio”: un occhio che cerca di guardare oltre il conformismo e la confusione mediatica in cui tutti siamo immersi. Con l’intenzione di diventare uno spazio ancora più visibile, una voce più forte e diffusa. Una proposta informativa sempre più qualificata, alternativa ai media mainstream e alla folla indistinta dei social media.Un giornale libero, senza padrini e padroni, di proprietà dei suoi redattori, collaboratori, lettori, sostenitori. Nei prossimi giorni i nostri collaboratori, i lettori più fedeli, le amiche e gli amici, riceveranno una mail molto importante.Contiene una proposta concreta per diventare insieme a noi protagonisti di questa nuova avventura. Versando una quota (anche modesta) e diventando comproprietari di periscopio, oppure partecipando all’impresa come lettori sostenitori. Intanto periscopio ha incominciato a scrutare… oltre il filo dell’orizzonte, o almeno un po’ più in là dal nostro naso. Buona navigazione a tutti.

Chi non ha ricevuto la mail e/o volesse chiedere informazioni sul nuovo progetto editoriale, può scrivere a: direttore@ferraraitalia.it

L’autore

Francesco Monini

Nato a Ferrara, è innamorato del Sud (d’Italia e del Mondo) ma a Ferrara gli piace tornare. Giornalista, autore, infinito lettore. E’ stato tra i soci fondatori della cooperativa sociale “le pagine” di cui è stato presidente per tre lustri. Ha collaborato a Rocca, Linus, Cuore, il manifesto e molti altri giornali e riviste. E’ direttore responsabile di “madrugada”, trimestrale di incontri e racconti e del quotidiano online “ferraraitalia”, ora “periscopio”. Ha tre figli di cui va ingenuamente fiero e di cui mostra le fotografie a chiunque incontra.
Francesco Monini

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